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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE Gocce di Storia I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
di Gaetano "Ninì" Cafiero Il nome di questa rubrica lo abbiamo sottratto (con il suo consenso) a Faustolo Rambelli, presidente della Historical Diving Society – Italia, che lo aveva scelto come titolo del suo ultimo libro. Ma ci era assai piaciuto. Rende l’idea. E poi, francamente, lo avevamo pensato prima di vedere il libro omonimo. UN ANNO SENZA “IL BABBO” foto di Ninì Cafiero e dal sito dell'SNSI
SNSI. Dove “N” sta per
nitrox, che Umberto Pepoli fu il primo a introdurre in Italia quando
ottenne per il nostro Paese
la licenza della didattica americana di SCUBA School International. Fu sua
l’intuizione che il futuro dell’immersione ricreativa avrebbe visto
privilegiare l’aria arricchita di ossigeno, l’EAN, il Nitrox. Subito dopo
aveva cominciato a diffondersi l’uso del rebreather, l’autorespiratore a
circuito chiuso o semichiuso. E SNSI si era fatta trovare pronta, con una
sua risposta originale alle richieste del mercato: Space 40, (una
macchina, si dice in gergo) semplice, meccanico e non elettronico,
Umberto, “il Babbo”, non c’è più da un anno esatto. Se l’è portato via il 1 Maggio 2007 “la” brutta malattia, rivelatasi senza speranza nel momento stesso in cui fu diagnosticata.
Disperse le sue ceneri in
mare, nelle acque dell’oceano Indiano che bagna il Kenya, i suoi sodali, i
suoi soci, i suoi amici, pensarono di onorarlo e di ricordarlo collocando
una targa candida su una parete sommersa verde nel mare di Capraia Isola
(si dice proprio così, non isola di Capraia, chissà perché, non lo sanno
nemmeno quelli del posto e se chiedi come mai ti rispondono che non ci
hanno mai fatto caso): Così quest’anno che il 1 Maggio cadeva di giovedì s’è pensato – noi, eredi spirituali e materiali dell’Umberto – di ricordarlo. E lo abbiamo fatto con i tappi. Turaccioli da bottiglia di vino, con su scritto “Ciao Umby”, rilasciati al cospetto della targa in un brindisi surreale che schizzavano verso la superficie a velocità incontrollabile.
E così a Walter Mariani
ha trascorso i quattro giorni del lungo “ponte” del 1 Maggio a insegnare
come si insegna Space 40, avendo come allievi gli istruttori Alberto
Vialetto, Oscar Gasparini e Gino Celi; e Gianni Neto a insegnare come si
insegna fotografia digitale alle due neotrainer Annalisa Mainolfi e
Francesca Miccoli, (di rara bellezza, persino quando
I tre del Capraia Diving Service, Fabio Mazzei, Franco Di Meglio e Alberto arsili ce l’hanno messa tutta affinché ogni cosa andasse per il verso giusto. E ovviamente ci sono riusciti.
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