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anno II n°.12 febbraio 2008
RUBRICHE |
copertina: Boot 2008 |
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LE FOTO PIU' BELLE | ||
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FotoVideoSub
a cura di Cristian Umili SCEGLIERE LA TELECAMERA Ad oggi troviamo diversi formati di registrazione (8mm, Hi8mm, VHS-C, DV, HDV), per le riprese fotosub potremo scegliere i formati DV o HDV, gli altri formati sono qualitativamente inferiori e, comunque, ormai praticamente in uscita dal mercato, ancor più che nella fotografia la ripresa video è ormai monopolio delle tecnologie digitali.
Il formato DV è stato il
più popolare ad oggi, sia per il costo abbordabile delle telecamere
Tre anni fa la sony
iniziò a vendere la prima telecamera in formato HDV e da allora tutti i
costruttori di videocamere iniziarono a produrre modelli HDV sempre più
economici. Sebbene il formato HDV non sia un vero high definition quale
viene inteso nel mondo broadcast (ma le telecamere professionali FULL HDV
hanno dei costi che partono da parecchie decine di migliaia di euro!) in
quanto il fotogramma ripreso (in alta definizione) viene campionato e
riproposto nei successivi sei / sette frames (la dimostrazione la si ha
nelle panoramiche veloci che mostrano una scia), d'altra parte la qualità
delle immagini sono migliori delle più popolari Riguardo alla scelta tra i vari sistemi possiamo dire che, dal punto di vista funzionale e dell'autonomia, i MiniDV e l'Hard Disk sono forse quelli preferibili. In particolare quest'ultimo sistema sta iniziando sempre più a diffondersi, anche in campo professionale, per la maggior facilità di gestire le riprese effettuate, sotto forma di files, in post produzione.
Il lato negativo riguarda la maggior delicatezza dell'apparecchio per la
presenza dell'Hard Disk e la possibilità - seppur estremamente remota - di
perdere, appunto, i files.
Una caratteristica importante delle telecamere è rappresentata dalla cadenza di ripresa espressa in frame (fotogrammi) per secondo (fps): le telecamere con otturatore meccanico scattavano da 6 a 8 fps mentre le telecamere più professionali arrivano anche a 120 fps, questa caratteristica è interessante quando si vogliono fare dei rallenty molto accurati o per riprendere in modo preciso azioni molto veloci come per esempio una rana pescatrice che sta risucchiando la sua preda.
In alcune zone
geografiche sono state definiti degli standard: in Europa, Asia e
Australia si usa lo standard PAL che impone 25fps mentre negli USA e
Giappone lo standard NTSC che impone 29,97 fps, naturalmente con un
televisore HD si può sfruttare al massimo la qualità del sistema HDV. Le videocamere possono registrare in modo progressivo o in modo interlacciato: il modo progressivo registra le immagini come singoli frame come le riprese con pellicola ed è appunto il sistema più usato in ambito cinematografico; il modo interlacciato invece registra ogni singolo frame in linee orizzontali pari e dispari e le due immagini sono registrate separatamente, questo modo di registrazione è il più usato in video di natura e nelle riprese subacquee perché permette una maggiore qualità nelle scene d'azione. Alcune telecamere permettono la scelta dei due modi di registrazione. Con le telecamere generalmente possiamo scegliere se registrare in 4:3 o in 16:9, queste cifre indicano il rapporto dei lati dell'immagine: il rapporto 4:3 è quello classico dei televisori più quadrati mentre i 16:9 è un formato più panoramico.
l'obiettivo L'obiettivo della maggioranza delle telecamere non è intercambiabile ed è di tipologia zoom, ossia copre un certo numero di focali, la cui escursione è più o meno ampia, le telecamere di maggior pregio hanno obiettivi zoom con un'escursione molto ampia.
Per capire meglio il valore dell'effettiva lunghezza
focale dell'obiettivo del vostro camcorder parametrato sulla lunghezza
focale della tradizionale macchina fotografica che utilizza la classica
pellicola 24x36mm. guardate la tabella che trovate a questo link. Comunque il rapporto fra le focali video e quelle fotografiche si aggira attorno ad 1:10 perciò uno zoom per telecamera 4,3-52mm di solito equivale, più o meno, ad un 40-500mm nel formato fotografico 35mm. Se nella scheda tecnica di una telecamera non sono indicate le focali ma solo l'escursione (per. es. 16x) consideriamo che di solito la focale minima di uno zoom per telecamera è di 3,5-4mm. Di solito le telecamere hanno due tipologie di zoom quello ottico e quello digitale: quello ottico è quello che fisicamente riesce a coprire l'obiettivo, quello digitale invece è un ingrandimento software che la telecamera mette in atto con una diminuzione delle qualità dell'immagine ripresa.
l'elemento sensibile
L'elemento che registra
le immagini è un sensore, di solito CCD
(acronimo che significa Charge Coupled
Device – dispositivo ad accoppiamento di carica – semiconduttore che ha la
capacità di trasformare la luce in segnale elettrico N.d.R.)
ma potrebbe essere anche CMOS
(Complementary MOS – tecnologia utilizzata in elettronica per la
progettazione di componenti digitali utilizzando transistor
N.d.R.), i
sensori possono essere di 1/3 o ¼ di pollice e possono avere un differente
numero di elementi sensibili (pixel).
