anno II n°.13 marzo 2008

 

 

RUBRICHE - I RISTORANTI DEL MARE

 

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DA NICOLÒ

L’isola di San Pietro ha vissuto una storia molto particolare: la sua popolazione discende da un gruppo di cittadini di Pegli che a metà del ‘500 si trasferirono a Tabarka, in Tunisia, per pescare il corallo. Dopo due secoli di permanenza africana il re Carlo Emanuele III, nel 1738, propose a questi coloni di trasferirsi sull’Isola, allora disabitata. Un nucleo accettò e fu così che il centro abitato venne dedicato al re colonizzatore: Carloforte deriva proprio dal nome del sovrano.

E la cucina carlofortina, più che dalla tradizione sarda deriva direttamente da un mix di sapori liguri e tabarchini. I ristoranti di Carloforte hanno pian piano iniziato a farsi conoscere e una vacanza sull’Isola non può certo prescindere da ripetute visite a quelli che sono ormai diventati regni dei gourmet.

Nella proposta gastronomica di San Pietro un posto di rilievo lo occupa “Da Nicolò”, locale “storico” in quanto gestito dalla stessa famiglia, la famiglia Pomata, ormai da tre generazioni.

Tutto iniziò quando il Nonno Luigi, agricoltore, ma con una forte passione per la cucina, decise di prendere in gestione il ristorante dell' Hotel Riviera, ristorante che è attualmente il loro fiore all'occhiello, ormai celebrato tra i primi ristoranti regionali.

Nicolò, riconoscibile per il fazzolettone da pirata in testa, ha trasmesso ai figli la passione per la ristorazione: cuoco che ha portato il ristorante al successo è ora presente anche in sala, affiancato da Antonello e il cugino Raffaele, entrambi sommelliers con importanti esperienze all' estero.

Nelle cucine, oltre al titolare, vive Giuseppe "Zeppino", componente della famiglia dal 1960, quando a soli 12 anni cominciò in cucina l' avventura con il nonno Luigi. Completano il gruppo Germana,la moglie di Luigi che la si può trovare mentre "gira" tra i tavoli, e Mamma "Pina" mentre smista alla cucina tutte le comande che arrivano dalla sala.

Ma la vera anima del ristorante resta sempre Nicolo, colui che dalle 7 del mattino è già in giro con la sua vespa a fare la spesa o a trattare con i vari fornitori che da anni collaborano con il ristorante: il pesce arriva dai pescatori locali, mentre il tonno, alimento base della cucina Carlofortina, si pesca direttamente nella Tonnara locale, una delle poche ancora esistenti nel mediterraneo. La pasta ed il pane sono fatti in casa.

Il locale presenta ambienti al coperto e all’aperto: costruito 260 anni fa, è situato in pieno centro storico, anticamente utilizzato come deposito di minerale fu in seguito adibito per la vendita della calce, poi come magazzino di pescatori ed infine come ristorante. Ristrutturato nel 1996 è, per certi aspetti, un vero testimone dell'evoluzione storica, culturale ed economica dell'Isola.

Volendo godere dei tavoli all’aperto, tradizionalmente il servizio qui inizia a maggio, nella stagione della pesca del tonno, si gode della visione del lungomare, in pieno centro.

La cucina carlofortina intreccia, come si è detto, tradizioni gastronomiche liguri, mediterranee e nord africane. L'influenza araba si avverte soprattutto nel cashcà, variante del cuscus a base di semola cotta a vapore e arricchita con verdure cotte a parte. A farla da padrone è comunque il tonno, che viene ancora oggi pescato nelle tonnare locali e consumato in tutte le varianti possibili. Con una procedura del tutto artigianale e secondo i dettami della antica tradizione i tonnarotti con le loro abili mani lavorano soprattutto le interiora del tonno per produrre la bottarga (uova salate), il musciamme (filetto), il cuore ed altre gustosissime parti del tonno.

Ancora oggi si preparano i maccaruin, maccheroni che un tempo venivano serviti come primo piatto nelle feste nuziali, lo stocafisso alla tabarkina, la cassolla, zuppa di vari tipi di pesce e crostacei in salsa ristretta, con olio, pomodoro, prezzemolo e aglio.

Da segnalare per la sua semplicità la cappunnadda, piatto povero utilizzato un tempo dai marinai durante le lunghe navigazioni, a base di gallette ammorbidite nell'acqua e condite con olio, aceto, pomodori e tunnin-a (tonno salato). Dalle influenze liguri viene la farinata, a base di farina di ceci, acqua e olio cotta al forno, degustabile nella maggior parte delle pizzerie locali. Fra i dolci tipici troviamo i panetti con i fichi, i giggeri e i canestrelli.

È proprio su questi antichi e semplici elementi che la Famiglia Pomata si è basata per costruire la propria arte culinaria, prendendo spunto dall'antica tradizione per arricchirla, elaborando nuovi piatti, soprattutto a base di pesce, che pur discostandosi in parte da quelli tradizionali, ne mantengono comunque gli antichi sapori.

Anche la cucina creativa rientra nei menu proposti da Nicolò grazie all'opera di Luigi, forse l' unico cuoco in Sardegna a fare esperienze importanti a livello internazionale passando dal Gallia di Milano al Gallia Gran Baita di Courmayeur, l' Osteria del Circo al Le Cinque 200 New York, Marco Pierre White a Londra, Antonio Ghilardi a Bergamo: queste esperienze hanno portato nuova vitalità alla cucina ed al ristorante dove oltre ai piatti tipici di Nicolò è anche possibile gustare la cucina più moderna alla Luigi Pomata.

 

Ristorante Da Nicolò

Corso Cavour, 32 - Via Dante, 46

Carloforte (CA)

tel. 0781 854048

www.danicolo.com

chiuso il lunedì

in inverno aperto solo su prenotazione

coperti: 70 (nelle tre sale)

prezzi: 25 euro menu turistico

carte di credito: tutte

 

 
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