MARSA
ALAM!
di
Leonardo Olmi
Eccomi finalmente su un
volo per la tanto decantata Marsa Alam, la nuova destinazione del Mar
Rosso per turisti in cerca di nuove avventure e subacquei in cerca di
nuovi reef e nuove emozioni. Basta con la solita Sharm e Hurghada, anch’io
ed il mio piccolo team di cinque sub equamente, si fa per dire, composto
da tre donne e da due uomini, ci siamo armati di macchine fotografiche e
videosub, abbiamo riempito i nostri borsoni con pochi vestiti, ma tante
maschere, mute, pinne e così via, e ci siamo fiondati nel mezzo del
deserto a sud dell’Egitto. Tutto ciò si è reso possibile grazie alla
disponibilità ed all’efficienza del “giovane” ma efficace tour operator
Phone&Go che da poco, ma con successo, si è inserito nel settore del
turismo subacqueo, essendo ormai già solidamente affermato nel turismo via
internet dell’era moderna.
Infatti,
usufruendo anche noi come ogni altro turista, del un pacchetto tutto
compreso composto dal volo charter Phone&Go marcato Eurofly e dal Tulip
Resort, sempre di proprietà Phone&Go, abbiamo trascorso una settimana
bellissima composta da una fantastica esplorazione dei fondali di Marsa
Alam e molto altro. Ad accoglierci abbiamo trovato le esperte guide della
Flash Tour che ci hanno consentito di esplorare l’incantevole cittadina di
El Quesir ed il deserto dell’Egitto meridionale, oltre a bellissime
spiagge deserte ancora incontaminate. Sott’acqua ci siamo invece affidati
all’esperienza di un diving tutto italiano e veramente professionale,
quella di Diving Ocean, che non a caso si trova proprio all’interno del
Tulip Resort.
Marsa Alam si trova circa
300 km a sud di Hurghada e la si raggiunge con un volo diretto da Milano
Malpensa in sole cinque ore. In realtà Marsa Alam non è altro che un
villaggio di pescatori, la città meglio organizzata, si fa per dire, è
quella di El Quesir con le sue moschee e i suoi mercati, che si trova a
metà strada tra Hurghada e Marsa Alam.
Qui
si respira ancora un aria tradizionale, volta a rispettare il culto della
religione musulmana ostentando un pò l’apertura al turismo. Occhio, ad
esempio, a non fotografare una donna che cammina per la strada, i marito
non lo gradirebbe molto. L’aeroporto è nuovo e ben organizzato, sembra di
vedere un po’ la vecchia Sharm di quindici anni fa. Infatti, si prevede
che anche qui, più o meno nello stesso lasso di tempo, si raggiungano gli
stessi risultati ottenuti a Sharm. Lentamente si stanno infatti
sviluppando i porti di Galeb, Naaba e Marsa Alam che accoglieranno centri
commerciali e alberghi di lusso, e saranno (anche se alcuni lo sono già
adesso) il punto di partenza e di arrivo per tutte le crociere subacquee
dirette ad esplorare i reef più belli della zona.
A parte l’aeroporto e la
città di El Quesir, tutt’intorno il deserto e la distesa blu infinita del
mare. Una sola strada dritta e vicina alla costa divide le montagne e le
dune di sabbia dalla barriera corallina che costeggia il Mar Rosso
meridionale. Ogni tanto qualche resort interrompe la monotonia del
paesaggio e qualche cartello blu con scritte bianche per metà scritto in
arabo e l’altra metà in latino, ci indica la nostra posizione in base alle
distanze da Hurghada o da Marsa Alam. Man mano che ci si avvicina verso
sud in direzione del confine con il Sudan aumentano le barriere ed i
controlli della polizia.
Proprio
a sud di Marsa Alam si trova uno dei luoghi più paradisiaci e meravigliosi
della zona, la spiaggia di Sharm El Luli. Qui, l’unico rumore è quello del
mare e gli unici colori sono quello oro della sabbia del deserto alle
nostre spalle e quello azzurro del mare di fronte ai nostri occhi. Non
durerà per molto, beato chi c’è stato e chi l’ha visto. Anche se il
governo sta controllando lo sviluppo turistico di tutta la fascia costiera
meridionale egiziana, qui come a Sharm e Hurghada, tra non molti anni
troveremo qualche resort e shopping mall che sovrasteranno la bellezza
incontaminata e selvaggia creata dalla natura.
Lo stesso si può dire per
la barriera corallina, ancora in gran parte inesplorata, che offre ai sub
la possibilità di visitare siti che fino ad oggi sono stati visitati
soltanto da pochi fortunati e che per la maggior parte sono ancora
inesplorati. Tra questi il tanto decantato Elphinstone Reef dove, oltre ad
un fondale colorato dalla presenza di numerosi alcionari, si possono fare
incontri con l’ambito Longimanus. Poi Abou Dabab dove si ha la possibilità
di incontrare il tanto tenero quanto raro Dugongo. E per concludere
Dolphin House dove risiede un’ampia colonia di bellissimi delfini.
Proprio riguardo a quest’ultimi la Diving Ocean ha lanciato per la prima
volta nel 2002 un allarme che portasse la coscienza comune a stipulare un
codice di comportamento da adottare nei confronti dei delfini a tutela
della loro salvaguardia. Nel Novembre del 2003 è stata finalmente e
giustamente regolamentata l’area con il posizionamento di alcune boe che
la circoscrivevano imponendo regole che vietavano le immersioni e
consentivano solo lo snorkeling ed un numero limitato di barche come
accesso giornaliero.
Agli esordi
dell’esplorazione subacquea della parte sud dell’Egitto si poteva fare
affidamento solo su lunghe crociere in barca che, partendo da molto più a
nord, costringevano il turista a molte ore di navigazione. Oppure, certi
siti subacquei erano raggiungibili solo via terra con diving di fortuna
allestiti sotto tende nel deserto ed alloggi assai scomodi.
Oggi,
invece, Marsa Alam con il suo aeroporto ed il suo numero limitato di
moderni resort ha raggiunto un giusto equilibrio tra comfort e natura, che
ci auguriamo rimanga così e non vada oltre. Una giusta combinazione viene
infatti fornita da quegli operatori, come Phone&Go, che forniscono dei
pacchetti completi, dal volo all’alloggio e le immersioni. Spesso i
resort, come appunto il Tulip, oltre ad essere dotati di camere con tutti
i comfort, dalla tv all’aria condizionata, piscine e spiagge, forniscono
anche servizio animazione ed adottano la formula all inclusive. Le
immersioni e le escursioni sono a parte, ma avere un diving all’interno
del resort è molto comodo e vantaggioso. Il Diving Ocean, ad esempio,
fornisce trasferimenti in pulmino direttamente dall’albergo alle sue tre
barche che essendo dislocate nei tre porti di Galeb, Naaba e Marsa Alam,
riescono a coprire ben 75 km di costa. Fatta eccezione per Elphistone
reef, dove Diving Ocean usa un gommone. Le barche usate dal diving sono
molto simili a quelle da crociera, dai 15 ai 25 metri di lunghezza, a due
o tre piani con sala interna dotata di aria condizionata e bagni con
doccia. A bordo vengono serviti snack e bevande gratuitamente. Ma cosa
desiderate di più?