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Il mare in rete - anno IV n°. 33 – Marzo 2010 – reg.Trib. di Milano n.318 del 14 maggio 2007

ECCO COME SARÀ LA RUBRICA LEGALE DEDICATA AI SUBACQUEI

A cura di Aldo Cimino Commenti disabilitati

colophon_aldo_ciminoLe questioni di carattere legale che possono maggiormente interessare il subacqueo riguardano principalmente due aspetti, quello specificamente costituito dall’esercizio stesso dell’attività subacquea, nelle sue diverse manifestazioni, sportiva, ricreativa, didattica e professionale, e quello relativo alle attività accessorie a quella tipica, come l’organizzazione e la partecipazione a viaggi e vacanze subacquee.

Gli articoli seguiranno pertanto, alternativamente, i due filoni detti, trattando delle varie problematiche, di natura legale, relative appunto alle attività subacquee nonché a quelle turistiche, con particolare riguardo, a proposito di queste ultime, al turismo subacqueo.

La assenza di una normativa specifica e organica della materia relativa alle attività subacquee, e la limitata casistica, con la conseguente carenza di precedenti giurisprudenziali, rende la trattazione delle questioni dette particolarmente delicata e interessante sia per le difficoltà interpretative nell’applicazione delle norme esistenti, anche in via analogica con riferimento ad altre materie, sia per la proposizione di problematiche non ancora affrontate e che potrebbero richiedere interventi anche in sede legislativa.

Gli argomenti si articoleranno in temi secondo il seguente programma approssimativo e di massima. Ogni tema ed argomento può richiedere diversi articoli, collegati tra di loro o meno, che riguardano casi specifici o ipotesi particolari, anche con riguardo a situazioni concretamente verificatesi e che hanno dato luogo a vertenze e a pronunce giudiziarie:

 

-       La responsabilità, concetti generali e applicazione alle attività subacquee

-       Responsabilità professionali: Istruttori, Guide, Diving Center

-       Responsabilità del produttore o fornitore di beni o servizi

-       Attrezzature a noleggio: difetti e vizi di funzionamento

-       Le Organizzazioni Didattiche e le norme tecniche

-       I diritti e i doveri del subacqueo in relazione al suo brevetto

-       I contratti del subacqueo: inadempienze e conseguenze

-       Le assicurazioni: formule e limiti

-       La modulistica, rilevanza ed efficacia

-       Infortuni subiti e danni procurati a terzi

-       I viaggi subacquei: l’operatore e l’offerta

-       Il pacchetto turisub e il contratto di viaggio subacqueo

-       Recesso e disdette di viaggi prenotati

-       Contestazioni di viaggi e danni: vacanza rovinata, danno esistenziale

-       Inadempienze e disservizi nei viaggi subacquei

-       Responsabilità dell’Operatore turisub: in particolare per disservizi o incidenti nelle attività subacquee comprese nel pacchetto

TECH DIVE

A cura di LUCA BRAZZI Commenti disabilitati

l'Autore pronto all'immersione

Generalmente, la gente comincia ad interessarsi di subacquea per divertimento. Questo ha portato ad una industria della subacquea che ha posto sempre più l’enfasi su corsi facili e rapidi piuttosto che sulla competenza. E’ così cresciuta una rosa di subacquei che sono portati a credere le immersioni ricreative richiedano scarsa o nulla dedizione per raggiungere padronanza delle tecniche, né una buona forma fisica. E’ un errore. Le immersioni sono simili a qualunque altro sport attivo: la possibilità di divertirsi è strettamente collegata alla padronanza delle abilità fondamentali di detto sport e alla propria dimestichezza nell’applicarle. Questo non significa però che si deve essere “portati” per potersi divertire, ma solo che più si è preparati, maggiore sarà il divertimento che se ne ricaverà.

L’esigenza di rendere la subacquea più “accessibile”, e quindi più compatibile con le esigenze di un mercato sempre più orientato al turismo, ha portato a ridurre progressivamente la durata dei corsi ed ad una progressiva “parcellizzazione” dei programmi di addestramento.

