anno I n°. 10 dicembre 2007                                                                     

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copertina: Antidio e Paolo Rossi

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Gocce di Storia            

 

di Gaetano "Ninì" Cafiero

Il nome di questa rubrica lo abbiamo sottratto (con il suo consenso) a Faustolo Rambelli, presidente della Historical Diving Society – Italia, che lo aveva scelto come titolo del suo ultimo libro. Ma ci era assai piaciuto. Rende l’idea. E poi, francamente, lo avevamo pensato prima di vedere il libro omonimo.

 

IL NEUTRINO E IL CAPODOGLIO

Uno degli “award” del Premio Internazionale Franco Papò è andato nel 2007 al Progetto Nemo che cercando particelle elementari nell’universo trova (anche) cetacei minacciati di vita grama o addirittura di estinzione. Il poema d’amore di Enzo Maiorca per la sua Siracusa.

In Sicilia accadono sempre cose interessanti, specialmente nel nostro campo, che è il mare, soprattutto profondo, con  annessi e connessi. Marcello Guarnaccia è uno di quelli che più si danno da fare scrivendo, suggerendo, organizzando: è un “operatore culturale” infaticabile. Soprattutto nei combattimenti all’arma bianca con la burocrazia e la politica che proprio non la vogliono capire. Così dal 23 al 25 novembre è riuscito a mettere in piedi la diciottesima edizione del premio Franco Papò e il secondo convegno di storia della pesca nel Mediterraneo. Lo ha fatto valendosi della collaborazione del CUTGANA (acronimo impossibile che sta per Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli ambienti Naturali) e di Nausicaa (altro acronimo: Nucleo Archeologia Umida Subacqueo Italia Centro Alto Adriatico) e tirando in ballo gli assessorati ai Beni Culturali e Ambientali, e alla Cooperazione e Pesca della Regione Sicilia. 

Eminenti archeologi, biologi e storici hanno dunque concionato di civiltà della pesca, spostandosi  nelle sale del President Park Hotel, sul cocuzzolo di Acitrezza, dov’erano confinati con vista sul mare ma lontani dalle lusinghe di Catania (città vivacissima e godereccia). Ma intanto il prestigioso “award” del Premio Franco Papò è stato assegnato al presente – poco fuori il porto di Catania - di una megastruttura di ricerca in via di realizzazione definitiva: un telescopio che sarà collocato a 3.500 m di profondità e circa 43 miglia marine al largo di Capo Passero, estrema punta sudorientale della Sicilia, dominato dalla mole del faro che segna il promontorio in corrispondenza del quale le acque dello Ionio incontrano quelle del Canale di Sicilia: una struttura imponente, con 80 torri alte ciascuna 750 metri, per una cubatura totale di un chilometro. Per fare che cosa?  Lo spiega il fisico professor Emilio Migneco, direttore dei Laboratori Nazionali del Sud: «I tre chilometri d’acqua soprastanti servono a schermare il complesso e a evitare gli effetti  delle radiazioni cosmiche. Soltanto così sarà possibile rilevare ke tracce luminose dei neutrini che hanno attraversato la Terra nel momento della loro trasformazione in mioni. Studiando queste particelle potremo acquisire informazioni di grande importanza per esempio per lo studio dei buchi neri.»

Sapevamo che da tempo gli astronauti si esercitano a muoversi e agire in condizioni di peso nullo trascorrendo molte ore in piscina, e che i 35 metri di profondità della grande vasca della NASA hanno portato alla messa a punto dei moderni “rebreather” che consentono ai sub d’assistenza di restare al fianco degli astronauti a profondità “fuori curva”. Ma non sospettavamo altri punti di contatto tra l’astrofisica e la subacquea. Spiega il prof. Migneco: «Nemo (così si chiama il telescopio sommerso) è in grado di captare anche i suoni emessi dalle particelle elementari come neutrini e mioni. E le apparecchiature che per il momento sono in fondo al mare di Catania ci hanno permesso di registrare, in più occasioni, passaggi di grandi banchi di capodogli che, come quasi tutti i cetacei - siano misticeti come le balene megattere, siano odontoceti (ed è il caso dei capodogli) come i delfini e le orche – comunicano tra di loro mediante l’emissione di suoni e ultrasuoni. Abbiamo così potuto accertare che in Mediterraneo il capodoglio non è un animale minacciato di estinzione poiché è presente in queste acque con centinaia di esemplari». Bene. Una buona notizia di contenuto ecologico merita un riconoscimento prestigioso. Gli altri “award” sono andati al professor Raimondo Sarà, autore di “Scienza della pesca”, all’Editrice la Mandragora di Imola, al quotidiano di Catania La Sicilia per il supplemento settimanale “Vivere il mare”.

