anno I n°. 5 luglio 2007                                                                        

SOMMARIO

copertina: Paolo Bastoni

SOTTACQUA.INFO - IL MARE IN RETE - subacquea e nautica viaggiano sul web: viaggi, immersioni, barche e attrezzature provate per voi ogni mese

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l'Editoriale             

Editoriale 1: la storia e la memoria.

Nel corso del trascorso mese di giugno si è tenuta, a Milano, una importante celebrazione che non si è limitata ad essere una semplice serata di parole elogiative nei confronti di un qualcuno che fu, ma, a parte il fatto che le serate sono state tre, ognuna con un tema specifico, a queste si è poi abbinata una mostra iconografica che ripercorreva le tappe attraversate dal personaggio cui è stata dedicata la manifestazione, mostra iconografica che, nei prossimi mesi, verrà proposta anche in altri spazi di “noi” subacquei. Il personaggio celebrato – importante nella storia della subacquea ma anche in quella, più ampia e generale, della società, del giornalismo, della cultura – era Gianni Roghi cui SOTTACQUA ha anche dedicato uno spazio.

Qui si aprono due temi: uno che riguarda l’Uomo, troppo presto strappato alla vita e alla sua attività – e non paia la solita frase fatta che si declama in questi casi – che ha davvero rappresentato, tra gli anni ’50 e gli anni ’60 un personaggio difficilmente ripetibile, per quello che ha fatto, che non ricorderemo ora qui anche se invitiamo chi legge queste righe ad andare a fare qualche ricerca, magari a comperarsi – ammesso di trovarlo ancora – un suo libro come “Uomini e Pesci” edito da Sperling&Kupfer e “La piroga vuota” scaturito dalla arguta penna di Gaetano “Ninì” Cafiero e edito da “La Mandragora” e recensito anche da noi.

Ma, in questo discorso, la cosa più importante risiede nella figura che Roghi (ma non solo lui) ha rivestito per legioni di subacquei nati in quegli anni, giusto per limitarci solo alla parte subacquea. E questo introduce il secondo ragionamento. Chi scrive è “nato” alla subacquea leggendo tre “bibbie”: il già citato “Uomini e Pesci”, “Scendete sott’acqua con me” di Duilio Marcante (Duilio Marcante? E chi era costui?!?...) e “I Sub” della Marina Militare francese.

Ecco, oggi chi inizia ad andare sott’acqua perché emozionato da resoconti di esploratori o subacquei (ma forse il termine “subacquei”, in questo caso, rischia di essere riduttivo), chi conosce ancora Hans Hass o Luigi Ferraro (sconosciuto, quest’ultimo, anche ad un editore del nostro settore con il quale ho avuto stretti rapporti)?

Quello che oggi manca, e non solo secondo me, è una cultura della subacquea. In un’epoca di cultura (in generale) fast food o, peggio, junk food, credo siano pochi ad appassionarsi ancora alle emozioni che hanno guidato chi ci ha aperto le vie del blu, immedesimandoci in quelle emozioni, cercando di utilizzare i loro sguardi per i primi approcci fino a sviluppare una nostra, propria visione.

Forse è compito della stampa fare quest’opera di motivazione e divulgazione, forse è colpa di un’educazione che tende, genericamente, a banalizzare tutto semplificando le strade di accesso, facendo perdere il senso della conquista e della scoperta di qualcosa di nuovo, emozioni, sensazioni, ambienti…

Sia quel che sia, e non è certo questo l’aspetto più grave di una perdita di valori e di attenzioni, nel nostro piccolo noi di SOTTACQUA crediamo nella necessità e nella “bellezza” dello scoprire la “reason why” (perdonate l’inglese) per cui si può decidere di andare ad immergersi nel blu profondo, non solo per trovare pesciolini colorati ma, soprattutto, per trovare sé stessi. Nel Blu.

Editoriale 2: diving e brutte abitudini?

Il numero di SOTTACQUA del mese di agosto sarà dedicato ai diving, soprattutto italiani ma non solo, sarà uno speciale, che si arricchirà e aggiornerà via via nel tempo con informazioni e immagini – che resteranno disponibili per sempre – sui centri di immersione operanti in Mediterraneo ma anche in altri mari del mondo, una sorta di almanacco dei diving.

Si potrebbe pensare che i numerosissimi diving cui abbiamo inviato la scheda da completare con le indicazioni per la pubblicazione delle foto che ci avrebbero fatte arrivare si sarebbero precipitati a riempire i nostri computer di files con le loro informazioni.

In effetti i primi che hanno aderito hanno dimostrato un notevole entusiasmo ma, a parte i primissimi che ci hanno inviato quanto richiesto, ci siamo visti rivolgere da qualcuno la fatidica domanda: “ma cosa c’è da pagare?” quasi fosse un abitudine dei giornalisti di offrire un’opportunità con una mano e prendere (soldi) con l’altra. Beh, SOTTACQUA come ho già avuto modo di ripetere altre volte si sostenta SOLO con la pubblicità, visto che la sua consultazione è gratuita, on line, ma questo non significa che io – giornalista – debba subordinare la pubblicazione di una notizia all’incasso di un assegno. Non sarei più un giornalista ma diventerei un lenone (aprite i vocabolari, su!).

