|
Primo Piano
500
FOTO IN DODICI MESI PER RICORDARE ALESSANDRO DODI
di Paolo Bastoni
Angelo Mojetta e Alessandro Dodi. Due nomi che, nel nostro ambiente, non
hanno bisogno di presentazioni. Il secondo, purtroppo, ormai vive solo
nella nostra memoria e attraverso le innumerevoli sue fotografie che hanno
trasmesso le emozioni dell’ambiente subacqueo, spesso sono immagini che
abbiamo avuto sotto gli occhi per tutto un anno perché pubblicate su
calendari che, ultimamente con regolarità, Alessandro proponeva al popolo
dei subacquei tutti gli anni.
Quest’anno non ci sarà un calendario suo, ma Angelo ha pensato di
ricordarlo comunque attraverso questo mezzo che gli era divenuto consueto,
non con la produzione di dodici pagine di fotografie, ma con un concorso
assolutamente inesistente nel nostro mondo: un confronto tra calendari di
ogni produzione, professionali o amatoriali.
Sulle
pareti delle sale dell’Acquario Civico di Milano si sono così allineati
una quarantina di calendari, nel mese di dicembre, valutati da fotografi,
grafici, architetti, e a disposizione degli sguardi dei visitatori
dell’Acquario (quale sede migliore?).
Ora, in prossimità della cerimonia di premiazione che avverrà venerdì 11
gennaio, pubblichiamo un’intervista all’autore di questa iniziativa, per
comprendere quale sia stato il meccanismo che lo ha portato ad inventarsi
un concorso così originale e come questo sia stato accolto da partecipanti
e da pubblico.
Può sembrare retorico e ovvio il dirlo, ma forse
Alessandro
avrebbe apprezzato proprio questo mezzo per ricordarlo, certo, per chi
pensa a lui, questo è forse il mezzo più efficace.
Ancora
una volta un’iniziativa di Angelo che ha colto nel segno: senz'altro
coloro che avranno - per un anno - sotto gli occhi i calendari premiati,
ma anche solo quelli che hanno partecipato al concorso non potranno fare a
meno di pensare, oltre che al mare e ai suoi abitanti, ad un Amico che non
c'è più.
L'INTERVISTA A ANGELO
MOJETTA
1. Quando
ti è venuta l’idea di organizzare questo concorso?
Caro
Paolo, la prima risposta è la più facile. Ho anche la data precisa: il 23
ottobre quando ho sondato la disponibilità dell'Acquario e Civica Stazione
Idrobiologica di Milano ad ospitare l'evento. In realtà il primo germe
dell'idea è nato dopo l'estate.
2. ... e
cosa ti ha dato lo spunto?
Il
ricordo di Dodi e la difficoltà ad accettare come reale un evento accaduto
così.
3.
Il concorso è dedicato ad Alessandro Dodi, perché hai scelto proprio
questa forma per ricordarlo?
La colpa
o la causa è il calendario 2007, l'ultimo, di Alessandro che ho sulla mia
scrivania dove tende a salire verso l'alto a mano a mano che le carte si
accumulano. Il calendario di Alessandro era un evento fisso negli ultimi
anni ed era un vero piacere incontrarlo, impeccabile nel suo abito scuro e
in compagnia della sua amata Nadia, mentre si aggirava tra gli stand del
Festival Mondiale di Antibes. Considerati gli spazi del Festival era solo
questione di tempo incontrarci e perciò non era necessario fissare un
appuntamento. Accadeva e basta, e all'incontro faceva seguito la sua
immancabile arringa accusatoria nei confronti delle giurie che non avevano
compreso le sue foto. Era un difficile scontro dialettico quasi quanto il
tentativo di arginare le parole dell'avvocato Dodi spiegando come e perché
le giurie (ovviamente ero spesso parte in causa) non lo avevano scelto.
Alla fine ciascuno restava della propria idea, amichevolmente, e io mi
arricchivo del suo nuovo calendario dove c'era sempre qualche foto che mi
faceva pensare "Ma perché non ha mandato queste immagini al concorso?".
Questioni di gusti, naturalmente. Logico quindi scegliere i calendari per
ricordare un maestro dell'immagine subacquea e un amico. Troppo semplice
sarebbe stato lanciare un concorso fotografico. Grazie no! Dopo tanti anni
amo ancora rischiare e rimettermi in gioco battendo strade nuove.
4.
Quanti autori hanno risposto, partecipando a questa edizione?
