anno II n°.11 gennaio 2008                                                                     

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copertina: Antidio e Paolo Rossi

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Reportage - Islanda, le immersioni

di Hermes Pierotti - foto di Tobias Klose

Il primo limite alla diffusione delle attività subacquee non è nel clima, nelle condizioni del mare e nella temperatura dell’acqua, nel sistema stradale (tutti problemi reali, ma superabili), ma nella rarefazione delle Organizzazioni di diving. Per questo mi sono fermato al “Dive.is” un PADI Dive Center che ha la sua base in Rejkyavik ma è organizzato in modo da coprire – in tour di 5 o 7 giorni – i principali siti di immersione del Paese.  Io, per i vincoli a cui accennavo, ho sperimentato direttamente solo tre di questi siti e di questi vi parlerò e documenterò per quanto mi è stato possibile; altri mi limiterò a citarli e a trasferire le informazioni che mi ha passato Tobias Klose, il titolare del Centro e autorevole, gradevolissimo, esperto ed entusiasta compagno di immersioni.

Area di Rejkyavik: 

§         Un’immersione dalla spiaggia, in zona sud est dalla capitale, in località Hafnafiordur: un’immersione contrastata dalla scarsa visibilità, su un fondale degradante dolcemente fino ai 15 metri, poi con una parete che scende rapidamente ai 25/30 metri. Per quel po’ che siamo riusciti a vedere…: prevedibili selve di kelp, un ambiente suggestivo color ruggine, grossi granchi e un pesce chiamato localmente “Five stripes” (una specie di triglia, di color grigio, con cinque strisce nere ortogonali al corpo) e… poco altro di visibile! Mi è stato assicurato che le condizioni di visibilità erano abbastanza inusuali ed effettivamente avevamo rilevato condizioni del mare severe nei due giorni precedenti.

§         La parziale delusione del primo contatto con l’Islanda subacquea si è dissolta a fronte della indimenticabile esperienza di Silfra! Ho letto che questo è classificato tra i primi 5 siti di immersione nel mondo; per quanto rifugga da  ( e diffidi di…)  queste classifiche, devo dire che io non ho esitato a definire indimenticabili le immersioni a Silfra. Si tratta di un’immersione in acqua dolce, purissima (l’abbiamo bevuta, trovandola magnifica) e di una trasparenza irreale (sembra di nuotare sospesi nell’aria) perché filtrata da centinaia di chilometri percorsi attraverso terreni lavici, freddissima (3 C°).

Ci si immerge in una faglia che percorre, visibile o sotterranea, tutto il Paese e che qui, nel parco di Thingvellir ricco di storia (fu la sede del primo Parlamento Islandese che vi si riuniva per un mese ogni anno a spese degli stessi delegati…!), è in superficie per alcune centinaia di metri; questa faglia separa le due piattaforme continentali America ed Eurasia e, dopo percorsi molto variegati e talvolta accidentati per la caduta di massi nel corso dei secoli, massi o franate che ostruiscono il passaggio e costringono a bruschi aumenti di profondità per poterli superare, dopo improvvise aperture in sale affascinanti per la presenza di colonne basaltiche esagonali (la ‘Cattedrale’, ad esempio..), ci si “infila” in corridoi sempre più stretti, fino a poter agevolmente toccare contemporaneamente le due pareti continentali!

Il fascino dell’immersione? La purezza dell’acqua, la conformazione delle pareti e dei passaggi, le singolarità geofisiche (un passaggio è chiamato “The toilet”, perché affacciandosi alla bocca del passaggio, si viene periodicamente risucchiati in un sifone che ti trasporta dall’altra parte…una sorta di sciacquone, insomma!), l’emozione di toccare i due continenti: resistete alla tentazione di allontanare un po’ l’America: G.W. Bush non durerà in eterno, dopotutto! …e comunque le due piattaforme si stanno già allontanando naturalmente di 4 / 6 cm. ogni anno.

§             Altra esperienza irrinunciabile: Strytan al nord del Paese, nella zona di Akureyri e precisamente nel fiordo di Eyjafjordur. Un pinnacolo che si innalza da un fondale di 70 metri come una torre il cui culmine è ad una profondità di 15 metri, Strytan è un camino vulcanico, formato dall’acqua calda che sale, rilasciando, al contatto con l’acqua fredda dell’oceano, minerali dissolti che si depositano e “costruiscono” questa sorta di Torre di Babele. Si possono vedere le bolle e sentire il tepore di queste emissioni dal fondo vulcanico ed è una sensazione affascinante, indimenticabile.

Negli ultimi 11.000 anni questo processo ha creato, appunto, questa meraviglia alta 55 m.; l’intera zona è Riserva naturale dal 2001.

Aldilà di questo ambiente fiabesco, la configurazione del sito, le correnti (spesso energiche, ciò che richiede buona esperienza subacquea e ottima forma fisica) determinano una notevole ricchezza di flora e fauna: in particolare, branchi di merluzzi che nuotano incessantemente attorno al camino.

 

§         Relitto “El Grillo”, situato nel fiordo di Seydisfiordur sulla costa est dell’Islanda. Questa immersione noi non abbiamo potuto farla, quindi riferiamo ciò che mi ha detto Tobias Klose (dopo, però, a proposito di relitti, vi metteremo a parte di un piccolo segreto confidatoci da Tobias…) che è uomo d’onore e perciò degno della massima  fede:  El Grillo è una petroliera inglese di 7.264 tonnellate, di 147 metri, affondata il 10 Febbraio 1944, a seguito di un attacco da parte di 3 aerei tedeschi. Ci si può immergere sul El Grillo solo con un permesso speciale, che può essere ottenuto molto facilmente dai Diving Centers Islandesi. Un pedagno è fissato sulla poppa della nave, ad una profondità di 30 m. La profondità max è di 45 m., la minima 27 m. Il relitto è armato di alcuni cannoncini per la difesa antiaerea, alcuni sono ancora lì (e gli altri…? Mah!). La visibilità è spesso limitata: 6 - 8 metri è considerata eccezionale.  L’immersione prevede comunque un congruo tempo di  decompressione e, anche per le condizioni ambientali (temperatura, correnti, profondità,…) è riservata a subacquei con brevetto avanzato e buon allenamento.

Dicevo della sorpresa riservata da Tobias: recentemente ha scoperto/ritrovato un relitto nella zona della Penisola di Latrabjarg, a una profondità accessibile (30m - 50m): per ora non dice di più, ma promette, anzi assicura, di comprendere questa “primizia” nei suoi tour e di offrirla a compagni/clienti, nella prossima stagione. 

Per informazioni 

Dive.is Padi Diving Center

Tobias Klose: Manager e Instructor

Tel Mobile (+354) 6632858

Email: Tobias@dive.is

Web: www.dive.is

Address: Grofinni – Keflavik - Iceland

 

 

 

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