MareVivo
con SOTTACQUA
a
cura di
Alfonso Perri
RECUPERO BATTERIE A FORMIA E LIPARI
L’accordo siglato a marzo
tra Marevivo, Cobat e Capitanerie di porto,per l’avvio della campagna
“Niente leghe sotto i mari” si è tradotto in realtà, nei mesi i Maggio e
Giugno, con la realizzazione dei primi interventi di recupero delle
batterie esauste abbandonate nei fondali portuali di Formia e di Lipari.
La divisione sub
dell’Associazione, infatti, ha condotto con successo le previste
operazioni di pulizia, confermando ancora una volta che l’attività di
volontariato, condotto con la professionalità propria dei subacquei di
Marevivo, può contribuire non solo ad accrescere la cultura del mare, ma è
in grado di attuare e realizzare iniziative intervento che in qualche modo
aiutano il mare a difendersi dalle continue aggressioni dell’uomo.
Ma andiamo per gradi.
Formia
Il 16 Maggio la squadra
dei volontari subacquei di Marevivo arriva di buon ora sulla banchina del
porto di Formia assiepati nei furgoni messi a disposizione dalla
“Maggiore “ con un preciso obiettivo, l’individuazione ed il recupero di
batterie gettate in mare
Il compito non è certo
dei più semplici, per la consapevolezza che la tipologia del materiale da
recuperare è tale da destare legittime preoccupazioni per la presenza di
sostanze (piombo ed acidi) di elevata tossicità e pericolosità.
La necessità di adottare
particolari precauzioni in tale occasione non è solo una necessità, ma un
obbligo irrinunciabile.
La squadra tuttavia non
perde l’abituale entusiasmo, forte di una ormai pluriennale esperienza
maturata nel corso di quasi cinque anni di campagne condotte in mare, ma
soprattutto per i lunghi momenti di preparazione organizzativa messi a
punto senza sosta nei giorni precedenti la data del recupero.
Gia
ad Aprile una squadra sub ha effettuato un sopralluogo, necessario per la
verifica della consistenza del materiale da recuperare, ed essenziale per
la messa a punto delle fasi di intervento.
Ciascuno dei ragazzi,
pertanto ha ben chiari compiti e procedure.
La presenza poi dei due
medici iperbarici (Corrado Costanzo e Giuliana Valente), rappresenta una
importante garanzia per la sicurezza degli operatori, ed i nostri angeli
custodi non si risparmiano per tutto il tempo, nel controllare il rispetto
degli standard di sicurezza messi a punto dal Centro Iperbarico Romano per
l’occasione.
Sul posto troviamo in
piena attività i tecnici del Cobat, e i marinai della Capitaneria di
porto, impegnati nel posizionamento di attrezzature e mezzi, necessari per
completare le attività subacquee e per garantire un adeguato supporto e
l’assistenza a chi dovrà operare in acqua.
In un angolo avanzato del
molo si sta procedendo ad allestire l’area di raccolta delle attrezzature
subacquee, e di vestizione degli operatori sub.
Tutto e pronto, i
subacquei procedono nella vestizione, avviandosi al punto di intervento
stabilito per ciascuna squadra .
Nel frattempo ci
raggiungono i subacquei dei carabinieri e delle capitanerie di porto,
giunti rispettivamente da Roma e Napoli per coadiuvare i volontari in una
immersione sicuramente fuori dal comune, e si mettono a nostra
disposizione
Dopo poco, guardando i
ragazzi impegnati nei preparativi, non sono più in grado di distinguere i
volontari dai professionisti delle forze dell’ ordine, se non per i
rispettivi stemmi stampati sul braccio.
Da un lato cresce in me
l’ orgoglio, ma nel contempo mi sento soffocare da un senso di angoscia :
che razza di pazzia abbiamo messo in piedi ?
Ma
mentre fervono i preparativi, una sorpresa inaspettata, l’arrivo del
Presidente Gianfranco Fini e dell’on. Giorgia Meloni, che dopo i primi
ovvi assalti dei giornalisti presenti, indossano senza la indugio la muta
e le bombole, pronti ad immergersi nelle acque del porto, e collaborare
con noi nella pulizia dei fondali.
Dopo i primi momenti di
comprensibile disorientamento, i sub si apprestano ad iniziare le
operazioni, in compagnia dei nuovi autorevoli operatori, che vengono
informati sugli specifici compiti loro assegnati per l’occasione, e che
gli stessi si apprestano a metter in atto .
I sub sono in acqua ed
inizia la raccolta del materiale sommerso, con i relativi recuperi in
banchina.
Con
l’ausilio di particolari cesti in acciaio, appositamente realizzati per
tali interventi, batterie ed ogni altro corpo estraneo al mare (pezzi di
motore, biciclette, sanitari, copertoni, un cassonetto della spazzatura,
una carrozzina, ed altro ancora) inizia a tornare alla superficie ed i
pesanti cesti di metallo vengono portati in banchina da potenti gru
montate su camion posizionati lungo la banchina.
