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anno I n°. 7 settembre 2007
SOMMARIO |
copertina: Paolo Bastoni |
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LE FOTO PIU' BELLE | |||||||||||
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l'Editoriale (2 OTTOBRE - ULTIM'ORA: NASCE CONFISUB!) Settembre, andiamo... “… Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità. Ti siedi e pensi e ricomincia il gioco della tua identità: come scintille brucian nel tuo fuoco le tue possibilità…”. Così il professor Guccini Francesco da Pavana cantava nel ’72. Passata questa torrida e – criminalmente – infuocata estate 2007, speriamo ricca di splendide immersioni mediterranee, in un Mediterraneo sempre più interessante dal punto di vista faunistica, e questo – forse – non solo per l’incremento dell’estensione delle AMP ma anche per l’aumento dell’attenzione ambientalista della Tribù delle Rocce e per l’innalzamento medio delle temperature che hanno portato nel nord specie – un esempio per tutte i barracuda nostrani, così spettacolari da fotografare – che solo una quindicina di anni fa si affacciavano al sud. In ogni caso questo settembre sta portando un po’ di novità nel mondo della subacquea, iniziamo, un po’ immodestamente, da noi dando il benvenuto in redazione ad una preziosa collaborazione, quella di Emanuela Colletta, giornalista, fotografa, subacquea di lungo corso, da anni impegnata a raccontare il mare sulla carta e, soprattutto, sulle televisioni come la sua scheda potrà testimoniare. Emanuela arricchisce in qualità e in “peso” la redazione, la costruzione del nostro giornale, e con lei possiamo sempre di più affermare che SOTTACQUA è davvero l’UNICO periodico, l'unico anche perché on line e con tanto di certificazione legale che lo differenzia (e non poco) dai normali portali sub per i subacquei realizzato unicamente (e ad alto livello!) da subacquei come recita uno slogan, ormai da tempo difforme dalla realtà, che circola nel nostro ambiente… Settembre ci porta anche altre novità: come troverete, seppur succintamente, in una pagina del “Primo piano”, importanti sommovimenti stanno accadendo nel campo delle aziende della subacquea, sommovimenti prevedibili e previsti da tempo, forse, che ora si stanno concretizzando anche se siamo ancora ad un livello poco superiore a quello dei “si dice”, nel senso che un comunicato ufficiale non è ancora stato emanato anche se si è ormai agli sgoccioli e non è detto che al momento in cui saremo in edicola – pardon! on line – questo non sia stato diffuso. A questo proposito io personalmente, ma anche un po’ tutti in redazione siamo convinti che le notizie dal mondo della produzione dei beni e dei servizi che riguardano il nostro settore debbano interessarci un po’ tutti, e non solo nel momento in cui si vanno a cercare le novità tecnologiche, ma anche nella fase delle politiche aziendali. Tanto per cominciare un comparto produttivo forte, che può quindi avere voce in capitolo o, comunque, mettere sul piatto della bilancia delle trattative con i vari ministeri una forte capacità negoziale può proteggere tutto il movimento della subacquea da iniziative improvvide spesso dettate da chi esercita il potere di divieto senza neppure aver mai messo il naso sott’acqua schierandosi dietro frasi tipo “non ho bisogno di andar sott’acqua per dirti quali organismi ci sono a quella data profondità” (frase realmente pronunziata da chi ha bandito i subacquei da una determinata zona in una AMP (Area Marina Protetta) senza che vi fosse una qualche concreta ragione. Certo, i subacquei che leggono le riviste e ci seguono on-line sono quelli più accorti e attenti a quanto accade e questo discorso, come sempre in questi casi, andrebbe fatto ai più disinformati, però non è male, secondo me, ricordare e sottolineare che abbiamo la necessità di vigilare affinché non si perpetrino più, nei nostri confronti, azioni che hanno, alla fine, il risultato di impoverire la subacquea, far perdere valore alle nostre immersioni, allontanarci da quel mare che NOI abbiamo contribuito a rendere più ricco, mutando la mentalità nel corso degli anni dalla predazione di trent’anni fa all’osservazione, alla fotografia, a tutte le altre attività che oggi vanno per la maggiore. È ovvio che le mentalità deteriori non sono scomparse del tutto, ma questo è fisiologico, così come è fisiologico il loro calo a vantaggio di alte conoscenze e consapevolezze. Certo è più facile legiferare con i divieti che non con iniziative a supporto (sempre da verificare che i divieti, comunque, siano poi sempre applicati uniformemente o non risparmino i soliti happy few per i quali vale il tradizionale motto”paghi quindi non inquini, non paghi quindi inquini”… Ecco, anche di questi argomenti ci occuperemo nei prossimi tempi, per aumentare il piacere di andare in mare per preservarlo e conoscerlo meglio, per supportare i diving nei loro problemi contro le pastoie burocratiche che in molti casi li soffocano, per migliorare la qualità della nostra fruizione e per cercare di restituire al mare quel concetto che sembra perdere sempre più senso nel corso degli anni: quello della libertà, libertà che, mi sembra, venga rappresentato molto meglio da un’onda che si frange sulla prua della nostra barca o dalla leggerezza che acquisiamo quando siamo a mezz’acqua, scendendo verso il fondo piuttosto che da una qualunque legge o qualunque codicillo limitativo. Ragazzi, il mare è libertà, difendiamola, valorizziamola e, soprattutto, dimostriamocene degni, è ancora il punto che maggiormente ci differenzia – siamone orgogliosi! – dai “terricoli”. E Buon Blu a tutti!
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