ANCORAMARE, DIARIO DI BORDO
SECONDA
SETTIMANA
Lunedì e
martedì 19 e 20 maggio.
"Il Mucillaqgine" ed altri amici
-
Lunedì
senza infamia né lode. Dopo aver avuto un attimo di
scoramento alla notizia che il pezzo sarebbe arrivato soltanto tra sei
settimane, non ci siamo dati per vinti e, rispolverando il mio francese,
siamo andati diretti alla base – il cantiere – cavandocela con due/tre
giorni di attesa perché sono riusciti a trovare un pezzo in stock. Un paio
di visite a bordo, una cenetta niente male – sarà la barca più comoda e
confortevole, sarà il tempo non propriamente estivo o forse, nel mio caso,
la particolare condizione di questo periodo, ma ci stiamo sbizzarrendo con
paste d’autore. La notte è stata piuttosto agitata dal vento e dalla
pioggia insistenti, naturalmente è quanto mi risulta dai racconti di
Ferdi, visto che io me la dormo alla grande.
Al risveglio di
martedì, segue la quasi routine della mia
passeggiata nel city centre di Giulianova dove vengo rapita da una
libreria abbastanza fornita e colgo l’occasione per rimpolpare la nostra
biblioteca di bordo con un paio di classici e qualche altra novità dal
gusto latino – per grande gioia del comandante. In realtà ho cercato di
fare lo sforzo scegliendo qualche pezzo del suo genere, ma il mio
tentativo non ha avuto esito particolarmente positivo ed ho optato per la
massima “mai lasciare la strada certa per l’incerto”. Dopo circa tre
quarti d’ora della mia passeggiata, mentre ormai mi dirigevo verso il
lungomare, sono stata richiamata dallo squillo della mia radio –
incredibile, ma vero funzionano anche a distanze ragguardevoli! – era il
comandante che mi chiamava all’ordine: ospiti “nuovi” e invito a pranzo in
un luogo speciale. Faccio rotta verso la barca e salendo a bordo trovo
Salvatore, amico da qualche giorno e zio Paolo, new entry sulla nostra
rotta di punti umani, che già si preannuncia punto cospicuo da non perdere
di vista. Nemmeno il tempo di salire a bordo e partiamo per un posto che
mi dicono essere un angolo di paradiso sul litorale adriatico….basta
arrivare e muovere i prima passi oltre il muretto che separa “Il
Mucillagine” dalla strada, per cominciare a respirare un’aria da caraibi e
sentire il calore umano di posti rari. Ci facciamo spazio tra il verde di
un prato curatissimo e qualche pianta dal profumo gradevole, tra le fronde
un mare che ha colori inusuali da questi parti e la spiaggia che si perde
a vista d’occhio verso un golfo quasi deserto. Sabbia, mare e sole, il mio
istinto infantile non ha freni, tolte le scarpe corro a tuffare i piedi
per quello che si rivelerà essere il primo “bagno” della stagione, e poi
rapita come al solito dalla ricerca di qualche cimelio marino restituito
alla terra da onde generose. In un baleno ho le mani piene di vita di mare
e di sabbia, l’odore mi allarga i polmoni e rapita mi perdo a scrutare
l’orizzonte sognando di quando finalmente avremo nuovamente preso il largo
e potremo tuffarci per una seria nuotata. Il tempo passa e non mi accorgo
che le lancette dell’orologio hanno ormai sorpassato l’ora di pranzo, ma
basta il profumo di sapori mediterranei a distogliermi dall’orizzonte e
riportarmi sotto le piante dove un pubblico ammirato accoglie con un
applauso la pasta fumante portata da Adriano. Il padrone di casa è un
personaggio di poche parole, ma gli occhi e il sorriso bastano a farti
sentire a casa,dopo un attimo di religioso silenzio dedicato alle prime
forchettate e al piacere di quei sapori che si fondono in perfetta armonia
accompagnati dalle note di un piacevole bianco locale, riprendiamo a
chiacchierare di chi siamo, cosa abbiamo fatto nella vita e ancora una
volta di immersioni.
