anno I n°. 7 settembre 2007                                                                       

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a cura di Cristian Umili

IL FLUSSO DI LAVORO NELLA FOTOGRAFIA DIGITALE

Quando si parla di flusso di lavoro nella fotografia digitale si intende l'iter che sottoponiamo il nostro file per avere un'immagine pronta per la stampa o la pubblicazione.

Nella fotografia a pellicola il flusso di lavoro per arrivare all'immagine definitiva è semplice ed obbligato: il rullino (di diapositive, il più usato dai fotosub), una volta esposto viene spedito in laboratorio per lo sviluppo e l'intelaiatura; una volta riavute le diapositive le si guardano con un proiettore o sul visore con il lentino contafili per scartare le peggiori, dopo lo scarto, le migliori vengono didascalizzate ed archiviate. Di solito solo il meglio del meglio viene stampato per essere esposto in mostre o presentato a concorsi fotografici.

Nella fotografia a pellicola le scelte che il fotografo può fare sono limitate al tipo di pellicola: ogni pellicola ha una resa di contrasto e colori diversi, questa differenza è presente da tipologie di pellicole prodotte da ogni singola azienda; in fase di ripresa può scegliere di cambiare il bilanciamento del bianco tramite filtri ed in fase di stampa può scegliere se applicare un eventuale taglio all'immagine e il senso di visione (scambiare la destra con al sinistra).

Per la resa finale delle stampa il fotografo a pellicola, generalmente, si affida alle mani dello stampatore che può essere più o meno bravo.

Nella fotografia digitale, il fotografo ricopre il duplice ruolo di fotografo e stampatore; una volta scattata una fotografia digitale il file creato spesso non è pronto per la stampa diretta ma si ha la necessità di applicare piccole correzioni come il contrasto, la luminosità o la saturazione ed eventualmente migliorare il taglio della foto.

Chi scatta in digitale, al suo ritorno a casa da un viaggio, ha la necessità di visionare, scartare ed elaborare, spesso nel minor tempo possibile, molte centinaia di immagini; è un problema che ho sentito subito quando ho abbandonato la pellicola per passare al digitale in abito lavorativo. Possiamo scegliere due iter possibili, uno che è quello più lento ma a mio avviso quello che permette di avere più qualità e quello più veloce ma è anche quello in cui non si ha la perfezione dell'immagine finale.

Partiamo da quello più lento: se un fotografo scatta in RAW i file devono essere aperti, scelti e “sviluppati” con un software adatto come Bibble, Camera Raw, Silkypix, RawTherapee o altri, in questo passaggio si può scegliere il bilanciamento del bianco da applicare e fare una prima correzione di contrasto e luminosità, in genere cono programmi lenti nell'aprire e salvare il file; sviluppato il file in un formato compatibile (JPG o TIFF) lo si passa a Photoshop o in altri software di fotoritocco (Corel Photopaint, GIMP, ecc...) per lavorarlo di fino e togliere eventuali macchie di polvere che si sono depositate sul sensore (nel caso usiamo una reflex). Nel caso di scatti in alta sensibilità (800-1600 iso) possiamo sfruttare un'altra serie di software che riducono il rumore, come il famoso Noise Ninja, aprendo una alla volta le immagini scelte, alcuni di questi programmi lavorano in batch ma spesso ogni immagine ha necessita di impostazioni personalizzate per avere un effetto non plasticoso. Finito la fase di preparazione dovremo usare un programma per l'archiviazione dei file, didascalizzando ogni fotografia per una ricerca rapida.

Il metodo più rapido è quello di affidarsi a programmi “all in one” come il famoso Adobe Lightroom, Aperture per Mac, Acdsee, Portfolio e altri: questi programmi permetto di visionare, scegliere, modificare i file e grazie a dei decriptatori permettono di visionare anche i file Raw prodotti dalle macchine fotografiche in commercio, perciò si può aprire il file nell'area editor del programma scelto e modificare luminosità, contrasto, saturazione, poter usare lo strumento tampone per togliere le macchine, fare dei tagli e molto altro, una volta finito di editare l'immagine la si può salvare in un formato leggibile come il JPG o il TIFF. Inoltre sono programmi utili anche nell'archiviazione dei file in quanto permettono di creare un database complesso, ma anche poter scrivere le informazioni e le descrizioni anche all'interno del file immagine come dati Exif o dati IPTC.

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