anno I n°. 10 dicembre 2007                                                                       

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copertina: Antidio e Paolo Rossi

SOTTACQUA.INFO - IL MARE IN RETE - subacquea e nautica viaggiano sul web: viaggi, immersioni, barche e attrezzature provate per voi ogni mese

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Due risposte dell'avvocato

 

Spesso capita di imbattersi in elementi a dir poco "onnipotenti" nel caso specifico, il gruppo è tenuto ai consigli della guida che durante il brifing illustra l'immersione, in fase di immersione non può rincorrere le pecorelle smarrite come un cane pastore (credo che l'unico sistema funzionante sia l'approntare (come del resto si fà per i corsi didattici) la figura della scopa cioè un istruttore (in questo caso guida/accompagnatore esperto in grado di  risolvere i casi più disparati con il numero del gruppo limitato a massimo 6 ogni guida......sappiamo entrambi dell'utopia appena scritta, è chiaro che quando si parla di brevetti a subacquei esperti (aiuto istruttore/guida/istruttore....affrontiamo l'immersione con un "dato per scontato"  facendone poi un mea culpa semplicemente perchè di per se dovrebbero sapersi autogestire... e saltare le tappe come in questo caso....mah diciamo che andrebbe approfondito il caso....le tappa è saltata per incoveniente all' attrezzatura??? o altro?? il compagno??? doveva rimanere con Mario credo che la responsabilità della guida sia molto labile...... ma che in fondo "forse" qualcosa ha sbagliato... i gruppi devono essere compatti...ci fermiamo con le scuse più banali a volte facendo vedere quello che non c'è.... (ma intanto si ricompatta il gruppo).....sono curioso di saperne di più

grazie

 

Daniele Rosati

 

risponde l'avv.Cimino

 

Caro Daniele, l'impostazione del tuo ragionamento, anche nelle varie ipotesi e perplessità manifestate, è comunque alquanto corretta. Nel prossimo numero della rivista darò la soluzione, per tutti i lettori, del caso giudiziario esposto, e lo commenteremo, approfondendo anche i temi da te sollevati. 

 

 

Vi ho conosciuto alla presentazione all’adisub e ho trovato subito molto interessante la vostra rivista.
Sono un istruttore sub per passione e dedico a questa attività molto del mio tempo libero. Nei week-end faccio la guida presso un diving in Liguria.
Mi è capitato spesso di avere al seguito subaquei un po’ indisciplinati che tendono a sforare la quota o a rimanere in dietro. Premesso che sul parco di Portofino il numero di clienti che capita di guidare è limitato, max 5 persone Cerco sempre di ricompattare il gruppo ed eventualmente torno indietro a cercare i mancanti. Con subaquei particolarmente indisciplinati (normalmente sono persone che conosco bene e so avere una certa esperienza) dopo 2 o 3 richiami me ne frego e li lascio andare per i fatti loro.
Comunque nel caso descritto nell’articolo credo che la guida potesse essere ritenuta responsabile di eventuali incidenti occorsi al cliente in seguito al essersi smarrito e non al fatto ce si è fatto i cavoli suoi e non è neanche stato in grado di portare a termine correttamente il profilo di immersione.

Riccardo Angiolini

risponde l'avv.Cimino

 

Caro Riccardo, la prima parte del tuo discorso pare abbastanza corretta (dipende da come pianifichi la immersione e dalle istruzioni che dai nel briefing, oltre che dagli obblighi che ti assumi). La seconda parte meriterebbe un chiarimento: dovresti spiegare meglio la distinzione che vedi tra la responsabilità per incidenti occorsi al cliente disperso, che ritieni sussistere, e quella per cui il cliente si è fatto i cavoli suoi e non ha errato il profilo di immersione.
Sul prossimo numero della rivista pubblicheremo la soluzione del caso. Nel frattempo saremo lieti di ricevere le tue precisazioni e approfondire con te il punto.

