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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE L'Avvocato sott'acqua I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
LE RESPONSABILITÀ DEL DTS
Nei paesi anglosassoni lo chiamano Dive Travel Specialist, abbreviato DTS. E’ l’operatore turistico specializzato in viaggi per subacquei. All’estero la distinzione è più sfumata o non esiste, ma in Italia occorre distinguere tra chi esercita l’attività di Tour Operator, abbreviato TO, (organizzatore di viaggi) e chi esercita quella di Agenzia Di Viaggi, abbreviato ADV, (rivenditore di viaggi). A parte le differenze sul piano imprenditoriale ed economico, la distinzione ha grande rilevanza sul piano legale. Il TO infatti si obbliga verso il turista alla fornitura dei servizi previsti nel pacchetto turistico, quali trasporto, alloggio, vitto, transfers, servizi aggiuntivi e accessori, e, nel caso del DTS, quasi sempre anche le immersioni. A causa di una legge molto penalizzante per il TO, questi risponde quasi sempre non solo dei propri inadempimenti ma anche di quelli dei suoi fornitori, quali: vettori e trasportatori, alberghi e resorts, ristoranti, guide, e, nel caso del DTS, anche dei servizi del diving. Ovviamente la responsabilità, in questi casi, è del fornitore, ma sarà il TO a dover agire nei confronti di esso mentre il turista potrà rivalersi nei confronti del povero TO. Le possibilità del TO di sfuggire a questa rigorosa responsabilità sono limitate e difficili da dimostrare, e la migliore difesa è costituita, in primo luogo, da una buona assicurazione. Il TO, non vende, o non dovrebbe vendere, il pacchetto turistico da lui organizzato direttamente al turista, bensì all’ADV. E’ quest’ultima che lo vende al turista, e operando in pratica come mandatario senza rappresentanza del turista stesso fa acquistare al turista il pacchetto di un determinato TO con il quale il turista stesso, tramite l’ADV, stipula il contratto di viaggio con il quale il TO, non l’ADV, si obbliga a fornire al turista i servizi previsti nel pacchetto, e ne risponde. In questo caso, l’ADV, che riscuote una commissione da parte del TO, non assume alcuna responsabilità verso il turista relativamente alla fornitura dei servizi turistici. Le cose non sono però sempre così chiare. A volte l’ADV acquista lei il pacchetto dal TO, ad un prezzo da rivenditore, e lo vende poi direttamente al turista il quale, in questo caso, stipula il contratto di viaggio con l’ADV, che assume, in questo caso, le responsabilità del TO. Ma quali sono le responsabilità de TO (o dell’ADV che opera come TO), nel caso in cui tra i servizi previsti dal pacchetto siano comprese anche le immersioni presso un determinato diving o a bordo di una dive boat? Abbiano detto che il TO (intendendo con questo termine, per comodità espositiva, anche l’ADV che opera come TO) risponde degli inadempimenti dei suoi fornitori, perciò esso sarà soggetto a richieste risarcitorie da parte di quel turista, nella specie, subacqueo, al quale non saranno stati forniti da parte del diving quei servizi promessi dal pacchetto o lo siano stati con modalità difformi e inadeguate a quanto previsto. Disservizi relativi alle immersioni potranno dunque comportare il diritto del turista ad essere risarcito dei danni, con restituzione di tutta o parte della quota pagata e con i danni anche per la cosiddetta “vacanza rovinata”. Ma rischierà anche di dover rispondere, e ciò è più grave, nel caso in cui si verifichino incidenti di immersione, e doversi difendere da richieste risarcitorie che possono di gran lunga superare il prezzo del pacchetto, come nel caso di lesioni gravi o gravissime. Per convincere di ciò, va citato un caso tanto singolare quanto emblematico. Un DTS vende un pacchetto turisub che prevede immersioni su una barca da crociere subacquee in un paese estero. Un subacqueo acquista il pacchetto e il secondo giorno di crociera veste la bombola fornitagli dal personale di assistenza alle immersioni a bordo e si tuffa per la seconda immersione della giornata. Dopo due atti respiratori sviene e si adagia sul fondo a circa 15 metri. Viene prontamente recuperato e issato a bordo, in stato di incoscienza, semiannegato e in arresto cardiaco. Fortunatamente, anche per la presenza a bordo di altri subacquei esperti nelle tecniche di salvataggio e rianimazione, il subacqueo viene rianimato, ma la vicenda lascia danni fisici e psichici di un certo rilievo, e la vacanza deve essere interrotta con un rientro in Italia di emergenza. La responsabilità dell’evento viene individuata nell’inquinamento dell’aria nella bombola e quindi in una manifesta responsabilità del personale di assistenza a bordo, che si è occupava delle ricariche e della manutenzione del compressore. Ma il subacqueo, trascurando di dover svolgere complicate e costose azioni contro l’armatore della barca, in paese estero, cita in giudizio il TO presso cui ha acquistato la crociera subacquea …. e, nonostante le difese del TO e della sua compagnia di assicurazione vince la causa, ottenendo un importante risarcimento patrimoniale e non patrimoniale. Fortunatamente per il TO ha fatto fronte l’assicurazione. Più grave ancora, e più certa, senza possibilità di rivalsa, è la situazione in cui la barca per le crociere subacquee o il diving nel resort fossero addirittura gestite direttamente dal TO che ne possiede l’attività o l’esercizio, anche temporaneo. In conclusione, dunque, è consigliabile che il DTS (TO) il quale “vende” nel suo pacchetto turistico anche immersioni, a terra o in crociera, adotti verso il cliente tutte le precauzioni di carattere contrattuale che incombono anche ai diving e ai gestori di barche da crociere subacquee, per limitare il rischio di dover rispondere della stessa responsabilità di tali soggetti. Ed è di fondamentale importanza che la scelta dei fornitori di servizi subacquei ricada su centri land-based e su live-aboards gestiti da soggetti di provata serietà ed affidabilità.
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