anno II n°.12 febbraio 2008                                                                     

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copertina: Boot 2008

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TEMC-DE-OX: PICCOLI È BELLO

Mettete insieme due ingegneri, esperti di misura, un’amicizia, la passione per la subacquea e la voglia di fare qualcosa di diverso dalla quotidiana occupazione. Talvolta ci si trova nella Silicon Valley e salta fuori un personal computer. A casa nostra si sviluppa, invece, una linea di strumenti per l’analisi dei gas, utili soprattutto per la schiera degli officianti della nuova religione sbocciata nel cuore della subacquea: l’immersione tecnica.

Eugenio e Duilio, Mongelli il primo e Lagomarsini ’altro, hanno iniziato così: nel ’95, quando si era appena iniziato a parlare di nitrox, di miscele e di rebreather, Eugenio e Duilio lavoravano insieme in una grande Azienda che – guarda caso! – produceva strumenti di misura.

Entrambi amanti del mare e appassionati di subacquea, anche se in modo diverso. Eugenio più “arrabbiato”, aveva iniziato l’anno precedente a dedicarsi alla subacquea tecnica (per la cronaca: chi scrive l’ha avuto come – ottimo! – allievo per il terzo grado FIPS nel 1987 N.d.R) e, proprio nel ’95, il percorso di istruttore con le miscele.

Duilio più “tranquillo” come subacqueo ma, comunque, strettamente legato al mare.

Nasce così la “TEMC”, acronimo – peraltro discutibile – in linea con una mentalità da... ingegneri che significa “Technical Equipment Manifacturing Corporation”. Gli inizi del sodalizio prendono idealmente le mosse dalle prime esperienze “tecniche” dell’ingegner Mongelli che, appunto da bravo ingegnere, rileva subito la carenza di attrezzature dedicate a questa delicata branca.

Dai primi approcci della neonata società passa poi un anno dedicato alla progettazione sia dei primi prodotti sia delle macchine per i test e la produzione: nel ’96 vede la luce il primo analizzatore di ossigeno – collaudato, naturalmente, dall’ingegner Eugenio – peraltro, è digitale e fornisce anche altri parametri per l’immersione oltre ai valori dei gas, e la bontà del progetto è certificata dal fatto che è ancor oggi presente nel catalogo TEMC che conta attualmente oltre cinquanta referenze tra le quali una decina di strumenti che possono essere personalizzati in funzione delle esigenze particolari del cliente.

D’altra parte la filosofia aziendale della TEMC, nelle parole dell’ingegner Mongelli, è quella di seguire e fornire assistenza puntuale ai propri prodotti e, di conseguenza, ai clienti che li hanno scelti.

“La maggiore soddisfazione” prosegue Eugenio “la provi quando ti arriva un’e-mail, dopo quattro anni dall’acquisto, con la quale si limitano a chiederti la sostituzione del sensore di O2 certificando il funzionamento perfetto dello strumento fino a quel momento”, questo considerando che l’elettronica sott’acqua è ancora critica, se la strumentazione nella quale è impiegata non è realizzata più che bene.

Atra caratteristica che la TEMC vuole fornire ai propri prodotti è quella di mettere l’utilizzatore in condizione di intervenire personalmente e con semplicità sugli strumenti. E se tra i clienti soddisfatti della premiata ditta Lagomarsini&Mongelli si possono annoverare personaggi come Gigi Casati e un certo Jim Bowden che, dopo anni di frequentazione e di utilizzo, ancor oggi ad ogni visita nel nostro Paese include un incontro con la TEMC, anche questo qualcosa significherà...

D’altra parte un’Azienda che fa della tecnologia il proprio core business non può certo evitare di pensare al mondo come al proprio mercato, tant’è vero che il 60% dei contatti della TEMC provengono da internet: dalla Germania al Brasile, dal Sudafrica alla Francia, insomma, tutto il globo. E non bisogna dimenticare, tra gli affezionati clienti di questa piccola factory, anche i corpi dello stato: non sappiamo se sull’ultimissimo sottomarino “Todaro” siano presenti strumenti della TEMC, certo ce ne sono sulla Nave Anteo, sui cacciamine...

La fine della chiacchierata con l’ingegner Mongelli vede, tutti insieme, vari argomenti: i programmi futuri dell’Azienda che la vedranno impegnata nel campo dell’automazione dei processi di ricarica e nella produzione di elettronica dedicata ai “Reb” che, per inciso, ritiene siano il vero futuro della subacquea, senza dimenticare, usandoli, scrupolosità, attenzione, precisione. In fondo una delle prime cose che mi disse il mio primo istruttore, Franco May, suonava così: “sottacqua si muore nel 99% dei casi per colpa propria e nell’1% dei casi... bisognava stare più attenti!”.

... E anche Eugenio, ingegner Mongelli, prossimo papà, sottolinea sopra tutti il fattore sicurezza, e come potrebbe fare altrimenti, visto quello che fa?...

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