anno II n°.12 febbraio 2008                                                                     

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copertina: Boot 2008

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Primo Piano

VACANZE IN ARRIVO: BAGAGLI PERDUTI

Arrivano le vacanze e il mostro mangia-bagagli si sta rimettendo in azione. Arrivi all’aeroporto felice per il viaggio che stai per iniziare, fai il tuo check in, ti imbarchi, finalmente rilassato, ti godi le tue due, cinque, dieci ore di volo, sbarchi, ti dirigi con la folla degli altri passeggeri al nastro di distribuzione dei bagagli, aspetti con pazienza di veder comparire la tua preziosa borsa contenente tutta la tua attrezzatura e... e continui ad aspettare dopo che tutti gli altri passeggeri se ne sono andati con i carrelli pieni. Quindi inizia la trafila: ufficio lost and found, denuncia di smarrimento inizia la snervante attesa per attrezzatura subacquea e vestiti. Spesso capita che il tutto arrivi con il volo successivo, o magari il giorno dopo, e questa sarebbe la soluzione migliore per la situazione peggiore: quella di non avere più il bagaglio all’inizio della vacanza. Al nostro direttore è invece capitata la conclusione peggiore per la situazione migliore: quella di non ricevere il proprio bagaglio – valore stimato oltre gli 8000 € – dopo il ritorno da un viaggio con la compagnia aerea WIND JET nonostante il borsone fosse facilmente identificabile oltre che per le caratteristiche intrinseche anche per la presenza di ben due riferimenti al proprietario: la classica targhetta in plastica e un biglietto da visita inserito in un apposito spazio sulla sommità del borsone. Quindi la trafila: la denuncia, il coinvolgimento di un avvocato per avere qualche chance in più e, dopo ormai cinque mesi, la WIND JET si è spinta fino a riconoscere al nostro direttore la strabiliante cifra di circa 200 €, neanche Paperon de’ Paperoni avrebbe saputo fare di meglio!

Ma attenzione, non è solo la WIND JET che tiene questo tipo di comportamenti: qualunque compagnia non è affatto contenta di restituire il controvalore del prezioso materiale che abbiamo affidato loro al momento della partenza, anche se questi 200 eurini riconosciuti da WIND JET (praticamente solo il rimborso del biglietto) a fronte di quasi venti dei vecchi milioni dispersi chissà dove sembrano quasi una presa in giro.

Ma come possiamo tutelarci per prevenire o, almeno, cercare di garantirci qualche strumento in più per affrontare una successiva causa legale? Per esempio – ma queste soluzioni il nostro direttore le ha conosciute solo “dopo” – recandosi all’ufficio doganale dell’aeroporto facendo verbalizzare il contenuto del bagaglio (ovviamente ci si recherà con uno stampato che avremo predisposto noi stessi che provvederemo a far timbrare dall’ufficio una volta verificata la coerenza con il contenuto). Oppure pagando un sovrapprezzo al check in dichiarando la tipologia del contenuto (e, guarda caso, le tariffe inerenti ai nostri bagagli di subacquei sono sempre le più alte, rispetto ad altre categorie di viaggiatori, che siano golfisti o surfisti o cacciatori...).

E qualcuno suggerisce anche di fare un preventivo viaggio... a Lourdes, ma questa voce potrebbe essere stata messa in giro dai tour operator che organizzano viaggi nella santa località dei Pirenei...

Ovviamente queste precauzioni non mettono in salvo dallo smarrimento ma servono solo “dopo”, quando, come nel caso del nostro direttore, le cose sono già in mano all’avvocato. Certo, l’ultima carta sarà quella di abbandonare per sempre l’idea di viaggiare con una determinata compagnia, ma intanto il danno sarà già stato fatto, e quindi l’unica vera soluzione è... una bella scorta di camomilla per sopportare il fatto che i viaggiatori, in fondo, sono ancora tra le categorie meno tutelate in ambito legale contro questi – veri e propri – abusi...

Bruno Manunza

 

Farasan

 

 

Paolo Bastoni

Alberto Rava

Bruno Manunza

Farasan

Bruno Manunza