anno II n°.11 gennaio 2008                                                                     

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copertina: Antidio e Paolo Rossi

SOTTACQUA.INFO - IL MARE IN RETE - subacquea e nautica viaggiano sul web: viaggi, immersioni, barche e attrezzature provate per voi ogni mese

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Due commenti da un lettore:

 

In merito alla "fuga" di Andrea Ghisotti...

 

Caro Paolo,

nei pochi mesi di vita della tua rivista abbiamo rovesciato già torrenti di parole sulle riserve marine, parole sempre benevoli nel descrivere il concetto in se, spesso velenose nel commentarne la tormentata gestione, mai per puro spirito di polemica.

Leggendo l’intervista ad Andrea Ghisotti qualche riflessione mi è naturalmente venuta in mente.

Per quanto influenti siano il pensiero e l’esempio di un personaggio della sua rilevanza, nulla valgono se restano una voce isolata dal coro. Forse gli altri operatori diretti di settore si negano per timore di peggiorare la situazione, o forse accettano in modo indolente qualsiasi vessazione perché è nello spirito italico comportarsi così. In tutti i casi il loro silenzio è colpevole,perché avvalla in modo complice una gestione dei beni territoriali (in questo caso marini) demenziale.

Andrea Ghisotti afferma di essere arrivato al punto di cercare migliori condizioni di lavoro all’estero, guarda caso in Egitto,dove da nord a sud esiste una regolamentazione rigida ma unica. Dobbiamo imparare proprio da tutti come si sta al mondo?

Per imparare però è necessario essere provvisti di buona volontà e cervello, merce introvabile tra chi decide all’asciutto le sorti della subacquea in Italia.

Siamo tornati al medioevo, in una Italia frammentata in feudi; il Principato di Portofino, il Granducato di Tavolara e di Giannutri. Ogni vassallo crea la propria roccaforte emanando decreti.

Da nord a sud, lungo tutto lo stivale coinvolgendo sempre le capitanerie di porto, di fatto costrette ad accettare per la loro stessa struttura i “suggerimenti degli esperti”.

Sappiamo che non esiste una legge nazionale per colpa dello storico disinteresse dei mentecatti che ci governano ,nemmeno in grado di scimmiottare quello che di buono si fa in paesi che alla subacquea sono arrivati quarant’anni dopo di noi!

Considerato che ADiSUB ha dimostrato che finalmente le varie didattiche possono convivere senza ricorrere al coltello (FIPSAS ,sempre brillante per la propria assenza e indolenza ha molte colpe considerato che è Federazione Nazionale con tanto di cerchi olimpici sullo stemma), si faccia una riunione a livello nazionale di veri addetti ai lavori ,si decidano le regole e si obblighi il ministro dell’ambiente a portarle in parlamento e trasformarle in legge di Stato, stabilendo finalmente un modus operandi alleggerito dalle sovrapposizioni di competenze e unico in tutta Italia,non solo a livello di aree pregiate.

Chissà che Ghisotti non ci ripensi e resti qui a continuare il suo lavoro,che come tutti dovrebbero avere capito non è solo un mero fatto commerciale ma un vanto per la nostra storia subacquea.

Cordiali saluti

 

Alberto Sandri

 

risponde Paolo Bastoni

 

Caro Alberto, mi sembra che anche questa volta tu colga con lucidità la situazione denunciata da un personaggio che certo ha contribuito concretamente alla causa della tutela e della valorizzazione del mare molto più di tanti tromboni che pontificano senza – magari – aver mai messo il naso sott’acqua.

C’è una situazione che definisci alla perfezione citando il ritorno ai vari Granducati, nei quali i signorotti locali amministravano a loro piacimento la “loro” giustizia. In effetti una cosa alla quale non molti pensano è che è stato proprio grazie a quella improvvida “devolution” (che orrore l’uso di termini inglesi anziché un italianissimo “decentramento”) che l’Italia sta tornando ad essere, sotto molteplici aspetti (che non coinvolgono solo noi subacquei), quell’agglomerato geografico di differenti amministrazioni che è sopravissuto fino a metà ottocento (certo che l’unione d’Italia è durata ben poco!) in maniera senz’altro antistorica, in un mondo che sta andando nella direzione opposta.

Questo processo politico-amministrativo ha fatto sì che, davvero, le singole amministrazioni potessero legiferare per conto proprio su argomenti come questi richiudendosi a riccio sui benefici che Madre Natura ha concesso loro e non, per esempio, a noi popoli padani che il mare ce lo sognamo, evidentemente una Nemesi nei confronti di chi quella legge l’ha voluta a spada tratta...