Il dato di illuminazione minima, serve per sapere la quantità minima di luce sufficiente per poter registrare senza l'ausilio di un faretto supplementare. A proposito del sensore va sottolineata una caratteristica importante: normalmente su tutti i camcorder amatoriali è presente un solo elemento sensibile che raccoglie, in un'unica soluzione, l'immagine così com'è con i tre colori fondamentali mescolati tra di loro. Oggi anche in questa fascia di prodotti si sta diffondendo sempre più, grazie ad un calo dei prezzi, la soluzione, derivata dall'uso professionale, dei tre sensori, ognuno dedicato a raccogliere solo uno dei tre colori fondamentali: il rosso, il verde e il blu. Per le caratteristiche particolari che rendono differente la ripresa video da quella fotografica questa caratteristica è importante per ottenere delle immagini con una miglior resa cromatica dovuta proprio alla migliore separazione dei tre colori che, per le loro proprietà ottiche legate alle differenti lunghezze d'onda, con questa soluzione (specialmente per il rosso) sono visualizzati in maniera più precisa che porta ad un miglioramento della nitidezza. Compatibilmente con il proprio budget (questi camcorder restano comunque ai vertici della categoria, d'altra parte se ne possono trovare ormai aldisotto dei mille euro) sono senz'altro da preferire ai fratelli "minori".
esposizione
Per avere immagini
correttamente esposte ogni telecamera ha un esposimetro, che nella maggior
parte delle videocamere è automatico, spesso sono presenti diversi programmi
precalibrati, specifici, come Sport, Controluce, Ritratto ecc...; solo poche videocamere
hanno un esposimetro gestibile in manuale. L'esposimetro in genere agisce sul diaframma, però possiamo trovare anche la cadenza di ripresa che può essere regolata in manuale: un'alta velocità di ripresa ci permette di ottenere soggetti in rapido movimento senza avere l'effetto scia, ma ci offre anche la possibilità di realizzare - in postproduzione - un ralenty di qualità, senza sfarfallamenti. Utilizzando invece cadenze più lente o addirittura, come alcuni camcorder offrono, la funzione "night light" la proiezione risulterà essere "saltellante", d'altra parte sarà favorita la realizzazione di effetti accelerati, in postproduzione. Utilizzare questi sistemi può risultare interessante per il particolare effetto che favoriscono ma, in generale, è sempre consigliabile utilizzare la cadenza standard che si aggira tra i 25 e i 30 fotogrammi al secondo, velocità di ripresa che corrisponde, più o meno, alla capacità dell'occhio umano di rilevare un movimento nel modo più naturale, ma anche alla frequenza di refresh video nei vari standard televisivi, come si è visto: i più diffusi PAL e NTSC e il meno diffuso (in Francia e nei Paesi dell'Est) SECAM. C'è anche da ricordare che, come accade in fotografia, variare la cadenza di ripresa è paragonabile a modificare i tempi di ripresa: ad una velocità maggiore dovrà corrispondere una maggiore apertura del diaframma, ad una inferiore la luminosità dell'obiettivo dovrà essere ridotta.
Il bilanciamento del bianco serve per tarare la temperatura colore ovvero per avere colori reali anche se la temperatura colore dell'ambiente in cui siamo è diversa da quella bianca del sole: per esempio se siamo all'interno e l'illuminazione è data da lampade ad incandescenza la luce avrà una dominante arancione, con il bilanciamento del bianco potremo riprendere come se fosse luce bianca. Anche per questa regolazione, così come accade in fotografia, gli apparecchi di solito consentono un preset automatico, di solito consigliabile per il maggior numero di situazioni, ma anche settaggi preprogrammati per le varie condizioni di luce: solare, nuvoloso, artificiale, neon, qualcuna prevede anche un uso "subacquea" che, in realtà, conferisce all'immagine una dominante un po' più rossastra. In fondo è forse meglio utilizzare il settaggio automatico per godere del reale colore del mare, quando si riprende in luce ambiente, e colori più fedeli quando si utilizzano i necessari fari.
il sonoro Tutte le telecamere sono provviste di microfono di solito posizionato vicino all'obiettivo, il microfono può essere stereo o mono, lo stereo è migliore solo se disponiamo di un televisore con un audio stereo. Inoltre si può registrare il sonoro in modo analogico o digitale, la registrazione digitale ha una qualità pari a quella di un CD, naturalmente possiamo apprezzare la maggiore qualità solo abbiamo un impianto audio adeguato. Alcune telecamere hanno la possibilità di poter collegare microfoni esterni e cuffie per poter sentire esattamente la traccia audio registrata dalla videocamera.