Oggi ci sono dozzine di agenzie di addestramento all’immersione che offrono moltissimi differenti corsi di certificazione e che includono livelli di “abilità” che vanno dall’open water di base all’istruttore avanzato di Trimix. Benché i subacquei che fanno questi corsi spesso possiedano livello di esperienza e capacità notevolmente differenti, la maggior parte di essi sembra difettare di solide fondamenta nelle capacità di immersione.

A questo si aggiunge che vige l’errata convinzione ci sia una radicale differenza fra le procedure e l’attrezzatura da utilizzare entro i limiti delle immersioni ricreative standard e quelle da usare oltre questi limiti. In realtà, quanto richiesto per realizzare una buona immersione avanzata non differisce in modo sostanziale da quanto dovrebbe essere presente nelle immersioni ricreative più semplici.

l'attrezzatura per l'immersine tecnica è molto più complessa di quella per una normale immersione ricreativa

Benché sia infatti vero che l’attrezzatura e le procedure seguite possano essere diverse a seconda dell’ambiente di immersione, le componenti fondamentali di una sana pratica subacquea non cambiano necessariamente molto a mutare dell’ambiente. Essenziali, sono infatti in tutti gli ambienti tre componenti fondamentali: esperienza subacquea, abilità subacquee e una robusta configurazione dell’attrezzatura.

Non è questa la sede per confrontare quanto offre oggi il mondo della didattica né, tanto meno, per mettere in luce il buono ed i limiti dei vari sistemi. Ci piace però sottolineare che proprio la semplice visione sopra illustrata è quella che è alla base di  uno dei sistemi di immersione più strutturati, ossia il sistema DIR (Doing It Right) studiato e sviluppato nell’ambito delle esplorazioni subacquee del team speleosub americano WKPP (Woodville Karst Plan Project)Lo stile di immersione DIR si snoda attraverso alcuni principi fondamentali, semplici ma rigorosi:

Minimalismo delle attrezzature

La scelta e la configurazione dell’equipaggiamento è spesso un processo senza fine che il subacqueo porta avanti nel corso della sua carriera anche e soprattutto alla luce dei contrastanti messaggi che derivano dai corsi che frequenta e dalla esperienze che si trova a fronteggiare. Il DIR ha affrontato e risolto questo problema  scegliendo di standardizzare la migliore configurazione e decidendo di utilizzare esclusivamente le attrezzature indispensabili. Meno cose si hanno addosso, infatti, maggiore sarà l’agilità e la capacità di nuoto e movimento in acqua, con il minimo dispendio di energia. Contemporaneamente sarà minore il rischio d’impiglio, di rotture e malfunzionamenti dal momento che meno cose ci sono, meno se ne possono rompere.

i gruppi pronti dopo la ricarica con le miscele

La configurazione DIR, pur essendo nata per la speleosub, è adatta per qualsiasi tipo di immersione e si basa sul principio della “configurazione bilanciata” con particolare attenzione al minimalismo, all’efficienza, all’affidabilità e all’integrazione di ogni singolo componente, che non viene mai visto come un elemento isolato, ma piuttosto come parte di un sistema.

Standardizzazione dell’attrezzatura

Nel sistema DIR ogni subacqueo utilizza lo stesso tipo di equipaggiamento, assemblato in modo uguale fin nei minimi dettagli. Questa scelta, unica nel panorama della subacquea sportiva, consente ed assicura la massima confidenza e capacità di reazione a situazioni di emergenza tra membri di una squadra di immersione. Inoltre l’impiego di equipaggiamento standard consente anche di evitare che subacquei alla prima esperienza siano lasciati liberi di scegliere configurazioni “sbagliate” che potrebbero causare incidenti o che si potrebbero rivelare completamente inadatte a fronteggiare situazioni di emergenza in immersione.

l'impego di un'attrezzatura più complessa rende ancor più indispensabile l'adozione del "buddy system"

Il sistema di squadra


Una squadra di immersione non è un gruppo di individui che si immerge insieme casualmente, bensì un gruppo in cui ognuno agisce avendo come obiettivo l’interesse del gruppo stesso. Ogni membro della squadra deve quindi essere un subacqueo capace, indipendentemente dal gruppo stesso, altrimenti la sua partecipazione aggiungerà un rischio in più al gruppo. I subacquei componenti una squadra hanno quindi l’obbligo di informare il resto della squadra se quanto pianificato va oltre i limiti delle proprie abilità o della propria sfera di comfort. I subacquei, inoltre, devono essere preparati ad aiutarsi uno con l’altro per fronteggiare una qualsiasi difficoltà, in modo che queste diventino un problema reale. 

