Due commenti da un lettore:
In merito alla "fuga" di
Andrea Ghisotti...
Caro Paolo,
nei pochi mesi di vita
della tua rivista abbiamo rovesciato già torrenti di parole sulle
riserve marine, parole sempre benevoli nel descrivere il concetto in se,
spesso velenose nel commentarne la tormentata gestione, mai per puro
spirito di polemica.
Leggendo l’intervista
ad Andrea Ghisotti qualche riflessione mi è naturalmente venuta in
mente.
Per quanto influenti
siano il pensiero e l’esempio di un personaggio della sua rilevanza,
nulla valgono se restano una voce isolata dal coro. Forse gli altri
operatori diretti di settore si negano per timore di peggiorare la
situazione, o forse accettano in modo indolente qualsiasi vessazione
perché è nello spirito italico comportarsi così. In tutti i casi il loro
silenzio è colpevole,perché avvalla in modo complice una gestione dei
beni territoriali (in questo caso marini) demenziale.
Andrea Ghisotti afferma
di essere arrivato al punto di cercare migliori condizioni di lavoro
all’estero, guarda caso in Egitto,dove da nord a sud esiste una
regolamentazione rigida ma unica. Dobbiamo imparare proprio da tutti
come si sta al mondo?
Per imparare però è
necessario essere provvisti di buona volontà e cervello, merce
introvabile tra chi decide all’asciutto le sorti della subacquea in
Italia.
Siamo tornati al
medioevo, in una Italia frammentata in feudi; il Principato di
Portofino, il Granducato di Tavolara e di Giannutri. Ogni vassallo crea
la propria roccaforte emanando decreti.
Da nord a sud, lungo
tutto lo stivale coinvolgendo sempre le capitanerie di porto, di fatto
costrette ad accettare per la loro stessa struttura i “suggerimenti
degli esperti”.
Sappiamo che non esiste
una legge nazionale per colpa dello storico disinteresse dei mentecatti
che ci governano ,nemmeno in grado di scimmiottare quello che di buono
si fa in paesi che alla subacquea sono arrivati quarant’anni dopo di
noi!
Considerato che ADiSUB
ha dimostrato che finalmente le varie didattiche possono convivere senza
ricorrere al coltello (FIPSAS ,sempre brillante per la propria assenza e
indolenza ha molte colpe considerato che è Federazione Nazionale con
tanto di cerchi olimpici sullo stemma), si faccia una riunione a livello
nazionale di veri addetti ai lavori ,si decidano le regole e si obblighi
il ministro dell’ambiente a portarle in parlamento e trasformarle in
legge di Stato, stabilendo finalmente un modus operandi alleggerito
dalle sovrapposizioni di competenze e unico in tutta Italia,non solo a
livello di aree pregiate.
Chissà che Ghisotti non
ci ripensi e resti qui a continuare il suo lavoro,che come tutti
dovrebbero avere capito non è solo un mero fatto commerciale ma un vanto
per la nostra storia subacquea.
Cordiali saluti
Alberto Sandri
risponde
Paolo Bastoni
Caro Alberto,
mi sembra che anche questa volta tu colga con lucidità la situazione
denunciata da un personaggio che certo ha contribuito concretamente alla
causa della tutela e della valorizzazione del mare molto più di tanti
tromboni che pontificano senza – magari – aver mai messo il naso
sott’acqua.
C’è una
situazione che definisci alla perfezione citando il ritorno ai vari
Granducati, nei quali i signorotti locali amministravano a loro
piacimento la “loro” giustizia. In effetti una cosa alla quale non molti
pensano è che è stato proprio grazie a quella improvvida “devolution”
(che orrore l’uso di termini inglesi anziché un italianissimo
“decentramento”) che l’Italia sta tornando ad essere, sotto molteplici
aspetti (che non coinvolgono solo noi subacquei), quell’agglomerato
geografico di differenti amministrazioni che è sopravissuto fino a metà
ottocento (certo che l’unione d’Italia è durata ben poco!) in maniera
senz’altro antistorica, in un mondo che sta andando nella direzione
opposta.
Questo
processo politico-amministrativo ha fatto sì che, davvero, le singole
amministrazioni potessero legiferare per conto proprio su argomenti come
questi richiudendosi a riccio sui benefici che Madre Natura ha concesso
loro e non, per esempio, a noi popoli padani che il mare ce lo sognamo,
evidentemente una Nemesi nei confronti di chi quella legge l’ha voluta a
spada tratta...
