anno I n°. 7 settembre 2007                                                                       

RUBRICHE

copertina: Paolo Bastoni

SOTTACQUA.INFO - IL MARE IN RETE - subacquea e nautica viaggiano sul web: viaggi, immersioni, barche e attrezzature provate per voi ogni mese

LE FOTO PIU' BELLE

 

 

  NUMERI PRECEDENTI

 SPECIALE ADiSUB

  RUBRICHE

  l'Editoriale

  Primo Piano

  la Posta

  News&Eventi

  Psicologia

  Diving's Marketing

  Biologia

  Mare&Natura

  Tech Dive

  L'Avvocato sott'acqua

  Guardia Costiera

  MareVivo

  i Consigli

  Mondo Barca

  Gocce di Storia

  FotoVideoSub

  la Polemica

  i Ristoranti del Mare

  Ricette dal Mare

  Link nel Blu

  Libri del Blu

  I SERVIZI

  Reportage

  i Test

  il Fotografo del Mese

  il Portfolio

  Le mie immersioni

  Mediterraneo

  Le Aziende del Blu

  le VETRINE

  Viaggiando nel Blu

  Spazio Didattica

  Shopping

  UTILITA'

  Contatti - colophon

  Come collaborare

  Compro&Vendo

Tech Dive a cura di Luca Brazzi

(alcune immagini sono tratte dal sito www.thaiwreckdiver.com)

QUALE BOMBOLA PER QUALE IMMERSIONE?

Molti subacquei considerano che una facile soluzione al problema delle bombole e della pesata sia quella di utilizzare pesanti bombole di acciaio e di indossare grandi quantità di peso aggiuntivo e poi contrastare questo enorme peso con giganteschi sacchi di compensazione.

Questa soluzione costringe il subacqueo a trasportare una quantità esagerata di peso ed inoltre lo mette in condizione di lottare contro la maggior resistenza causata dall’attrito generato da un compensatore d’assetto sovradimensionato e gonfiato con un’eccessiva quantità d’aria. Inoltre, se questo sistema dovesse fallire nel momento della necessità, il subacqueo si troverebbe in una situazione molto più difficile rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se avesse configurato il proprio sistema in modo da sopravvivere ad una perdita completa della funzione del compensatore d’assetto.

 

Un primo aspetto da considerare quando si approccia la scelta delle bombole si riferisce all’ambiente di immersione in cui si intende praticare la propria attività e da come è costituito il proprio equipaggiamento. Diverso sarà infatti decidere di immergersi a profondità limitata, in acqua calda e con accesso diretto alla superficie, rispetto al condurre una immersione impegnativa, magari a profondità rilevante con tempi di decompressione lunghi. Nel primo caso sarà infatti impiegata una muta umida e sarà sufficiente un bibombola costituito da due bottiglie da 10-12 litri; nel secondo, sarà tassativo l’impiego di una muta stagna, di una sottomuta di grammatura adeguata e l’utilizzo di un bibombola costituito da 2 bottiglie da 16-18 litri.

Considerando poi che l’obiettivo che vogliamo raggiungere, configurando la nostra attrezzatura, è fare in modo che il sistema sia il più vicino al neutro a fine immersione (quando il gas è stato in grossa parte utilizzato) e non eccessivamente negativo a inizio immersione (quando il gas presente contribuisce al peso), ne consegue che già sulla scelta del materiale costitutivo delle bottiglie si gioca la prima scelta rilevante: per immersioni condotte al mare con muta umida, bibombola assemblati con bottiglie da 10-12 litri in alluminio costituiscono la scelta ideale. Queste bombole hanno infatti un assetto che varia da circa 1.5 kg negativo (quando sono piene di aria) a circa 1.5 kg positivo (quando vuote) ed il subacqueo non si troverà di conseguenza a gestire grosse variazioni di assetto con il procedere dell’immersione.

Chi invece si immerge in acque più fredde, o a profondità maggiori o ancora con tempi di permanenza più prolungati, indosserà solitamente una muta stagna, con ingombranti sottomuta. Tutto ciò condizionerà una aumento rilevante della spinta positiva che riceverà in acqua. Per contrastare questa spinta positiva, i subacquei che si immergono in tali condizioni devono aggiungere peso alla propria configurazione utilizzando pesanti bombole in acciaio o altra forma di zavorra.

