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anno II n°.12 febbraio 2008
RUBRICHE |
copertina: Boot 2008 |
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SOMMARIO DEL MESE RUBRICHE la Posta I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
Ninì Cafiero gettonatissimo… … su corallo e corallari… Egregio Sig. Cafiero buongiorno Mi permetto di disturbarLa per un quesito, sto cercando di raccogliere materiale sui corallari e so che la rivista Mondo Sommerso ha più volte pubblicato articoli su tale argomento ( n° 6, n° 188 ). Sto cercando di sapere su quale numero aveva pubblicato un servizio sul corallo e sui corallari del banco Skerki, se non ricordo male il titolo dell’articolo comprendeva la parola “ Eldorado” e l’anno poteva essere attorno al 1978 ma non ne sono certo. Spero che la Sua competenza e cortesia possa essermi di aiuto evidenziando eventualmente anche altri articoli comprasi magari anche su altre riviste. La ringrazio anticipatamente e La saluto. Elio Ristori
risponde Ninì Cafiero Purtroppo non lo so. Sapevo dell’articolo pubblicato su “Mondo sommerso” numero 6 del 1966: lo scrisse Gianni Roghi e io l’ho citato e riprodotto nel mio libro “La piroga vuota”, pubblicato l’anno scorso, 2007, per commemorare il giornalista scomparso a quarant’anni esatti dalla sua incredibile morte. “Non un articolo – annotai – ma un saggio: illustrato con fotografie in bianconero e a colori, cominciava a pagina 596, andava fino a pagina 603, riprendeva a pagina 687, si concludeva a pagina 700”. Da tutti è considerato il miglior testo mai scritto sui “corallari”. Dell’articolo pubblicato sul numero 188 non ho memoria. Malauguratamente la mia collezione completa di “Mondo sommerso” (dal numero 0 – uscito come numero 1 – del luglio 1959) è andata perduta durante uno dei miei innumerevoli traslochi da Roma a Roma, da Roma a Milano, da Milano a Milano eccetera. E non è che nella redazione attuale della rivista, negli uffici dell’Editoriale Olimpia a Sesto Fiorentino, stiano meglio. Anche “Mondo sommerso” ha vagato negli anni da Roma a Milano, da Milano a Roma per fermarsi da qualche tempo a Firenze e la raccolta dei fascicoli usciti in quasi cinquant’anni presenta vistose lacune. Me ne resi conto quando, nell’estate del 2006, andai a lavorare in quegli uffici per scrivere la storia di 500 numeri di “Mondo sommerso” che fu pubblicata sul numero 10, ottobre, di quell’anno. Quindi nemmeno da quella fonte (teoricamente la più autorevole) ci si può aspettare una risposta al suo quesito. Tuttavia qualcuno che conserva gelosamente tutti i numeri della rivista “cult” della subacquea c’è. Alessandro Olschki, per esempio, che firmò come direttore responsabile il numero 0. Speriamo che questo nostro scambio di domanda e risposta capiti sotto gli occhi della persona giusta e che quest’ipotetico collezionista voglia farci sapere quante volte “Mondo sommerso” ha scritto di “corallari”. Ad ogni modo una fonte generosa di notizie sui corallari è il corallaro/scrittore Ninni Ravazza. In particolare il suo libro “Corallari” (appunto) pubblicato nell’ottobre 2004 per i tipi della Magenes Editoriale (via Mauro Macchi 50, Milano. Telefono 02 66710816, www.cosedimare.com, www.nonsololibri.it ) riporta una bibliografia dalla quale si possono ottenere informazioni preziose. Ninì Cafiero _____________________________________________________ … e sulle “teste di rame” Carissimo Ninì, sono un tuo lettore da tanto tempo e sub adornato ormai da capelli grigi.