In ogni caso
SOTTACQUA intende dare spazio e voce a chiunque ma intende portare
avanti una propria linea che vada nella direzione di favorire – al tempo
stesso – una saggia operazione di educazione e di tutela ma anche una
fruizione da parte di tutti i subacquei senza confini né barriere e
senza pregiudizievoli divieti posti da incompetenti e balzelli vessatori
(per la serie: ”chi paga non inquina chi non paga inquina...”).
SOTTACQUA sta
andando incontro ad un rinnovamento estetico e funzionale, in occasione
del suo primo compleanno, che ci servirà a funzionare meglio e nel
cassetto ci sono alcune iniziative che vanno proprio nella direzione che
ho detto, alle quali stiamo preparandoci a dar vita, per cui invito te,
e gli altri lettori, a seguirci nei prossimi mesi nei quali cercheremo
di portare il nostro modesto contributo con gli strumenti che ci sono
propri.
E se
qualcuno pensa che questo sia fare politica sbaglia: questo vuole essere
soltanto la difesa della possibilità di godere del mare liberamente sia
da parte di chi scrive sia di chi legge contro legislatori incompetenti
pseudo-esperti o, peggio, con la malafede di chi vede noi subacquei solo
dei polli da spennare.
Paolo Bastoni
...
e a proposito delle Mauritius di Leonardo "Ermanno" Olmi
Nel numero di Ottobre di SOTTACQUA compariva un reportage a firma di
Ermanno Olmi sulla destinazione turistica di Mauritius, nell'arcipelago
delle Mascarene.
Invogliato dalla descrizione allettante del sito ho deciso di
trascorrervi una settimana in occasione delle festività natalizie. Mi
ero proposto di rivivere il viaggio suggerito da "SOTTACQUA" dal punto
di vista di chi accetta il consiglio e prova di persona; una specie di
verifica sul campo al di qua della barricata.
Che dire? Rileggendo a posteriori l'articolo di Olmi mi sono reso conto
che tutto quanto descritto corrisponde totalmente a quanto è possibile
trovare sull'isola. Nessuna esagerazione o imprecisione da parte
dell'autore del reportage, tanto da non lasciare spazio a nuove
considerazioni,salvo forse una mancata menzione allo stato di indigenza
degli isolani che in alcuni punti meno "turistici" lasciano intravedere
la polvere della povertà sotto il tappeto. Ma per me questi particolari
rendono più "vera" la scoperta di Mauritius ,un isola contraddittoria,
tanto bella e piena di sorprese.
Sulle immersioni invece qualcosa da dire l'avrei. So che lo scopo di una
rivista che tratta di subacquea non è certo quello di mortificare un
area turistica,ma se qualcuno mi chiedesse se vale la pena di andare a
Mauritius solo per immergersi risponderei di no.
I siti di immersione citati da Ermanno Olmi sono tra i migliori
dell'isola,li ho provati. Ma la cosa finisce lì. I coralli non
attecchiscono,nonostante correnti e temperatura dell'acqua lo
consentano. Chissà perché. Per chi ,come me,è costretto a leggere il
giornale con le lunette, le micromeraviglie descritte nell'articolo sono
off limits. Ho visto molte murene assalite da gamberetti pulitori, una
inusuale concentrazione di Pterois ,un grosso cannone finito a mare
chissà come e poco altro. Grande competenza invece riconosco al diving
center di Pierre Szalay, un sub che fu amico e collaboratore del
compianto Jacques Mayol. Ma da solo non basta a fare di Mauritius un
sito subacqueo spettacolare.
Vediamola così: si va a Mauritius per godersi un'isola tropicale
meravigliosa, poi si fa qualche immersione tanto per non perdere il
vizio. Vedendo le cose in quest' ottica non mi rimane che ringraziare
Ermanno Olmi per avermi ispirato questo viaggio.
Saluti a tutta la redazione,
Alberto Sandri
risponde
Leonardo "Ermanno" Olmi
Egregio Sig. Sandri,
sono
io che La ringrazio per i suoi commenti, a nome mio e di tutta la
redazione, in quanto a noi che amiamo il nostro lavoro fa sempre piacere
leggere dei commenti dai nostri lettori ed avere dei riscontri, sia
positivi che negativi. D'altronde ognuno ha il sacrosanto diritto di
avere i suoi gusti e di dire la sua. Comunque noto con piacere che i
Suoi commenti sono in linea con quanto da me proposto. Purtroppo molte
delle destinazioni subacquee tropicali che visitiamo convivono con la
povertà e la miseria delle popolazioni locali, ma direi che Mauritius è
una delle meno affette da questo problema. Inoltre sono assolutamente
d'accordo con Lei per il fatto che Mauritius non rientri tra le Top
Class World Dive Destination, ci mancherebbe. Queste destinazioni sono
ben altre, ma il mare è grande e trovo giusto consigliare ogni
tanto anche quelle destinazioni dove non vi sia solo subacquea, ma che
questa diventi, in alcuni casi (come ha giustamente detto anche Lei) un
aggiunta al viaggio. Altrimenti come faremmo a giudicare il meglio?
