anno II n°.13 marzo 2008

 

 

RUBRICHE - EDITORIALE

 

FOTOGRAFI IN GIUGNO ALL'ELBA CON SOTTACQUA - SCOPRITE LE NUOVE INIZIATIVE DEL NOSTRO MENSILE! - FIRMATE IL MANIFESTO DELLA SUBACQUEA

 

 

copertina: monitoraggio

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La Passione e la Subacquea

Celebrato il primo compleanno, passato il nostro secondo EUDI – il primo con una casa “nostra”, uno stand nel quale accogliere gli amici e, perché no, riposarci dai chilometri percorsi –, mandato in archivio, gongolando, il premio che PELAGOS ha inteso attribuirci e del quale parleremo nel servizio dedicato alla Fiera romana, non ci resta che guardare avanti.

E bisogna dire che, da subito, la nostra navigazione si farà ricca e complessa già dai prossimi mesi. Delle quattro iniziative che stiamo costruendo e che partiranno o si concretizzeranno da qua a quest’estate ne parliamo diffusamente in altra parte del giornale, qui, però, voglio dedicare un po’ di spazio alla prima di queste iniziative e a quello che significa e che porta con sé.

Troverete nei servizi, dove si parla – appunto! – delle iniziative di SOTTACQUA un “manifesto” che è una dichiarazione di intenti e per il quale chiediamo le firme, e i commenti, di chi ne condivide i contenuti.

Il senso di questo documento, che è un po’ un appello per la rifondazione della subacquea, è quello di raccogliere nei prossimi dodici mesi il più alto numero di consensi per poi usarlo a supporto delle successive iniziative che avvieremo presso le istituzioni (sono già in cantiere) per cercare di porre un freno alla pletora di leggiucole e lacciuoli che ci stanno, pian piano, togliendo il mare e il piacere di viverlo.

Come abbiamo più volte sottolineato su queste pagine è bene essere numerosi e coesi per far sì che la nostra voce sia ascoltata: finché saremo divisi in una miriade di sigle, spesso l’un contro l’altra armate, la subacquea non sarà presa in considerazione.

Il nostro manifesto, nato dall’idea e dalla penna di Angelo Mojetta, parte dalla constatazione – da me assolutamente condivisa – che stanno scomparendo gli stimoli che hanno portato i “vecchi” come noi ad appassionarsi a questa attività.

Come mi capita di ripetere io sono stato coinvolto, a undici anni, da tre libri e da un film: Scendete sott’acqua con me di Duilio Marcante, Sub di Lino Pellegrini (di entrambi sfoggio con orgoglio le copie autografate!) e Uomini e pesci di Gianni Roghi, e il film fu il mitico Il mondo del silenzio di Cousteau, visto in una sera di fine estate ai giardini pubblici milanesi trasformati, per l’occasione, in cinema all’aperto.

Ecco, il problema, secondo me, sta nel fatto che la subacquea si sta trasformando in “fast dive”, così come nell’alimentazione è spuntato anni fa il “fast food”, da combattere con lo “slow dive-slow food” di una subacquea da “consumare” con minor superficialità, con maggiori consapevolezze, recuperando le nostre radici che contengono anche le migliori ragioni per cui è bello andare sott’acqua.

In questo senso ho deciso di dare il via da questo numero (che inizia ad operare una serie di piccole trasformazioni che dovrebbero – in un paio di mesi – portare SOTTACQUA a migliorarsi) a due nuove rubriche dedicate al mare “letto”: una, che si chiama “penne blu”, dedicata a chi scrive o ha scritto di mare, e la seconda chiamata “libridamare”, nome forse un po’ banale e già sentito ma perfettamente attagliato alla materia che, in definitiva, è la presentazione di quelle coraggiose Case Editrici che hanno deciso di dedicare la propria produzione al mondo blu.

Attenzione! Parlo di “libri del mare” quindi non solo e non necessariamente dedicati alla subacquea. Io ho avuto la fortuna di iniziare ad andare per mare, sopra e sotto, sulle derive e con gli – allora per me pesantissimi – bibombola, nello stesso anno, il ’69, a quattordici anni.

Nella mia vita ho continuato sia ad andare in barca – sono skipper iscritto alla “Gente di Mare” – sia ad andare sott’acqua, come istruttore o accompagnatore nel diving che, con Angela Macaluso, conducevamo a Ustica, o per puro divertimento.

E non ho mai capito perché quel sottile, impalpabile confine rappresentato dalla superficie acquea abbia sempre rappresentato un confine invalicabile tra i due mondi, il “sopra” e il “sotto”.

Subacquei “duri&puri” e velisti “duri&puri” appartengono a due compartimenti stagni, in genere, quando il mare che fa godere a tutti quegli spettacoli che conosciamo, è uno solo.

E, tutto sommato, e lo dice uno che ha la fortuna di vivere ambedue le situazioni, la tipologia, la qualità e la quantità delle emozioni che ci regalano i due mondi sono analoghe ed omologhe.

Parlando con Giovanni Soldini qualche giorno fa – uscirà il prossimo mese un intervista a lui dedicata – ho scoperto con piacere che, tempo permettendo, anche a lui piace andare sott’acqua, e spero che dopo il suo prossimo impegno con la Transat si riesca a fare un giro “sotto” insieme.

Ma anche Giovanni è abbastanza un personaggio irrituale e poco ortodosso, “politically incorrect”, insomma (e sono quelli che a noi di SOTTACQUA piacciono di più!!!...), e per il mare, aldilà delle parole che possono essere riportate in un’intervista, si avverte che nutre un profondo amore.

Per quel mare che, continuo a sottolinearlo, è metafora di libertà.

Ma, ricordiamolo, la libertà va conquistata e bisogna nutrirla per mantenerla…

 

                 Buon Blu, amici!

  

 
LE ULTIMISSIME

 

- ANCORAMARE PER LA VITA: Ferdinando Acerbi e il suo impegno per la medicina riabilitativa

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- I VIAGGI DI GIGI&CRI: presentati i nuovi componenti dell'equipaggio di SOTTACQUA

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IN QUESTO NUMERO

 

- con SOTTACQUA all'Elba e altre storie

- a Roma l'EUDI conta 16, anzi: XVI!

- una foto racconta: Leonardo Olmi