 

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La storia dell'Oro Rosso

 

Gentilissimo Sig.Cafiero:
mi perdoni se ricorro sempre al suo aiuto.
Ho letto sul suo libro Vita da sub, nel capitolo sesto L'oro degli abissi, di un articolo scritto da Angelo Gadau e corredato dalle foto scattate da Antonio Murru. Se mi fornisse qualche indicazione vorrei riuscire a reperirlo. Su quale rivista è uscito: Mondo Sommerso forse? L'anno e il mese di uscita?
Come avrà immaginato, sono un appassonato della storia dei corallari e cerco di reperire ovunque possibile trattati, articoli, fotografie ecc.....
Ricorda qualche articolo storico su Mondo Sommerso o qualche altra rivista dove sono raccontate le loro storie?
Magari qualcuno firmato da Lei.
A volte riesco a soddisfare la mia curiosità per la storia della subacquea da solo ma a volte non posso fare a meno di interpellare qualcuno più informato di me.
Scusandomi per il fastidio che posso arrecarle con le mie continue richieste e ringraziandola per l'aiuto già concesso e che vorrà concedermi, La saluto cordialmente.


Marco Enargelico.

 

 

risponde Ninì Cafiero

 

Gentilissimo Marco, l'articolo di Angelo Gadau, Oro rosso, fu pubblicato sul numero 188, febbraio-marzo 1976, di "Mondo sommerso", da pag. 48  a 63. Per non far perdere la giornata di lavoro a Antonio Murru (ma anche perché non era equipaggiato e addestrato per fotografare a quote abissali) Gadau affidò al corallaro la sua custodia Bicchiarelli con la Nikon F2 munità di obiettivo 15mm perché realizzasse le immagini che illustravano il reportage. Il servizio di Angelo Gadau, davvero completo ed esaustivo sulla pesca del corallo, usciva dieci anni dopo il più "storico" degli articoli che siano mai statio scritti sull'argomento:  La febbre rossa, di Gianni Roghi, pubblicato sul numero 6,  giugno 1966, di "Mondo sommerso". Questo testo è riprodotto integralmente nel mio libro "La piroga vuota" (La Mandragora, Imola, 2007)  dedicato alla figura del grande giornalista e pioniere subacqueo nel quarantennale  della sua tragica morte.
  
Gaetano "Ninì" Cafiero

 

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Ritardi, ritardi...

 

(ricevuta l'8 settembre) Cari amici di sottacqua non fate scherzi.Già in passato ricordo la scomparsa proditoria dalle edicole di "Mondo Sommerso" e c'ero rimasto male.
Spero che questo non sia un replay! Voglio tornare a  leggervi presto,
un saluto a Paolo Bastoni che mi ha lasciato la curiosità del suo viaggio in Russia.
Saluti anche a tutti gli altri della redazione,
Alberto Sandri

 

(ricevuta il 10 settembre) Sono contentissimo di vedervi tornati alla grande con un numero di tutto rispetto. Il viaggio in Russia di Paolo ha finalmente espresso il significato che in fondo mi aspettavo: qualità e novità.
Vi pregherei di togliere di mezzo definitivamente quelle porcherie di
foto che ho scattato (ahimè ) a Cayo Largo, non mi aspettavo proprio una
pubblicazione di cui per la scarsissima qualità mi vergogno.
Sto migliorando con la digitale e se vi può far comodo vi posso mandare qualcosa (scritto\foto) sulle immersioni del mese scorso a Soma
Bay in Mar rosso.
La polemica del mese mi trova in totale frequenza di risonanza, come
sempre quando si parla di mare scippato agli spiriti liberi. Ma attenzione, parlando con molti sub della ultima generazione mi sono reso conto che non capiscono il problema perché abituati a pascolare in gruppo fin dalla "nascita" subacquea. Per loro è del tutto incomprensibile un'immersione in solitaria o senza guida e considerano naturale essere coercizzati nelle riserve con tutti i limiti che ci sono.
Il livello del brevetto poi,sembra che sia più importante di quello che vedono sott'acqua.
Ho l'impressione che abbiamo aspettato troppo a dire la nostra, e gli
interventi e gli articoli sull'argomento vengano recepiti da chi già ne
condivide i contenuti. Spero di sbagliarmi.
Vi saluto rinnovando i complimenti per il nuovo numero davvero
interessantissimo e come sempre vi auguro buone bolle e buon lavoro