Comunque mi creda che nelle poche immersioni che si possono fare in una
sola settimana, a Mauritius o in qualsiasi altro luogo, il panorama
subacqueo visibile non è poi così immenso. Inoltre ogni stagione, ogni
condizione del mare ed ogni singola immersione sono sempre diverse ed
offrono spunti che cambiano di continuo. Sono convinto che se Lei
facesse di nuovo quelle stesse immersioni per la seconda volta in un
altra occasione, scoprirebbe cose diverse ed apprezzerebbe ancora di più
Mauritius. Comunque continui a leggerci e vedrà che la porteremo ancora
in tanti altri bei mari.
Un sincero saluto e Buon
Anno,
Leonardo Olmi
torna su
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Due risposte
dell'avvocato
Spesso capita di imbattersi in elementi a
dir poco "onnipotenti" nel caso specifico, il gruppo è tenuto ai
consigli della guida che durante il brifing illustra l'immersione, in
fase di immersione non può rincorrere le pecorelle smarrite come un
cane pastore (credo che l'unico sistema funzionante sia l'approntare
(come del resto si fà per i corsi didattici) la figura della scopa
cioè un istruttore (in questo caso guida/accompagnatore esperto in
grado di risolvere i casi più disparati con il numero del gruppo
limitato a massimo 6 ogni guida......sappiamo entrambi dell'utopia
appena scritta, è chiaro che quando si parla di brevetti a subacquei
esperti (aiuto istruttore/guida/istruttore....affrontiamo l'immersione
con un "dato per scontato" facendone poi un mea culpa semplicemente
perché di per se dovrebbero sapersi autogestire... e saltare le tappe
come in questo caso....mah diciamo che andrebbe approfondito il
caso....le tappa è saltata per inconveniente all' attrezzatura??? o
altro?? il compagno??? doveva rimanere con Mario credo che la
responsabilità della guida sia molto labile...... ma che in fondo
"forse" qualcosa ha sbagliato... i gruppi devono essere compatti... ci
fermiamo con le scuse più banali a volte facendo vedere quello che non
c'è.... (ma intanto si ricompatta il gruppo).....sono curioso di
saperne di più
Daniele Rosati
risponde
l'avv.Cimino
Caro Daniele,
l'impostazione del tuo ragionamento, anche nelle varie ipotesi e
perplessità manifestate, è comunque alquanto corretta. Nel prossimo
numero della rivista darò la soluzione, per tutti i lettori, del caso
giudiziario esposto, e lo commenteremo, approfondendo anche i temi da te
sollevati.
Vi ho conosciuto alla presentazione all’adisub e ho trovato subito molto
interessante la vostra rivista.
Sono un istruttore sub per passione e dedico a questa attività molto del
mio tempo libero. Nei week-end faccio la guida presso un diving in
Liguria.
Mi è capitato spesso di avere al seguito subaquei un po’ indisciplinati
che tendono a sforare la quota o a rimanere in dietro. Premesso che sul
parco di Portofino il numero di clienti che capita di guidare è
limitato, max 5 persone Cerco sempre di ricompattare il gruppo ed
eventualmente torno indietro a cercare i mancanti. Con subaquei
particolarmente indisciplinati (normalmente sono persone che conosco
bene e so avere una certa esperienza) dopo 2 o 3 richiami me ne frego e
li lascio andare per i fatti loro.
Comunque nel caso descritto nell’articolo credo che la guida potesse
essere ritenuta responsabile di eventuali incidenti occorsi al cliente
in seguito al essersi smarrito e non al fatto ce si è fatto i cavoli
suoi e non è neanche stato in grado di portare a termine correttamente
il profilo di immersione.
Riccardo Angiolini
risponde
l'avv.Cimino
Caro Riccardo, la prima
parte del tuo discorso pare abbastanza corretta (dipende da
come pianifichi la immersione e dalle istruzioni che dai nel briefing,
oltre che dagli obblighi che ti assumi). La seconda parte meriterebbe
un chiarimento: dovresti spiegare meglio la distinzione che vedi tra
la responsabilità per incidenti occorsi al cliente disperso, che
ritieni sussistere, e quella per cui il cliente si è fatto i cavoli
suoi e non ha errato il profilo di immersione.
