anno I n°. 8 ottobre 2007                                                                       

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copertina: Adriano Penco

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MareVivo con SOTTACQUA              

 a cura di Alfonso Perri

RECUPERO BATTERIE A FORMIA E LIPARI

L’accordo siglato a marzo tra Marevivo, Cobat e Capitanerie di porto,per l’avvio della campagna “Niente leghe sotto i mari” si è tradotto in realtà, nei mesi i Maggio e Giugno, con la realizzazione dei primi interventi di recupero delle batterie esauste abbandonate nei fondali portuali di Formia e di Lipari.

La divisione sub dell’Associazione, infatti, ha condotto con successo le previste operazioni di pulizia, confermando ancora una volta che l’attività di volontariato, condotto con la professionalità propria dei subacquei di Marevivo, può contribuire non solo ad accrescere la cultura del mare, ma è in grado di attuare e realizzare iniziative intervento che in qualche modo aiutano il mare a difendersi dalle continue aggressioni dell’uomo.

Ma andiamo per gradi.

 

Formia

Il 16 Maggio la squadra dei volontari subacquei di Marevivo arriva di buon ora sulla banchina del  porto di Formia assiepati nei furgoni messi a disposizione dalla “Maggiore “ con un preciso obiettivo, l’individuazione ed il recupero di batterie gettate in mare

Il compito non è certo dei più semplici, per la consapevolezza che la tipologia del materiale da recuperare è tale da destare legittime preoccupazioni per la presenza di sostanze (piombo ed acidi) di elevata tossicità e pericolosità.

La necessità di adottare particolari precauzioni in tale occasione non è solo una necessità, ma un obbligo irrinunciabile.

La squadra tuttavia non perde l’abituale entusiasmo, forte di una ormai pluriennale esperienza maturata nel corso di quasi cinque anni di campagne condotte in mare, ma soprattutto per i lunghi momenti di preparazione organizzativa messi a punto senza sosta nei giorni precedenti la data del recupero.

Gia ad Aprile una squadra sub ha effettuato un sopralluogo, necessario per la verifica della consistenza del materiale da recuperare, ed essenziale per la messa a punto delle fasi di intervento.

Ciascuno dei ragazzi, pertanto ha ben chiari compiti e procedure.

La presenza poi dei due medici iperbarici (Corrado Costanzo e Giuliana Valente), rappresenta una importante garanzia per la sicurezza degli operatori, ed i nostri angeli custodi non si risparmiano per tutto il tempo, nel controllare il rispetto degli standard di sicurezza messi a punto dal Centro Iperbarico Romano per l’occasione.

Sul posto troviamo in piena attività i tecnici del Cobat, e i marinai della Capitaneria di porto, impegnati nel posizionamento di attrezzature e mezzi, necessari per completare le attività subacquee e per garantire un adeguato supporto e l’assistenza a chi dovrà operare in acqua.

In un angolo avanzato del molo si sta procedendo ad allestire l’area di raccolta delle attrezzature subacquee, e di vestizione degli operatori sub.

Tutto e pronto, i subacquei procedono nella vestizione, avviandosi al punto di intervento stabilito per ciascuna squadra .

Nel frattempo ci raggiungono i subacquei dei carabinieri e delle capitanerie di porto, giunti rispettivamente da Roma e Napoli per coadiuvare i volontari in una immersione sicuramente fuori dal comune, e si mettono a nostra disposizione

 

Dopo poco, guardando i ragazzi impegnati nei preparativi, non sono più in grado di distinguere i volontari dai professionisti delle forze dell’ ordine, se non per i rispettivi stemmi stampati sul braccio.

Da un lato cresce in me l’ orgoglio, ma nel contempo mi sento soffocare da un senso di angoscia : che razza di pazzia abbiamo messo in piedi ?

Ma mentre fervono i preparativi, una sorpresa inaspettata, l’arrivo del Presidente Gianfranco Fini e dell’on. Giorgia Meloni, che dopo i primi ovvi assalti dei giornalisti presenti, indossano senza la indugio la muta e le bombole, pronti ad immergersi nelle acque del porto, e collaborare con noi nella pulizia dei fondali.

Dopo i primi momenti di comprensibile disorientamento, i sub si apprestano ad iniziare le operazioni, in compagnia dei nuovi autorevoli operatori, che vengono informati sugli specifici compiti loro assegnati per l’occasione, e che gli stessi si apprestano a metter in atto .

I sub sono in acqua ed inizia la raccolta del materiale sommerso, con i relativi recuperi in banchina.

Con l’ausilio di particolari cesti in acciaio, appositamente realizzati per tali interventi, batterie ed ogni altro corpo estraneo al mare (pezzi di motore, biciclette, sanitari, copertoni, un cassonetto della spazzatura, una carrozzina, ed altro ancora) inizia a tornare alla superficie ed i pesanti cesti di metallo vengono portati in banchina da potenti gru montate su camion posizionati lungo la banchina.

