VACANZE
IN ARRIVO: BAGAGLI PERDUTI
Arrivano le vacanze
e il mostro mangia-bagagli si sta rimettendo in azione. Arrivi
all’aeroporto felice per il viaggio che stai per iniziare, fai il tuo
check in, ti imbarchi, finalmente rilassato, ti godi le tue due, cinque,
dieci ore di volo, sbarchi, ti dirigi con la folla degli altri
passeggeri al nastro di distribuzione dei bagagli, aspetti con pazienza
di veder comparire la tua preziosa borsa contenente tutta la tua
attrezzatura e... e continui ad aspettare dopo che tutti gli altri
passeggeri se ne sono andati con i carrelli pieni. Quindi inizia la
trafila: ufficio lost and found, denuncia di smarrimento inizia la
snervante attesa per attrezzatura subacquea e vestiti.
Spesso
capita che il tutto arrivi con il volo successivo, o magari il giorno
dopo, e questa sarebbe la soluzione migliore per la situazione peggiore:
quella di non avere più il bagaglio all’inizio della vacanza. Al nostro
direttore è invece capitata la conclusione peggiore per la situazione
migliore: quella di non ricevere il proprio bagaglio – valore stimato
oltre gli 8000 € – dopo il ritorno da un viaggio con la compagnia aerea
WIND JET nonostante
il borsone fosse facilmente identificabile oltre che per le
caratteristiche intrinseche anche per la presenza di ben due riferimenti
al proprietario: la classica targhetta in plastica e un biglietto da
visita inserito in un apposito spazio sulla sommità del borsone.
Quindi la trafila: la denuncia, il coinvolgimento di un avvocato per
avere qualche chance in più e, dopo ormai cinque mesi, la WIND JET si è
spinta fino a riconoscere al nostro direttore la strabiliante cifra di
circa 200 €, neanche Paperon de’ Paperoni avrebbe saputo fare di meglio!
Ma
attenzione, non è solo la WIND JET che tiene questo tipo di comportamenti:
qualunque compagnia non è affatto contenta di restituire il controvalore
del prezioso materiale che abbiamo affidato loro al momento della
partenza, anche se questi 200 eurini riconosciuti da WIND JET
(praticamente solo il rimborso del biglietto) a fronte di quasi venti dei
vecchi milioni dispersi chissà dove sembrano quasi una presa in giro.
Ma come possiamo
tutelarci per prevenire o, almeno, cercare di garantirci qualche strumento
in più per affrontare una successiva causa legale? Per esempio – ma queste
soluzioni il nostro direttore le ha conosciute solo “dopo” – recandosi
all’ufficio doganale dell’aeroporto facendo verbalizzare il contenuto del
bagaglio (ovviamente ci si recherà con uno stampato che avremo predisposto
noi stessi che provvederemo a far timbrare dall’ufficio una volta
verificata la coerenza con il contenuto).
Oppure pagando un sovrapprezzo al check in dichiarando la tipologia del
contenuto (e, guarda caso, le tariffe inerenti ai nostri bagagli di
subacquei sono sempre le più alte, rispetto ad altre categorie di
viaggiatori, che siano golfisti o surfisti o cacciatori...).
E qualcuno suggerisce
anche di fare un preventivo viaggio... a Lourdes, ma questa voce potrebbe
essere stata messa in giro dai tour operator che organizzano viaggi nella
santa località dei Pirenei...
Ovviamente queste
precauzioni non mettono in salvo dallo smarrimento ma servono solo “dopo”,
quando, come nel caso del nostro direttore, le cose sono già in mano
all’avvocato. Certo, l’ultima carta sarà quella di abbandonare per sempre
l’idea di viaggiare con una determinata compagnia, ma intanto il danno
sarà già stato fatto, e quindi l’unica vera soluzione è... una bella
scorta di camomilla per sopportare il fatto che i viaggiatori, in fondo,
sono ancora tra le categorie meno tutelate in ambito legale contro questi
– veri e propri – abusi...