Il convegno – progettato da Marcello Guarnaccia, realizzato dal CUTGANA  - ha avuto un uniforme spessore culturale. Il tema della discussione è stato per così dire introdotto dalla proiezione del documentario “La pesca del tonno oggi: le campagne dell’Astra nel Canale di Sicilia” di Gianni Mangiagli. Poi, dopo i saluti del direttore di CUTGANA prof. Concetto Amore, la lectio aditialis (lezione inaugurale) dell’eminente biologo marino prof. Raimondo Sarà, impossibilitato a essere presente, è stata letta dalla figlia Giuliana, archeologa.

A questo punto va  riferito che la dottoressa Giuliana Sarà ha messo a disposizione dei presenti il numero 9 del 2003 dei “Quaderni del Museo Archeologico Regionale ‘Antonino Salinas’”, che sotto il titolo generale ‘I materiali della collezione subacquea del Museo Archeologico Regionale A. Salinas” reca uno scritto del prof. Sebastiano Tusa, “Caratteristiche e genesi della collezione archeologica subacquea” del museo stesso, uno della professoressa Paola Pelagatti (Archeologia subacquea lungo le coste occidentali e orientali della Sicilia: Gli anni dei pionieri) e, infine, un corposo saggio della stessa Sarà molto ben illustrato. La notizia interessante e bella per tutti gli appassionati di archeologia subacquea è che il quaderno (insieme ad altri) può essere ottenuto gratuitamente facendone richiesta alla Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione.

Il convegno è proseguito con il dott. Saverio Scerra della Soprintendenza alle Belle Arti di Ragusa che ha illustrato “Antichi sistemi di pesca”, con il prof. Giovanni Di Stefano, soprintendente archeologico della stessa città, (“La fauna ittica nei mosaici bizantini tra la Sicilia e il Nord Africa”), con il prof. Antonio Potoschi dell’università di Messina (“Storia della pesca nell’areale di Messina”), con il prof. Giulio Santoro, ufficialmente medico chirurgo ortopedico ma di fatto studioso della fisiologia dell’uomo immerso e antropologo di smisurata cultura (non per niente nel 2006 fu insignito dell’”award” per le sue straordinarie capacitò di divulgatore dell’etno-antropologia) che ha parlato sul tema “la pesca con l’arpione nello Stretto di Messina”. Sono intervenuti con comunicazioni ad hoc il dottor Andrea Morabito, dell’Acquario Civico di Messina, il dott. Aldo Cerreto, commissario al progetto di ripopolamento ittico di Taormina. I lavori della mattinata di sabato 24 sono stati chiusi dall’Assessore regionale alla Cooperazione, Artigianato, Commercio e Pesca on. Antonino Bennati.

Alla ripresa pomeridiana il primo intervento è stato della dottoressa Patrizia Valeria Li Vigni, direttrice del Museo del Mare di Terrasini, che ha svolto il tema “pesca e ritualità nella tradizione siciliana. Quindi il dott. Franco Andaloro, direttore del dipartimento Pesca e Risorse Sostenibili dell’ICRAM che ha definito il ruolo dell’Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare.

È stata poi la volta di Maria Gruccione, che da sempre dedica tempo ed energie alle problematiche delle isole Egadi e in particolare di Favignana. Titolo del suo intervento, appunto, “Favignana, fra tufo e tonnare”: e denuncia della situazione di  “sbando” in cui si trova l’AMP delle Egadi, della ventilata istituzione di un parco marino, della fine delle mattanze per mancato arrivo dei tonni, intercettati e decimati da sofisticatissimi sistemi di cattura, delle  cave di tufo ormai ridotte allo stato mussale.

Hanno portato il loro contributo il dottor Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, la dottoressa Cecilia Buccellato della Soprintendenza del Mare.

È stato assegnato un po’ di spazio, la sera, anche a chi scrive. Perché  all’inizio del 2008 l’Editrice Magenes darà alle stampe l’ultimo libro di storia della subacquea, “Il principe delle  immagini”, la biografia di Francesco Alliata di Villafranca (presente anche lui) pioniere assoluto (1946) della prime riprese cinematografiche professionali sotto  la superficie del mare e personaggio  di primo piano nella  cinematografia mondiale.

Il Secondo Convegno sulla Storia della Pesca nel Mediterraneo è stato chiuso la mattina di domenica 25 novembre dalla brillantissima conferenza del prof. Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Sicilia, che ha illustrato le campagne di scavo sottomarino condotte nel 2007 dal Servizio Beni Archeologici.

Ciliegina sulla gustosa torta di questa manifestazione, “Siracusa”, il libro-lettera d’amore – edito dalla Erre Produzioni - che Enzo Maiorca ha scritto alla sua antichissima e bellissima città natale, illustrato dalle splendenti fotografie di  Lamberto Rubino. Lo ha presentato il prof. Paolo Giansiracusa, autore come Fabio Granata delle note introduttive.

 

 

 

 

 

 

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