CRONACHE DAI CONCORSI
Anche quest'anno si è svolto uno dei più prestigiosi concorsi di fotografia naturalistica del mondo il: Shell Wildlife Photographer of the Year, organizzato come sempre dal museo di storia naturale di Londra e il BBC Wildlife Magazine. Dato l'altissimo livello in campo, partecipano i migliori fotografi professionisti e non del mondo, la giuria ha molto tempo per valutare le opere in campo in quanto i concorrenti devono presentare le fotografi nei primi giorni di aprile mentre la comunicazione e la premiazione avviene a fine ottobre; quest'anno è avvenuta il 24 ottobre.
Il
vincitore della categoria “il mondo sommerso” è lo spagnolo Felipe
Barrio con una bella foto di uno squalo balena fotografato in Djibuti
(Nikon D200 + Nikon 10.5mm; 1/50 sec at f4; ISO 160; custodia Seacam);
come runner-up (eq. Secondo posto) troviamo il fotografo del National
Geographic Paul Nicklen con un bel primo piano della bocca di una
foca leopardo (Canon EOS 1Ds Mark II + 17-40mm f4; 1/30 sec at f11;
Ikelite 125 digital flash); come specialmente raccomandata (eq. Terzo
posto) una evocativa immagine di narvali scattata sempre da
Per finire nella sezione bianco e nero troviamo due splendide immagine: la prima è quella di Thomas P. Peschak in cui troviamo uno squalo pinna nera a bocca aperta (Nikon D2X + Nikon 10.5mm f2.8 fisheye lens; 1/125 sec at f20; 2 flash Inon; custodia Subal) e come altamente raccomandata una fotografia molto grafica con soggetto sempre uno squalo sulla sabbia dell''inglese Alex Mustard (Nikon D2X + 12–24mm f4 lens; 1/125 sec at f11; ISO 100; custodia Subal). ____________________________________________
Selettiva per il Campionato Italiano FIPSAS di Specialità 2008 III° Estemporanea di fotografia subacquea a tema biologico
Anche quest'anno il Club Sub Sestri Levante, il Club Baia del Silenzio Sub e con la collaborazione della Lega Navale di Sestri Levante hanno organizzato due gare di fotografia subacquea in estemporanea: una di safari fotosub (ex cacciafotosub) gara selettiva per il campionato italiano di specialità FIPSAS e una dedicata alla biologia in cui si è tenuta in considerazione il valore biologico dell'immagine per non sovrapporsi alla gara di Safari fotosub era vietato presentare foto di pesci. Le due gare si sono svolte nella bellissima cornice della Baia del Silenzio di Sestri Levante con base presso la sede della Lega Navale a Portobello.
Hanno partecipato alle due gare 23 concorrenti, la classifica del Trofeo di Safari Fotosub è in genere un po' complesso in quanto oltre ad una classifica generale, vengono stilate delle classifiche di categoria dove i concorrenti vengono divisi per apparecchio fotografico utilizzato: reflex o compatte e tra le reflex anche del metodo di immersioni: bombole (free master) o apnea (apnea master).
La giuria composta dai giudici federali Gregorio Lanza, Paola Romano e dall'ex fotografo professionista ed esperto di pesci Fabrizio Copello ha dovuto faticare non poco per poter emettere il verdetto delle due gare fotosub. Nella gara di estemporanea fotosub dedicata alla biologia si è classificato primo Massimiliano Muratore, al secondo posto Martina Gambirasi e al terzo Gianni Coletta. Per avere maggiori informazioni sulle gare e poter avere notizia delle prossime edizioni potete guardare il sito www.subsestrilevante.it ____________________________________________ Si è svolta a La Maddalena la prima edizione del Concorso di fotografia subacquea “Blu Mare,testimonianze dai fondali del Parco”. La manifestazione, ideata ed organizzata dall’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena,si è svolta in tre fasi:
-giorno 6 ottobre,raduno dei concorrenti e svolgimento della gara nelle acque dell’Arcipelago,con la partecipazione e l’assistenza dei Centri d’immersione isolani; -giorno 10 ottobre,termine ultimo per la presentazione delle stampe,formato cm 30x45; -giorno 19 ottobre ,mostra delle foto fuori concorso e cerimonia di premiazione dei primi tre classificati della categoria dilettanti e dei primi tre classificati della categoria professionisti.
Tra i dilettanti,al primo posto Gian Luigi di Monte con una spettacolare foto d’ambiente, al secondo posto Antonio Mangone con una bella macro di una Serpula ed al terzo posto Mauro Coppadoro con una bella foto dinamica di una tracina; Menzione speciale assegnata a Max Carluccio per una bella foto biologica. Le sei foto premiate saranno utilizzate per il calendario 2008 del Parco della Maddalena.
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