Passato il tempo del pranzo, sembra che il tempo ci abbia rapiti in
quest’oasi di tranquillità, dove l’unico rumore è quello del mare agitato
da un leggero scirocco e delle onde che frangono contro gli scogli poco
distanti dalla spiaggia. Con noi c’è sempre Salvatore, che con la sua
discrezione ed il sorriso pacato è riuscito a conquistarci aggiudicandosi
un posto privilegiato nell’album dei ricordi di questa avventura che
inizia a prendere corpo giorno dopo giorno. C’è anche il tempo per una
breve parentesi casalinga, Massimo viene a farci una visita rapidissima
per godere con noi del piacere di questo angolo di paradiso, non può certo
mancare un bicchiere di buon vino per celebrare la sua ammirevole
deviazione di rotta per incrociare la nostra strada. Verso le 16, con lo
stesso rammarico di chi lascia gli ormeggi da un porto sicuro, lasciamo Il
Mucillagine e stringendo la mano uno ad uno a questi fantastici
personaggi, sentiamo che oggi possiamo aggiungere una buona pagina al
nostro diario di bordo.
A presto
Laura e Ferdi
Giovedì
22.
A grande richiesta!!! Ebbene si !!!
finalmente prendo io il comando del Blog e mi sfogo alla tastiera per
qualche minuto, visto che al timone a causa del tempo e del maledetto
pezzo di ricambio non ci sto da un paio di giorni.
Qui c'è un po' di sole a rompere la monotonia di giorni uggiosi, vi lascio
immaginare quale sia stata l'attività principale.... e la pancia comunque
cresce......
Adesso siamo in contrattazione serrata con il fantomatico tecnico che da
quando ha saputo che il pezzo e l'intervento sono in garanzia è sparito
!!! e siccome probabilmente qualche bambino ci sta leggendo, mi limito a
sfoghi fumettistici "XWCVGRSAFCBGNHJ!!!!"
Ora la mia dolce metà va a prendere un adattatore per l'I-POD (per
sentirlo tramite le casse della radio) ma mi sa che qui non ci siano
ancora arrivati....
Per adesso un abbraccio, vi monto un po' di foto al più presto.
Ci mancate tutti ma questo è un buon mezzo per sentirsi vicini !!! (oltre
ad un ottimo esercizio per la traversata Atlantica...)
Baci a tutti.
Ferdi e Laura
venerdì 23 maggio 2008
Altro che Tremiti!
.....il fantastico porto di Punta Penna -
Vasto - è una chicca della costa alla quale non abbiamo saputo resistere.
Dopo una mattinata di sole quasi primaverile abbiamo deciso che era ormai
tempo di mollare gli ormeggi dal circolo Migliore, ma ecco che preso il
largo, giusto il tempo di un panino e poi ci siamo ritrovati ad inseguire
un acquazzone dietro l'altro....la barca più grande in questo aiuta. Ferdi
al timone incessantemente, nonostante l'intervento agognato, il pezzo
continua a farsi i .....acci suoi,
è riuscito a non bagnarsi troppo grazie
a tutti confort di questo mezzo anche se il sole spuntato alle 19.00 è
stato come una piccola manna. Certo con il tempo che ci siamo ritrovati
non era decisamente il caso di puntare sulle Tremiti, così abbiamo optato
per un pochino di discesa e una sosta notturna nel primo posto buono per
l'ora di cena. Io confesso che non mi sento troppo al sicuro, ma il mio
prode - come al solito ottimista - sostiene che chiudersi in barca sia un
tantino eccessivo. Credo che non vi tedierò troppo a lungo con le mie
sdolcinatezze, anche perché è vero che abbiamo trovato un posto in
banchina, ma ci hanno fatto giurare alla radio che domani entro le 8.00
saremo già fuori dal porto. Significa sveglia e in movimento anche
abbastanza in fretta, quindi vi auguro buona notte e non vi nego che mi
addormento con la curiosità di scoprire chi si nasconde dietro al
pennivendolo immaginativo.
P.S. oggi Ferdi mi ha invitata a fare delle fotografie ed un video in
navigazione, l'immaginazione del pennivendolo forse lo ha raggiunto per
via telepatica?! naturalmente rimandiamo a condizioni di connessione più
favorevoli la pubblicazione - perchè le foto le facciamo, il problema è
riuscire a caricarle senza che caschi la linea ogni tre per due.
Sabato
24 sera e Domenica 25....