Ho scoperto di recente il
mensile "virtuale" sott'acqua e sino stato felice sia perchè ti posso
leggere mensilmente sia perchè ho trovato vari conoscenze tra cui Andrea
Ghisotti,
Mi ricordo i fratelli Simoni, da te citati, che ancora si immergono con il casco di rame ed anzi dicono che per fare certi lavori in porto, dove occorre stabilità, per loro è ancora uno strumento insostituibile. E soprattutto, mi dissero che per fare un lavoro fatto bene occorre essere senza guanti, facendomi vedere alcune abrasioni sulle dita. Il loro babbo, Aladino, poi l'ho conosciuto nel 2003 a Piombino, nel corso di una serata organizzata dalla locale Lega Navale dove ha posato orgoglioso con la sua attrezzatura che aveva gentilmente prestato per l'occasione (Ti regalo una sua foto, vedi l'allegato). Una novantenne ancora lucido, dotato di una cortesia e di una sensibilità che solo certe età possono regalare e solamente a pochi eletti. Si prestò cortesemente a tutte le nostre domande di appassionati di mare, raccontandoci mille aneddoti e mille storie sulla sua professione. In particolare parlando del piroscafo Washington silurato davanti a Piombino durante la prima guerra e da lui successivamente ritrovato e demolito, ci raccontò delle balle di lana che rinvenne nelle stive e di come prezioso fosse quel ritrovamento nel dopoguerra, quando tutto mancava e bisognava vestire figli per andare a scuola. Ebbene i figli di Aladino sono andati a scuola con i vestiti fatti con la lana trovata in un relitto affondata cinquanta anni prima. Come mi ricordo di una storia analoga raccontatami dalla figlia di un palombaro di Loano, in Liguria che ebbe un vestito fatto con la bandiera della marina tedesca trovata ancora intatta dal padre sul relitto dell'Oued Tyflet . Decisamente erano altri tempi e d altri uomini, grazie di averli ricordati! Ciao! marco.mazzotta@relitti.it
risponde Ninì Cafiero Grazie di tutto. Con i fratelli Simoni, con Guido in particolare, ho del lavoro in corso: sto mettendo in ordine i loro ricordi, con l’intenzione di cavarne un libro. Quando gli ho detto della tua lettera e delle faccenda delle balle di lana e della fotografia del babbo Aladino si son detti contentissimi e che se tu li vuoi contattare essi sono a disposizione (scrivimi di nuovo e ti darò le loro coordinate). Le balle di lana, però, ha detto Guido, non erano balle bensì rotoli di pezza di lana: dai quali effettivamente furono ricavati gli abiti di Guido e Piero. Rigorosamente neri, però (come la Ford modello T) poiché la lunga immersione e le circostanze dell’affondamento del Washington avevano scurito, e di molto, il tessuto. E l’unico modo per evitare che le macchie fossero visibili consisteva nel tingerlo tutto di nero. Ninì Cafiero _____________________________________________________
Abbonamenti... Ho visitato il vostro sito ma non ho trovato le indicazioni per sottoscrivere un abbonamento. Mi potete dire come fare? Grazie. Loretta Malan
risponde Paolo Bastoni
Cara Loretta, intanto siamo noi a ringraziare te per questa richiesta, segno dell’interesse che siamo riusciti a suscitare con il nostro lavoro. Comunque sono addolorato nel comunicarti che non è possibile stipulare nessun abbonamento... perché SOTTACQUA è un periodico che si offre ad una consultazione completamente gratuita! Internet ci consente di vivere solo di pubblicità perché non abbiamo i costi di produzione di un normale periodico cartaceo e, in ogni caso, dato il fatto che nessuno di noi spera in un futuro da paperone con questo lavoro, tanto vale non cercar di fare nessuna “cresta” ed offrire il prodotto in forma, appunto, gratuita, d’altra parte la cosiddetta “free