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Il mare in rete - anno IV n°. 33 – Marzo 2010 – reg.Trib. di Milano n.318 del 14 maggio 2007

TUFFIAMOCI NEL MONDO DELL’APNEA (2)

A cura di Leonardo dImporzano Commenti disabilitati

colophon_leo_d_imporzano“L’apnea non è pericolosa ma può essere pericoloso l’uso che dell’apnea si fa” Questa frase era del Prof. Mauro Ficini, docente di Fisiopatologia dell’apnea alla scuola di specializzazione in Medicina Subacquea ed Iperbarica dell’Università di Chieti, scomparso nel 1996.

Infatti, mentre per l’immersione con le bombole c’è un aspetto reverenziale da parte di chi comincia, e sa bene che per iniziare bisogna per forza fare un brevetto di qualsiasi livello e/o didattica, così non è per chi pratica apnea, ma soprattutto fra coloro che praticano la pescasub.

Mi domando spesso se, tale spirito, è frutto di una costrizione (senza brevetto i diving non ti portano ad immergerti o non ti noleggiano una bombola) oppure da una volontà propria.

Fatto sta che, tra chi pratica lo sport del “trattener il fiato” pochi hanno seguito un corso di apnea, convinti appunto, che il passaggio dallo snorkeling alle profondità dipenda solo dalla resistenza.

Vi riporto un evento accaduto poco tempo fa in piscina.

Accanto a me, in vasca tre amici, facevano pratica di apnea, poiché dovevano sostenere il percorso subacqueo necessario per il brevetto di assistente bagnanti.

Accortomi del loro procedere, chiedo loro se stanno rispettando le regole basilari della sicurezza, con tono scocciato mi rispondono di si. Anche se ai miei occhi, la scena che si presenta era questa: il primo, dopo una serie di iperventilazioni, con cintura dei pesi, si adagiava sul fondo della piscina per una statica, il secondo, macinava metri in apnea lineare, ed il terzo che doveva garantire la sicurezza dei due, tentava un “abbordaggio” con la bagnina. Lascio perdere e mi concentro sul mio allenamento, ebbene, la settimana dopo, uno di questi mi dice che il suo amico, il giorno prima, era andato in sincope e nessuno se ne era accorto, ancora un po’ e ci rimane.

Questo perché, la gente pensa sempre che le cose non possano accadere a sé ma sempre agli altri.

Le regole da seguire sono poche, ed in attesa che voi facciate un corso di apnea, dove un istruttore qualificato vi  darà le nozioni di cui avete bisogno, vi lascio un piccolo decalogo.

Mai in acqua da soli.

Come mi diceva il “Pelo” […]Io oggi non sono più capace di fare apnea come una volta: da solo, senza assistenza. Non mi ritengo però, più debole di prima, anzi mi ritengo più maturo e sono felice che mi sia trasformato psicologicamente. […]Inoltre, difficilmente mi arrabbio, soprattutto se qualcuno non riesce a migliorare la propria tecnica, ma se qualcuno non rispetta l’assistenza di coppia, allora si”.

Non Iperventilare.

Gli inesperti, seguendo le orme di Maiorca, penseranno ad una bella iperventilazione che riempia i polmoni di ossigeno, prima di effettuare un tuffo in apnea. Orrore! È una pratica estremamente pericolosa (e ne riparleremo a parte). Si consiglia una respirazione lenta, cercando il massimo del rilassamento, e prima di immergersi, 3-4 respiri profondi.

Controllate il materiale prima di una giornata di immersioni, e ricordatevi di portare con voi:

  • Kit di primo soccorso.
  • Boa segna sub, a cui dovete stare entro un raggio di 50 m dalla sua localizzazione, e di collegare il cavo della boa alla vostra cintura, con un sistema di sgancio rapido. Al fine di evitare gli incidenti da elica (di cui parleremo prossimamente).
  • Coltello.
  • Fischietto, per attirare l’attenzione dei natanti e dei compagni di immersioni.

Al pari di un’immersione con le bombole, dovete approntare e ripassare il piano d’emergenza e verificare il sistema di comunicazione. (vedi radio, Canale 16) o telefonini (118, o 15.30).

Inoltre, la cintura di zavorra, deve essere munita di uno sgancio rapido, posto sulla sinistra ed evitate schienalini o zavorre distribuite.

Non tenete l’areatore in bocca durante le fasi di immersione.

Non forzate la compensazione.

Raggiungete la quota prevista di allenamento con apnee a profondità progressiva.

Ricordatevi di idratarvi spesso e di nutrirvi durante la permanenza in acqua.

Il tempo tra un’apnea e l’altra, deve essere almeno il triplo del tempo passato in immersione.

Ma soprattutto…

RINUNCIATE all’immersione in apnea se mancano i requisiti di base della sicurezza e soprattutto se fisicamente non vi sentite in forma.

Questi sono semplici consigli, che non annullano il rischio nelle immersioni, ma lo abbassano notevolmente.

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