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Tech Dive a cura di
Eugenio Mongelli
DOVE VA LA SUBACQUEA
TECNICA
Desidero ringraziarvi per
l’attenzione con cui avete seguito sulla nostra rivista il mio articolo
precedente sulla definizione di “subacquea tecnica”.
In questo numero vorrei
invece condividere con voi delle considerazioni sul futuro della subacquea
tecnica e sulla sua evoluzione.
Per lavoro ho l’occasione
di frequentare da più di 12 anni le fiere di subacquea in Europa
Dall’EUDI al vecchio
Eurodiving di Monaco (per citarne alcune) e sono sempre alla ricerca, come
la maggior parte degli affezionati e degli operatori, delle novità, si
tratti di prodotti o di servizi offerti dalle varie didattiche.
Tutti quanti sappiamo che
non tutte le novità una volta presentate e lanciate sul mercato
diventeranno negli anni il nuovo standard di riferimento, e gli sforzi
degli uffici marketing, di progettazione e di produzione delle aziende
sono volti a raggiungere questo obiettivo.
E’ sempre il consumatore
finale infatti che decreta il successo di una qualsiasi innovazione
preferendolo ad altri prodotti o trovando in esso soluzioni a delle
esigenze.
Dalla
nascita della cosiddetta subacquea tecnica sono stati molti i prodotti
lanciati sul mercato che sono diventati standard o semplicemente adottati
anche per l’ambito sportivo. Mi riferisco per esempio alle mute stagne o
ai jacket con imbracatura e sacco posteriore.
Le mute stagne sono state
le prime mute ad essere inventate (basti pensare ai vestiti dei palombari
o alle mute usate dagli incursori nel corso della II Guerra Mondiale), ma
il subacqueo sportivo a partire dagli anni ‘50 preferisce la mute umida
per le sue doti di vestibilità e leggerezza. Con l’avvento della subacquea
tecnica la muta stagna è diventata un accessorio irrinunciabile per
affrontare con successo immersioni la cui durata spesso supera di molto i
60 minuti con ogni condizione di mare, di temperatura di ambiente.
Lo stesso per i jacket
posteriori senza i quali non sarebbe possibile utilizzare le
configurazioni di bombole posteriori e da fianco in sicurezza e senza
intralcio all’attività (o alla “missione”). E poi, a ben pensare, lo
stesso jacket è un accessorio che si è affermato solo agli inizi degli
anni ’90! Oggi infatti sempre più affezionati usano i jacket posteriori
apprezzando le doti di semplicità e di libertà anteriore con la
possibilità di utilizzare in immersione pesanti bibombola o semplici
monobombola e portare con sé molti accessori necessari.
Tornando al discorso
iniziale, ogni anno vengono proposti nuovi prodotti o l’evoluzione di
vecchi, si tratta di una lenta evoluzione che però sta costantemente
cambiando il modo di andare sott’acqua. Cercare di capire il futuro è una
sfida appassionante.
Io penso che stiamo
andando verso l’utilizzo di materiale e tecnologie innovative che però non
cambieranno di molto il modo di andare in acqua come facciamo noi oggi.
Primo perché la rivoluzione portata dalla subacquea tecnica non si è
ancora stabilizzata e standardizzata, secondo perché le attrezzature in
uso oggi necessitano ancora di aggiustamenti e modifiche per poterle
ritenere “definitive”.
Tutti sono convinti (me
compreso) che il rebreather sarà la macchina più utilizzata nel futuro per
le immersioni tecniche. Sono però molti i passi da compiere ancora per
renderlo sicuro anche sulle spalle di un operatore distratto o poco
esperto. L’evoluzione ha fatto passi da gigante negli ultimi 18 anni
passando da macchine costosissime, complesse e ingombranti (ricordate il
primo CIS LUNAR?) a rebreather adatti anche ad un uso sportivo, ma mancano
ancora dei sistemi per garantire la stessa sicurezza di una immersione in
circuito aperto, cioè per banalizzare con bombole ed erogatori. Ciò
nonostante sono sempre più gli appassionati e l’offerta di macchine cresce
costantemente.
Altro aspetto è
sicuramente la sempre maggior diffusione di miscele diverse dall’aria e
dell’elio per immersioni anche a profondità “ricreative”. Questo anche in
aree dove sono attualmente poco diffuse per difficoltà di
approvvigionamento, grazie a nuove tecnologie di produzione e stoccaggio a
costi sempre più competitivi.
Tornando alle
attrezzature vedo una evoluzione verso una maggior leggerezza sia di
bombole che di erogatori ma anche di accessori come pinne e maschere e
mute stagne sempre più comode, calde e leggere. I jacket saranno semplici
ed essenziali ma sempre più affidabili. Tutto questo grazie ad una
semplificazione dei componenti ed all’uso di materiali sempre più
innovativi e performanti.
Altri accessori quali i
maialini (i veicoli di propulsione subacquea) e gli illuminatori saranno
anche loro sempre più diffusi e progettati con caratteristiche superiori
di leggerezza, semplicità e durata utilizzando nuove tecnologie.
Più difficile è invece
dare una stima dei tempi in cui tali innovazioni saranno definitive. A
parte una fisiologica e continua evoluzione, le aziende del settore sono
tutte alla costante ricerca di nuove soluzioni ed applicazioni, ma i
budget sempre più ristretti ed il mercato in contrazione impediscono balzi
cui siamo testimoni in altri settori (vedi es. la telefonia mobile).
Accontentiamoci quindi di andare in acqua con le attrezzature di cui
disponiamo, ricordandoci che una bella immersione non dipende solo dalla
attrezzatura ma anche da tanti altri fattori, quali il gruppo e
l’ambiente!
eugeniomongelli@sottacqua.info
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