Alberto Sandri

 

 

risponde Paolo Bastoni

 

Due e-mail, a distanza di un paio di giorni l’una dall’altra, che sintetizzano diverse cose su SOTTACQUA.

Innanzitutto, a prescindere dai contenuti, un “grazie” speciale ad Alberto che ci tiene d’occhio e che ci aiuta con i suoi commenti.

Per quanto riguarda i temi dell’e-mail, prima di tutto prendiamo in considerazione il ritardo rispetto al primo giorno del mese, per l’uscita. Le ragioni risiedono – e non vuole essere una scusa ma solo una spiegazione – sostanzialmente nelle poche persone che, fisicamente, mettono mano all’impaginazione e alla costruzione del giornale. Per esempio in questo mese il numero di foto che sono state utilizzate è particolarmente alto, un numero che nessun periodico “tradizionale” può ovviamente permettersi: solo per il servizio sulla Russia si sono pubblicate oltre 150 foto, numero che diventa quasi tre volte tanto perché ogni immagine deve essere ottimizzata anche nel formato per i diversi utilizzi: come miniatura nel portfolio, in un formato intermedio per essere pubblicate “in pagina” e i pieno formato per l’ingrandimento, ovviamente tutto questo porta via molto tempo, In ogni caso, anche con l’arrivo in redazione del prezioso aiuto di Emanuela Colletta, cercheremo, com’è ovvio che sia, di fare sempre meglio.

Entrando nel merito di altre parti dell’e-mail di Alberto, riguardo al discorso sulla polemica, vorrei invece dire che, se da un lato non penso che non ci siano più “cani sciolti” che amino fare immersioni senza appoggiarsi ai centri, soluzione peraltro che può andar bene in certe situazioni ma non sempre, da un altro questo sta anche un po’ nell’ordine delle cose.

D’altra parte se, avendo casa al mare, magari in Liguria, quel mare lo conosco bene e voglio andarmene ad immergermi solo con mia moglie, nel momento in cui vado, per esempio, a Palinuro, se non vorrò “bucare” delle immersioni nei preziosi giorni di ferie, sarà la migliore soluzione appoggiarmi ad un diving locale che mi garantisca il risultato. E se, invece, in Liguria ci vado una volta ogni tanto, da solo, perché non immergermi con un centro – poniamo – di Lavagna. Del resto il tempo dei Garibaldi – storico barcaiolo di San Fruttuoso che ha portato generazioni di subacquei negli anni ’60 e ’70 – è ormai estinto.

In ogni caso questo discorso verrà ripreso, da SOTTACQUA, nei prossimi mesi...

Piuttosto bisogna cercar di evitare che vengano approvate (magari con un sottofondo di inquietante incostituzionalità) leggi restrittive emanate da chi non ha coscienza di cosa significhi andar sott’acqua, tanto vietare, soprattutto dalle nostre parti, è sempre più semplice che capire..

Ultimissima noterella: ragazzi! Noi aspettiamo la vostra partecipazione, la vostra collaborazione, e non solo per la gratificazione del lettore di turno che si vede pubblicare le proprie immagini, ma anche perché, come già detto in alte parti del giornale, ci piacerebbe veder nascere una nuova generazione di collaboratori, di reporter delle cose marine, che cerchino di evolversi e, magari, vederne saltar fuori qualcuno che della macchina fotografica o della penna vorrebbe farne la propria professione e, comunque, pubblicare su SOTTACQUA può anche servire come base per avviare discussioni in materia.

