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anno I n°.1 marzo 2007
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copertina: Claudio Cangini |
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la Posta (ultimo aggiornamento al 18.03.2007)
Di seguito riporto la prima lettera - preferisco chiamarla in questo modo che con il termine tecnico di "e-mail", mi sembra meno fredda e impersonale - che ci è arrivata in redazione. Aldilà di altri auguri ricevuti, senz'altro e assolutamente sinceri, da amici "dell'ambiente", sono messaggi come questo che ci confermano nella bontà della strada intrapresa e degli obiettivi che ci ripromettiamo di raggiungere. Mentre scrivo queste frasi mi suonano un po' frasi fatte, le "solite cose" che si dicono in questi casi, ma sono tutte autentiche, come lo è la passione per il mare mia e di tutti i collaboratori che hanno accettato di imbarcarsi in questa avventura sul mare - non sempre calmo - dell'editoria di settore. Scriveteci, e aiutateci, con le critiche, a migliorarci e a mantenere la rotta. Grazie a tutti coloro che ci leggeranno e ci sosterranno.
Paolo Bastoni
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> Cari Paolo, Angelo e collaboratori,inizio con il darci del tu perché vi seguo da tempo; SubAqva, Aqva etc etc. Farvi i complimenti subito, nel primo numero, credo sia un po' presto. :-) Peraltro mi sento di farvi i complimenti al vostro coraggio; al coraggio di remare "contro" la massa, "contro" le idee, permettetemi, contorte di un qualunquista, "contro" chi reputa il lavoro di appassionati poco produttivo, "contro" chi "sottovaluta" le idee sane senza pregiudizio e "contro" chi ha una certa esperienza dettata da tanti anni di immersioni e conoscenze che solo il tempo sa dare. Questo mi è sembrato leggendo le prime righe della rivista ON LINE ma più che la rivista, gli uomini che leggo da tempo!!!! Allora..................... da Subacqueo, fotografo dilettante, naturalista, amante del mare e dei suo abitanti............... non posso che augurarvi buon lavoro, un grande "in culo alla balena" :-) ;-) e.......................... al prossimo numero. BRAVI!!!! Franco Iannello
http://www.mondomarino.net/forum/default.asp
risponde Angelo Mojetta
Caro Franco, sono veramente commosso per il tuo entusiasmo che mi dà la forza di andare avanti nonostante tutto e la voglia sempre più frequente di chiudere e tacere per sempre. Grazie.
Angelo
risponde Paolo Bastoni
Caro Franco, leggo la tua e-mail dopo Angelo e non posso fare altro che sottoscrivere quello che ti ha risposto lui, aggiungo solo che, al semplice e insufficiente ringraziamento alle tue considerazioni, mi fa piacere vedere che il nostro operato venga riconosciuto e apprezzato, le nostre intenzioni sono esattamente quelle che hai identificato tu, e sapere di avere interlocutori come te ci aiuta a darci da fare per tener fede ai nostri impegni. Il tutto detto realmente senza retorica. Ancora grazie.
Paolo
>
Caro Angelo nessun ringraziamento. ;-) _____________________________________________________
Sicuramente ne avrete già ricevuti molti altri, ciò nonostante Vi porgo i miei più sinceri complimenti per il bel progetto editoriale.
In bocca alla balena.
Roberto Delaide NAUI Representative
Ho visto ora la tua nuova
rivista on-line, forse il progetto del quale mi Congratulazioni e tanti
auguri per il successo che meriti. A presto, Mauro
Gent. Sig.
Bastoni.
Cari Angelo e
Paolo, Francesco
risponde Paolo Bastoni
Di "lettere" (preferisco chiamarle così anziché con il termine corretto "e-mail") del tenore delle due precedenti ne abbiamo ricevute diverse il che non può che far piacere per le implicazioni che comporta riguardanti il nostro modo di lavorare fin qua. Mettiamo in cassaforte questi "in bocca al lupo" (o "in culo alla balena" che dir si voglia con la conseguente speranza scaramantica...) e predisponiamoci ad aspettare anche le sacrosante critiche che, come dico sempre, ci aiuteranno a migliorarci. Grazie del vostro contributo cari amici della "tribù delle rocce"!!!
