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Reportage -
ISLANDA, TRA GHIACCIO E FUOCO IMMERGERSI TRA DUE
CONTINENTI
di
Hermes Pierotti - foto di Hermes Pierotti
- Tobias Klose

Forse sono vittima del
fascino del Circolo Polare, forse è il desiderio inconscio di provocare i
– diciamo così – “mistici” dei Tropici, quelli che cercano le loro mete
solo nella fascia tra questi e l’Equatore, sta di fatto che, solo un mese
dopo la spedizione al Circolo Polare Artico in Russia eccomi di nuovo qui
con una proposta nordica, anche se meno imprevedibile: l’Islanda.
Qualche informazione sul
viaggio: un gruppo di quattro amici, uno solo dei quali diver (quindi in
perenne negoziazione con gli altri per ritagliarsi uno spazio subacqueo!),
un tour in senso orario sulla Strada n°1 che aggira tutto il Paese, per 14
giorni; un subdolo accordo – all’insaputa dei miei compagni di viaggio –
con Tobias, il titolare di quello che, sulla carta, era apparso il miglior
Diving islandese (e che ha confermato tutto il meglio che mi pareva di
aver colto nel suo sito e nei messaggi preliminari che avevo scambiato
con lui come con altre organizzazioni) sui luoghi di incontro e di
immersione!

Vale
la pena di fare una premessa: l’Islanda merita molto oltre i confini delle
più insane voglie subacquee; è un
Paese
stupendo, in cui la natura è selvaggia e serena allo stesso tempo; dove
potete trovare, sia pure in dimensioni eccezionali, tutto quello che
potremmo trovare anche qui a casa nostra: ghiacciai (però larghi centinaia
di kilometri e profondi più di 1500 m.), vulcani (però ancora e
continuamente in attività), mare (scogliere vertiginose e immense spiagge
deserte)… Solo che qui trovate tutto questo insieme, in combinazioni le
più inusuali: un immenso ghiacciaio, come per esempio il Vatnajokull,
punteggiato da vulcani attivi (il Hvannadalsshnukur, tra tutti) che
degrada nel mare con iceberg che si dondolano in laguna e si dirigono
pigramente verso il mare aperto (la laguna di Jokulsarlon, in questo
caso)!
Tra
un miracolo della natura e l’altro, poi: solfatare, pozze di acqua calda,
all’aperto o in grotta, geyser. Il 90% dell’energia domestica in Islanda è
fornita da questa fonte geotermica e la tecnologia ha raggiunto livelli
tali consentire una dispersione irrisoria lungo il percorso di
distribuzione (un solo grado centigrado su un percorso di 100 km.!).
L’attività vulcanica è ancora così intensa che non più di 35 anni fa, in
conseguenza di un’eruzione durata 5 anni, è nata una nuova isola
(Surtsey) in cui si sta riproducendo il ciclo di sviluppo naturalistico e
biologico che, partendo dalla roccia lavica, genera via via tutte le forme
di vita vegetale e animale, dagli organismi monocellulari a sistemi più
complessi ed evoluti.
Per
questo l’isola è Parco naturale, seguita da un’equipe di scienziati, e lo
sbarco è consentito solo per ragioni scientifiche e dopo apposito
permesso.
Il
Paese conta 275.000 abitanti, più – è stato stimato – circa 550 tra elfi
e gnomi, secondo i calcoli dello studioso di tradizioni popolari Arni
Bjornsson; non vi consiglio di ridere, potreste scontare qualche
maleficio: sono creature pacifiche e positive, ma se derise o disturbate
sanno essere anche vendicative e perfide! Lungo tutte le strade, le
principali come i sentieri,
si
incontrano dei coni di pietre, che erano originariamente dei cippi
stradali, ma che sono diventati nella fantasia e nelle leggende “le case
degli elfi”: chiunque può – senza disturbare gli inquilini – aggiungere
una pietra e incrementare le dimensioni della casa. Gli elfi ve ne saranno
grati, ma se faceste crollare l’instabile struttura (come è capitato
spesso a una nostra compagna di viaggio… credo che gli elfi se ne
segnalassero gli spostamenti e l’arrivo…!) potrebbero volervene!
In
mare – un unico commento ancora, prima di parlare di diving – decine di
imbarcazioni per il whalewatching (megattere, minke, humpback, orche),
avvistamenti continui di delfini e otarie lungo le coste, pulcinelle di
mare non sono che una parte della ricchezza faunistica che si offre
all’osservazione del viaggiatore.
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Paolo Bastoni

Tobias Klose

Alessio Viora

Alberto Rava

Paolo Bastoni

Todd Essick

Noam Kortler

Arthur J Telle Thlemann
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