Vi sono vari modi di zavorrare un’attrezzatura da immersione: impiegare bottiglie più pesanti, aggiungere pesi in cintura, dotarsi di pacchi batteria per la torcia più pesanti, sistemare dei pesi a V dietro lo schienalino, utilizzare uno schienalino di acciaio di peso superiore. Quale che sia la zavorra che necessita, è comunque consigliabile che la quantità di peso richiesta sia suddivisa in una combinazione di pesi fissi e pesi rimovibili. E’ infatti importante che l’attrezzatura da immersione non sia sovra-zavorrata con peso fisso dal momento che questo non è “sganciabile” nel caso in cui, a causa di un malfunzionamento del compensatore di assetto, si renda necessaria una risalita a nuoto. Per fare un esempio, esistono in commercio delle bottiglie in acciaio con pressioni di esercizio particolarmente elevate (300 bar). Queste bottiglie sono caratterizzate da un assetto particolarmente negativo. Utilizzare queste bombole per aumentare la quantità di gas disponibili in immersione è una scelta che tende a mettere il subacqueo in una condizione di assetto particolarmente sfavorevole. Più efficace può essere la soluzione di utilizzare bombole di pari volume ma con pressioni di esercizio più basse (200-220 bar) ed integrare la scorta di gas con una o più bombole da fase in alluminio. Le caratteristiche di assetto delle bombole in alluminio, specialmente quando riempite con miscele a base di elio, sono infatti tali da rendere l’attrezzatura solo moderatamente negativa ad inizio immersione e tendenzialmente neutra verso la fine E’ quindi possibile in ogni momento dell’immersione nuotare verso la superficie, anche a bombole piene, semplicemente sganciando la zavorra.

Al fine di identificare la bombola più corretta per le proprie esigenze, è importante sapere che a seconda del modello, della pressione di esercizio e del costruttore, le bombole reperibili in commercio possono avere sostanziali differenze di assetto anche a parità di volume. Ad esempio, una bombola di acciaio da 12 litri a 250 bar può essere quasi neutra (quando vuota) come nel caso delle Faber, o negativa di 2-3 kg nel caso delle bombole come le Heiser o le Roth. Ciò è dovuto a differenze nello spessore del metallo con cui il contenitore è costruito. Un rapido riferimento circa le caratteristiche di assetto di una bombola può essere ottenuto considerando i dati di stampigliatura che essa riporta nella zona del collo: sono infatti riportati per ogni singolo contenitore, il peso in kg ed il volume in litri. Ad esempio, una bombola da 12 litri di volume che pesa 15 kg sarà una bombola che, vuota, avrà un assetto negativo di circa 3 kg mentre una bombola di analogo volume ma con un peso di 12 kg sarà sostanzialmente neutra.

Rubinetti e manopole

Dal momento che l’immersione avanzata prevede l’utilizzo di quantità di gas tendenzialmente maggiori, la configurazione più utilizzata è quella che prevede l’assemblaggio di due bombole (bibombola). Cruciale è il sistema di collegamento e di accesso ai due contenitori assemblati: è infatti importante che sia possibile per il subacqueo sia agire indipendentemente su ognuno dei due erogatori connessi al bibombola, sia separare completamente le due bottiglie nel caso in cui un rottura dell’O-ring del collo della bombola rendesse necessario preservare il gas contenuto della bombola non danneggiata. A questo provvede un apposito rubinetto (isolatore o manifold) che viene normalmente tenuto in posizione aperta (a rendere possibile il collegamento tra le due bottiglie e l’impiego dell’intero volume di aria disponibile) ma che deve essere possibile chiudere ad isolare completamente la bombola di destra da quella di sinistra. E’ altresì importante che le manopole presenti sulle rubinetterie siano morbide e del tipo caricato a molla: questo ad evitare che in seguito a impatti o sfregamenti le stesse possano inavvertitamente bloccarsi o, peggio, spaccarsi, rendendo impossibile la normale apertura/chiusura del rubinetto.

Bombole da fase/decompressione

Si definisce “bombola da fase” una bombola che viene utilizzata per estendere il tempo di fondo e “ bombola da decompressione” una bombola che viene utilizzata durante la fase di risalita dall’immersione per migliorare l’efficienza della decompressione. Entrambe le tipologie di bombole sono utilizzate esclusivamente nelle immersioni tecniche dove tempi di fondo prolungati e/o miscele multiple sono uno standard. Senza entrare nel dettaglio circa la tecnica di preparazione e di trasporto di questa tipologia di contenitori, è comunque importante che, nelle immersioni in mare, le bombole da fase e da decompressione siano in alluminio in modo da non sovra-zavorrare il subacqueo ad inizio immersione.

Dal momento poi che le condizioni meteo marine sono imprevedibili e che, di conseguenza, è comunque consigliabile limitare la durata totale delle immersioni a 90-120 minuti, bombole di piccole dimensioni come i 5 o 7 litri sono solitamente perfettamente adeguate per la maggior parte delle situazioni, mentre le bombole da 11 litri costituiscono il massimo volume accettabile.

lucabrazzi@sottacqua.info

Leonardo Olmi

Alberto Muro Pelliconi

 

Mikhail Vedekhin

Alberto Rava

Alberto Muro Pelliconi

Leonardo Olmi

Mikhail Vedekhin

 

Leonardo Olmi