In ogni caso SOTTACQUA intende dare spazio e voce a chiunque ma intende portare avanti una propria linea che vada nella direzione di favorire – al tempo stesso – una saggia operazione di educazione e di tutela ma anche una fruizione da parte di tutti i subacquei senza confini né barriere e senza pregiudizievoli divieti posti da incompetenti e balzelli vessatori (per la serie: ”chi paga non inquina chi non paga inquina...”).

SOTTACQUA sta andando incontro ad un rinnovamento estetico e funzionale, in occasione del suo primo compleanno, che ci servirà a funzionare meglio e nel cassetto ci sono alcune iniziative che vanno proprio nella direzione che ho detto, alle quali stiamo preparandoci a dar vita, per cui invito te, e gli altri lettori, a seguirci nei prossimi mesi nei quali cercheremo di portare il nostro modesto contributo con gli strumenti che ci sono propri.

E se qualcuno pensa che questo sia fare politica sbaglia: questo vuole essere soltanto la difesa della possibilità di godere del mare liberamente sia da parte di chi scrive sia di chi legge contro legislatori incompetenti pseudo-esperti o, peggio, con la malafede di chi vede noi subacquei solo dei polli da spennare.

 

Paolo Bastoni

 

 

 ... e a proposito delle Mauritius di Leonardo "Ermanno" Olmi

Nel numero di Ottobre di SOTTACQUA compariva un reportage a firma di Ermanno Olmi sulla destinazione turistica di Mauritius, nell'arcipelago delle Mascarene.
Invogliato dalla descrizione allettante del sito ho deciso di trascorrervi una settimana in occasione delle festività natalizie. Mi ero proposto di rivivere il viaggio suggerito da "SOTTACQUA" dal punto di vista di chi accetta il consiglio e prova di persona; una specie di verifica sul campo al di qua della barricata.
Che dire? Rileggendo a posteriori l'articolo di Olmi mi sono reso conto che tutto quanto descritto corrisponde totalmente a quanto è possibile trovare sull'isola. Nessuna esagerazione o imprecisione da parte dell'autore del reportage, tanto da non lasciare spazio a  nuove considerazioni,salvo forse una mancata menzione allo stato di indigenza degli isolani che in alcuni punti meno "turistici" lasciano intravedere  la polvere della povertà sotto il tappeto. Ma per me questi particolari rendono più "vera" la scoperta di  Mauritius ,un isola contraddittoria, tanto bella e piena di sorprese.
Sulle immersioni invece qualcosa da dire l'avrei. So che lo scopo di una rivista che tratta di subacquea non è certo quello di mortificare un area turistica,ma se qualcuno mi chiedesse se vale la pena di andare a Mauritius solo per immergersi risponderei di no.
I siti di immersione citati da Ermanno Olmi sono tra i migliori dell'isola,li ho provati. Ma la cosa finisce lì. I coralli non attecchiscono,nonostante correnti e temperatura dell'acqua lo consentano. Chissà perché. Per chi ,come me,è costretto a leggere il giornale con le lunette, le micromeraviglie descritte nell'articolo sono off limits. Ho visto molte murene assalite da gamberetti pulitori, una inusuale concentrazione di Pterois ,un grosso cannone finito a mare chissà come e poco altro. Grande competenza invece riconosco al diving
center di Pierre Szalay, un sub che fu amico e collaboratore del compianto Jacques Mayol. Ma da solo non basta a fare di Mauritius un sito subacqueo spettacolare.
Vediamola così: si va a Mauritius per godersi un'isola tropicale meravigliosa, poi si fa qualche immersione tanto per non perdere il vizio. Vedendo le cose in quest' ottica non mi rimane che ringraziare Ermanno Olmi per avermi ispirato questo viaggio.
Saluti a tutta la redazione,

