CONTATTI
Andrea Ghisotti
Nasce
il 20.08.1951 e inizia ad andare sott’acqua prestissimo, negli anni ’50 in
apnea, con la prima mascherina Ostrica Baby
Cressi
e le pinne Rondine. Prova per la prima volta le bombole a soli 15 anni e inizia
negli stessi anni gli esperimenti fotosub, cercando di impermeabilizzare in un
sacchetto di plastica la sua Comet Bencini. Nel 1967 riceve in regalo dai
genitori un apparecchio 6x6 Siluro Nemrod, progettato dalla SOS di
Torino. E’ un’attrezzatura poco eclettica, in quanto le regolazioni sono tutte
fisse: tempo di scatto, diaframma, messa a fuoco. Inoltre il trascinamento della
pellicola rovina spesso un lato del film e non sono rare le infiltrazioni
d’acqua all’interno. Ciò nonostante, con molte prove e tanta pazienza riesce ad
adattare una serie di accessori, quali prolunga per il flash a lampadine,
secondo flash per la macro, lenti addizionali con relativi distanziatori e
delimitatori, che gli permettono di ottenere qualche foto decente, soprattutto
nella macro. Non disponendo ancora di bombole proprie, in quegli anni fotografa
con il narghilé Aquanaut della Evinrude, che pompa
aria a due subacquei fino a 10-12 metri di profondità, oppure, per le foto più
fonde, fotografa in apnea.
Nel 1970 arriva finalmente la prima Nikonos, modello Calypso-Nikkor II, con flash a lampadine originale. Stufo della complessità e lentezza della foto al magnesio, scafandra un primo flash elettronico in una custodietta GAGI e costruisce una serie di tubi di prolunga, con l’aiuto di un tornitore. A questo primo elettronico ne segue un secondo, molto più sofisticato, che utilizza come punto di partenza un Philips 38CT, un flash molto utilizzato dai fotosub in quegli anni.
Vedendo però tutti i limiti della Nikonos, riesce a trovare a poco prezzo una custodia Ikelite usata per la Nikon F e, dopo averla accessoriata per bene, autocostruendo tutto il necessario, inizia a fotografare finalmente con soddisfazione, gettando le basi del suo ampissimo archivio fotosub.
Siamo a metà degli anni ’70 e decide di vivere di mare.
Nel 1974 lavora come subacqueo al villaggio Vacanze di Favignana, nel 1975 diventa istruttore FIPS e nel 1977 istruttore CMAS.
Terminato il servizio militare, organizza con 3 amici un’estate di corallo, in Sardegna, che finisce tragicamente per Andrea, con una terribile embolia che lo lascia paraplegico. Dopo vari mesi di ospedale riesce a rimettersi in piedi e inizia a lavorare nell’importazione di attrezzature fotosub dalla Francia (Imasub) e dalla Svizzera (Hugyphot), lavoro che svolgerà fino al 1985. Contribuisce alla progettazione di molte attrezzature fotosub e suoi sono i prototipi dei flash Dolpin e Super Dolphin e delle varie custodie Minibox per flash Philips e Metz.
Contemporaneamente si afferma come fotografo e nel 1977 vende il suo primo servizio a Mondo Sommerso, estendendo in seguito le collaborazioni foto-giornalistiche a numerose riviste di subacquea, viaggi, natura, fotografia, vela, tempo libero, specializzandosi soprattutto nella fotografia subacquea e naturalistica e nei reportage di viaggio.
Nel 1978 pubblica il suo primo libro, Fiabasub, un libro per ragazzi ambientato sott’acqua.
Dal 1992 al 2000 lavora come responsabile della fotografia subacquea alla rivista Aqua.
In seguito, fino al 2003, riveste l'incarico, presso la Casa Editrice Mursia, di responsabile di una collana di libri dedicati al mondo sommerso e continua, come freelance, la collaborazione con numerose riviste del settore.
Nel 1981 ha aperto un suo Diving Center a Portofino, tutt’ora in attività.