La preparazione

Troppi subacquei ritengono, erroneamente, che la preparazione pre-immersione abbia inizio il giorno, o poche ore, prima dell’immersione stessa. La vera preparazione è un impegno costante che coinvolge tre attività principali: concentrazione mentale, allenamento fisico ed esperienza.

Subacquei che cercano di evitare una qualsiasi di queste tre aree possono non essere preparati per affrontare in modo adeguato l’immersione. Da questo potrebbe derivare un minor divertimento durante l’immersione, la perdita di opportunità di crescita o, nei casi più gravi, il trovarsi esposti ad una situazione di pericolo.

Tutto quanto sopra porta ad un’unica conclusione: subacquea ricreativa, subacquea avanzata o, come oggi viene definita, subacquea tecnica non sono che ambiti di applicazione diversi per una pratica subacquea che deve essere solida nelle sue basi e ben strutturata nella sua costruzione.

Una solida formazione subacquea è quindi sostanziale per creare una base di esperienza, ma nessuna quantità di addestramento può sostituire il tempo trascorso in acqua per raffinare le proprie abilità e sviluppare sicurezza, fiducia e consapevolezza.

MARKETING DELL’ISTRUTTORE

A cura di HERMES PIEROTTI Commenti disabilitati

È lecito parlare di marketing, in un mondo come quello delle attività subacquee ricreative, caratterizzato – nel “vissuto collettivo” – da valori di rapporto intenso e integrato con la natura, di sfida ai propri limiti, di disciplina “pura e dura”, di tecnologia avanzata…?

È proprio vero che il concetto di marketing, le sue regole, i suoi modelli, implichino necessariamente inquinamento dei valori ideali?…contaminazione, banalizzazione e dequalificazione di una attività sportiva a… “volgare attività mercantile”? Possiamo indulgere quanto vogliamo a purismi ideologici di vario profilo culturale, ma… se un Istruttore, una Didattica, un Diving Center, un Club, un Tour Operator,… non troveranno giusta remunerazione ai propri sforzi, se la loro “Impresa” non prospererà e non verrà premiata dal mercato, nessuno ci preparerà per gli esami e non riceveremo alcun brevetto; nessuno farà più ricerca per migliorare gli standard per la nostra sicurezza; nessuno organizzerà più uscite e viaggi sui siti subacquei,…!

Ma poi…cos’è il marketing? Quale attività di conquista di un mercato e diffusione di un prodotto/servizio può evitare le “secche” del marketing: non solo le imprese ma i partiti politici, le religioni e le rispettive Chiese, le istituzioni culturali, le Organizzazioni senza fini di lucro…?

Vediamo se solo noi possiamo davvero farne a meno, o se vale la pena di sistematizzare, discutere, arricchire, le metodologie di marketing dell’Operatore subacqueo; se vale la pena di scambiare esperienze, di crescere insieme in un mercato che ha ancora enormi spazi di diffusione!

Allora, senza preconcetti, né barriere ideologiche, quali sono le finalità e i valori portanti del Marketing…? Preferiamo evitare gli impianti accademici e sintetizzare questo dominio in tre punti-chiave, per cui marketing significa:

  1. Conquista à fidelizzazione e sviluppo di clienti

Vediamo un po’ più in dettaglio cosa intendiamo:

  • Conquista: come attrarre i clienti potenziali, scovando i canali giusti per le diverse tipologie di clienti, i messaggi più coerenti con ciascun target, l’immagine più efficace per “colpire” nel segno delle loro motivazioni; come stabilire un contatto e stipulare un contratto psicologico, basato sulla promessa di poter rispondere alle loro motivazioni (persino a quelle che non sono ancora del tutto chiare a loro stessi…); come organizzare un prima occasione di fruizione di quanto abbiamo promesso, un’occasione in cui il cliente si riconosca e apprezzi sia il prodotto sia il servizio e il “clima”…
  • Fidelizzazione e consolidamento: quanti clienti hanno ripetuto la loro esperienza con voi dopo il primo “assaggio”, quanti invece non avete più rivisto,…? Come indurre il cliente “conquistato” a ripetere..? Come trasformare un contatto puntuale in un rapporto continuativo; non in esclusiva, ma almeno “privilegiato”…? Se pensiamo a quanto ci è costato arrivare al contatto con il cliente potenziale, conoscerlo, sedurlo, “irretirlo”: se poi non “capitalizzassimo” questi investimenti in un rapporto di lunga durata e di crescente intensità, quanti sforzi, risorse, opportunità andrebbero persi! Non basta soddisfare le richieste del cliente (questo è “obbligatorio”; il massimo che ci può riconoscere è un …“Vorrei vedere…!”) e nemmeno rispondere alle sue attese (e già questo non è così scontato e diffuso…): bisogna rilanciare a future nuove occasioni; bisogna trattenere le sue coordinate e pianificare future iniziative di richiamo…
  • Sviluppo: pensiamo a quanta strada possiamo indurlo a fare con noi…! Lungo i diversi e successivi gradi della didattica iniziale, con i cross over, con i viaggi, con le specializzazioni, con le attività sociali (club, comunità, forum,…). Io ho iniziato 16 anni fa con un Istruttore e… non me ne sono ancora liberato!
  1. Comprendere i bisogni, ma anche le attese (vedremo in seguito la differenza); del momento presente , ma anche in tendenza, per poter anticipare…; dei clienti attuali, ma anche di quelli potenziali, cioè di quelli che potrebbero diventarlo…; relativi al “prodotto” centrale, cioè le immersioni o il brevetto o il viaggio, ma anche e soprattutto di quelli accessori, quali l’appartenenza a una comunità, la qualità del contesto, il senso della crescita personale; gli interessi primari (la sicurezza in immersione) ma anche quelli derivati e quelli indotti, quali: biologia marina, piuttosto che archeologia, fisiologia iperbarica, fotografia, …

Perché è importante comprendere tutto ciò?

  •  
    • …per soddisfare i bisogni (ciò che il cliente chiede…) e per anticipare le attese (ciò che il cliente vorrebbe, ma di cui non ha forse piena consapevolezza: le motivazioni di natura più psicologica, emozionale);
    • …per aggregare/accomunare tutti i clienti attorno ai valori centrali (quanto è o deve essere comune a tutti coloro che fanno subacquea: sicurezza, padronanza delle tecniche, rispetto dell’ambiente, piacere di immergersi,…) e differenziare invece il “prodotto” e soprattutto i servizi, in funzione degli interessi specifici dei vari segmenti di clienti ;… Troppo spesso gli Istruttori adottano comportamenti indifferenziati, sempre uguali a se stessi, partendo dall’assunto che tutti abbiano o debbano avere le stesse motivazioni e lo stesso atteggiamento verso l’attività subacquea, o… peggio ancora, attribuendo a tutti la proprie motivazioni, i propri modelli, le proprie priorità!

…per fare di ogni adepto un seguace appassionato e poi un diffusore attivo ed efficace (ricordate gli apostoli? … se non impariamo dalla Chiesa cattolica!)

  1. Capire che il “prodotto” – per il cliente – non è solo l’immersione o il rilascio del brevetto, ma il vissuto complessivo:
  • come viene accolto e introdotto nel gruppo
  • come viene “personalizzata” la sua presenza, come l’Istruttore o la Guida accoglie e interpreta la sua specificità, ciò che lo rende “unico” o che gli fa pensare di esserlo…
  • come viene aiutato a sfruttare tutte le opportunità: amicizia e integrazione nel gruppo, affermazione personale, apprendimento, solidarietà, allegria,…

Si usa, al proposito, un’immagine curiosa, secondo cui il “prodotto”, in ottica di marketing, può essere rappresentato come un… ‘uovo fritto’, in cui il tuorlo è l’immersione, come dicevamo, ma con una serie di “albumi” o corone circolari, con la seguente progressione dal centro verso la periferia:

  • i servizi organizzativi/logistici: il parcheggio dell’auto, le condizioni e i mezzi per lo scarico dell’attrezzatura, l’ambiente di “vestizione”, la procedura di iscrizione e assunzione di responsabilità,…
  • le condizioni di sicurezza/professionalità: il rapporto numerico “guida/clienti”, il dosaggio del briefing rispetto al livello dell’uscita e all’impegno richiesto, l’assistenza al montaggio dell’attrezzatura, le disposizioni di entrata/uscita,…
  • il clima e le relazioni: la sensazione di essere sia membro di un gruppo che individuo, il mix di serietà e allegria, le regole di interazione e comunicazione nel gruppo, la personalizzazione delle raccomandazioni e dei commenti (a integrazione del briefing, che è necessariamente comune),…
  • le “sorprese”, cioè quello che il cliente stesso non pretendeva, non si aspettava o non riteneva di poter trarre dall’esperienza: una conferma di sé oppure una maggiore conoscenza dei propri limiti e delle proprie possibilità, la scoperta di nuovi interessi, accessori all’attività subacquea in senso stretto, il senso della sfida superata, …

Questo è l’intento della rubrica che avviamo da questo numero: proporre tecniche e metodi specifici, analogie e correlazioni con altri settori; commentare innovazioni, ma anche ‘recuperi’ di prassi antiche cadute inopinatamente in disuso; scambiare esperienze; indicare tavoli di discussione,… su questo sconfinato terreno del “Marketing dell’impresa diving” (limitandoci, ovviamente, alla subacquea ricreativa), intendendo con questa definizione: l’Istruttore e il Diving Center, ma anche i Dive Master, il personale di supporto del Diving, il Club subacqueo.

La nostra missione è appunto quella di contribuire, senza velleità o deliri di onnipotenza, ma anche senza limiti e vincoli a priori, alla circolazione di idee e esperienze su questi temi solo accennati:

  • cercare (e trovare…!) nuovi clienti
  • coltivare i clienti acquisiti
  • trasformare i clienti occasionali o saltuari in clienti fedeli (ricordando che, in ogni campo, la fedeltà dipende dalla qualità delle prestazioni…!)
  • dare eco e notorietà alle nostre performance: il “bocca a bocca” positivo è un potente e gratuito canale pubblicitario, ma si possono e si devono creare meccanismi di amplificazione…
  • sviluppare la qualità dell’intero prodotto (ricordiamoci dell’”uovo”) in modo organico e bilanciato: dando, cioè, il giusto peso a ciascun ingrediente
  • alleanze e sinergie con altri operatori, con presenze complementari

Vi proporremo modelli ed esperienze; vi chiederemo esperienze ed esempi (positivi e negativi); vi segnaleremo fonti di approfondimento (libri e siti WEB); intervisteremo esperti, del nostro e di altri settori!

Come tradurre questi concetti, apparentemente specialistici e talvolta astrusi, nei codici della subacquea? come trasferire queste regole di base del marketing nel contesto della nostra attività?

Questa è la sfida che vi proponiamo di affrontare con noi!

 

le varie puntate potrete trovarle nell’archivio in maniera da potervi costruire una vera e propria sessione di apprendimento continuo.

V° CONCORSO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA SUBACQUEA “ORTONAMARE” 2010

L’Associazione Subacquea Ortona Sub, alla luce del successo di pubblico e critica ottenuto nelle precedenti edizioni, presenta il V° Concorso [...]

DA DIECI ANNI CANON È IL BRAND PIÙ AFFIDABILE TRA I PRODUTTORI DI MACCHINE FOTOGRAFICHE

I lettori di 14 paesi europei su 16 hanno votato Canon come “marchio più affidabile” e Reader’s Digest conferma: da dieci anni Canon è il brand più affidabile tra i produttori di macchine fotografiche

DA PANASONIC DUE IMPORTANTI NOVITA’

PANASONIC presenta due nuovi prodotti di grande interesse: la reflex LUMIX DMC-G2 dotata della possibilità di comandarne le funzioni tramite il touch screen sul grande monitor, e la serie di camcorder 700 che si differenziano per il tipo di dispositivo di memoria ma tutti e tre con grandi capacità, fino alle 102 ore della SD/HDD

PROSSIMI CORSI DEL CEDIFOP

Date dei prossimi corsi OTS organizzati da CEDIFOP