Alberto Sandri

risponde Leonardo "Ermanno" Olmi

Egregio Sig. Sandri,

sono io che La ringrazio per i suoi commenti, a nome mio e di tutta la redazione, in quanto a noi che amiamo il nostro lavoro fa sempre piacere leggere dei commenti dai nostri lettori ed avere dei riscontri, sia positivi che negativi. D'altronde ognuno ha il sacrosanto diritto di avere i suoi gusti e di dire la sua. Comunque noto con piacere che i Suoi commenti sono in linea con quanto da me proposto. Purtroppo molte delle destinazioni subacquee tropicali che visitiamo convivono con la povertà e la miseria delle popolazioni locali, ma direi che Mauritius è una delle meno affette da questo problema. Inoltre sono assolutamente d'accordo con Lei per il fatto che Mauritius non rientri tra le Top Class World Dive Destination, ci mancherebbe. Queste destinazioni sono ben altre, ma il mare è grande e trovo giusto consigliare ogni tanto anche quelle destinazioni dove non vi sia solo subacquea, ma che questa diventi, in alcuni casi (come ha giustamente detto anche Lei) un aggiunta al viaggio. Altrimenti come faremmo a giudicare il meglio? Comunque mi creda che nelle poche immersioni che si possono fare in una sola settimana, a Mauritius o in qualsiasi altro luogo, il panorama subacqueo visibile non è poi così immenso. Inoltre ogni stagione, ogni condizione del mare ed ogni singola immersione sono sempre diverse ed offrono spunti che cambiano di continuo. Sono convinto che se Lei facesse di nuovo quelle stesse immersioni per la seconda volta in un altra occasione, scoprirebbe cose diverse ed apprezzerebbe ancora di più Mauritius. Comunque continui a leggerci e vedrà che la porteremo ancora in tanti altri bei mari.

Un sincero saluto e Buon Anno,

Leonardo Olmi

 

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Due risposte dell'avvocato

 

Spesso capita di imbattersi in elementi a dir poco "onnipotenti" nel caso specifico, il gruppo è tenuto ai consigli della guida che durante il brifing illustra l'immersione, in fase di immersione non può rincorrere le pecorelle smarrite come un cane pastore (credo che l'unico sistema funzionante sia l'approntare (come del resto si fà per i corsi didattici) la figura della scopa cioè un istruttore (in questo caso guida/accompagnatore esperto in grado di  risolvere i casi più disparati con il numero del gruppo limitato a massimo 6 ogni guida......sappiamo entrambi dell'utopia appena scritta, è chiaro che quando si parla di brevetti a subacquei esperti (aiuto istruttore/guida/istruttore....affrontiamo l'immersione con un "dato per scontato"  facendone poi un mea culpa semplicemente perché di per se dovrebbero sapersi autogestire... e saltare le tappe come in questo caso....mah diciamo che andrebbe approfondito il caso....le tappa è saltata per inconveniente all' attrezzatura??? o altro?? il compagno??? doveva rimanere con Mario credo che la responsabilità della guida sia molto labile...... ma che in fondo "forse" qualcosa ha sbagliato... i gruppi devono essere compatti... ci fermiamo con le scuse più banali a volte facendo vedere quello che non c'è.... (ma intanto si ricompatta il gruppo).....sono curioso di saperne di più

grazie

 

Daniele Rosati

 

risponde l'avv.Cimino

 

Caro Daniele, l'impostazione del tuo ragionamento, anche nelle varie ipotesi e perplessità manifestate, è comunque alquanto corretta. Nel prossimo numero della rivista darò la soluzione, per tutti i lettori, del caso giudiziario esposto, e lo commenteremo, approfondendo anche i temi da te sollevati. 

 

 

Vi ho conosciuto alla presentazione all’adisub e ho trovato subito molto interessante la vostra rivista.
Sono un istruttore sub per passione e dedico a questa attività molto del mio tempo libero. Nei week-end faccio la guida presso un diving in Liguria.
Mi è capitato spesso di avere al seguito subaquei un po’ indisciplinati che tendono a sforare la quota o a rimanere in dietro. Premesso che sul parco di Portofino il numero di clienti che capita di guidare è limitato, max 5 persone Cerco sempre di ricompattare il gruppo ed eventualmente torno indietro a cercare i mancanti. Con subaquei particolarmente indisciplinati (normalmente sono persone che conosco bene e so avere una certa esperienza) dopo 2 o 3 richiami me ne frego e li lascio andare per i fatti loro.
Comunque nel caso descritto nell’articolo credo che la guida potesse essere ritenuta responsabile di eventuali incidenti occorsi al cliente in seguito al essersi smarrito e non al fatto ce si è fatto i cavoli suoi e non è neanche stato in grado di portare a termine correttamente il profilo di immersione.

Riccardo Angiolini

risponde l'avv.Cimino

 

Caro Riccardo, la prima parte del tuo discorso pare abbastanza corretta (dipende da come pianifichi la immersione e dalle istruzioni che dai nel briefing, oltre che dagli obblighi che ti assumi). La seconda parte meriterebbe un chiarimento: dovresti spiegare meglio la distinzione che vedi tra la responsabilità per incidenti occorsi al cliente disperso, che ritieni sussistere, e quella per cui il cliente si è fatto i cavoli suoi e non ha errato il profilo di immersione.
Sul prossimo numero della rivista pubblicheremo la soluzione del caso. Nel frattempo saremo lieti di ricevere le tue precisazioni e approfondire con te il punto.

