MareVivo
con SOTTACQUA
a
cura di
Alfonso Perri
SQUALO
ELEFANTE UCCISO IN SICILIA
Marevivo ribadisce l’urgenza di una piano d’azione nazionale per la tutela
degli squali
Roma, 15 Febbraio 2008 Ieri pomeriggio è stato ritrovato uno
squalo elefante adulto, morto per soffocamento, intrappolato nella rete di
un pescatore, a meno di un miglio dalla costa tra Trabia e la frazione
marinara di San Nicola l'Arena nel Palermitano. Questo ormai raro
esemplare di squalo, innocuo per l’uomo, è rimasto intrappolato in un
tramaglio, rete da posta composta da 3 pezzi, tipico strumento della pesca
artigianale che si utilizza entro poche miglia dalla costa.
Si
tratta di uno squalo Cetorino (Cetarhius maximus), un maschio di
circa quattro tonnellate e lungo 6.95 m. Questa specie rappresenta il
più grande pesce dei nostri mari, un gigante buono che nonostante
la mole e i frequenti avvistamenti riserva ancora molte incognite. Si
nutre di plancton, può arrivare a misurare 9-10 metri e
d’inverno si perdono le sue tracce, non si conoscono, infatti, le sue
abitudini ecologiche. Si sa che vive in mare aperto e nelle acque
costiere, cui si avvicina spesso, frequentando anche baie e foci dei
fiumi; compie lunghe migrazioni stagionali per la ricerca di plancton.
Lo
squalo elefante rappresenta oggi una delle
specie marine più minacciate nel Mediterraneo. Infatti, queste specie
sono state inserite nella Lista Rossa delle specie a rischio della IUCN
(International Union for Conservation of Nature).
“L’anomalia di questo ritrovamento è rappresentata soprattutto dal fatto
che lo squalo si trovasse nella stagione invernale così vicino alle coste,
quando invece la sua presenza si registra soprattutto in primavera.
Tale anomalia è probabilmente una conseguenza degli effetti
imprevedibili che i cambiamenti climatici possono avere sugli ecosistemi
marini” ha dichiarato il prof. Franco Andaloro, membro del
Comitato Scientifico di Marevivo e Dirigente di Ricerca dell’ICRAM.
Marevivo e Shark Alliance già da tempo affermano l’importanza degli squali
negli ecosistemi marini,
sostiene Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, ciò che è accaduto
ci impone di ribadire ancora una volta l’assoluta urgenza di
adottare un piano d’azione nazionale ed europeo per la protezione degli
squali, che garantisca adeguate misure di conservazione e
tutela di queste specie”
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