anno II n°.13 marzo 2008

 

 

RUBRICHE - GOCCE DI STORIA

 

FOTOGRAFI IN GIUGNO ALL'ELBA CON SOTTACQUA - SCOPRITE LE NUOVE INIZIATIVE DEL NOSTRO MENSILE! - FIRMATE IL MANIFESTO DELLA SUBACQUEA

 

 

copertina: monitoraggio

Cover Story

INDICE DEL MESE

 FIRMA IL MANIFESTO

 DELLA SUBACQUEA

  NUMERI PRECEDENTI

 SPECIALE DIVING

 SPECIALE T.O.

 RUBRICHE

l'Editoriale

Primo Piano

la Posta

News&Eventi

Diving's Marketing

Biologia

Mare&Natura

Tech Dive

Mondo Apnea

ArcheoSub

L'Avvocato sott'acqua

Guardia Costiera

Pelagos.tv

Mondo Barca

Gocce di Storia

FotoVideoSub

la Polemica

i Ristoranti del Mare

Ricette dal Mare

Link nel Blu

Libri del Blu

 I SERVIZI

Viaggi&Fatti dal Blu

la Foto del Mese

Penne Blu

Editoridamare

I viaggi di Gigi&Cri

 le VETRINE

Viaggiando nel Blu

Club - Diving - Didattiche

Shopping

  UTILITA'

Contatti - colophon

Come collaborare

Compro&Vendo

 

di Gaetano "Ninì" Cafiero

Il nome di questa rubrica lo abbiamo sottratto (con il suo consenso) a Faustolo Rambelli, presidente della Historical Diving Society – Italia, che lo aveva scelto come titolo del suo ultimo libro. Ma ci era assai piaciuto. Rende l’idea. E poi, francamente, lo avevamo pensato prima di vedere il libro omonimo.

ACCADEMICAMENTE

Un patrimonio di cultura del mare messo a repentaglio. Quel che ci è serve un mecenate, nemmeno tanto ricco…

Gli oltre cento documentari realizzati in tanti anni di collaborazione alla trasmissione "Geo and Geo" su Rai Tre, hanno fruttato ai fratelli Claudia e Leonardo Capodarte l’assegnazione del prestigioso Premio Tridente d'Oro da parte dell’Accademia Internazionale delle Scienze e Tecniche Subacquee di Ustica. Il riconoscimento - come recita la motivazione letta da Claudio Ripa nella sua veste di vice presidente dell'Accademia – è stato conferito ai due autori “per aver divulgato una nuova conoscenza, attraverso una vasta produzione di documentari realizzati in tutti i mari del mondo e distribuiti in moltissimi Paesi, sui misteriosi legami tra l'uomo e le creature del mare e per una serie di esperienze subacquee che infrangono i confini nel rapporto con le specie ritenute più pericolose”. Alcune delle sequenze più emozionanti dei loro documentari sono state proiettate durante la cerimonia di premiazione: incontri con squali, balene, murene giganti di dimensioni incredibili, delfini, tartarughe e cernie giganti.

Per la sezione scientifica, il Tridente d'Oro è stato assegnato al biologo marino Angel Luque Escalona (Spagna). Escalona ha sviluppato gli aspetti dell'immersione scientifica a livello universitario con una serie di importanti campagne. Lo studio delle specie dell'isola di Coco, nell'Oceano Pacifico, è uno dei suoi ultimi lavori. Escalona è docente all'Università Las Palmas delle Canarie, facoltà di Scienze del Mare, ed è titolare della Cattedra Unesco in Ambiente e Risorse Marine.

Il Tridente d’Oro per la tecnologia è andato al presidente della Comex Henri Germain Delauze (Francia). è il riconoscimento a un pioniere della tecnologia sottomarina. Ha fondato nel 1961 la Comex, una delle maggiori compagnie di lavori subacquei del mondo. È stato il primo uomo a effettuare lavori sub a 335 metri di profondità già nel 1968. È all'avanguardia nell'uso dei robot filoguidati e autonomi. Ha fondato società di ricerche degli antichi vascelli naufragati e ha scoperto il relitto del Republic con un carico d'oro di enorme valore. 

Se questa cerimonia si fosse svolta a Ustica, come nelle quarantotto volte precedenti, innanzi tutto sarebbe avvenuta nell’estate del 2007. Poi i premiati avrebbero dovuto essere presenti e avrebbero ricevuto un frammento semilavorato di roccia vulcanica dell’isola con incastonato un tridente stilizzato, in oro puro, del peso di 100 grammi. Il sindaco in carica avrebbe conferito loro la cittadinanza onoraria.

Invece no. I Premi Tridente d'Oro sono stati consegnati quest'anno per la prima volta a Roma, assenti Escalona e Delauze, soltanto a Claudia e Leonardo Capodarte, che hanno ricevuto una pergamena con la motivazione e un distintivo.