Gli
autori che hanno partecipato sono stati 35, ma quelli interessati sono
stati molti di più. Purtroppo i tempi tecnici (selezione foto e stampa)
non hanno permesso a tutti di rispettare i tempi previsti, ma li aspetto
per la prossima edizione.
5. La
giuria da chi era composta?
La giuria
è stata la più variata possibile e sarebbe piaciuta anche a Dodi. Alla
fine è risultata composta da 15 giurati e costituita da subacquei,
fotografi, giornalisti, grafici e designer e naturalisti proprio perché ho
voluto questa volta prendere in considerazione anche parametri raramente
valutati nei concorsi come l'impatto emotivo delle foto, in ricordo delle
sensazioni che provavo davanti ai calendari di Dodi.
6. Come è
risultata essere la qualità media?
Più che
buona. Se si considera la difficoltà di mettere insieme 12 fotografie di
uguale impatto e qualità,
devo
riconoscere che i fotografi si sono impegnati. In ogni caso, al di là del
fattore tecnico, deve essere riconosciuto ai concorrenti un grande spirito
decoubertiniano. Per tutti l'importante è stato esserci e per tanti è
stata la prima volta in assoluto.
7. In
media quali sono stati i punti forti e quelli deboli dei calendari che
sono stati presentati?
Difficile
dirlo. Certo si vedeva la differenza tra chi era alle prime armi e gli
esperti, ma devo riconoscere che c'erano non pochi nomi nuovi che
sicuramente non faranno fatica a farsi conoscere e qualcuno spero di
presentarlo proprio attraverso SOTTACQUA con un suo portfolio.
8. Quali
consigli si potrebbero dare ai partecipanti della prossima edizione?
Vedi
risposta successiva
9. Hai
rilevato una tendenza, degli aspetti comuni tra i vari calendari (come
soggetti fotografati, come grafica...) tanto da poter dire che il popolo
dei fotografi subacquei è sensibile a filoni comuni?
Per
quanto concerne la grafica pura e semplice ci sono state molte variazioni
sul tema con una certa predilezione per gli sfondi neri. Secondo alcuni
giurati certi fotografi avrebbero tratto vantaggio dall'aiuto di un bravo
grafico così come altri avrebbero dovuto farne a meno a tutto vantaggio
delle loro immagini.
Devo
dire anche che, come riscontrato in altri concorsi trovando molti giurati
d'accordo, c'è stata ancora una volta una preponderanza di foto macro e di
soggetti, oserei dire, un po' inflazionati. Inoltre il tropicale ha sempre
la prevalenza e il nostro bellissimo Mediterraneo passa sempre nelle
retrovie salvo alcune (poche) lodevoli eccezioni. Credo che i subacquei
dovrebbero imparare a osservare e a osare di più imitando non le foto
"alla maniera di...", ma piuttosto prestando maggiore attenzione alla
tecnica e allo studio delle inquadrature. Penso che noi di SOTTACQUA,
lo dico come parte in causa, potremo avere in questo senso un ruolo
importante e di stimolo alla discussione. Da tempo mi dico e sostengo che
bisognerebbe rifondare la fotografia subacquea e il ricambio generazionale
cui stiamo assistendo, grazie al passaggio da pellicola a digitale,
potrebbe essere il momento giusto.
10. Ci
sono stati degli sponsor per questa manifestazione?
Nessuno
sponsor. Ne è stato ricercato uno, vocazionale, ma sembra (non ho mai
avuto risposte dirette e mi baso sulle voci raccolte) che abbia pensato
che fosse una bufala o che stessi cercando soldi. Sic!
11. Qual’è
stata l’accoglienza da parte del pubblico?
Direi
abbastanza buona. Soprattutto nei week-end l'affluenza all'Acquario di
Milano è stata più che discreta grazie anche all'appoggio offerto dal
quotidiano Il Giornale che ha pubblicato più volte l'annuncio della
mostra-concorso. Purtroppo i tempi stretti dell'organizzazione non hanno
permesso di pubblicizzare l'evento come avrebbe meritato. Tutto è stato
affidato al tam-tam dei subacquei (efficiente come sempre), agli amici di
Mondo Marino e dell'AIAM, e alla più che preziosa collaborazione
dell'amico Andrea Piasentin della Nosytour che qui ringrazio sentitamente
per avermi messo a disposizione la sua mailing list grazie alla quale ho
recuperato quasi metà dei concorrenti.
12. ... ma
tu li usi i calendari?...
Certamente. Come rinunciare al piacere di una nuova immersione virtuale
ogni mese? |