La motivazione per un’Azienda, dalla più grande alla più piccola, ad essere presente sulle nostre “pagine” deve essere data, prima di tutto, oltre che dalla diffusione che riusciamo ad ottenere, dal fatto di supportare consapevolmente uno strumento utile a parlare di subacquea in un modo che sentiamo essere più “nuovo” ed entusiasta, a dare un valore aggiunto, insomma al loro messaggio.

Questo, almeno, è quanto ci ripromettiamo e ci sforziamo di fare, e voi, le vostre lettere (pardon, e-mail!), i vostri suggerimenti, le vostre critiche sono la migliore cartina di tornasole per capire se stiamo andando nella direzione giusta.

A proposito: i signori gestori di diving che ancora non ci hanno risposto sono pregati di inviarci le informazioni e le immagini che abbiamo loro richiesto.

Tranquilli: è tutto GRATIS!

 

Buon Blu!

 

 

 

 

L'editoriale è uno spazio nel quale il direttore di un giornale esprime delle opinioni che servano a chiarire con i lettori l'indirizzo che la rivista intende seguire, è un un momento di dialogo tra chi il giornale lo fa e chi lo legge. Anche in questo numero Angelo Mojetta, praticamente il mio alter ego, mi ha proposto quello che segue. In definitiva mi sembra, oltretutto, funzionale e conseguente al discorso sulla "cultura", subacquea e del mare, che ho cercato di buttar lì qualche riga più sopra, e poi leggere Angelo mi fa sempre piacere, per cui SOTTACQUA non può che arricchirsi con i suoi commenti...

                                                               Paolo Bastoni

 

Lo sa il tonno

Prendendo spunto dal titolo di questo splendido libro di Bacchelli, inizio queste divagazioni irregolari in appendice a quelle di Paolo Bastoni proprio dal tonno con un encomio alla COOP che ha deciso di sospendere la vendita la vendita del tonno rosso, una specie che gli esperti stimano prossima al collasso delle sue popolazioni se non viene ridotta (e le decisioni vanno in per ora in direzione contraria) di almeno il 50% da subito la quantità di tonno pescato. Secondo la COOP lo stop alla vendita permetterà di risparmiare la vita ad almeno 6000 esemplari. È una piccola goccia, ma un segnale importante per tutto il mondo dei consumatori. In fondo, per qualche anno si potrebbe provare a vivere anche senza mangiare tonno rosso e se vi dovesse capitare un giorno di nuotare con qualcuno di questi straordinari pesci sareste sicuramente d'accordo.

In passato nei club di subacquei giravano battute rivolte ai neofiti in cui si sosteneva che per andare sott'acqua bastava respirare e non era nemmeno necessario saper nuotare dato che si doveva andare a fondo. Erano battute, ma mai mi sarei aspetto di vederle trasformate in quasi realtà in una pubblicità turistica in cui si afferma che "sotto la guida di *****, istruttore esperto, si possono frequentare corsi sub ******* di 8 ore con rilascio di brevetto internazionale". So che esistono corsi rapidi, ma non credevo che si potesse arrivare a questo punto e con tanto di pubblicità. Forse ho perso un passaggio nell'evoluzione delle didattiche, ma lasciatemi ancora credere che formare un subacqueo richieda un po' più di tempo di quello promesso.

In uno dei numeri precedenti avevamo scritto che era nostra intenzione fare anche cultura e promuovere la conoscenza del mare e ne siamo sempre più convinti. Di recente ci è capitato di leggere un buon servizio sulle Isole Vergini in un inserto turistico allegato a un importante quotidiano. L'articolo, dal titolo "La gioia dei subacquei", era di piacevole e utile lettura se si esclude la parte biologica. Perché mai, infatti, chiamare la tartaruga liuto "tartaruga coriacea"  e la tartaruga embricata con il nome inglese di "hawksbill" e poi perché non sprecare almeno cinque minuti per cercare di scoprire cosa sono i groupers, i creole wrasse, i triggerfish, i pesci pipa (orribile traduzione di pipefish o pesci ago), le trombette a macchie e magari accorgersi che gorgonie e ventagli di mare sono due sinonimi. Un po' di attenzione non sarebbe guastata, ma dopotutto perché lamentarsi se alla RAI si vedono servizi sul corallo rosso (specie mediterranea per eccellenza) corredati da immagini di fondi tropicali, però del Mar Rosso. Ma anche la concorrenza non scherza: Italia 1, servizio sulle meduse, ma cosa si vede: uno spiaggiamento di innocue e simpatiche velelle  (idrozoi) mentre il cronista annuncia che si sta studiando una sostanza simile  a quella che protegge i pesci pagliaccio per combattere gli urticanti effetti delle meduse.  

Il tonno

   

                                                                Angelo Mojetta

 

Cristian Umili

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