Buon 2008 a tutta
la Tribù delle Rocce!
Il 2007 è finito, viva
il 2008! Innanzi tutto voglio rivolgere, a tutti voi lettori, un grande
augurio da parte di tutta le redazione per un anno alla grande, con tante
immersioni indimenticabili – augurio che, peraltro, rivolgiamo anche a noi
stessi.
E, visto che siamo in
tema di auguri, ne propongo uno a tutto l’ambiente della subacquea perché
siano abbandonate le piccole beghe di cortile e si inizi a lavorare tutti
insieme, come dimostrano di voler fare le agenzie didattiche di ADiSUB e
le Aziende che, da poco, hanno costituito CONFISUB: questa è la strada
perché il nostro movimento acquisti forza e autorevolezza per andare a
sedersi di fronte alle istituzioni per rivendicare quei diritti che, in
modo sempre più diffuso, vengono cancellati da disposizioni locali che
sembra abbiano lo scopo di riportare l’Italia ai tempi dei Granducati.
La mia amica Maria
Ghelia, che molti di voi conosceranno, mi comunica, per esempio, che il
suo diving di Pantelleria cesserà l’attività. Tra le altre ragioni dovute
a sempre crescenti difficoltà logistiche, mi mostra un’ordinanza della
Capitaneria di Porto pantesca, ormai in vigore da qualche anno, che divide
i diving in due categorie: quelli ad apertura annuale e quelli che operano
solo stagionalmente (con due balzelli di differente entità, evidentemente)
con un preciso calendario per l’inizio e la fine delle attività, per
questi ultimi.
Come a dire che se mi
arriva un gruppo un giorno prima o uno dopo queste date fatidiche io non
posso lavorare, per far fronte magari ad un anno sfigato che ha visto
troppi giorni di mare brutto.
Ma le ordinanze della
Guardia Costiera non dovrebbero servire ad aumentare la sicurezza in mare
nella zona di pertinenza? O hanno acquisito anche le competenze dello
sceriffo di Nottingham?
Con il risultato che i
diving – per lavorare di più nei periodi di apertura loro concessi dal
balzello pagato – porteranno la gente in acqua anche quando sarebbe meglio
restare in albergo impegnati in altre attività ludiche altrettanto
appassionanti. E questo risultato mi sembra vada più nella direzione del
controllo delle nascite che verso una maggiore sicurezza in mare...
Non bisogna
dimenticare che l’insegnamento della subacquea risponde ad esigenze
diverse da quello del bridge, e l’accompagnamento in immersione è
differente dal guidare un gruppo di appassionati d’arte nelle sale dei
Musei Vaticani.
Anche dal punto di
vista del rapporto costi-ricavi non mi risultano istruttori o titolari di
diving diventati milionari (in euro!) grazie alla loro attività (e il
sottoscritto parla con cognizione di causa per esperienza personale) e,
anziché supportare queste attività che, oltretutto, costituiscono uno dei
maggiori motivi per raccogliere turisti nelle località di mare, basti
pensare a come si è sviluppato il turismo (e a come si sono arricchiti
commercianti e amministrazioni locali) a Camogli o a Santa Margherita
Ligure grazie alle legioni di subacquei che dagli anni ’60 sono calati
dalle zone di Milano e Torino affollando nei week end e nelle feste
comandate queste località.
Ma tant’è, a casa
nostra tutto quello che gira per mare ha – deve avere! – di default un
conto paperonesco ed una masochistica propensione a chinare la testa,
condendo questo atteggiamento, al massimo, con qualche mugugno.
Ed è anche per queste
situazioni che il mondo della subacquea deve essere unito.
Per inciso, e per
dovere di cronaca, a proposito dell’atteggiamento della Capitaneria di
Porto devo dire che conosco personalmente alcuni alti ufficiali del
Comando Generale che mi onorano con la loro amicizia, ho intervistato il
passato Comandante Generale, Ammiraglio Dassatti, quello attuale,
l’Ammiraglio Pollastrini, non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo ma
mi si dice che su questo argomento le linee generali non sono cambiate e
l’atteggiamento è quello di un Corpo sempre meno vessatorio e sempre più
professionale e al servizio del popolo del mare.
Certo, bisogna
aspettare un ricambio generazionale alle periferie: purtroppo la mentalità
di chi opera da anni in una certa maniera non cambia solo per delle
disposizioni del Comando Centrale, solo, forse, si dovrebbe vigilare un
po’ di più su certi Comandanti periferici.
Ma anche al corpo
della Guardia Costiera rivolgiamo i nostri auguri per un 2008 ricco di
efficienza e povero di critiche da parte di diportisti e subacquei perché,
finalmente, le illuminate e moderne direttive del Comando Generale siano
metabolizzate dagli uffici periferici.
Poche ultime parole su
SOTTACQUA: tanto per cominciare questo numero, che presenta i contenuti
del mese scorso ai quali si sono aggiunte poche pagine – presentazioni di
Tour Operator e un servizio sul concorso organizzato e promosso da Angelo
Mojetta a ricordo di Alessandro Dodi – avrebbe dovuto essere dedicato
interamente ai T.O. che, probabilmente troppo impegnati
nell’organizzazione dei viaggi di fine anno, non hanno risposto come ci
aspettavamo.
D’altra parte in
quest’ultimo periodo – e nelle prossime settimane – stiamo lavorando
alacremente per darvi uno strumento più bello e più efficiente: dal numero
di marzo – quello dell’EUDI SHOW – SOTTACQUA cambierà grafica e sistema
informatico che la supporta rendendo a noi più snello il lavoro di
redazione e a voi più semplice e completa la consultazione.
Altre iniziative, che
coinvolgeranno anche voi lettori, sono in programma per questo 2008, ma di
questo ne parleremo al prossimo numero.
Lasciatemi quindi
chiudere questo primo editoriale dell’anno con un augurio rivolto anche a
noi stessi affinché si riesca a fare nel migliore dei modi il lavoro che
ci siamo scelti, per dare ai nostri lettori un servizio sempre più
efficiente. Buon 2008, dunque...
Buon blu, anche a
tutto l’equipaggio di SOTTACQUA, e a tutta la Tribù delle Rocce!!!