Non voglio usare un claim frusto perché già utilizzato da chi, peraltro, oggi non ne avrebbe più titolo, ma SOTTACQUA è davvero una rivista fatta da subacquei per i subacquei, e siccome voi lo siete – subacquei – la rivista è tanto nostra quanto vostra, per cui battete un colpo se ci siete (e ci siete, e aumentate in maniera esponenziale…), ok?!?

Aspettiamo vostre nuove!...

 

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Qualche quesito per Ninì Cafiero

 

1) Salve,
innanzitutto complimenti per il portale, con la speranza che mantenga i propositi iniziali e non faccia la triste fine che hanno fatto alcune riviste del settore come per esempio la gloriosa "Mondo Sommerso", oramai ridotta a un banale depliant patinato.
Cortesemente desidererei porgerLe due domande:
 
1 - Quanto possono valere le prime quattordici annate complete (primo numero compreso) della rivista "Mondo Sommerso". Sia chiaro non ho intenzione di venderle ma giusto per conoscerne il valore.
2 - Come posso procedere all'acquisto del libro "Il timone di Enea".
 
Cordialmente La ringrazio, augurando a "SOTTACQUA" ogni traguardo.
 
Francesco Caloro

 

 

 

2) Gent.le Sig. Cafiero:
riconoscendo la sua grande esperienza in materia di subacquea e storia della subacquea vorrei porLe alcune domande:
1- saprebbe indicarmi il modo per entrare in possesso del video di Cousteau che narra le vicende del corallaro corso T.Recco andato in onda qualche tempo fa su Rete 4 nella serie L'altro azzurro? Il video si intitola Le fou du corail
2- in merito al libro di L.Fusco, Il timoniere di Enea, quando sarà
disponibile nelle librerie?


Ringraziandola per l'aiuto che vorrà concedermi e scusandomi per il tono da telegramma usato nella presente le porgo distinti saluti.

 

marcosub74@fastwebnet.it
 

 

 

risponde Paolo Bastoni

 

Prima di lasciar la parola a Ninì una breve precisazione su una definizione del sig. Caloro: ringrazio anche a nome di Ninì per i complimenti ma ci tengo a sottolineare che SOTTACQUA NON È un "portale". Il nostro è un giornale, regolarmente iscritto al Tribunale di Milano, che deve quindi soggiacere alle varie leggi che regolano la possibilità di realizzare una pubblicazione, il direttore è un giornalista, come vuole la legge, come giornalisti sono quasi tutti i collaboratori, ovvero gente che questo fa per lavoro, a cominciare da Ninì Cafiero che possiede un curriculum professionale che pochi (non certo il sottoscritto!) possono vantare. Se qualcosa che compare sulle pagine di SOTTACQUA non raccoglie il gradimento di qualche interessato c'è, appunto, un Tribunale che giudicherà (da qui la definizione di "direttore responsabile") e un Ordine professionale che può arrivare a sanzionare pesantemente. Il tutto a garanzia dell'affidabilità delle informazioni fornite ai lettori. Questo non significa che i portali - che sono altro - non siano affidabili, solo che non hanno controlli di questo tipo.

 

 

risponde Ninì Cafiero

 

Caro Francesco,

grazie per i complimenti, ed eccoti quello che ti posso dire:

1) Non lo so e non oso immaginarlo. Io la mia collezione (completa di numero 1) la persi nel corso di uno dei miei innumerevoli traslochi tra Roma e Milano. Credo si possa risolvere il problema pubblicando un annuncio sullo stesso "Mondo sommerso" del tipo "Si propone al miglior offerente..."

2) È in faticosa gestazione una seconda edizione del "Timoniere di Enea". Non appena sarà disponibile glielo faremo sapere.

