anno II n°.12 febbraio 2008                                                                     

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copertina: Boot 2008

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Primo Piano

500 FOTO IN DODICI MESI PER RICORDARE ALESSANDRO DODI

di Paolo Bastoni

Angelo Mojetta e Alessandro Dodi. Due nomi che, nel nostro ambiente, non hanno bisogno di presentazioni. Il secondo, purtroppo, ormai vive solo nella nostra memoria e attraverso le innumerevoli sue fotografie che hanno trasmesso le emozioni dell’ambiente subacqueo, spesso sono immagini che abbiamo avuto sotto gli occhi per tutto un anno perché pubblicate su calendari che, ultimamente con regolarità, Alessandro proponeva al popolo dei subacquei tutti gli anni.

Quest’anno non ci sarà un calendario suo, ma Angelo ha pensato di ricordarlo comunque attraverso questo mezzo che gli era divenuto consueto, non con la produzione di dodici pagine di fotografie, ma con un concorso assolutamente inesistente nel nostro mondo: un confronto tra calendari di ogni produzione, professionali o amatoriali. Sulle pareti delle sale dell’Acquario Civico di Milano si sono così allineati una quarantina di calendari, nel mese di dicembre, valutati da fotografi, grafici, architetti, e a disposizione degli sguardi dei visitatori dell’Acquario (quale sede migliore?).

Ora, in prossimità della cerimonia di premiazione che avverrà venerdì 11 gennaio, pubblichiamo un’intervista all’autore di questa iniziativa, per comprendere quale sia stato il meccanismo che lo ha portato ad inventarsi un concorso così originale e come questo sia stato accolto da partecipanti e da pubblico.

Può sembrare retorico e ovvio il dirlo, ma forse Alessandro avrebbe apprezzato proprio questo mezzo per ricordarlo, certo, per chi pensa a lui, questo è forse il mezzo più efficace.

Ancora una volta un’iniziativa di Angelo che ha colto nel segno: senz'altro coloro che avranno - per un anno - sotto gli occhi i calendari premiati, ma anche solo quelli che hanno partecipato al concorso non potranno fare a meno di pensare, oltre che al mare e ai suoi abitanti, ad un Amico che non c'è più.

 

L'INTERVISTA A ANGELO MOJETTA

 

1. Quando ti è venuta l’idea di organizzare questo concorso?

Caro Paolo, la prima risposta è la più facile. Ho anche la data precisa: il 23 ottobre quando ho sondato la disponibilità dell'Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano ad ospitare l'evento. In realtà il primo germe dell'idea è nato dopo l'estate.

 

2. ... e cosa ti ha dato lo spunto?

Il ricordo di Dodi e la difficoltà ad accettare come reale un evento accaduto così.

 

3. Il concorso è dedicato ad Alessandro Dodi, perché hai scelto proprio questa forma per ricordarlo?

La colpa o la causa è il calendario 2007, l'ultimo, di Alessandro che ho sulla mia scrivania dove tende a salire verso l'alto a mano a mano che le carte si accumulano. Il calendario di Alessandro era un evento fisso negli ultimi anni ed era un vero piacere incontrarlo, impeccabile nel suo abito scuro e in compagnia della sua amata Nadia, mentre si aggirava tra gli stand del Festival Mondiale di Antibes. Considerati gli spazi del Festival era solo questione di tempo incontrarci e perciò non era necessario fissare un appuntamento. Accadeva e basta, e all'incontro faceva seguito la sua immancabile arringa accusatoria nei confronti delle giurie che non avevano compreso le sue foto. Era un difficile scontro dialettico quasi quanto il tentativo di arginare le parole dell'avvocato Dodi spiegando come e perché le giurie (ovviamente ero spesso parte in causa) non lo avevano scelto. Alla fine ciascuno restava della propria idea, amichevolmente, e io mi arricchivo del suo nuovo calendario dove c'era sempre qualche foto che mi faceva pensare "Ma perché non ha mandato queste immagini al concorso?". Questioni di gusti, naturalmente. Logico quindi scegliere i calendari per ricordare un maestro dell'immagine subacquea e un amico. Troppo semplice sarebbe stato lanciare un concorso fotografico. Grazie no! Dopo tanti anni amo ancora rischiare e rimettermi in gioco battendo strade nuove.

 

4. Quanti autori hanno risposto, partecipando a questa edizione?

Gli autori che hanno partecipato sono stati 35, ma quelli interessati sono stati molti di più. Purtroppo i tempi tecnici (selezione foto e stampa) non hanno permesso a tutti di rispettare i tempi previsti, ma li aspetto per la prossima edizione.