Negli ultimi anni ha abbracciato la subacquea tecnica, diventando istruttore e trainer della P.T.A./CMAS ed estendendo il range operativo come fotografo oltre i 100 metri di profondità.
La sua grande passione sono i relitti, dei quali è non solo documentarista, ma anche appassionato ricercatore, insieme a storici ed esperti di chiara fama, coi quali collabora e ha stretto amicizia.
Il suo curriculum si è pertanto esteso a spedizioni ed esplorazioni importanti, quali il relitto dell’Andrea Doria, la torpediniera Chinotto, il traghetto Espresso Trapani, la scoperta dell’incrociatore Diaz e, recentemente, quello del piroscafo Lombardo, nave della Spedizione dei 1000 di Garibaldi.
Nel 1995 ha ricevuto la Platinum Card 5000 SSI e nel 2003 è stato insignito del Tridente d’Oro di Ustica.per: “l'opera divulgatrice svolta come fotoreporter in campo subacqueo”.
Siluro 6x6 Nemrod-SOS (1967); Calypso-Nikkor II (1970); Flash elettronici autostruiti (1976-77); Ikelite per Nikon F (1977); Flash Electrobox per Vivitar 283 Imasub (1978); Flash CP150 Soilsub (1979); Custodia Hugyphot per Nikon F motorizzata (1980); Flash Dolpin e Super Dolphin Imasub (1980); Flash Sea&Sea YS 150 (1981); Flash Master Imasub (1983); Flash S-100 Subatec (1987); Flash Sea&Sea YS 200 (1988); Custodia Subal per Nikon 801F (1991); Custodia Sealux per Nikon 801 (1992); Custodia Sealux per Nikon F90 (1994); Nikonos RS (2 corpi e tutte le ottiche) (1993); Flash SB 104 e SB 105 Nikonos (1993)
Sono per natura un autodidatta in tutto quello che faccio, per cui i maestri sono indiretti, ma comunque importanti. Primo fra tutti Victor de Sanctis, con la sua rubrica e i suoi articoli su Mondo Sommerso degli anni d’oro. I suoi consigli sono stati per me preziosissimi e inoltre mi ha trasmesso una grande passione, che non è mai venuta meno in tanti anni. Poi Cesco Ciapanna, col suo meraviglioso libro Tecnica della fotografia subacquea, che mi ha insegnato molto, soprattutto sulla tecnica costruttiva delle attrezzature. Sotto questo aspetto non posso non citare Gaetano Gianni, meglio noto con il nome di Gagi, che in verità era il nome della sua ditta. Oltreché geniale costruttore è stato per me amico carissimo. Con Aldo Invernizzi ha costituito una coppia formidabile come costruttore di attrezzature fotosub negli anni ’60 e ’70. Ho trascorso infinite ore nella loro officina e devo loro moltissimo se oggi sono in grado di costruire, riparare o modificare attrezzature per conto mio, un requisito a mio avviso indispensabile nella fotosub.
Infine un po’ tutti i pionieri, da Hans Hass a Cousteau, da Dumas a Gianni Roghi, da Maurizio Sarra a Roberto Merlo e a Claudio Ripa, che hanno acceso in me la passione.
A concorsi non ho quasi mai partecipato. Per me la fotografia è lavoro, quindi la parte ludica o hobbistica non interessa. Ho tenuto moltissimi corsi di fotografia subacquea (sono anche istruttore di fotografia Fips e Padi) e continuo a tenerne, di tanto in tanto. Ho scritto e pubblicato parecchio, qualcosa come 700 articoli e sto scrivendo il 24° libro, ma ho ancora tanto da fare in futuro …
Guardo poco indietro, a quello che ho fatto. Preferisco guardare avanti, a quello che farò domani, ma in ogni caso sono orgoglioso di alcuni libri, che hanno avuto notevole successo, sono orgoglioso del mio Tridente d’oro, sono orgoglioso di aver fotografato per primo la torpediniera Chinotto a 100 metri di profondità e l’incrociatore Diaz, che mi hanno regalato emozioni indicibili.