a cura di
Angelo Mojetta
foto di
Antonio Colacino
M.ME BONELLIA, FEMME
FATALE
La chiamano bonellia ed è
un incontro abbastanza frequente sul fondo del mare una volta che un
subacqueo ha imparato a riconoscerla. In seguito scoprirete o qualcuno vi
dirà che si tratta di un verme, che quello che vedete è la femmina e che i
maschi sono microscopici. In sintesi, sono queste le peculiarità di questo
animale attorno al quale vale la pena di spendere qualche parola di più.
Membro di una famiglia
che conta 28 generi e 70 specie, oltre la metà delle quali vive a più di
3000 m di profondità, la bonellia (la Bonellia viridis degli
scienziati) appartiene al tipo degli Echiuroidei, vermi affini agli
anellidi anche se mancano della tipica segmentazione ad anelli che potete
vedere nei lombrichi terrestri e in molte specie marine.
.
Soddisfatta così la curiosità degli appassionati di sistematica, cerchiamo
di fare conoscenza con gli usi e le abitudini di questo curioso verme. Dal
punto di vista puramente morfologico, la bonellia appare di colore verde
scuro abbastanza uniforme e ha una struttura semplice: un corpo
cilindrico,
lungo
8-10 cm a forma di salsicciotto, che termina con una testa a proboscide,
espansa e biforcata all'estremità, che può raggiungere e superare il metro
di lunghezza. Molto elastica ed estensibile, la proboscide è la parte più
cospicua di tutto l'animale, naturalmente quando è estesa, perché, come si
può verificare sfiorandola, se disturbata si ritira velocemente come un
elastico accorciandosi fin quasi a scomparire in qualche anfratto perché
non può essere retratta completamente. Qui, ben protetto e al sicuro, c'è
invece il corpo del verme che risulta difficilmente visibile e che è
inutile voler estrarre tirando la proboscide che, delicata com'è, si
spezza alla minima trazione, dimostrazione vivente del detto "guardare e
non toccare" che sotto il mare diventa quasi una regola aurea.
Occorrerebbe, a questo punto, scalzare
la bonellia dalla tana scavando, ma non ne vale la pena soprattutto perché
le foto che vi mostriamo sono perfette e in grado di soddisfare ogni
ulteriore curiosità su come sia fatta "l'altra faccia" del verme
dimostrando inoltre che con un po' di pazienza è possibile vedere una
bonellia all'aperto giacché è vero che può vivere sempre nello stesso
punto, ma in condizioni adatte, cioè se le cavità nella roccia non
mancano, può diventare particolarmente irrequieta e girovaga e traslocare
a intervalli di pochi giorni.
Il
corpo della bonellia presenta due aperture: da un lato la bocca, alla base
della proboscide, e dall'altro l'apertura da cui escono i residui
alimentari. L'indicazione è semplice, ma serve a concentrare la vostra
attenzione sulla proboscide, un vero capolavoro. Estensibile, grazie a un
meccanismo di tipo pneumatico e a speciali muscoli,
la proboscide (gli esperti la chiamano prostomio) si può considerare
l'emissario esterno della bonellia. Allungandosi, essa striscia sul fondo
raccogliendo detrito, microscopici organismi e alghe. Ciò che inanimato
viene raccolto come tale, ma gli organismi più piccoli vengono uccisi o
paralizzati al contatto con la pelle della bonellia che contiene una
sostanza tossica paralizzante sufficiente per inibire anche l'attacco da
eventuali predatori il che spiega l'assoluta mancanza di incrostazioni. Il
cibo raccolto dalla proboscide, in particolare dai due lembi allargati che
formano l'estremità biforcuta, viene poi mescolato a muco e trasportato
fino alla bocca lungo una scanalatura da un sistema di finissime ciglia
mobili che trasformano l'interno della proboscide in un efficiente nastro
trasportatore.
Ma
il corpo della bonellia può emettere altri "odori", non tossici ma
sensuali e con effetti strabilianti legati alla particolarità
probabilmente più nota e stupefacente di questo verme: la sua sessualità.
La bonellia che normalmente vediamo è, infatti, la femmina, come sopra
ricordato, perché i maschi sono microscopici e ridotti praticamente a una
sorta di larva lunga circa 3 mm che vive commensale sulla proboscide,
nell'esofago o direttamente a contatto del suo apparato genitale, la
destinazione finale di tutti i maschi,
dove
ha il compito di fecondare le uova, un migliaio circa tra giugno e
gennaio. I suoi organi, a eccezione di quelli riproduttivi, sono
completamente atrofizzati compresi quelli dell'apparato digerente giacché
per vivere si accontenta di assorbire nutrimento direttamente dalla
femmina. Fin qui in apparenza niente di strano perché in mare esistono
molti altri esempi di maschi piccoli e dipendenti dalle femmine; ma nel
caso della bonellia c'è di più. Le larve, infatti, sono sessualmente
indifferenziate e il loro divenire maschi o femmine dipende da dove cadono
sul fondo, il sesso cioè è determinato dall'ambiente. Se le larve, alla
fine della loro fase planctonica, cadono su un tratto di fondo libero da
altre bonellie adulte, si trasformano in femmine mentre diventano maschi
se cadono in vicinanza di un adulto. In media, in un metro quadro di fondo
si possono trovare una dozzina di bonellie adulte e una larva che cada in
questa zona è destinata a diventare maschio, un evento tutt'altro che
improbabile quando si pensa che il rapporto sessi è sbilanciato a favore
di questi ultimi e che sulla proboscide di un solo esemplari sono state
contati fino a 85 maschi. Quindi la determinazione del sesso dipende da
due fattori ambientali principali: la disponibilità di siti adatti sul
fondo nel caso delle femmine e la concentrazione delle femmine nel caso
dei maschi.
Tuttavia
la biologia delle bonellie si sta dimostrando molto più complessa di
quanto si credesse un tempo. Le ultime ricerche, infatti, hanno dimostrato
che esistono anche bonellie con il sesso predeterminato geneticamente e
che la trasformazione delle larve in maschi dipende da un complesso di
fattori non ancora del tutto chiarito e non solo dal pigmento chiamato
bonellina ritenuto sino ad oggi l'elemento fondamentale per il processo di
mascolinizzazione delle larve.
Insomma, come sempre succede in natura, un mistero tira l'altro e il gioco
delle scatole cinesi non è mai finito, per nostra fortuna. Tante bonellie
a tutti.
Domande di approfondimento e curiosità potranno essere rivolte a:
angelomojetta@sottacqua.info