La manifestazione è stata presentata dal direttore della rivista “Mondo Sommerso”, Sabina Cupi, e ha avuto luogo nello spazio culturale dell'associazione Pelagos, rappresentata dal presidente Massimo Castellano.

Il presidente dell'Accademia, Raffaele Pallotta, ha illustrato le attività dell'organismo che accoglie tutti i Tridenti, mentre il direttore Lucio Messina, memoria storica della classica Rassegna Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee di Ustica, dove è nato il Tridente d'Oro, si è soffermato sul valore del Premio, conosciuto in tutto il mondo. L'Accademia Internazionale delle Scienze e Tecniche Subacquee è formata da biologi, oceanografi, archeologi, geologi, medici iperbarici, tecnologi, primatisti, inventori, speleologi, divulgatori che per il loro lavoro svolgono attività subacquea e che sono stati insigniti del Premio Tridente d'Oro istituito sin dal 1960.

L' Accademia, gotha del mondo sottomarino di tutti i continenti, organizza convegni scientifici, divulga le discipline subacquee, stampa i "Quaderni dell'Accademia" e attribuisce ogni anno i Premi Tridente d'Oro. Ha la sua sede storica a Ustica, la sede di presidenza a Napoli, la sede di direzione a Palermo e ha appena inaugurato una sede operativa a Roma presso la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee che affilia 116 Paesi.

Il presidente della Pelagos, Massimo Castellano, ha detto che la cerimonia del Premio Tridente d'Oro è stato l'evento più importante dell'imponente manifestazione nautica e subacquea della Fiera di Roma presa d'assalto da un pubblico numerosissimo.

Alla cerimonia hanno presenziato ventidue Tridenti d'Oro: il presidente Raffaele Pallotta, medico subacqueo e iperbarico, i due vice presidenti Francesco Cinelli, biologo e Claudio Ripa campione del mondo, il direttore Lucio Messina primo direttore della prima riserva marina ufficiale d'Italia, Ustica, lo scrittore Folco Quilici, il campione del mondo Massimo Scarpati, il tecnologo Faustolo Rambelli, i giornalisti Franco Capodarte, Gaetano Cafiero, il fotografo subacqueo Roberto Rinaldi, il docente di medicina del mare Giorgio Monaco, l'oceanografo Federico de Strobel, i documentaristi Pippo Cappellano e Paolo Notarbartolo di Sciara, lo speleosub Lamberto Ferri Ricchi, l'archeologo Sebastiano Tusa, il divulgatore Daniel Mercier, gli editori Stefano Gargiullo e Giulia D'Angelo, la fotosub Rosaria Gargiulo, i due neo-Tridenti Claudia e Leonardo Capodarte e il segretario Ciro Grillo.

La manifestazione è stata seguita da numerosi giornalisti e dalle telecamere del Tg1. Anche il Tg2 ha dedicato un servizio andato in onda il 3 marzo.

Nell'ambito della cerimonia, sono stati presentati tre volumi, opere di Tridenti d'Oro. Claudio Ripa ha presentato il libro di Folco Quilici “I miei Mari”, Franco Capodarte il libro di Gaetano Cafiero “Raffaele Pallotta d'Acquapendente-Il Cacciatore di Bolle”' e Stefano Navarrini l'opera prima di Massimo Scarpati “ss'Il Tempo di un'Apnea”. Anche la presentazione di libri durante la cerimonia dei Tridenti è stata un'altra novità di questa manifestazione che sta per celebrare i suoi cinquant'anni di vita insieme con la rivista “Mondo Sommerso” e la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee che affilia 116 Paesi.

***

Fin qui la cronaca. Anzi, il comunicato stampa emanato al termine della cerimonia romana. Ora un po’ di storia. Per rispettare il titolo di questa rubrica e perché si sta correndo il rischio che un pezzo importante della subacquea italiana vada a remengo. Devo prenderla però alla lontana.

L’isola di Ustica si era affrancata soltanto sul finire degli anni ’50 del Novecento dalla sua trista condizione di colonia penale per prigionieri di guerra (i libici del conflitto italo-turco del 1911, gli austriaci della Grande Guerra 1915-18, gli jugoslavi della seconda guerra mondiale) e per confinati per motivi politici (l’ultimo fu Antonio Gramsci). Si doveva farne una meta turistica, ora, mettendo a frutto le straordinarie bellezze naturali e il patrimonio archeologico dell’isola. E l’Ente Provinciale per il Turismo di Palermo si inventò la Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee.