Sul prossimo numero
della rivista pubblicheremo la soluzione del caso. Nel frattempo
saremo lieti di ricevere le tue precisazioni e approfondire con te il
punto.
torna su
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Qualche quesito per Ninì
Cafiero
1)
Salve,
innanzitutto complimenti per il portale,
con la speranza che mantenga i propositi iniziali e non faccia la
triste fine che hanno fatto alcune riviste del settore come per
esempio la gloriosa "Mondo Sommerso", oramai ridotta a un banale
depliant patinato.
Cortesemente desidererei porgerLe due
domande:
1 - Quanto possono valere le prime
quattordici annate complete (primo numero compreso) della rivista
"Mondo Sommerso". Sia chiaro non ho intenzione di venderle ma giusto
per conoscerne il valore.
2 - Come posso procedere all'acquisto del
libro "Il timone di Enea".
Cordialmente La ringrazio, augurando a
"SOTTACQUA" ogni traguardo.
Francesco Caloro
2) Gent.le Sig. Cafiero:
riconoscendo la sua grande esperienza in materia di subacquea e storia
della subacquea vorrei porLe alcune domande:
1- saprebbe indicarmi il modo per entrare in possesso del video di
Cousteau che narra le vicende del corallaro corso T.Recco andato in onda
qualche tempo fa su Rete 4 nella serie L'altro azzurro? Il video si
intitola Le fou du corail
2- in merito al libro di L.Fusco, Il timoniere di Enea, quando sarà
disponibile nelle librerie?
Ringraziandola per l'aiuto che vorrà concedermi e scusandomi per il tono
da telegramma usato nella presente le porgo distinti saluti.
marcosub74@fastwebnet.it
risponde Paolo Bastoni
Prima di lasciar la parola a
Ninì una breve precisazione su una definizione del sig. Caloro:
ringrazio anche a nome di Ninì per i complimenti ma ci tengo a
sottolineare che SOTTACQUA NON
È
un "portale". Il nostro è un giornale, regolarmente iscritto al
Tribunale di Milano, che deve quindi soggiacere alle varie leggi che
regolano la possibilità di realizzare una pubblicazione, il direttore è
un giornalista, come vuole la legge, come giornalisti sono quasi tutti i
collaboratori, ovvero gente che questo fa per lavoro, a cominciare da
Ninì Cafiero che possiede un curriculum professionale che pochi (non
certo il sottoscritto!) possono vantare. Se qualcosa che compare sulle
pagine di SOTTACQUA non raccoglie il gradimento di qualche interessato
c'è, appunto, un Tribunale che giudicherà (da qui la definizione di
"direttore responsabile") e un Ordine professionale che può arrivare a
sanzionare pesantemente. Il tutto a garanzia dell'affidabilità delle
informazioni fornite ai lettori. Questo non significa che i portali -
che sono altro - non siano affidabili, solo che non hanno controlli di
questo tipo.
risponde Ninì Cafiero
Caro Francesco,
grazie per i
complimenti, ed eccoti quello che ti posso dire:
1) Non lo so e non oso
immaginarlo. Io la mia collezione (completa di numero 1) la persi nel
corso di uno dei miei innumerevoli traslochi tra Roma e Milano. Credo si
possa risolvere il problema pubblicando un annuncio sullo stesso "Mondo
sommerso" del tipo "Si propone al miglior offerente..."
2) È in faticosa gestazione
una seconda edizione del "Timoniere di Enea". Non appena sarà
disponibile glielo faremo sapere.
Caro
"marcosub74",
riguardo alle tue domande:
1) Il video di Cousteau "Le
fou du corail" (ma non è, per caso, Les Fous, al plurale?). Ho cercato
in rete, navigando in un oceano vasto quanto il Pacifico di cose (film,
libri,,,) concernenti le Comandant. Su Amazon, e-Bay e simili si trovano
dei cofanetti di DVD, mai il singolo filmato. Niente in italiano, ma in
francese, inglese, tedesco. Dovresti avere la pazienza di farti la
ricerca a misura delle tue esigenze. Io non posso sapere se, per
esempio, ti va bene un cofanetto in francese. Il materiale disponibile è
sterminato, ma restringendo via via la ricerca dovresti riuscirci:
Cousteau>Les Fous du Corail, DVD eccetera.
2) Il timoniere di Enea:
teniamo in evidenza il tuo nominativo, come ho già detto anche a
Francesco, altri ce lo hanno chiesto: quando sarà disponibile SOTTACQUA
lo comunicherà ai suoi lettori.
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