Paolo Bastoni
Lettera al Capitano Nemo Caro Capitano Nemo, per tutto quello che hai scritto: GRAZIE ! Ho appeso l'erogatore al muro quando ho capito di non avere scampo. Lungi dal volere fare il vandalo subacqueo mi sono sentito fisiologicamente impedito nel proseguire l'attività sub ormai inquadrata nel gregge dei centri di immersione. Il "mare nostrum" è diventato "cosa nostrum" pertanto se vuoi immergerti devi sopportare i tempi del diving,i siti decisi dal diving la compagnia imposta dal diving. Paghi cifre spropositate e ti trovi in mezzo ad una torma di compagni di immersione che sporcano l'acqua, spaventano i pesci, ti pinneggiano addosso, trovano sempre il modo di far penzolare un erogatore davanti all'oblò della videocamera e trasformano il mare in una jacuzzi. In parole povere ti tolgono quel poco piacere che è rimasto nell'illudersi di essere esploratori silenziosi del mondo sommerso. Tutti insieme appassionatamente ? No grazie! Alberto Sandri
risponde Paolo Bastoni
Caro Alberto, ti rispondo cercando di interpretare il senso di quello che il nostro Mitico Capitano ci ha voluto significare con il suo intervento. Premetto che – subacqueo-da-trentasette-anni-meno-tre-mesi – condivido quasi integralmente il suo grido di dolore, non foss’altro per il mio amore per le specie in via di estinzione. Mi rendo conto comunque, al contrario del comandante del Nautilus, notoriamente un po’ talebano nelle sue azioni, in fondo se vogliamo che la subacquea prosperi è non solo utile ma anche necessario che gli adepti a questo meraviglioso universo si moltiplichino. Anch’io preferirei, da bravo maschio latino, restare solo con l’oggetto del mio amore, ma d’altra parte (altrimenti non avrei iniziato ad insegnare nel –ahimè – lontano 1980) sono anche contento quando nuovi subacquei si affacciano al “nostro” mondo, in un paradosso io dichiaro da sempre che “… se tutto il mondo andasse sott’acqua il mondo sarebbe più buono…”. Basta, non voglio risultare deamicisiano! Quello che voglio dire è che – e spero fosse questo che Nemo voleva dire – senza togliere al progresso e alla nuova situazione “storica” del mondo della subacquea che si è andata costruendo da ormai parecchio tempo, mi va benissimo che esistano i Diving Center (siamo in Italia, chiamiamoli “Centri di Immersione”, please!!!...) che supportano le nuove, o recenti leve. Ma, per favore, lasciateci anche i nostri spaziettini, curateci: verificate che non si esca dal mare con qualche saraghetto da pochi grammi infilzato nella fiocina che ritenete noi si porti sempre sott’acqua, ma non precludeteci la possibilità di fare un’immersione in solitaria – a dieci metri su sabbia o a settanta in un relitto – per godere di quelle emozioni che ci hanno fornito l’imprinting. Tra l’altro personalmente sono convinto della bontà dei Diving quando sono condotti da chi il mare lo ama davvero (io stesso ho avuto un Centro Immersioni a Ustica per qualche anno), e cito a titolo di esempio il mio caro amico Fabio Barbieri ed il suo centro Palinuro Sub DC (Fabio, anche tu con l’inglese!!!): vero amante del mare di cui è anche profondo conoscitore, nei limiti imposti dal portare sott’acqua un gruppo eterogeneo non impone sfibranti pinneggiate per far quattro immersioni in una ma si sofferma a far osservare organismi e curiosità che il promontorio offre ai sub. O come un altro caro amico, Andrea Ghisotti, che appartiene senz’altro alla nostra scuola di pensiero ed ha anche – tra i primi in Italia – un efficientissimo Centro Immersioni a Portofino, punto di partenza per piacevolissime immersioni sul promontorio o sui relitti della zona dei quali è profondo (in tutti i sensi!) conoscitore. In definitiva: non vale la pena, secondo me, appendere le pinne al chiodo (la gomma ne risente): il mare davvero perderebbe qualcosa di prezioso, bisogna solo aggrapparsi con forza ai nostri valori, al nostro desiderio di vivere, con il mare e nel mare, il nostro desiderio di libertà e di integrazione con la natura che – qualcun altro l’ha detto prima di me – è benigna, nonostante talvolta presenti bipedi microcefali, che sono comunque presenti in ogni dove nelle attività umane, che abbiano la tendenza a farci disamorare delle cose più belle della vita. Credi a me Alberto: non ne vale la pena! Con stima
Paolo Bastoni
p.s. un'ultima parola riguardo ai costi: è vero, andar sott'acqua costa sempre più caro (ma anche noleggiarsi una barca - a meno che non se ne possieda una propria - non è propriamente economico!), ma d'altra parte - e te lo dice chi un Centro Immersioni l'ha avuto - i costi di gestione sono altrettanto alti, in sostanza: in Mediterraneo è difficile campare con questa attività. In ogni caso ho intenzione in un prossimo futuro di fare una piccola inchiesta per far sapere cosa significa gestire un Diving in termini economici, tanto per riavvicinare i titolari ai subacquei che ne utilizzano i servizi, ditemi se l'argomento vi interessa. Grazie.
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Andrea Ghisotti - relitto Elviscot Lago Malawi - Cormorano in volo
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