anno II n°.11 gennaio 2008                                                                     

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Reportage - ISLANDA, TRA GHIACCIO E FUOCO IMMERGERSI TRA DUE CONTINENTI

di Hermes Pierotti - foto di Hermes Pierotti - Tobias Klose

Forse sono vittima del fascino del Circolo Polare, forse è il desiderio inconscio di provocare i – diciamo così – “mistici” dei Tropici, quelli che cercano le loro mete solo nella fascia tra questi e l’Equatore, sta di fatto che, solo un mese dopo la spedizione al Circolo Polare Artico in Russia eccomi di nuovo qui con una proposta nordica, anche se meno imprevedibile: l’Islanda.

Qualche informazione sul viaggio: un gruppo di quattro amici, uno solo dei quali diver (quindi in perenne negoziazione con gli altri per ritagliarsi uno spazio subacqueo!), un tour in senso orario sulla Strada n°1 che aggira tutto il Paese, per 14 giorni; un subdolo accordo – all’insaputa dei miei compagni di viaggio – con Tobias, il titolare di quello che, sulla carta, era apparso il miglior Diving islandese (e che ha confermato tutto il meglio che mi pareva di aver colto nel suo sito e nei messaggi preliminari che avevo scambiato con  lui come con altre organizzazioni) sui luoghi di incontro e di immersione!

 

 

Vale la pena di fare una premessa: l’Islanda merita molto oltre i confini delle più insane voglie subacquee; è un Paese stupendo, in cui la natura è selvaggia e serena allo stesso tempo; dove potete trovare, sia pure in dimensioni eccezionali, tutto quello che potremmo trovare anche qui a casa nostra: ghiacciai (però larghi centinaia di kilometri e profondi più di 1500 m.), vulcani (però ancora e continuamente in attività), mare (scogliere vertiginose e immense spiagge deserte)… Solo che qui trovate tutto questo insieme, in combinazioni le più inusuali: un immenso ghiacciaio, come per esempio il Vatnajokull, punteggiato da vulcani attivi (il Hvannadalsshnukur, tra tutti) che degrada nel mare con iceberg che si dondolano in laguna e si dirigono pigramente verso il mare aperto (la laguna di Jokulsarlon, in questo caso)!

Tra un miracolo della natura e l’altro, poi: solfatare, pozze di acqua calda, all’aperto o in grotta, geyser. Il 90% dell’energia domestica in Islanda è fornita da questa fonte geotermica e la tecnologia ha  raggiunto livelli tali consentire una dispersione irrisoria lungo il percorso di distribuzione (un solo grado centigrado su un percorso di 100 km.!).

L’attività vulcanica è ancora così intensa che non più di 35 anni fa, in conseguenza di un’eruzione durata 5 anni,  è nata una nuova isola (Surtsey)  in cui si sta riproducendo il ciclo di sviluppo naturalistico e biologico che, partendo dalla roccia lavica, genera via via tutte le forme di vita vegetale e animale, dagli organismi monocellulari a sistemi più complessi ed evoluti. Per questo l’isola è Parco naturale, seguita da un’equipe di scienziati, e lo sbarco è consentito solo per ragioni scientifiche e dopo apposito permesso.

Il Paese conta 275.000 abitanti, più – è stato stimato – circa  550 tra elfi e gnomi, secondo i calcoli dello studioso di tradizioni popolari Arni Bjornsson; non vi consiglio di ridere, potreste scontare qualche maleficio: sono creature pacifiche e positive, ma se derise o disturbate sanno essere anche vendicative e perfide! Lungo tutte le strade, le principali come i sentieri, si incontrano dei coni di pietre, che erano originariamente dei cippi stradali, ma che sono diventati nella fantasia e nelle leggende “le case degli elfi”: chiunque può – senza disturbare gli inquilini – aggiungere una pietra e incrementare le dimensioni della casa. Gli elfi ve ne saranno grati, ma se faceste crollare l’instabile struttura (come è capitato spesso a una nostra compagna di viaggio… credo che gli elfi se ne segnalassero gli spostamenti e l’arrivo…!)  potrebbero volervene! 

In mare – un unico commento ancora, prima di parlare di diving – decine di imbarcazioni per il whalewatching (megattere, minke, humpback, orche), avvistamenti continui di delfini e otarie lungo le coste, pulcinelle di mare non sono che una parte della ricchezza faunistica che si offre all’osservazione del viaggiatore.

 

 

 

 

 

 

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