Scrisse Lucio Messina nel Quaderno n. 20 dell’Accademia di Ustica (poi vediamo di che cosa si tratta) edito in occasione del quarantennale della Rassegna: “La ricerca dell'idea, nuova, originale, capace di resistere nel tempo; un'idea che doveva nascere con le caratteristiche dell’isola per vivere con essa; un'idea che esaltasse la bellezza e il fascìno di Ustica; il suo panorama, il suo mare, i suoi fondali.

Fu quasi obbligata la scelta per una manifestazione che interessasse i subacquei.

Questi cultori di una serie di interessi nascenti, questi esploratori che sl facevano di anno in anno più numerosi, tanto che nel 1959 compare per loro in edicola la prima rivista specializzata; Mondo Sommerso, mentre a Parigi si costituisce la Confédération Mondiale des Activités Subacquatiques.

L'isola si presentava come un vero paradiso per i subacquei. La trasparenza del suo mare limpido e cristallino grazie al suoi fondali rocciosi vulcanici e al ricambio continuo delle acque da mare aperto; l'habitat ideale per la flora e la fauna sottomarina mediterranea e quindi la presenza di svariate specie di pesci, stanziali e di passo; il complicato sistema di grotte e tane favorite dalla natura vulcanica dell'isola, e la presenza, intorno a Ustica, sia di secche come di fondali medio-alti

Non fu difficile parlare subito di Rassegna, e di Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee - manifestazione, cioè, che presentasse tutte te novità dei settore, che costituisse un punto di incontro, un appuntamento annuale per ritrovarsi scienziati e giornalisti, atleti e amatori, fotografi, cineasti, scrittori, inventori, industriali, eccetera eccetera che comunque avessero a che fare con il Sub. E già allora fu intuitivo e facile battezzare Ustica, Capitale dei Sub.”

Con la seconda edizione della Rassegna, nel 1960, fu istituito il Premio Tridente d’Oro. Ne furono insigniti Jacques-Yves Cousteau, Victor Aldo de Sanctis, Gianni Roghi, Folco Quilici, Raimondo Bucher, Claudio Ripa. Non era d’oro, il Tridente, era di metallo dorato, come sono persino le medaglie d’oro olimpiche.. Divenne d’oro a 750%° l’anno successivo: un tridente del peso di 100g incastonato in un frammento semilavorato di pietra lavica di Ustica. Qualche nome a casaccio dei premiati dal 1961 in avanti? Walt Disney per l’attività divulgativa, Luigi Ferraro, l’archeologo americano George F. Bass, l’astronauta Scott Carpenter, Hans Hass, Hannes Keller, il matematico svizzero che per primo sperimentò su se stesso gli effetti delle miscele respiratorie nell’immersione profonda, Goffredo Lombardo, creatore di “Mondo sommerso”, Enzo Maiorca, Jacques Mayol, Umberto Pelizzari, Jacques Piccard, Massimo Scarpati per citare soltanto le personalità note anche al di fuori del nostro ambiente. Tra i membri della “tribù delle rocce” ci sono scrittori, fotografi, cineasti, medici, archeologi, biologi. Tutti, nessuno escluso, praticanti l’attività subacquea. E tutti, nessuno escluso, come da regolamento, presenti a Ustica per ritirare il prestigioso riconoscimento che era considerato un vero e proprio Nobel del mare.

Il premio si arricchì del conferimento della cittadinanza onoraria di Ustica, tutti i “Tridenti” si costituirono in Accademia Internazionale delle Scienze e Tecniche Subacquee di Ustica, l’isola divenne – prima in Italia – Riserva Naturale Marina, i “Tridenti” si dettero da fare, ciascuno nel proprio ambito di competenza, e l’Accademia pubblicò una serie di “Quaderni”. Il numero 1, dell’aprile 1989, dedicato alla presentazione dell’Accademia e a un “contributo alla creazione della Riserva Naturale Marina Isola di Ustica”. Nel corso degli anni si pubblicavano (cito a caso) i quaderni “L’acquacoltura”, “Ustica per l’avventura subacquea e la scienza del mare”, “L’immagine per la ricerca e la conoscenza del mondo subacqueo”, “La ricerca scientifica subacquea”, “Le grotte sommerse di Capo Falconara, dello Scoglio del Medico e dei Gamberi nell’isola di Ustica”, “L’alimentazione che viene dal mare”, “La crisi del Mediterraneo in seguito alla fioritura di masse algali”, “Pesca, ambiente e alimentazione”, “Sversamento di idrocarburi e danni ambientali” e via così, ogni quaderno frutto del lavoro subacqueo di un singolo o di una équipe di “Tridenti”, tutti professori universitari o comunque esperti di chiara fama in quel campo specifico.

È vero che ad ogni Rassegna eravamo ospiti a Ustica e ci facevamo bellissime immersioni. Pagava Pantalone, nello specifico l’Ente Provinciale per il Turismo di Palermo (poi Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico) che forniva i mezzi di sostentamento anche all’Accademia, ma noi lavoravamo per Ustica e la facevamo conoscere a personalità di primissimo livello di tutto il mondo.

