anno II n°.15 maggio 2008

 

 

RUBRICHE - GOCCE DI STORIA

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

 

copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi

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di Gaetano "Ninì" Cafiero

Il nome di questa rubrica lo abbiamo sottratto (con il suo consenso) a Faustolo Rambelli, presidente della Historical Diving Society – Italia, che lo aveva scelto come titolo del suo ultimo libro. Ma ci era assai piaciuto. Rende l’idea. E poi, francamente, lo avevamo pensato prima di vedere il libro omonimo.

UN ANNO SENZA “IL BABBO”

foto di Ninì Cafiero e dal sito dell'SNSI

SNSI. Dove “N” sta per nitrox, che Umberto Pepoli fu il primo a introdurre in Italia quando ottenne per il nostro Paese la licenza della didattica americana di SCUBA School International. Fu sua l’intuizione che il futuro dell’immersione ricreativa avrebbe visto privilegiare l’aria arricchita di ossigeno, l’EAN, il Nitrox. Subito dopo aveva cominciato a diffondersi l’uso del rebreather, l’autorespiratore a circuito chiuso o semichiuso. E SNSI si era fatta trovare pronta, con una sua risposta originale alle richieste del mercato: Space 40, (una macchina, si dice in gergo) semplice, meccanico e non elettronico, che presenta tutte le caratteristiche per essere l’autorespiratore amatoriale del futuro.

Umberto, “il Babbo”, non c’è più da un anno esatto. Se l’è portato via il 1 Maggio 2007 “la” brutta malattia, rivelatasi senza speranza nel momento stesso in cui fu diagnosticata.

Disperse le sue ceneri in mare, nelle acque dell’oceano Indiano che bagna il Kenya, i suoi sodali, i suoi soci, i suoi amici, pensarono di onorarlo e di ricordarlo collocando una targa candida su una parete sommersa verde nel mare di Capraia Isola (si dice proprio così, non isola di Capraia, chissà perché, non lo sanno nemmeno quelli del posto e se chiedi come mai ti rispondono che non ci hanno mai fatto caso): “Il Capraia Diving e tutti gli amici salutano riconoscenti il Babbo”, c’è scritto; e accanto alla scritta una mano col dito medio teso nel gesto irriverente, come se Umby, di fatto, avesse lui fottuto la morte.

Così quest’anno che il 1 Maggio cadeva di giovedì s’è pensato – noi, eredi spirituali e materiali dell’Umberto – di ricordarlo. E lo abbiamo fatto con i tappi. Turaccioli da bottiglia di vino, con su scritto “Ciao Umby”, rilasciati al cospetto della targa in un brindisi surreale che schizzavano verso la superficie a velocità incontrollabile.

E s’è pensato di onorarlo nel miglior modo possibile per onorare davvero il Babbo, portando avanti la filosofia del rebreather, alla diffusione del quale Umberto aveva dedicato fino all’ultimo giorno della sua vita.

E così a Walter Mariani ha trascorso i quattro giorni del lungo “ponte” del 1 Maggio a insegnare come si insegna Space 40, avendo come allievi gli istruttori Alberto Vialetto, Oscar Gasparini e Gino Celi; e Gianni Neto a insegnare come si insegna fotografia digitale alle due neotrainer Annalisa Mainolfi e Francesca Miccoli, (di rara bellezza, persino quando si sposta a cavallo di un’imponente Harley-Davidson: d’altra parte vive a Roma ma è livornese) sub ereditaria: dal nonno Giancarlo Ricci, psichiatra tra le altre cose, nello staff medico di Jacques Mayol, e dal babbo arpionatore (in apnea) di cernie fuori misura.

I tre del Capraia Diving Service, Fabio Mazzei, Franco Di Meglio e Alberto arsili ce l’hanno messa tutta affinché ogni cosa andasse per il verso giusto. E ovviamente ci sono riusciti.

 

ninicafiero@sottacqua.info

 
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IN QUESTO NUMERO

 

- la nuova frontiera del turismo: la PAPUA NUOVA GUINEA

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la storia del turismo subacqueo

- una foto racconta: Alberto Muro Pelliconi