a cura di Cristian Umili
IL FLUSSO DI
LAVORO NELLA FOTOGRAFIA DIGITALE
Quando si parla di flusso di lavoro nella fotografia digitale si intende
l'iter che sottoponiamo il nostro file per avere un'immagine pronta per
la stampa o la pubblicazione.
Nella
fotografia a pellicola il flusso di lavoro per arrivare all'immagine
definitiva è semplice ed obbligato: il rullino (di diapositive, il più
usato dai fotosub), una volta esposto viene spedito in laboratorio per lo
sviluppo e l'intelaiatura; una volta riavute le diapositive le si guardano
con un proiettore o sul visore con il lentino contafili per scartare le
peggiori, dopo lo scarto, le migliori vengono didascalizzate ed
archiviate. Di solito solo il meglio del meglio viene stampato per essere esposto in mostre o presentato a concorsi fotografici.
Nella
fotografia a pellicola le scelte che il fotografo può fare sono limitate
al tipo di pellicola: ogni pellicola ha una resa di contrasto e colori
diversi, questa differenza è presente da tipologie di pellicole prodotte
da ogni singola azienda; in fase di ripresa può scegliere di cambiare il
bilanciamento del bianco tramite filtri ed in fase di stampa può scegliere
se applicare un eventuale taglio all'immagine e il senso di visione
(scambiare la destra con al sinistra).
Per
la resa finale delle stampa il fotografo a pellicola, generalmente, si
affida alle mani dello stampatore che può essere più o meno bravo.
Nella fotografia digitale, il fotografo ricopre il duplice ruolo di
fotografo
e stampatore;
una volta
scattata
una fotografia digitale il file creato spesso non è pronto per la stampa
diretta ma si ha la necessità di applicare piccole correzioni come il
contrasto, la luminosità o la saturazione ed eventualmente migliorare il
taglio della foto.
Chi
scatta in digitale, al suo ritorno a casa da un viaggio, ha la necessità
di visionare, scartare ed elaborare, spesso nel minor tempo possibile,
molte centinaia di immagini; è un problema che ho sentito subito quando ho
abbandonato la pellicola per passare al digitale in abito lavorativo.
Possiamo
scegliere due iter possibili, uno che è quello più lento ma a mio avviso
quello che permette di avere più qualità e quello più veloce ma è anche
quello in cui non si ha la perfezione dell'immagine finale.
Partiamo da quello più lento: se un fotografo scatta in
RAW i file devono
essere aperti, scelti e “sviluppati” con un software adatto come Bibble,
Camera Raw, Silkypix, RawTherapee o altri, in questo passaggio si può
scegliere il
bilanciamento del bianco da applicare e fare una prima
correzione di contrasto e luminosità, in genere cono programmi lenti
nell'aprire e salvare il file; sviluppato il file in un formato
compatibile (JPG o TIFF) lo si passa a
Photoshop
o in altri software di fotoritocco (Corel Photopaint, GIMP, ecc...) per
lavorarlo di fino e togliere eventuali macchie di polvere che si sono
depositate sul sensore (nel caso usiamo una reflex). Nel caso di scatti in
alta sensibilità (800-1600 iso) possiamo sfruttare un'altra serie di
software che riducono il rumore, come il famoso Noise Ninja, aprendo una
alla volta le immagini scelte, alcuni di questi programmi lavorano in
batch ma spesso ogni immagine ha necessita di impostazioni personalizzate
per avere un effetto non plasticoso. Finito la fase di preparazione
dovremo usare un programma per l'archiviazione dei file, didascalizzando
ogni fotografia per una ricerca rapida.
Il
metodo più rapido è quello di affidarsi a programmi “all in one” come il
famoso Adobe Lightroom, Aperture per Mac, Acdsee, Portfolio e altri:
questi programmi permetto di visionare, scegliere, modificare i file e
grazie a dei decriptatori permettono di visionare anche i file Raw
prodotti dalle macchine fotografiche in commercio, perciò si può aprire il
file nell'area editor del programma scelto e modificare luminosità,
contrasto, saturazione, poter usare lo strumento tampone per togliere le
macchine, fare dei tagli e molto altro, una volta finito di editare
l'immagine la si può salvare in un formato leggibile come il JPG o il TIFF.
Inoltre sono programmi utili anche nell'archiviazione dei file in quanto
permettono di creare un database complesso, ma anche poter scrivere le
informazioni e le descrizioni anche all'interno del file immagine come
dati
Exif o dati
IPTC.
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