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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE Diving's Marketing I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
NUOVE TENDENZE NEL MARKETING (NUOVE…?)Il Web 2.0
Altro filone che sta “rivoluzionando” gli scenari di marketing è il Web 2.0, un nuovo modello e nuove tecnologie al servizio di un valore antico, un valore fondante del marketing: comunicare a due vie con i clienti, i partner, i concorrenti, con chiunque abbia o creda di avere qualcosa da dire o da chiedere su un certo dominio. Vuol dire non presumere di avere le risposte per tutte le domande; vuol dire rinunciare all’assunto che vi siano due parti contrapposte, chi concepisce, produce e distribuisce un prodotto/servizio e chi deve essere convinto a ritenerlo necessario e quindi a cercarlo, comprarlo, consumarlo…. Il Web 2.0 è una nuova visione di Internet che ha appena cominciato ad influenzare il vostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete. Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio registrato da Microsoft o Google, ma un un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e innovativo. Web 2.0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L'informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all'altro, spesso in modi che il produttore non aveva previsto o inteso. Questo paradigma del Web 2.0 permette agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi.
Non si tratta di derubare gli altri del loro lavoro per il proprio profitto. Anzi, il Web 2.0 è un prodotto open-source, che permette di condividere le informazioni sulle quali è stato creato Internet e rende i dati più diffusi. Questo permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra le informazioni precedenti. Web 2.0 lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata, modificata o remixata da chiunque per uno scopo preciso. Una volta che i dati hanno un'identità, la rete si sposta da un insieme di siti web ad una vera rete di siti in grado di interagire ed elaborare le informazioni collettivamente Tramite i siti potenziati con Ajax, gli utenti possono interagire con le informazioni nelle singole pagine come se stessero usando un'applicazione, abbandonando la vecchia metafora del web come percorso di navigazione sequenziale in mezzo a pagine statiche. Dion Hinchcliffe scrive nel suo Web Services Journal: E' molto importante il valore del web 2.0: - Potenzia la lunga coda (Long Tail). Amazon ed eBay hanno usato quest'idea per costruire società che valgono miliardi su miliardi. Ecco come. Web 2.0 fornisce sia il pubblico che i servizi. - Piccoli Pezzi, Slegati. Il monoblocco non esiste più. Non è agile. Quello che si è costruito non si può aggregare, non si può distribuire valore sostenibile, nè sopravvivere a lungo. - Self Service e Partecipazione. Incoraggiare questa visione permette di cogliere nuovi valori nelle vostre applicazioni di web 2.0 24 ore su 24. Esempi: tagging, ranking, trackback e reputazioni. - Decentralizzazione Radicale. Le singole fonti di funzioni sono singole fonti di fallimento ed oggi sono inaccettabili. Non forniscono nè la distribuzione nè il ritrovamento di contenuti di valore significativo. - Comportamento Emergente. Le funzioni del web 2.0 possono essere riutilizzate, remixate, aggregate, ricercate ed il valore che ne risulta può essere nuovamente reintegrato nella vostra applicazione.
Questo è il Web 2.0, interazione sociale realizzata grazie
alla tecnologia. Per fare chiarezza su concetti talvolta troppo astratti, facciamo l'esempio di un servizio già esistente di nome "Ringfo" che permette di verificare il costo e i giudizi del pubblico per un libro o un cd venduto su Amazon, semplicemente componendo un numero telefonico e digitando il codice ISBN. Ci risponderà una signorina virtuale, dandoci tutti i dettagli. Il servizio sfrutta la tecnologia e le informazioni residenti in Amazon e le ridistribuisce tramite il cellulare. Le principali tecnologie utilizzate sono le API di Amazon che comunicano tramite interfaccia dati XML con l’applicativo "Ringfo", che a sua volta utilizza lo standard VXML per dar vita alla signorina virtuale che risponde al telefono. Un altro esempio della natura multipiattaforma e relazionale del Web 2.0 è rappresentato da "HousingMaps", che sfrutta due distinte risorse, "Craigslist" e "Google Maps", per offrire un servizio di ricerca di annunci immobiliari sul territorio americano. La particolarità di questo servizio sta nel visualizzare gli annunci direttamente sulla cartina stradale o satellitare, permettendo di avere subito il dettaglio dell’immobile, con le foto e le informazioni collegate. Le mappe sono caricate sfruttando le API del servizio "Google Maps", mentre i dati relativi agli annunci sono estrapolati dal database di inserzioni "Craigslist". La "Craigslist" si può considerare a pieno titolo un'applicazione Web 2.0 in virtù del metodo di categorizzazione, non più basato sulle directory, ma sulla folksonomy (folks + taxonomy), un sistema di classificazione basato sulle parole (tag) scelte dagli utenti per descrivere un determinato argomento. In concreto, quando una persona vuole aggiungere un contenuto, non decide in quale categoria inserirlo, ma ne dà una o più parola chiave, utili a descriverlo per le future ricerche degli altri utenti. La ricerca avviene scorrendo liste incrociate di link, generate in base alle scelte e agli interventi dei singoli utenti. Le applicazioni più diffuse del Web 2.0 sono
• blog (vedi anche su del.icio.us), • wiki (vedi anche su del.icio.us), • podcasting (vedi anche su del.icio.us), • vodcast.
