anno I n°.1  marzo 2007                                                                        

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copertina: Claudio Cangini

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GUARDIA COSTIERA            

Il Corpo, oggi

141 anni di storia, 10.800 tra uomini e donne, 550 mezzi aeronavali, 279 sedi che garantiscono una presenza capillare sul territorio, con a disposizione sofisticati apparati ad alta tecnologia per un attento monitoraggio del mare e di tutte le attività che su di esso si svolgono.

Queste, in sintesi, sono le Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, un Corpo peculiare, oltre che per la molteplicità dei compiti, anche per la sua duplice dipendenza: dal Ministero della Difesa, in quanto Corpo della Marina Militare e dal Ministero dei Trasporti, per i compiti in materia di navigazione e trasporto marittimo, vigilanza nei porti, demanio marittimo e sicurezza della vita umana e della navigazione.

Il Corpo, il cui impegno primario è la salvaguardia della vita umana in mare, è centro nazionale SAR (Search and Rescue) per la ricerca ed il soccorso, che si estende ben al di fuori delle acque territoriali coprendo circa 500 mila km di mare.

Per questa missione le Capitanerie si avvalgono di 300 sedi su tutto il territorio nazionale, 3 nuclei aerei, 3 nuclei subacquei, 500 mezzi aeronavali e di 10.800 professionisti del mare.

Le operazioni sono coordinate dal Comando Generale quale Italian Maritime Rescue Coordination Center e dalle 14 Direzioni Marittime denominate Maritime Rescue Sub Center.

Nel 2006 gli interventi SAR sono stati circa 5.250 e, nel periodo estivo, si contano circa 6.490 diportisti soccorsi e 2.540 unità da diporto assistite.

Segue, poi, la tutela ambientale finalizzata alla salvaguardia del mare che ha assunto una determinante rilevanza negli ultimi anni in termini di impegno per le Capitanerie.

Le fruttuose e strette collaborazioni con i Ministeri dell’ Ambiente, delle Politiche Agricole e Forestali e dei Beni Culturali hanno portato a standard elevati di attenzione e sicurezza nell’utilizzo delle nostre acque, sia esso inteso come sforzo di pesca, come trasporto marittimo o ricerca di reperti sottomarini.

Il Comando Generale esercita un’ incisiva azione contro gli inquinamenti marini.

In tale attività rientra anche la sorveglianza delle zone di rilevante interesse - per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono – da parte delle nostre coste costituite in Aree Marine Protette dal Ministero dell’Ambiente.

Oltre 14.000 le missioni effettuate a tale scopo nei 25 parchi marini durante il 2006, alle quali si aggiungono le oltre 400.000 miglia percorse dalle bianche unità della Guardia costiera anche per missioni di vigilanza sui fondali di interesse archeologico.

Da aggiungere il costante controllo sulla filiera della pesca, coordinato dal Centro Controllo Nazionale Pesca posto in capo al Comando Generale, che inizia con la vigilanza per uno sfruttamento razionale delle risorse ittiche ed arriva a garantire un prodotto qualitativamente confacente agli standard comunitari sui banchi delle pescherie e nei ristoranti, a difesa dei consumatori.

Le Capitanerie sono istituzionalmente incaricate anche del controllo sulla safety marittima - parte della sicurezza della navigazione intesa a far rispettare l’insieme delle norme atte a tutelare la nave e l’equipaggio contro i rischi non voluti - effettuando migliaia di visite finalizzate al rilascio dei certificati di sicurezza e numerosi controlli sulle unità di bandiera estera (Port State Control) attraverso ispettori specializzati appositamente formati.

Dalle statistiche del Memorandum of Understanding di Parigi sul Port State Control, il nostro paese risulta essere fra i primi per sicurezza delle navi di bandiera - rientrando nella lista delle nazioni che garantiscono elevati standard a bordo delle proprie navi (white list) – e primo in Europa per numero di navi estere ispezionate, 2.535 nel 2006, pari all’12% del totale nella regione del Paris Mou.

Dal 2001, anno in cui il terrorismo internazionale ha raggiunto il suo apice, si è sviluppato un secondo tipo di sicurezza della navigazione, chiamato security e improntato a prevenire danni intenzionalmente arrecati alla nave e all’interfaccia nave-porto. Anch’esso è di diretta competenza del personale del Corpo per quanto riguarda il rilascio dei certificati di sicurezza e per la verifica del mantenimento dei parametri richiesti.

Le Capitanerie collaborano anche con il Ministero degli Interni per il contrasto all’immigrazione clandestina, attraverso un pattugliamento congiunto con le altre Forze di polizia nazionali ed estere. Nell’ultimo anno sono state intercettate 245 unità ed assistite 12.490 persone che si trovavano a bordo.

Strumento indispensabile per adempiere efficacemente a tutte queste competenze istituzionali è il multifunzionale VTS che conta oggi, oltre al suo centro principale presso il Comando Generale, 19 stazioni di area in fase di completamento.

Il lavoro svolto dalla Guardia costiera è facilitato dalla comunicazione con l’utenza. Per questo tutta l’attività operativa svolta dal Corpo è supportata dalla preventiva informazione attraverso canali istituzionali e privati.

A disposizione di chi opera in mare, oltre al numero telefonico 1530 ed ai canali VHF per le emergenze, vi sono il sito www.guardiacostiera.it, un portale completo che tratta a 360 gradi tutte le attività marittime - 5 milioni le pagine sfogliate virtualmente da oltre 400 mila webnauti nel corso dello scorso anno - ed il servizio e-mail "Linea diretta con la Guardia costiera", utilizzato nel 2006 da oltre 3.000 cittadini per richiedere informazioni sulle svariate problematiche legate al mare.

guardiacostiera@guardiacostiera.it

 

 

 

Andrea Ghisotti

Malawi - Likoma Island

Andrea Ghisotti - relitto Elviscot

Lago Malawi - Cormorano in volo

Malawi - Likoma Island

Andrea Ghisotti - barracuda

 

 

Andrea Ghisotti - Prua del Rubis