Le vedette della marina e dei Carabinieri presidiano lo specchio di mare interessato dalle operazioni, attenti ad impedire che natanti si introducano nell’area di lavoro, ma pronti ad intervenire per eventuali emergenze.

Tutto fila liscio, ed in tarda mattinata i subacquei hanno recuperato decine di batterie, ed altro materiale abbandonato, ma la sorpresa inaspettata è rappresentata dal ritrovamento di un ordigno bellico ancora in stato attivo, proprio all’interno del perimetro portuale, che viene immediatamente segnalato alle autorità, per l’adozione delle conseguenti iniziative di interdizione dell’area interessata e per la successiva bonifica.

La giornata è stata lunga, ma ricca di soddisfazioni, ed il ritrovamento dell’ordigno bellico, che poteva rappresentare motivo di reale pericolo per residenti e frequentatori occasionali, riempie tutti di comprensibile orgoglio, e la grande commozione di tutti viene a malapena mascherata con il brindisi finale offerto dalla Amministrazione Provinciale di Latina, patrocinante dell’evento.

 

Lipari. 

L’isola di Lipari costituisce la seconda meta della Campagna “ Niente leghe sotto il mare”, ed i volontari di Marevivo si imbarcano da Napoli per la nuova avventura programmata per il 2 Giugno.

Con noi i Medici iperbarici del CIR, il comandante del nucleo subacqueo carbinieri di Roma (Renato Solustri) ed il brigadiere Gabriele Giacomone, oltre a Monica, incaricata di riprendere in video le fasi di intervento.

La notte sulla nave pochi di noi riescono a dormire, nell’agitazione del continuo ripassare mentalmente le varie fasi dell’intervento da realizzare.

Molti si soffermano, prima di andare in cabina, sul ponte a scrutare la notte stellata e l’orizzonte appena percepibile, cullandosi nel silenzio dello sciabordio dell’acqua sulle fiancate della nave.

Alle prime luci dell’alba tutti sono sul ponte, con gli occhi puntati verso il dedalo di isole Eoliane , nel tentativo di individuare i contorni della nostra meta : l’isola di Lipari.

 

La giornata grigia preannuncia intense precipitazioni, e la cosa mi preoccupa non poco: dovremo lavorare sotto la pioggia .

Pazienza, fa parte del gioco.

I ragazzi confabulano in piccoli gruppi sparsi, stanno definendo i dettagli dell’operazione e ripassano le procedure.

Masi (Massimiliano Falleri) con il suo denso blocco di appunti saltella da un gruppo all’altro per ricordare le consegne delle singole squadre ed i compiti di ciascuno. Tutti ascoltano con interesse ed  annuiscono in silenzio, e nessuno accenna al fatto che è già stato realizzato

E del resto ogni intervento e diverso dall’altro e va programmato ed organizzato come se fosse il primo.

Finalmente sbarchiamo accolti dal comandante della Capitaneria di porto di Lipari .Paolo Masella, e dal comandante del nucleo sebacei Carabinieri di Messina maresciallo Salvino Antioco.

Pochi convenevoli, e partiamo subito alla volta del porto turistico dove si effettueranno le operazioni di recupero delle batterie.

Sul posto ad attenderci , Pino Vadalà del diving center La Gorgonia che ci fornirà l’assistenza con le bombole ed il gommone.

E tutto pronto per la seconda operazione della campagna .

I volontari con i sub dei carabinieri, vengo divisi in cinque squadre, cui viene assegnato un settore portuale di competenza .

Si calano i cesti di metallo ed i sub spariscono sotto il pelo dell’acqua, alla ricerca delle batterie .

Nel frattempo ci viene segnalate la presenza di una rete abbandonata su di una secca all’altro capo dell’isola.

Parte una squadra per un sopralluogo, accompagnata dalla vedetta dei carabinieri e dal Diving center .

Non solo viene confermata la presenza della rete, ma si scopre che attaccati alle maglie si dibattono ancora vivi ma terrorizzati alcuni dotti, aragoste e cicale di mare che i ragazzi prontamente liberano, seguendone i goffi tentativi di recuperare il naturale ciclo di vita, nonostante l’evidente stordimento causato dalla trappola mortale .

Mentre i sub impegnati nel recupero delle batterie portano a termine l’intervento, la squadra destinata alla rete procede ad asportarla dal fondale con i palloni di sollevamento e quindi al successivo trasferimento a bordo della vedetta dei Carabinieri.

Anche questa è fatta, e mentre osservo i ragazzi impegnati nella sistemazione dei materiali, il cellulare squilla insistentemente .

Dall’altro capo il presidente di Marevivo Rosalba Giugni che con evidente apprensione ed ansia mi domanda “ Allora come è andata…”

 

Missione compiuta Presidente, il mare è tornato a sorridere

 

Per informazioni: 

Ufficio Stampa Marevivo 

Tel. 06/3222565

www.marevivo.it 

marevivo@marevivo.it

Adriano Penco

Leonardo Olmi

 

Alberto Rava

Paolo Bastoni

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