press” non l’abbiamo certo inventata noi... Ti invito quindi a continuare a seguirci, ad andarti a cercare nei numeri già pubblicati, visto che, sempre grazie ad internet, i lettori possono prendere visione di tutto l’archivio (per ora, lo confesso, ancora abbastanza caotico e... garibaldino, ma quando sarà pronto il nuovo format...) senza appesantire le scansie delle loro librerie e senza dover pagare supplementi per arretrati e spese di spedizione. Ma ti invito, soprattutto, a partecipare anche tu ai dibattiti che si possono sviluppare dalle pagine di SOTTACQUA visto che, a differenza di quanto spesso si legge sui vari periodici, noi VOGLIAMO fare politica: una politica a favore della nostra bistrattata categoria, a favore del mare e della sua tutela, leggi a questo proposito, per esempio, in questo numero le riflessioni di Angelo Mojetta, e prossimamente, dall’ormai imminente EUDISHOW, daremo vita anche ad iniziative che andranno in questo senso. E, naturalmente, se verrai a Roma, vienici a trovare allo stand (Pad.1 st.A34): è anche bello poter conoscere direttamente chi ci legge. In ogni caso ci ritroveremo sempre, ad ogni mese, su www.sottacqua.info... Paolo Bastoni _____________________________________________________
Interesse giurisprudenziale
Sono Martina, un' appassionata subacquea e una studentessa di
Giurisprudenza. Sto scrivendo una tesi sulla responsabilità civile
dell'istruttore e dell' accompagnatore subacqueo. risponde l'avv. Cimino
Complimenti per la scelta di un argomento di tesi così interessante e
nuovo. Ovviamente puoi utilizzare gli articoli della rivista limitandoti
a citarne la fonte. Saremo lieti di collaborare con te, anche perché le
tue ricerche potrebbero essere di particolare interesse anche per noi.
Ti invitiamo a prendere contatto con noi e fissare un appuntamento che
ti daremo volentieri per scambiarci idee e materiale. _____________________________________________________
Due commenti da un lettore:
In merito alla "fuga" di Andrea Ghisotti...
Caro Paolo, nei pochi mesi di vita della tua rivista abbiamo rovesciato già torrenti di parole sulle riserve marine, parole sempre benevoli nel descrivere il concetto in se, spesso velenose nel commentarne la tormentata gestione, mai per puro spirito di polemica. Leggendo l’intervista ad Andrea Ghisotti qualche riflessione mi è naturalmente venuta in mente. Per quanto influenti siano il pensiero e l’esempio di un personaggio della sua rilevanza, nulla valgono se restano una voce isolata dal coro. Forse gli altri operatori diretti di settore si negano per timore di peggiorare la situazione, o forse accettano in modo indolente qualsiasi vessazione perché è nello spirito italico comportarsi così. In tutti i casi il loro silenzio è colpevole,perché avvalla in modo complice una gestione dei beni territoriali (in questo caso marini) demenziale. Andrea Ghisotti afferma di essere arrivato al punto di cercare migliori condizioni di lavoro all’estero, guarda caso in Egitto,dove da nord a sud esiste una regolamentazione rigida ma unica. Dobbiamo imparare proprio da tutti come si sta al mondo? Per imparare però è necessario essere provvisti di buona volontà e cervello, merce introvabile tra chi decide all’asciutto le sorti della subacquea in Italia. Siamo tornati al medioevo, in una Italia frammentata in feudi; il Principato di Portofino, il Granducato di Tavolara e di Giannutri. Ogni vassallo crea la propria roccaforte emanando decreti. Da nord a sud, lungo tutto lo stivale coinvolgendo sempre le capitanerie di porto, di fatto costrette ad accettare per la loro stessa struttura i “suggerimenti degli esperti”. Sappiamo che non esiste una