Tutte permettono la partecipazione nonché la diffusione di ciò che viene prodotto all’interno delle comunità interattive di fruitori/autori di contenuti. Le materie e gli argomenti trattati spaziano lungo tutti i campi del sapere, rendendo ogni informazione immediatamente visibile e rielaborabile per qualsiasi media. Può capitare che un articolo apparso su un quotidiano online sia commentato su un blog, per poi essere arricchito dall’aggiunta di contenuti audio e video, essere condiviso all’interno di una comunità, diventando a ogni passaggio sempre più approfondito e "popolare". Il fiore all'occhiello del Web 2.0 è senza dubbio il blog, vero e proprio luogo di incontro, discussione e condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video. L’elemento più innovativo di questo strumento/sito è la tecnologia RSS (Really Simple Syndication), grazie alla quale i contenuti dei feed RSS sono fruibili tramite appositi software che interpretano i file in linguaggio XML, rendendo visibili le informazioni ivi contenute senza bisogno di navigare il blog o il sito che li ha prodotti. E' anche possibile aggregare più feed, filtrandoli e rielaborandoli, per presentarli su un altro sito Web o su un servizio di news navigabile tramite il cellulare. La diffusione dell’informazione avviene anche tramite i podcast (file audio) e i vodcast (file video), leggibili da programmi dedicati allo stesso modo dei feed RSS. Scorrendo l'elenco delle soluzioni Web 2.0 troviamo i wiki, l’espressione più democratica della diffusione della conoscenza attraverso la tecnologia. La logica che muove e sviluppa i wiki è la partecipazione degli utenti a un obiettivo comune, come la realizzazione della più grande enciclopedia mondiale, la "Wikipedia", o la creazione di un glossario informatico, o di una knowledge base dedicata a un argomento specifico. Il metodo di lavoro è in questo caso l’elemento innovatore; chiunque può aggiungere o modificare il contenuto (testo, immagini e video) presente in un wiki. Ecco perché si può affermare che la partecipazione libera del singolo produce un bene culturale comune, fruibile da tutti gratuitamente. Non possiamo non menzionare i social network, o reti sociali, che consistono in gruppi di persone, con vincoli familiari e non, con passioni e interessi comuni, intenzionati a condividere pensieri e conoscenze. Si trovano online comunità di persone che condividono i link ai siti che ritengono interessanti, oppure alle proprie foto o video, come anche poesie, o anche resoconti di eventi cui hanno partecipato. Persone che hanno la capacità e la voglia di distribuire contenuti multimediali relativi ai propri interessi. Questi gruppi si rivelano spesso una preziosa fonte di informazioni e al contempo divulgatori specializzati in argomenti di nicchia. Come vedete, stiamo già ritrovando alcuni collegamenti con il tema del numero scorso: il networking si allarga, da alleanze tra operatori omologhi e/o complementari diventa “social”, includendo chiunque abbia qualcosa da dire o da chiedere, anche clienti attuali o potenziali, anche concorrenti, anche operatori da altri settori di cui ci era sfuggita la contiguità con il nostro mercato;… Si tratta di assumere che chiunque possa contribuire a questo nostro specifico e ristretto ‘mondo’, che il sapere subacqueo (o funzionale alla subacquea…) sia ricchissimo, più di quanto gli eterni “esperti” abbiano mai immaginato (o ammesso…), che questo sapere sia estremamente disperso e valga la pena di creare un ambiente, una cultura, dei canali e dei codici attraverso cui tale sapere si possa diffondere e diventare patrimonio comune. Nel prossimo numero, valuteremo in termini più specifici come il Web 2.0 potrebbe essere (im)piegato rispetto ai nostri “turpi” propositi di sviluppo del nostro mercato.
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