anno II n°.12 febbraio 2008                                                                     

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copertina: Boot 2008

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BRUNO MANUNZA

Bruno Manunza è un fotografo. Nel senso che – senza ghettizzarlo in un settore, in una specializzazione – ha la capacità e la sensibilità di restituire, attraverso le sue immagini, una visione originale di quello che lui vede attraverso il mirino della sua reflex. Significa che sa cogliere quel particolare che sposta l’atto del fotografare dalla semplice cronaca del momento a quello stato di difficile definizione che ci è consueto chiamare “arte”.

Personalmente credo che questa definizione sia attribuibile a quelle manifestazioni della voglia di comunicare degli esseri umani –attraverso la musica, uno scritto o, naturalmente, un’immagine, che sia quadro o fotografia – che riescono a creare nell’animo di chi ascolta, legge o osserva l’immagine, sensazioni ed emozioni che, magari, nulla hanno a che vedere con quello che stiamo guardando.

 

 

Non sono un critico e non è compito mio cercare didascalie da attribuire alle sue immagini. Posso solo considerare le sue immagini in toto, anche se qui vedremo solo alcune fotografie subacquee. Attraverso i libri di questo biologo sardo, nato in quel di Sassari il 18 gennaio del ’55 e attualmente ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Ambientali Agrarie dell’Università di Sassari nonché, naturalmente, fotografo naturalista e subacqueo.

Lasciamogli comunque la parola, lasciamolo raccontarsi:

“... trascorriamo i nostri primi nove mesi nell’acqua, per poi passare il resto della vita e, salvo rari casi, morire sulla terra. Una condizione altamente insoddisfacente. Soprattutto per chi, come me, all’acqua è estremamente legato sin da bambino. Una passione mutuata dal ramo materno della mia famiglia.

“Mia madre e sua sorella erano due subacquee accanite, se mi si passa il termine, grandi appassionate del mare ma non solo di quello: dall’autunno alla primavera mi portavano a spasso per campagne e boschi. I libri che mi regalavano, a parte i soliti Salgari, Verne e qualche illeggibile pistone come Senza Famiglia o Piccoli Uomini, erano robe tipo “Il Naturalista Dilettante”, che parlavano di ragni, lucertole, raccontavano di come farsi un proprio formicaio personale in casa, allevare mantidi e altre piacevolezze del genere.

“A 12 ho letto "Sesto Continente", la meravigliosa epopea di Folco Quilici, di Bruno Vailati, Raimondo Bucher, Gianni Roghi, Masino Manunza e tutti gli altri. E poi l'ho riletto, e riletto ancora e ancora...

“Per casa circolavano animali di ogni tipo, avevamo una quantità di acquari e ricordo che mia madre aveva trasformato in voliera uno dei terrazzi dell’appartamento in cui si abitava. Raccoglievamo conchiglie, sassi strani e colorati, ossi di seppia e qualunque cosa avesse il fascino della natura e non puzzasse troppo di umanità.
”Mio nonno faceva il fotografo. Mio padre pure. Negli scaffali di casa si annidavano annate di Popular Photography (che lo sa il cielo dove sono andate a finire) e libri di Feininger.
”Si, tutto sommato, sono stato fortunato. Era un po’ che non ci pensavo. E’ stato un bel tempo. Di cui è rimasta qualche foto conservata nella mia imperfetta memoria analogica, fatta ancora di sinapsi e neuroni che evaporano a velocità vertiginosa.

”La mia attrezzatura consta di una Nikon 801s in custodia Aquatica, Flash Ikelite – normalmente uso una coppia di 300 in TTL (ma talvolta in manuale.....) – ottiche nikkor: 16mm, 20mm, 60mm micro e 105mm micro. So che sono un troglodita e mi convertirò entro breve al digitale (non si trova quasi più fuji...) Ah, dimenticavo, Velvia, Velvia 100 e di tanto in tanto Provia.
”Diciamo che mi piacciono le foto ambientate. Il mio inconsapevole atteggiamento in acqua o fuori, me ne rendo conto in genere a posteriori, è cercare di assumere il punto di vista del soggetto fotografato o almeno pormi al suo livello e di conseguenza mettere l'osservatore finale dell'immagine, per quanto possibile, a contatto di sguardo con il protagonista. Nelle immagini ambientate mi piace lavorare con predominanza di luce naturale quindi in acque non troppo profonde. Però, come ho detto, queste sono le spiegazioni che mi dò dopo la foto...
”Là sotto, o in generale là fuori, cerco di essere rilassato e basta, e in generale non è troppo difficile, come ben sappiamo tutti noi che si va la sotto portandoci appresso qualche nuvola in bottiglia...”


 

Per quel che riguarda il suo impegno nella fotografia iniziamo con il dire che è delegato per la Sardegna dell’AFNI (Associazione Italiana di Fotografia Naturalistica). Premiato al Nikon International Photo Contest nel 1995 e nel 1999, nei Concorsi di OASIS (2000 e 2003) ed in altri concorsi nazionali. Ha raggiunto con più immagini il round finale di giudizio nelle  edizioni 1999, 2000, 2001 e 2003 del  prestigioso BG WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE WORLD. Ha pubblicato immagini e servizi fotografici su: Aqua, Mondo Sommerso, Il Subacqueo, Natura Mundi, Mare Nostrum, Sardegna e Dintorni, Oggi, Fotografare, Oasis, ed altre ancora. E' autore della guida 'Sassari Natura e Paesaggio', sulle risorse naturali del territorio attorno a Sassari, di 'Sassari città regia', una guida fotografica alle risorse artistiche della Città di Sassari e del volume fotografico Dall'acqua all'aria, dedicato ai Parchi ed alle riserve naturali del Nord Sardegna. Sue foto sono esposte all’Acquario di Genova. Usa un corredo Nikon con ottiche dal 16mm al 600mm f4 + moltiplicatori; vari accessori, e alcuni congegni elettronici in buona parte autocostruiti. 

Ha  curato, collaborando con il Comune di Sassari, la realizzazione grafica delle mostre: Rosello, Il Vestito della Festa (Sassari luglio-agosto 2001), e Platamona: Ricordi d'estate (Platamona-Sassari agosto-settembre 2002) dedicate, rispettivamente, alla Fontana del Rosello a Sassari, alle tradizioni dei Gremi sassaresi e della Discesa dei Candelieri ed alla spiaggia e pineta di Platamona. Opera principalmente in Sardegna e Corsica e il suo archivio spazia da soggetti terrestri, a marini e di acqua dolce. Le sue immagini sul Lago di Baratz, unico lago naturale della Sardegna, sono state esposte nella mostra fotografica Baratz, immagini da un lago, a Sassari presso il Palazzo Ducale nel settembre 1999. Sempre a Palazzo Ducale, a Sassari, nel luglio 2001 ha esposto la mostra Abba, dedicata all'acqua e alla vita attorno e all'interno di questo elemento. Nel mese di Agosto 2003 ha realizzato, sempre sotto il patrocinio del comune di Sassari, la mostra Platamona, storie d'acqua, d'aria e di terra dedicata ad uno dei siti naturalisticamente più interessanti della provincia di Sassari.Nel 2004 ha esposto a Palazzo Ducale, a Sassari la mostra: Stelle e Civette, una rassegna di immagini dedicate ai paesaggi ed agli animali della notte.

 

Il suo sito: www.antasfoto.net

 

 

 

 

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