legge nazionale per colpa dello storico disinteresse dei mentecatti che ci governano ,nemmeno in grado di scimmiottare quello che di buono si fa in paesi che alla subacquea sono arrivati quarant’anni dopo di noi! Considerato che ADiSUB ha dimostrato che finalmente le varie didattiche possono convivere senza ricorrere al coltello (FIPSAS ,sempre brillante per la propria assenza e indolenza ha molte colpe considerato che è Federazione Nazionale con tanto di cerchi olimpici sullo stemma), si faccia una riunione a livello nazionale di veri addetti ai lavori ,si decidano le regole e si obblighi il ministro dell’ambiente a portarle in parlamento e trasformarle in legge di Stato, stabilendo finalmente un modus operandi alleggerito dalle sovrapposizioni di competenze e unico in tutta Italia,non solo a livello di aree pregiate. Chissà che Ghisotti non ci ripensi e resti qui a continuare il suo lavoro,che come tutti dovrebbero avere capito non è solo un mero fatto commerciale ma un vanto per la nostra storia subacquea. Cordiali saluti
Alberto Sandri
risponde Paolo Bastoni
Caro Alberto, mi sembra che anche questa volta tu colga con lucidità la situazione denunciata da un personaggio che certo ha contribuito concretamente alla causa della tutela e della valorizzazione del mare molto più di tanti tromboni che pontificano senza – magari – aver mai messo il naso sott’acqua. C’è una situazione che definisci alla perfezione citando il ritorno ai vari Granducati, nei quali i signorotti locali amministravano a loro piacimento la “loro” giustizia. In effetti una cosa alla quale non molti pensano è che è stato proprio grazie a quella improvvida “devolution” (che orrore l’uso di termini inglesi anziché un italianissimo “decentramento”) che l’Italia sta tornando ad essere, sotto molteplici aspetti (che non coinvolgono solo noi subacquei), quell’agglomerato geografico di differenti amministrazioni che è sopravissuto fino a metà ottocento (certo che l’unione d’Italia è durata ben poco!) in maniera senz’altro antistorica, in un mondo che sta andando nella direzione opposta. Questo processo politico-amministrativo ha fatto sì che, davvero, le singole amministrazioni potessero legiferare per conto proprio su argomenti come questi richiudendosi a riccio sui benefici che Madre Natura ha concesso loro e non, per esempio, a noi popoli padani che il mare ce lo sognamo, evidentemente una Nemesi nei confronti di chi quella legge l’ha voluta a spada tratta... In ogni caso SOTTACQUA intende dare spazio e voce a chiunque ma intende portare avanti una propria linea che vada nella direzione di favorire – al tempo stesso – una saggia operazione di educazione e di tutela ma anche una fruizione da parte di tutti i subacquei senza confini né barriere e senza pregiudizievoli divieti posti da incompetenti e balzelli vessatori (per la serie: ”chi paga non inquina chi non paga inquina...”). SOTTACQUA sta andando incontro ad un rinnovamento estetico e funzionale, in occasione del suo primo compleanno, che ci servirà a funzionare meglio e nel cassetto ci sono alcune iniziative che vanno proprio nella direzione che ho detto, alle quali stiamo preparandoci a dar vita, per cui invito te, e gli altri lettori, a seguirci nei prossimi mesi nei quali cercheremo di portare il nostro modesto contributo con gli strumenti che ci sono propri. E se qualcuno pensa che questo sia fare politica sbaglia: questo vuole essere soltanto la difesa della possibilità di godere del mare liberamente sia da parte di chi scrive sia di chi legge contro legislatori incompetenti pseudo-esperti o, peggio, con la malafede di chi vede noi subacquei solo dei polli da spennare.