 

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Qualche quesito per Ninì Cafiero

 

1) Salve,
innanzitutto complimenti per il portale, con la speranza che mantenga i propositi iniziali e non faccia la triste fine che hanno fatto alcune riviste del settore come per esempio la gloriosa "Mondo Sommerso", oramai ridotta a un banale depliant patinato.
Cortesemente desidererei porgerLe due domande:
 
1 - Quanto possono valere le prime quattordici annate complete (primo numero compreso) della rivista "Mondo Sommerso". Sia chiaro non ho intenzione di venderle ma giusto per conoscerne il valore.
2 - Come posso procedere all'acquisto del libro "Il timone di Enea".
 
Cordialmente La ringrazio, augurando a "SOTTACQUA" ogni traguardo.
 
Francesco Caloro

 

 

 

2) Gent.le Sig. Cafiero:
riconoscendo la sua grande esperienza in materia di subacquea e storia della subacquea vorrei porLe alcune domande:
1- saprebbe indicarmi il modo per entrare in possesso del video di Cousteau che narra le vicende del corallaro corso T.Recco andato in onda qualche tempo fa su Rete 4 nella serie L'altro azzurro? Il video si intitola Le fou du corail
2- in merito al libro di L.Fusco, Il timoniere di Enea, quando sarà
disponibile nelle librerie?


Ringraziandola per l'aiuto che vorrà concedermi e scusandomi per il tono da telegramma usato nella presente le porgo distinti saluti.

 

marcosub74@fastwebnet.it
 

 

 

risponde Paolo Bastoni

 

Prima di lasciar la parola a Ninì una breve precisazione su una definizione del sig. Caloro: ringrazio anche a nome di Ninì per i complimenti ma ci tengo a sottolineare che SOTTACQUA NON È un "portale". Il nostro è un giornale, regolarmente iscritto al Tribunale di Milano, che deve quindi soggiacere alle varie leggi che regolano la possibilità di realizzare una pubblicazione, il direttore è un giornalista, come vuole la legge, come giornalisti sono quasi tutti i collaboratori, ovvero gente che questo fa per lavoro, a cominciare da Ninì Cafiero che possiede un curriculum professionale che pochi (non certo il sottoscritto!) possono vantare. Se qualcosa che compare sulle pagine di SOTTACQUA non raccoglie il gradimento di qualche interessato c'è, appunto, un Tribunale che giudicherà (da qui la definizione di "direttore responsabile") e un Ordine professionale che può arrivare a sanzionare pesantemente. Il tutto a garanzia dell'affidabilità delle informazioni fornite ai lettori. Questo non significa che i portali - che sono altro - non siano affidabili, solo che non hanno controlli di questo tipo.

 

 

risponde Ninì Cafiero

 

Caro Francesco,

grazie per i complimenti, ed eccoti quello che ti posso dire:

1) Non lo so e non oso immaginarlo. Io la mia collezione (completa di numero 1) la persi nel corso di uno dei miei innumerevoli traslochi tra Roma e Milano. Credo si possa risolvere il problema pubblicando un annuncio sullo stesso "Mondo sommerso" del tipo "Si propone al miglior offerente..."

2) È in faticosa gestazione una seconda edizione del "Timoniere di Enea". Non appena sarà disponibile glielo faremo sapere.

 

Caro "marcosub74",

riguardo alle tue domande:

1) Il video di Cousteau "Le fou du corail" (ma non è, per caso, Les Fous, al plurale?). Ho cercato in rete, navigando in un oceano vasto quanto il Pacifico di cose  (film, libri,,,) concernenti le Comandant. Su Amazon, e-Bay e simili si trovano dei cofanetti di DVD, mai il singolo filmato. Niente in italiano, ma in francese, inglese, tedesco. Dovresti avere la pazienza di farti la ricerca a misura delle tue esigenze. Io non posso sapere se, per esempio, ti va bene un cofanetto in francese. Il materiale disponibile è sterminato, ma restringendo via via la ricerca dovresti riuscirci: Cousteau>Les Fous du Corail, DVD eccetera.

2) Il timoniere di Enea: teniamo in evidenza il tuo nominativo, come ho già detto anche a Francesco, altri ce lo hanno chiesto: quando sarà disponibile SOTTACQUA lo comunicherà ai suoi lettori.

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