 

5. La giuria da chi era composta?

La giuria è stata la più variata possibile e sarebbe piaciuta anche a Dodi. Alla fine è risultata composta da 15 giurati e costituita da subacquei, fotografi, giornalisti, grafici e designer e naturalisti proprio perché ho voluto questa volta prendere in considerazione anche parametri raramente valutati nei concorsi come l'impatto emotivo delle foto, in ricordo delle sensazioni che provavo davanti ai calendari di Dodi.

 

6. Come è risultata essere la qualità media?

Più che buona. Se si considera la difficoltà di mettere insieme 12 fotografie di uguale impatto e qualità, devo riconoscere che i fotografi si sono impegnati. In ogni caso, al di là del fattore tecnico, deve essere riconosciuto ai concorrenti un grande spirito decoubertiniano. Per tutti l'importante è stato esserci e per tanti è stata la prima volta in assoluto.

 

7. In media quali sono stati i punti forti e quelli deboli dei calendari che sono stati presentati?

Difficile dirlo. Certo si vedeva la differenza tra chi era alle prime armi e gli esperti, ma devo riconoscere che c'erano non pochi nomi nuovi che sicuramente non faranno fatica a farsi conoscere e qualcuno spero di presentarlo proprio attraverso SOTTACQUA con un suo portfolio.

 

8. Quali consigli si potrebbero dare ai partecipanti della prossima edizione?

Vedi risposta successiva

 

9. Hai rilevato una tendenza, degli aspetti comuni tra i vari calendari (come soggetti fotografati, come grafica...) tanto da poter dire che il popolo dei fotografi subacquei è sensibile a filoni comuni?

Per quanto concerne la grafica pura e semplice ci sono state molte variazioni sul tema con una certa predilezione per gli sfondi neri. Secondo alcuni giurati certi fotografi avrebbero tratto vantaggio dall'aiuto di un bravo grafico così come altri avrebbero dovuto farne a meno a tutto vantaggio delle loro immagini.

Devo dire anche che, come riscontrato in altri concorsi trovando molti giurati d'accordo, c'è stata ancora una volta una preponderanza di foto macro e di soggetti, oserei dire, un po' inflazionati. Inoltre il tropicale ha sempre la prevalenza e il nostro bellissimo Mediterraneo passa sempre nelle retrovie salvo alcune (poche) lodevoli eccezioni. Credo che i subacquei dovrebbero imparare a osservare e a osare di più imitando non le foto "alla maniera di...", ma piuttosto prestando maggiore attenzione alla tecnica e allo studio delle inquadrature. Penso che noi di SOTTACQUA, lo dico come parte in causa, potremo avere in questo senso un ruolo importante e di stimolo alla discussione. Da tempo mi dico e sostengo che bisognerebbe rifondare la fotografia subacquea e il ricambio generazionale cui stiamo assistendo, grazie al passaggio da pellicola a digitale, potrebbe essere il momento giusto.  

 

10. Ci sono stati degli sponsor per questa manifestazione?

Nessuno sponsor. Ne è stato ricercato uno, vocazionale, ma sembra (non ho mai avuto risposte dirette e mi baso sulle voci raccolte) che abbia pensato che fosse una bufala o che stessi cercando soldi. Sic!

 

11. Qual’è stata l’accoglienza da parte del pubblico?

Direi abbastanza buona. Soprattutto nei week-end l'affluenza all'Acquario di Milano è stata più che discreta grazie anche all'appoggio offerto dal quotidiano Il Giornale che ha pubblicato più volte l'annuncio della mostra-concorso. Purtroppo i tempi stretti dell'organizzazione non hanno permesso di pubblicizzare l'evento come avrebbe meritato. Tutto è stato affidato al tam-tam dei subacquei (efficiente come sempre), agli amici di Mondo Marino e dell'AIAM, e alla più che preziosa collaborazione dell'amico Andrea Piasentin della Nosytour che qui ringrazio sentitamente per avermi messo a disposizione la sua mailing list grazie alla quale ho recuperato quasi metà dei concorrenti.

 

12. ... ma tu li usi i calendari?...

Certamente. Come rinunciare al piacere di una nuova immersione virtuale ogni mese?

Bruno Manunza

 

Farasan

 

 

Paolo Bastoni

Alberto Rava

Bruno Manunza

Farasan

Bruno Manunza