 

Caro "marcosub74",

riguardo alle tue domande:

1) Il video di Cousteau "Le fou du corail" (ma non è, per caso, Les Fous, al plurale?). Ho cercato in rete, navigando in un oceano vasto quanto il Pacifico di cose  (film, libri,,,) concernenti le Comandant. Su Amazon, e-Bay e simili si trovano dei cofanetti di DVD, mai il singolo filmato. Niente in italiano, ma in francese, inglese, tedesco. Dovresti avere la pazienza di farti la ricerca a misura delle tue esigenze. Io non posso sapere se, per esempio, ti va bene un cofanetto in francese. Il materiale disponibile è sterminato, ma restringendo via via la ricerca dovresti riuscirci: Cousteau>Les Fous du Corail, DVD eccetera.

2) Il timoniere di Enea: teniamo in evidenza il tuo nominativo, come ho già detto anche a Francesco, altri ce lo hanno chiesto: quando sarà disponibile SOTTACQUA lo comunicherà ai suoi lettori.

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Carissimo Paolo, innanzitutto bellissimo il reportage sul Mar Bianco, mi sarebbe piaciuto esserci! A proposito cliccando sul nome del fotografo russo, si apre una pagina in Cirillico di "ardua" comprensione.
Tornando al tema riguardante le varie associazioni, movimenti politici e didattiche che si arrogano il diritto di rappresentare i sub per poi puntualmente tirare l'acqua al proprio mulino; il mare è l'ultima frontiera, davvero è diventato l'unico spazio libero e selvaggio del nostro pianeta e non vedo perché debba essere gestito da incompetenti, tra incompetenti includo anche le varie didattiche che con il mare hanno poco a che fare, alla fine sono solo scuole ed imparare ad andare sott'acqua è solo un mezzo, giammai un fine.
Come sai abito in una piccola Isola, quasi sempre mi immergo da solo o al massimo in coppia per poter fotografare in pace come e quando voglio e nessun "burosub" ignorante deve togliermi questo diritto! A volte esco anche in mare con gli amici dei diving quando non hanno con loro torme di turisti che tranne rare eccezioni sono "gnu al guado" che intruppati uno dietro l'altro scavano il fondo alzando nuvole di sedimenti ansimando frettolosamente dietro i divemaster.
Contrariamente a quanto le didattiche USA sostengono, non si può effettuare la subacquea come una qualsiasi altra attività ricreativa, occorre passione, motivazione ed addestramento, non ci si può improvvisare altrimenti,come ho scritto prima, non si è subacquei, ma gnu al guado dietro al capo branco (divemaster) con tutti i pericoli che ne derivano.
Tutte le varie associazioni pongono il livello istruttore come punto di arrivo, ma sostengo che di istruttori ce ne sono fin troppi e lo scopo dovrebbe essere quello di formare subacquei che fanno immersioni, non "professori" sempre secondo quel vecchio adagio: chi sa fa, chi non sa, insegna! Un caro saluto, evviva la libertà che non significa non avere regole, anzi!

Antonio Colacino

 

risponde Paolo Bastoni

 

Antonio è, nell’ordine, per me caro Amico e grande provocatore, qualcuno mi ha suggerito di evitare la pubblicazione di questa sua e-mail ma, a parte la scorrettezza personale nei confronti di Antonio, e generale nei confronti di un lettore, io credo si debbano lasciare aperte le porte a tutte le opinioni, che le si condividano oppure no, altrimenti dove va la libertà – di pensiero in questo caso – che vò sbandierando?... Tralascio i complimenti riguardanti il reportage nella terra di Puskin (a proposito: il link alle pagine del fotografo “russo”, il bravo Mikhail Vedekhin, portando al suo sito aprono delle pagine, ovviamente, in russo, quindi con quell’alfabeto cirillico che, come dico nel pezzo, è un discreto ostacolo alla comprensione delle indicazioni, d’altra parte vista la disponibilità ad offrirci le sue immagini un link al suo sito era il minimo, e comunque apre la strada al futuro “internazionale” di SOTTACQUA, ma di questo ne parleremo un’altra volta…) e vado subito al sodo.