Insomma, un’isola felice. In ogni senso.

Poi la situazione è mutata, lentamente dapprima, in peggio. Gli Usticesi ormai non avevano più bisogno del sostegno istituzionale: la loro isola da “soggiorno obbligato” era diventata una delle perle più belle del turismo in Mediterraneo. All’ente pubblico che ci sosteneva si avvicendavano dirigenti (politici e “civili”) sempre più appassionati di montagna piuttosto che di mare. Finché, ai primi di questo 2008, si tiene un Consiglio Direttivo a Napoli in seguito al quale il direttore dell’Accademia, Lucio Messina (di fatto il creatore della Rassegna) ha inviato la lettera che segue: “ Ai sigg. Accademici: Lo scioglimento in Sicilia delle Aziende Autonome Provinciali per l’Incremento Turistico, succedute agli Enti Provinciali Turismo, che avevano dall’origine un rapporto di patrocinio e collaborazione con questa Accademia ha provocato la mancata organizzazione lo scorso anno della tradizionale Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, compresa l’annuale Tavola Rotonda ed il conferimento dei premi Tridente d’Oro 2007 già assegnati dall’Accademia al biologo spagnolo Angel Luque Escalona per la sezione Attività Scientifica ed ai fratelli Leonardo e Claudia Capoparte per la sezione Divulgativa.

Inoltre non è stato possibile in atto al presidente della disciolta Azienda garantire all’Accademia futura ospitalità alla sede di direzione e segreteria, archivi e magazzino né ulteriore finanziamento annuale.

Il Consiglio di Amministrazione dell’Accademia, riunito nella sede di Presidenza a Napoli il 29 gennaio scorso, per valutare la situazione verificatasi e individuare idonee soluzioni e programmi futuri, ha deliberato quanto segue: PREMI TRIDENTE 2007 la premiazione avrà luogo domenica 2 marzo 2008 alle ore 17 al Big Blu presso la fiera di Roma, ospiti di una manifestazione culturale organizzata dalla rivista Mondo Sommerso, alla quale si invitano tutti gli Accademici a intervenire.

SEDE Mantenere la sede storica nell’isola di Ustica in quanto “luogo di nascita” dell’Accademia e Comune di cui sono cittadini onorari tutti gli Accademici. Mantenere fin quando e come possibile a Palermo la sede di direzione e segreteria, archivi e magazzino.

Istituire a Roma una sede di rappresentanza e ufficio stampa, ospiti della CMAS al palazzo delle Federazioni – CONI – viale Tiziano, nominando quale responsabile Franco Capodarte. FINANZIAMENTO Al fine di mantenere una pur modesta disponibilità di fondi per spese di gestione, in attesa di reperire finanziamenti stabili per progetti specifici e attività, si è stabilito di aumentare la quota sociale annuale da €50 ad € 200 a partire dal 2008.

Si invitano pertanto tutti gli Accademici cui sta a cuore la sopravvivenza e il rilancio dell’Accademia e della sua attività nel segno della tradizione e per la realizzazione di nuovi progetti e nuovi programmi a volere partecipare attivamente contribuendo anche con proposte ed idee ed assicurando la propria presenza alla prossima Assemblea da tenersi al più presto in data e luogo da definire.”

Per farla breve: l’Accademia rischia di chiudere, la Rassegna di finire per sempre. Certo, la Rassegna il suo compito istituzionale lo ha esaurito da tempo, da quando gli Usticesi hanno preso a camminare con le loro gambe sulla strada che conduce al successo nell’impresa turistica. Ma nel frattempo si è sviluppata, è evoluta in un senso che ha apportato prestigio ulteriore a Ustica, considerata ormai in tutto il mondo uno straordinario laboratorio per ogni genere di ricerca scientifica in Mediterraneo. Perché tutto questo abbia un seguito, perché i padri fondatori possano trasmettere il testimone ai loro successori affinché la Rassegna, l’Accademia continuino nel tempo, servirebbe un mecenate – uno sponsor si dice oggi. Ma nemmeno tanto ricco. Con poco più di diecimila euro l’anno si può far tutto.

 
LE ULTIMISSIME

 

- ANCORAMARE PER LA VITA: Ferdinando Acerbi e il suo impegno per la medicina riabilitativa

vedi

 

- I VIAGGI DI GIGI&CRI: presentati i nuovi componenti dell'equipaggio di SOTTACQUA

vedi

 

 

IN QUESTO NUMERO

 

- con SOTTACQUA all'Elba e altre storie

- a Roma l'EUDI conta 16, anzi: XVI!

- una foto racconta: Leonardo Olmi