Programmi e promesse...
Pian piano ci stiamo
avvicinando alla fine dell’anno e questa scommessa – pian piano – si sta
rivelando vincente. Prima di tutto per un gruppo coeso che crede nella
nostra formula e, in fondo, avverte la necessità di rifondare, in qualche
modo, il modo di raccontare la subacquea, di raccontarci, di portare ai
lettori anche quelle notizie che altrimenti non verrebbero trovate, per le
ragioni più disparate. Un esempio: il prossimo mese di dicembre,
esattamente nel primo week end, si svolgerà a Milano la terza edizione
della Convention di ADiSUB che, aldilà delle dimensioni e dei numeri che
non sono certo da EUDI (ma, d’altra parte, questo appuntamento non è certo
una fiera e quindi il confronto o la concorrenza non esistono proprio) è
forse l’appuntamento più importante per il mondo della didattica in
particolare ma anche per tutto l’ambiente della subacquea.
Importante per TUTTO
l’ambiente della didattica, anche per coloro che non appartengono alle
Agenzie che vi danno vita perché è comunque un’occasione per ritrovarsi e
confrontarsi tra istruttori, insomma, molto più di un simbolo di unità.
Importante per tutti i subacquei perché, senza che sia ancora mai stato
dichiarato a chiare lettere, credo, questo evento rappresenta –
finalmente! – anche un momento per fare della CULTURA, attraverso i
seminari e le tavole rotonde che vi si svolgeranno. Cultura della
subacquea, tecnica, informazione, approfondimenti…
In questo quadro noi
di SOTTACQUA – che saremo presenti con un nostro stand (povero povero, non
siamo mica editori ricchi, noi…) – avevamo a disposizione anche uno spazio
nelle sale per una nostra sessione. Ci era stato suggerito, in un primo
momento di utilizzare questo tempo e questo spazio per una presentazione
istituzionale del nostro giornale ma, a parte che una buona parte del
mondo subacqueo-internettiamo – lo stiamo verificando – già ci conosce,
siamo comunque dell’opinione che il parlarci addosso non corrisponda
esattamente a quello che consideriamo un servizio ai lettori: noi volevamo
sì gestire questo spazio che ci veniva offerto ma per apportare anche in
quella sede il nostro modesto contributo alla generale discussione su un
argomento di interesse comune perché continuiamo a credere che i fatti
siano meglio delle parole.
Alla fine, dopo
alcune proposte accantonate per una serie di ragioni, abbiamo definito il
tema, di massima, del “nostro” intervento che si svolgerà nel primo
pomeriggio di sabato e verrà condotto, come relatore, dal nostro
collaboratore, l’avvocato Cimino. L’argomento, caldeggiato anche dal
Presidente ADiSUB, riguarderà le responsabilità civili e penali dei diving,
soprattutto alla luce di alcuni recenti avvenimenti luttuosi, con un
interesse non solo per i gestori dei Centri Immersione ma anche per i
semplici subacquei che così possono venire a conoscenza degli obblighi cui
bisogna sottostare discriminando tra reali necessità e arbitrii. Più in
generale, ascoltando anche le richieste del pubblico, ci si occuperà di
obblighi e leggi che riguardano la nostra sicurezza in mare.
Ancora due parole sul
giornale, prima di tutto per quel che riguarda la veste grafica: stiamo
studiando un nuovo format che ci renda un po’ più “belli” e renda più
funzionale ed efficiente la consultazione. Le idee e i desiderata sono
diversi ma, dovendoci confrontare con la complessità della realizzazione,
siamo consapevoli che ci si arriverà con calma, passo dopo passo, avendo
però a breve – contiamo di mostrarci con la nuova pelle entro due-tre
numeri – l’obiettivo di migliorare almeno l’aspetto.
Una novità invece c’è
da subito e consiste in un cambio di timoniere nella rubrica di subacquea
tecnica: il dottor Brazzi, l’amico Luca è costretto dai tempi del suo
lavoro a cedere il controllo ad un altro amico comune, Eugenio Mongelli,
ingegnere ben noto nel settore in questione in quanto titolare della TEMC,
l’Azienda di riferimento nella produzione di analizzatori di gas, con un
competenza specifica quindi che nulla ha da invidiare a quella di Luca il
quale, peraltro, non esce dall’equipaggio ma cambia semplicemente ruolo
dedicandoci, senza specifici impegni temporale, interventi svincolati
dalla consequenzialità di una rubrica, a lui il ringraziamento per quanto
fatto finora e ad Eugenio l’augurio di un buon lavoro, e che si trovi bene
con questo eterogeneo (ma competente) equipaggio.
Parlando invece dei
contenuti voglio ribadire ancora una volta che vogliamo sottrarci alle
logiche ipocrite e buoniste che si muovono nel nostro ambiente (ma non
solo) e che portano a germinare tonnellate di polemiche e di questioni che
poi, a chiara voce, nessuno affronta per paure di ritorsioni, di
difficoltà o, comunque, in nome del quieto vivere. Per quel che ci
riguarda intendiamo continuare a parlare anche di argomenti “sgradevoli” –
leggere la “polemica”, please! – visto che, comunque, la subacquea siamo
noi e se non ci emendiamo per primi dei nostri difetti non riusciremo mai
ad evolverci.
Abbiamo bisogno di
essere più forti, per contare di più, per non farci scippare le immersioni
che amiamo o vessare per poterle fare e non essere costretti ad emigrare
per poter proseguire nella nostra attività, questa è la mission
(tanto per dirla in italiano) di ADiSUB, ma anche della neonata CONFISUB
che, entrambe in settori differenti, mirano agli stessi obiettivi.
Questa è – anche – la
mission di SOTTACQUA che, comunque, per poterla sviluppare ha anche
bisogno di voi, dei vostri contributi, della vostra partecipazione, della
vostra pazienza, anche, sui tempi di uscita del nostro giornale che
continuano, per ora, ad essere poco puntuali con l’appuntamento del primo
del mese, facendoci magari perdonare in virtù di alcune notizie che siamo
riusciti a dare in anteprima rispetto agli altri mezzi di stampa.
In ogni caso, grazie
anche alle molte e-mail che ci raggiungono e che contengono solo
complimenti per la rivista – e che quindi abbiamo scelto di non pubblicare
perché portano gradevoli gratificazioni per noi ma non aggiungono carne al
fuoco delle discussioni – SOTTACQUA prosegue la sua navigazione, con molti
progetti e il desiderio di svilupparli unitamente alle altre componenti di
questo nostro pazzo mondo, è quindi il caso di augurare anche a noi
stessi, questa volta,
Buon Blu!