“Sodo” che, probabilmente, è suscitato dalla “polemica” – il cui “Capitano Nemo” questo mese ero io – e in parte, credo, dall’editoriale.

Una piccola presentazione dell’Autore di questa e-mail, presente anche nel colophon per alcune sue collaborazioni: Antonio vive a La Maddalena, è un ufficiale della Marina Militare e comanda il Gruppo Operativo Subacqueo di stanza nell’isola. Innamorato della subacquea da sempre si immerge sistematicamente anche una volta smessa la muta con le stellette

Personalmente non condivido un paio di pareri su didattiche e istruttori, sia per le prime che “con il mare hanno poco a che fare”, sia per i secondi riguardo al detto citato “chi sa fa chi non sa insegna” perché, a parte il fatto che io stesso che appartengo alla categoria da qualche decennio e non mi sembra di “non saper fare” come lo stesso Antonio può certificare, ma anche le stesse Agenzie Didattiche sono “governate” da subacquei di lungo corso con migliaia di immersioni nelle pinne.

Altra cosa è, forse, l’eccesso di istruttori, e di questo già se ne è parlato su queste pagine e prima o poi affronteremo il discorso in modo serio e articolato. In ogni caso vorrei ricordare ad Antonio che quando iniziammo ad immergerci noi i numeri dei praticanti erano ben diversi da quelli attuali (nel mio primo grado – anno 1969 – in tutta Milano eravamo, se non ricordo male, in 72 dei quali solo 11 arrivarono al brevetto…). Lo sviluppo della didattica ha senz’altro aumentato la sicurezza nell’immersione riducendo drasticamente il numero di incidenti, sia percentuale sia assoluto.

Senz’altro quella ricerca della qualità nell’apprendimento dell’acquaticità oggi è assolutamente scomparsa, d’altra parte anche il mondo è cambiato e oggi ci si avvicina alla subacquea con una mentalità differente, abbandonata – a Dio piacendo! – quasi del tutto ormai quella mentalità machista che permeava i corsi dei primordi facendo diventare la nostra attività non più uno sport ma, come correttamente deve essere, un’attività ludica paragonabile ad una passeggiata sui sentieri di montagna.

È vero che anche a me piacerebbe che ci fosse più passione e motivazione, ed è anche parte del compito che ci siamo ripromessi noi di SOTTACQUA, quello di offrire spunti per aumentare queste due componenti, d’altra parte, aldilà dei moccoli che anch’io tiro se per caso mi trovo in un gruppo di “sollevatori di sedimenti”, sono però gratificato dall’entusiasmo dei loro commenti quando escono anche se a volte mi sfugge qualche consiglio un po’ acido sul loro modo di stare in acqua…

Altro argomento è quello introdotto dalla “polemica” nella quale prendo in esame i divieti imposti da chi sott’acqua, invece, non ci va per niente e pretende di insegnarci cosa si giusto e cosa sia sbagliato fare. E proprio per questo che – contrariamente alle abitudini del nostro settore – tutte le componenti della subacquea dovrebbero realmente coalizzarsi per iniziare a fare la voce grossa: dobbiamo iniziare a farci sentire e, per far questo, dobbiamo essere coesi, coscienti che dobbiamo puntare tutti verso il medesimo obiettivo, permettendo la convivenza dei “vecchi” subacquei con le nuove generazioni.

Del resto io non mi sognerei mai di praticarmi un piercing anche se, lo ammetto, mi è capitato di vederne di carini, cosciente che il mondo della redingote è ormai (per fortuna!) terminato per sempre e il mondo continua ad essere bello in quanto vario e in continua evoluzione…

 

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