Paolo Bastoni
... e a proposito delle Mauritius di Leonardo "Ermanno" Olmi
Nel numero di Ottobre di SOTTACQUA compariva un reportage a firma di
Ermanno Olmi sulla destinazione turistica di Mauritius, nell'arcipelago
delle Mascarene. Alberto Sandri risponde Leonardo "Ermanno" Olmi Egregio Sig. Sandri, sono io che La ringrazio per i suoi commenti, a nome mio e di tutta la redazione, in quanto a noi che amiamo il nostro lavoro fa sempre piacere leggere dei commenti dai nostri lettori ed avere dei riscontri, sia positivi che negativi. D'altronde ognuno ha il sacrosanto diritto di avere i suoi gusti e di dire la sua. Comunque noto con piacere che i Suoi commenti sono in linea con quanto da me proposto. Purtroppo molte delle destinazioni subacquee tropicali che visitiamo convivono con la povertà e la miseria delle popolazioni locali, ma direi che Mauritius è una delle meno affette da questo problema. Inoltre sono assolutamente d'accordo con Lei per il fatto che Mauritius non rientri tra le Top Class World Dive Destination, ci mancherebbe. Queste destinazioni sono ben altre, ma il mare è grande e trovo giusto consigliare ogni tanto anche quelle destinazioni dove non vi sia solo subacquea, ma che questa diventi, in alcuni casi (come ha giustamente detto anche Lei) un aggiunta al viaggio. Altrimenti come faremmo a giudicare il meglio? Comunque mi creda che nelle poche immersioni che si possono fare in una sola settimana, a Mauritius o in qualsiasi altro luogo, il panorama subacqueo visibile non è poi così immenso. Inoltre ogni stagione, ogni condizione del mare ed ogni singola immersione sono sempre diverse ed offrono spunti che cambiano di continuo. Sono convinto che se Lei facesse di nuovo quelle stesse immersioni per la seconda volta in un altra occasione, scoprirebbe cose diverse ed apprezzerebbe ancora di più Mauritius. Comunque continui a leggerci e vedrà che la porteremo ancora in tanti altri bei mari. Un sincero saluto e Buon Anno, Leonardo Olmi
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Due risposte dell'avvocato
Spesso capita di imbattersi in elementi a dir poco "onnipotenti" nel caso specifico, il gruppo è tenuto ai consigli della guida che durante il brifing illustra l'immersione, in fase di immersione non può rincorrere le pecorelle smarrite come un cane pastore (credo che l'unico sistema funzionante sia l'approntare (come del resto si fà per i corsi didattici) la figura della scopa cioè un istruttore (in questo caso guida/accompagnatore esperto in grado di risolvere i casi più disparati con il numero del gruppo limitato a massimo 6 ogni guida......sappiamo entrambi dell'utopia appena scritta, è chiaro che quando si parla di brevetti a subacquei esperti (aiuto istruttore/guida/istruttore....affrontiamo l'immersione con un "dato per scontato" facendone poi un mea culpa semplicemente perché di per se dovrebbero sapersi autogestire... e saltare le tappe come in questo caso....mah diciamo che andrebbe approfondito il caso....le tappa è saltata per inconveniente all' attrezzatura??? o altro?? il compagno??? doveva rimanere con Mario credo che la responsabilità della guida sia molto labile...... ma che in fondo "forse" qualcosa ha sbagliato... i gruppi devono essere compatti... ci fermiamo con le scuse più banali a volte facendo vedere quello che non c'è.... (ma intanto si ricompatta il gruppo).....sono curioso di saperne di più grazie
Daniele Rosati
risponde l'avv.Cimino
Caro Daniele, l'impostazione del tuo ragionamento, anche nelle varie ipotesi e perplessità manifestate, è comunque alquanto corretta. Nel prossimo numero della rivista darò la soluzione, per tutti i lettori, del caso giudiziario esposto, e lo commenteremo, approfondendo anche i temi da te sollevati.
Vi ho conosciuto alla presentazione all’adisub e ho trovato subito molto
interessante la vostra rivista. risponde l'avv.Cimino
Caro Riccardo, la prima parte del tuo discorso pare abbastanza corretta (dipende da come pianifichi la immersione e dalle istruzioni che dai nel briefing, oltre che dagli obblighi che ti assumi). La seconda parte meriterebbe un chiarimento: dovresti spiegare meglio la distinzione che vedi tra la responsabilità per incidenti occorsi al cliente disperso, che ritieni sussistere, e quella per cui il cliente si è fatto i cavoli suoi e non ha errato il profilo di immersione. Sul prossimo numero della rivista pubblicheremo la soluzione del caso. Nel frattempo saremo lieti di ricevere le tue precisazioni e approfondire con te il punto.