Finalmente Tremiti!
Sono le 7.20 di sabato mattina
e la sveglia ci ha traditi, di corsa mi infilo un paio di pantaloni salto
a terra per mollare le cime mentre Ferdi è già al timone. La cima di poppa
poi di corsa a prua e con un balzo sono a bordo mentre la barca già si
allontana dal porto. Sembrerà strano, ma il sole scalda queste prime ore
del mattino e il cielo sembra limpido, un bel riflesso sulle casupole di
pescatori che protendono le loro braccia verso il mare con esile sforzo,
quasi in sfida ai venti dal largo. Nemmeno il tempo di riporre la macchina
dopo un paio di scatti e l'occhio attento di Ferdi scorge qualche cosa
poco lontano, con una virata inattesa la barca punta a nord e, a pelo
d'acqua, poco distante da un piccolo barchino di pescatori, riesco a
centrare con l'obiettivo la pinna di un delfino che entra ed esce
dall'acqua per qualche minuto. Ci avviciniamo, lo osserviamo e poi
sparisce davanti a noi, disturbato in quello che forse era un pasto
succulento.
Riprendiamo
la rotta, destinazione Vieste, quando un piccolo contrattempo di natura
elettronica infastidisce il comandante che dovrà attendere un paio d'ore
prima di potersi rilassare avendo trovato una soluzione definitiva. A
questo punto, 42 miglia ci separano dalla nostra meta, mentre ad est
scorgiamo il profilo di San Domino, la maggiore delle Tremiti e la
tentazione è forte....12 miglia, quasi un dilemma che Ferdi mi sottopone
probabilmente conoscendo la risposta. Tra l'idea di una notte in porto e
la magia della rada, per due come noi che normalmente in porto vanno solo
per fare cambusa non ci sono troppe esitazioni e la barca vira dopo
essersi accertati che un ormeggio ci attende all'arrivo. Entrambi stupiti
dal paesaggio fissiamo la barca su uno specchio d'acqua turchese e subito,
come bambini impazienti inauguriamo le mute in quello che sarà il primo
bagno della stagione. Acqua freddina al primo impatto, ma basta dare
un'occhiata al fondale per ritrovare il piacere di qualche bracciata
tonificante
e poi fuori è finalmente sole. Pranzo a bordo e pomeriggio tranquillo,
salvo spostarci sul lato nord dell'isola per trovare un po’ di riparo da
una risacca che diventa poco gradevole. Adesso sono quasi le sette, il
sole arriva al tavolo dove scrivo e non ci resta altro che aspettare il
nostro Caronte Tony per una cena a terra....speriamo sia a base di pesce
perchè io inizio ad avere certe voglie e non vorrei mai fosse una
sirenetta!
Giornate di panico
!!...
stavo facendo il furbo
come al solito in giro per la barca e mi ha ceduto una gamba .... tutto Ok
continuo a muovermi e poi mi siedo al computer, un po’ di dolore ma nulla
di grave. Morale mi vengono a prendere per cena e mi si blocca tutto
l'apparato, risultato a spalle di Toni e Co fino a bordo, dormita e
risveglio con incognita... Per fortuna dopo un po’ di riscaldamento si
ricomincia a funzionare abbastanza bene e decidiamo di partire non senza
chiedere a Tony di darci dei numeri da chiamare a Vieste nel caso avessimo
deciso di fermarci.
Navighiamo tranquillamente a motore (Bonaccia) fino ad una quindicina di
miglia dalla meta quando tutto ad un tratto il motore si spegne e non da
più segni di vita... scopriamo così che il manometro, che segna un quarto
di serbatoio, è tarato male e siamo a secco !!!
Gioco forza veleggiamo, per fortuna lo scirocco pomeridiano ci sostiene
anche se in direzione contraria, fino a Veste dove ci mettiamo alla cappa
nell'avanporto ad aspettare Gianpiero, l'amico di cui abbiamo avuto il
numero a Tremiti, che arriva e col l'ausilio della sua squadra di
gommonauti ormeggiamo in sicurezza. Una serie di congetture ci porta a
smontare mezzo motore fino a che desistiamo senza ottenere risultati e
crolliamo a dormire.
Speriamo che la notte porti consiglio e che domani sia migliore.
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