Le vedette della marina e
dei Carabinieri presidiano lo specchio di mare interessato dalle
operazioni, attenti ad impedire che natanti si introducano nell’area di
lavoro, ma pronti ad intervenire per eventuali emergenze.
Tutto fila liscio, ed in
tarda mattinata i subacquei hanno recuperato decine di batterie, ed altro
materiale abbandonato, ma la sorpresa inaspettata è rappresentata dal
ritrovamento di un ordigno bellico ancora in stato attivo, proprio
all’interno del perimetro portuale, che viene immediatamente segnalato
alle autorità, per l’adozione delle conseguenti iniziative di interdizione
dell’area interessata e per la successiva bonifica.
La giornata è stata
lunga, ma ricca di soddisfazioni, ed il ritrovamento dell’ordigno bellico,
che poteva rappresentare motivo di reale pericolo per residenti e
frequentatori occasionali, riempie tutti di comprensibile orgoglio,
e
la grande commozione di tutti viene a malapena mascherata con il brindisi
finale offerto dalla Amministrazione Provinciale di Latina, patrocinante
dell’evento.
Lipari.
L’isola di Lipari
costituisce la seconda meta della Campagna “ Niente leghe sotto il mare”,
ed i volontari di Marevivo si imbarcano da Napoli per la nuova avventura programmata per
il 2 Giugno.
Con noi i Medici
iperbarici del CIR, il comandante del nucleo subacqueo carbinieri di Roma
(Renato Solustri) ed il brigadiere Gabriele Giacomone, oltre a Monica,
incaricata di riprendere in video le fasi di intervento.
La notte sulla nave pochi
di noi riescono a dormire, nell’agitazione del continuo ripassare
mentalmente le varie fasi dell’intervento da realizzare.
Molti si soffermano,
prima di andare in cabina, sul ponte a scrutare la notte stellata e
l’orizzonte appena percepibile, cullandosi nel silenzio dello sciabordio
dell’acqua sulle fiancate della nave.
Alle
prime luci dell’alba tutti sono sul ponte, con gli occhi puntati verso il
dedalo di isole Eoliane , nel tentativo di individuare i contorni della
nostra meta : l’isola di Lipari.
La giornata grigia
preannuncia intense precipitazioni, e la cosa mi preoccupa non poco:
dovremo lavorare sotto la pioggia .
Pazienza, fa parte del
gioco.
I ragazzi confabulano in
piccoli gruppi sparsi, stanno definendo i dettagli dell’operazione e
ripassano le procedure.
Masi (Massimiliano
Falleri) con il suo denso blocco di appunti saltella da un gruppo
all’altro per ricordare le consegne delle singole squadre ed i compiti di
ciascuno. Tutti ascoltano con interesse ed annuiscono in silenzio, e
nessuno accenna al fatto che è già stato realizzato
E del resto ogni
intervento e diverso dall’altro e va programmato ed organizzato come se
fosse il primo.
Finalmente sbarchiamo
accolti dal comandante della
Capitaneria di porto di Lipari
.Paolo Masella, e dal comandante del nucleo sebacei Carabinieri di Messina
maresciallo Salvino Antioco.
Pochi convenevoli, e
partiamo subito alla volta del porto turistico dove si effettueranno le
operazioni di recupero delle batterie.
Sul posto ad attenderci ,
Pino Vadalà del diving center La Gorgonia che ci fornirà l’assistenza con
le bombole ed il gommone.
E
tutto pronto per la seconda operazione della campagna .
I volontari con i sub dei
carabinieri, vengo divisi in cinque squadre, cui viene assegnato un
settore portuale di competenza .
Si calano i cesti di
metallo ed i sub spariscono sotto il pelo dell’acqua, alla ricerca delle
batterie .
Nel frattempo ci viene
segnalate la presenza di una rete abbandonata su di una secca all’altro
capo dell’isola.
Parte una squadra per un
sopralluogo, accompagnata dalla vedetta dei carabinieri e dal Diving
center .
Non solo viene confermata
la presenza della rete, ma si scopre che attaccati alle maglie si
dibattono ancora vivi ma terrorizzati alcuni dotti, aragoste e cicale di
mare che i ragazzi prontamente liberano, seguendone i goffi tentativi di
recuperare il naturale ciclo di vita, nonostante l’evidente stordimento
causato dalla trappola mortale .
Mentre i sub impegnati
nel recupero delle batterie portano a termine l’intervento, la squadra
destinata alla rete procede ad asportarla dal fondale con i palloni di
sollevamento e quindi al successivo trasferimento a bordo della vedetta
dei Carabinieri.
Anche questa è fatta, e
mentre osservo i ragazzi impegnati nella sistemazione dei materiali, il
cellulare squilla insistentemente .
Dall’altro capo il
presidente di Marevivo Rosalba Giugni che con evidente apprensione ed ansia
mi domanda “ Allora come è andata…”
Missione compiuta
Presidente, il mare è tornato a sorridere
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