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Qualche quesito per Ninì Cafiero
1) Salve, innanzitutto complimenti per il portale, con la speranza che mantenga i propositi iniziali e non faccia la triste fine che hanno fatto alcune riviste del settore come per esempio la gloriosa "Mondo Sommerso", oramai ridotta a un banale depliant patinato. Cortesemente desidererei porgerLe due domande:
1 - Quanto possono valere le prime quattordici annate complete (primo numero compreso) della rivista "Mondo Sommerso". Sia chiaro non ho intenzione di venderle ma giusto per conoscerne il valore. 2 - Come posso procedere all'acquisto del libro "Il timone di Enea".
Cordialmente La ringrazio, augurando a "SOTTACQUA" ogni traguardo.
Francesco Caloro
2) Gent.le Sig. Cafiero:
marcosub74@fastwebnet.it
risponde Paolo Bastoni
Prima di lasciar la parola a Ninì una breve precisazione su una definizione del sig. Caloro: ringrazio anche a nome di Ninì per i complimenti ma ci tengo a sottolineare che SOTTACQUA NON È un "portale". Il nostro è un giornale, regolarmente iscritto al Tribunale di Milano, che deve quindi soggiacere alle varie leggi che regolano la possibilità di realizzare una pubblicazione, il direttore è un giornalista, come vuole la legge, come giornalisti sono quasi tutti i collaboratori, ovvero gente che questo fa per lavoro, a cominciare da Ninì Cafiero che possiede un curriculum professionale che pochi (non certo il sottoscritto!) possono vantare. Se qualcosa che compare sulle pagine di SOTTACQUA non raccoglie il gradimento di qualche interessato c'è, appunto, un Tribunale che giudicherà (da qui la definizione di "direttore responsabile") e un Ordine professionale che può arrivare a sanzionare pesantemente. Il tutto a garanzia dell'affidabilità delle informazioni fornite ai lettori. Questo non significa che i portali - che sono altro - non siano affidabili, solo che non hanno controlli di questo tipo.
risponde Ninì Cafiero
Caro Francesco, grazie per i complimenti, ed eccoti quello che ti posso dire: 1) Non lo so e non oso immaginarlo. Io la mia collezione (completa di numero 1) la persi nel corso di uno dei miei innumerevoli traslochi tra Roma e Milano. Credo si possa risolvere il problema pubblicando un annuncio sullo stesso "Mondo sommerso" del tipo "Si propone al miglior offerente..." 2) È in faticosa gestazione una seconda edizione del "Timoniere di Enea". Non appena sarà disponibile glielo faremo sapere.
Caro "marcosub74", riguardo alle tue domande: 1) Il video di Cousteau "Le fou du corail" (ma non è, per caso, Les Fous, al plurale?). Ho cercato in rete, navigando in un oceano vasto quanto il Pacifico di cose (film, libri,,,) concernenti le Comandant. Su Amazon, e-Bay e simili si trovano dei cofanetti di DVD, mai il singolo filmato. Niente in italiano, ma in francese, inglese, tedesco. Dovresti avere la pazienza di farti la ricerca a misura delle tue esigenze. Io non posso sapere se, per esempio, ti va bene un cofanetto in francese. Il materiale disponibile è sterminato, ma restringendo via via la ricerca dovresti riuscirci: Cousteau>Les Fous du Corail, DVD eccetera. 2) Il timoniere di Enea: teniamo in evidenza il tuo nominativo, come ho già detto anche a Francesco, altri ce lo hanno chiesto: quando sarà disponibile SOTTACQUA lo comunicherà ai suoi lettori.
Indirizzate le vostre considerazioni, critiche, commenti, richieste a:
indicandoci se volete la pubblicazione, oltre che del vostro nome, anche della vostra e-mail che, in assenza di comunicazioni, verrà omessa |
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