anno II n°.13 marzo 2008

 

 

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MARSA ALAM!

 

di Leonardo Olmi

Eccomi finalmente su un volo per la tanto decantata Marsa Alam, la nuova destinazione del Mar Rosso per turisti in cerca di nuove avventure e subacquei in cerca di nuovi reef e nuove emozioni. Basta con la solita Sharm e Hurghada, anch’io ed il mio piccolo team di cinque sub equamente, si fa per dire, composto da tre donne e da due uomini, ci siamo armati di macchine fotografiche e videosub, abbiamo riempito i nostri borsoni con pochi vestiti, ma tante maschere, mute, pinne e così via,  e ci siamo fiondati nel mezzo del deserto a sud dell’Egitto. Tutto ciò si è reso possibile grazie alla disponibilità ed all’efficienza del “giovane” ma efficace tour operator Phone&Go che da poco, ma con successo, si è inserito nel settore del turismo subacqueo, essendo ormai già solidamente affermato nel turismo via internet dell’era moderna. Infatti, usufruendo anche noi come ogni altro turista, del un pacchetto tutto compreso composto dal volo charter Phone&Go  marcato Eurofly e dal Tulip Resort, sempre di proprietà Phone&Go, abbiamo trascorso una settimana bellissima composta da una fantastica esplorazione dei fondali di Marsa Alam e molto altro. Ad accoglierci abbiamo trovato le esperte guide della Flash Tour che ci hanno consentito di esplorare l’incantevole cittadina di El Quesir ed il deserto dell’Egitto meridionale, oltre a bellissime spiagge deserte ancora incontaminate. Sott’acqua ci siamo invece affidati all’esperienza di un diving tutto italiano e veramente professionale, quella di Diving Ocean, che non a caso si trova proprio all’interno del Tulip Resort.

Marsa Alam si trova circa 300 km a sud di Hurghada e la si raggiunge con un volo diretto da Milano Malpensa in sole cinque ore. In realtà Marsa Alam non è altro che un villaggio di pescatori, la città meglio organizzata, si fa per dire, è quella di El Quesir con le sue moschee e i suoi mercati, che si trova a metà strada tra Hurghada e Marsa Alam. Qui si respira ancora un aria tradizionale, volta a rispettare il culto della religione musulmana ostentando un pò l’apertura al turismo. Occhio, ad esempio, a non fotografare una donna che cammina per la strada, i marito non lo gradirebbe molto. L’aeroporto è nuovo e ben organizzato, sembra di vedere un po’ la vecchia Sharm di quindici anni fa. Infatti, si prevede che anche qui, più o meno nello stesso lasso di tempo, si raggiungano gli stessi risultati ottenuti a Sharm. Lentamente si stanno infatti sviluppando i porti di Galeb, Naaba e Marsa Alam che accoglieranno centri commerciali e alberghi di lusso, e saranno (anche se alcuni lo sono già adesso) il punto di partenza e di arrivo per tutte le crociere subacquee dirette ad esplorare i reef più belli della zona.

A parte l’aeroporto e la città di El Quesir, tutt’intorno il deserto e la distesa blu infinita del mare. Una sola strada dritta e vicina alla costa divide le montagne e le dune di sabbia dalla barriera corallina che costeggia il Mar Rosso meridionale. Ogni tanto qualche resort interrompe la monotonia del paesaggio e qualche cartello blu con scritte bianche per metà scritto in arabo e l’altra metà in latino, ci indica la nostra posizione in base alle distanze da Hurghada o da Marsa Alam. Man mano che ci si avvicina verso sud in direzione del confine con il Sudan aumentano le barriere ed i controlli della polizia. Proprio a sud di Marsa Alam si trova uno dei luoghi più paradisiaci e meravigliosi della zona, la spiaggia di Sharm El Luli. Qui, l’unico rumore è quello del mare e gli unici colori sono quello oro della sabbia del deserto alle nostre spalle e quello azzurro del mare di fronte ai nostri occhi. Non durerà per molto, beato chi c’è stato e chi l’ha visto. Anche se il governo sta controllando lo sviluppo turistico di tutta la fascia costiera meridionale egiziana, qui come a Sharm e Hurghada, tra non molti anni troveremo qualche resort e shopping mall che sovrasteranno la bellezza incontaminata e selvaggia creata dalla natura.

Lo stesso si può dire per la barriera corallina, ancora in gran parte inesplorata, che offre ai sub la possibilità di visitare siti che fino ad oggi sono stati visitati soltanto da pochi fortunati e che per la maggior parte sono ancora inesplorati. Tra questi il tanto decantato Elphinstone Reef dove, oltre ad un fondale colorato dalla presenza di numerosi alcionari, si possono fare incontri con l’ambito Longimanus. Poi Abou Dabab dove si ha la possibilità di incontrare il tanto tenero quanto raro Dugongo. E per concludere Dolphin House dove risiede un’ampia colonia di bellissimi delfini. Proprio riguardo a quest’ultimi la Diving Ocean ha lanciato per la prima volta nel 2002 un allarme che portasse la coscienza comune a stipulare un codice di comportamento da adottare nei confronti dei delfini a tutela della loro salvaguardia. Nel Novembre del 2003 è stata finalmente e giustamente regolamentata l’area con il posizionamento di alcune boe che la circoscrivevano imponendo regole che vietavano le immersioni e consentivano solo lo snorkeling ed un numero limitato di barche come accesso giornaliero.

Agli esordi dell’esplorazione subacquea della parte sud dell’Egitto si poteva fare affidamento solo su lunghe crociere in barca che, partendo da molto più a nord, costringevano il turista a molte ore di navigazione. Oppure, certi siti subacquei erano raggiungibili solo via terra con diving di fortuna allestiti sotto tende nel deserto ed alloggi assai scomodi. Oggi, invece, Marsa Alam con il suo aeroporto ed il suo numero limitato di moderni resort ha raggiunto un giusto equilibrio tra comfort e natura, che ci auguriamo rimanga così e non vada oltre. Una giusta combinazione viene infatti fornita da quegli operatori, come Phone&Go, che forniscono dei pacchetti completi, dal volo all’alloggio e le immersioni. Spesso i resort, come appunto il Tulip, oltre ad essere dotati di camere con tutti i comfort, dalla tv all’aria condizionata, piscine e spiagge, forniscono anche servizio animazione ed adottano la formula all inclusive. Le immersioni e le escursioni sono a parte, ma avere un diving all’interno del resort è molto comodo e vantaggioso. Il Diving Ocean, ad esempio, fornisce trasferimenti in pulmino direttamente dall’albergo alle sue tre barche che essendo dislocate nei tre porti di Galeb, Naaba e Marsa Alam, riescono a coprire ben 75 km di costa. Fatta eccezione per Elphistone reef, dove Diving Ocean usa un gommone. Le barche usate dal diving sono molto simili a quelle da crociera, dai 15 ai 25 metri di lunghezza, a due o tre piani con sala interna dotata di aria condizionata e bagni con doccia. A bordo vengono serviti snack e bevande gratuitamente. Ma cosa desiderate di più?

 
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IN QUESTO NUMERO

 

- con SOTTACQUA all'Elba e altre storie

- a Roma l'EUDI conta 16, anzi: XVI!

- una foto racconta: Leonardo Olmi