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anno I n°. 7 settembre 2007
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copertina: Paolo Bastoni |
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Primo Piano
Novant’anni non sono ancora cento ma sono già un bell’anniversario da celebrare. E Nikon, tra novità annunciate e qualche sorpresa, lo fa nel modo che le è più congeniale: sfornando un bel pacchetto di macchine e obiettivi. Dopo la ricezione delle news da parte di Nital nelle quali veniva annunciato questo corposo (e succoso, detto da fotografo) gruppo di prelibatezze non abbiamo resistito alla tentazione di fare un salto Fort Knox, ovvero nel forziere che custodisce questi tesori fotografici, la sede Nital a Torino. Siamo senz’altro i primi a sollevare il velo su questi nuovi prodotti, come ci conferma Marco Rovere, uomo marketing della rappresentanza Nikon in Italia, e abbiamo approfittato per fare anche quattro chiacchiere con lui su idee e strategie future prossime della casa nipponica.
La
D3, per i nikonisti che vengono dalla “vecchia” F5 a pellicola potrà
sostituirla quasi automaticamente: forma e peso sono quasi identici, manca
solo il pentaprisma intercambiabile, perdita peraltro incomprensibile in
un apparecchio che comunque si avvicina ai 5000 euro e che è quindi un
apparecchio professionale.
La D 300 presenta “sotto il cofano”
diverse caratteristiche comuni alla D3, dal sistema EXPEED caratterizzato
da una conversione analogico-digitale (A/D) a 14 bit con elaborazione
delle immagini a 16 bit alla gestione della scala delle sensibilità, con
qualcosa in più – il sistema “self-cleaning” del sensore – e qualcosa di
meno, la cadenza della “raffica” a “soli” 6 fotogrammi al secondo e,
soprattutto, il sensore che continua a rimanere del tipo DX, quello cioè
di una dimensione minore rispetto al tradizionale formato 24x36,
nonostante varie voci dessero in arrivo il full frame
Delle ottiche è più difficile dire, visto che le loro qualità sono – davvero –verificabili solo in un test vero e proprio. C’è da dire comunque che, a parte l’inserimento del sistema VR nei tre supertele e, comunque, l’elevata luminosità di cui dispongono, sulla carta c’è anche da contemplare l’evoluzione della risposta del sistema autofocus e un miglioramento nella resa cromatica. Ritorniamo infine a prendere in considerazione i due zoom grandangolari dei quali ci è piaciuto, in particolare, il 14-24 che va a riempire un “buco” nell’offerta di questo tipo di ottiche offrendo, finalmente, un supergrandangolare degno di questo nome, oltretutto con una luminosità di f / 2.8.
Riteniamo poi che l’immissione sul mercato di tanti modelli di compatte con un turn over ogni sei mesi circa non è che sia del tutto una cosa positiva ma, d’altra parte, è una tendenza comune un po’ a tutti i produttori anche se questo fenomeno può determinare che quando gli accessori degli apparecchi arrivano sul mercato le macchine per cui sono studiati ne siano uscite, e di questo ne abbiamo parlato con Marco che comunque ha sottolineato lo sforzo di Nital nel cercare di essere il più tempestivi possibile nell’offrire i prodotti completi alla rete di negozianti.. Commentando poi la voce che darebbe la D3 come l’evoluzione della D2H e si è in attesa di una “D3X” Rovere ha risposto con un elegante “no comment” che può significare che, davvero, in Nital non ne sanno nulla, ma anche… In ogni caso aspettiamo con ansia che ci arrivino gli ultimi modelli per una prova in acqua per vedere se i limiti che il digitale mostra ancora, in determinate situazioni, rispetto alla pellicola sono finalmente superati, del resto oltre agli altri vantaggi in termini di gestione della luce, quello forse più ampio e appariscente riguarda proprio la quantità di immagini che finalmente si possono realizzare: da quando è iniziata l’era digitale è finito l’incubo di non aver più pellicola quando, alla fine di un’immersione, ci passa un “martello” di sei metri sotto le pinne…
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