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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE FotoVideoSub I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
CONOSCERE LA MACCHINA FOTOGRAFICA: L'ESPOSIZIONE Il nostro occhio è uno strumento splendido che si adatta in modo quasi perfetto ad ogni condizione di luce e questo ci crea qualche problema nel capire quanta luce c'è effettivamente nell'ambiente che ci circonda, per riuscire a misurare la quantità di luce abbiamo a disposizione l'esposimetro che può essere incorporato nella macchina fotografica oppure esterno ad essa. Nell'uso subacqueo l'esposimetro esterno veniva usato all'epoca della Nikonos 3 che non incorporava questo strumento, oggi tutte le macchine fotografiche hanno l'esposimetro interno; questo tipo di esposimetro legge la luce riflessa dal soggetto che stiamo inquadrando perciò a volte potrebbe sbagliare, soprattutto quando il nostro soggetto è molto chiaro o molto scuro, quando si scattava a pellicola in genere si applicavano delle correzioni ex ante per avere una foto corretta oggi con le digitali semplicemente possiamo ripetere lo scatto, naturalmente se il nostro soggetto sta fermo perché se è in movimento deve essere buona la prima. Per ottenere una corretta esposizione dobbiamo controllare le quantità di luce che arriva al nostro sensore e per quanto tempo in base alla sensibilità scelta; per controllare la quantità di luce usiamo il diaframma mentre per controllare per quanto tempo il sensore resta esposto alla luce usiamo i tempi di scatto.
Il diaframma
è posizionato
all'interno
dell'obiettivo ed è formato da una serie di lamelle che creano un foro,
più lamelle ci
sono più il foto risulta perfettamente circolare
(senza angoli); più è
grande il foro più luce passa più è piccolo meno luce passa, per
selezionare la dimensione in base alle macchine fotografiche possiamo
agire o
Una numerazione standard di diaframma più essere la seguente: 2,8 – 4 – 5,6 – 8 – 11 – 16 – 22 – 32, quando si scrive il diaframma si usa sempre la lettera “f” davanti al numero. Il numero più piccolo (2,8) corrisponde al foro più grande mentre il numero più grande (32) corrisponde al foro più piccolo, ossia con f2,8 faccio entrare molta luce verso il sensore, con f32 faccio entrare poca luce. Ad ogni spostamento in avanti del diaframma dimezzo la quantità di luce che arriva al sensore, se chiudo il diaframma da f5,6 a f8 faccio entrare la metà della luce. Il diaframma non ci condiziona solo la quantità di luce ma anche la profondità di campo, ossia la zona che noi vediamo a fuoco davanti e dietro al nostro soggetto. Tempo:
L'otturatore della
macchina fotografica è quello strumento su cui possiamo agire per
impostare
Gli otturatori sulle
digitali sono di due tipi, quello a tendina classico che troviamo nelle
reflex ed è composto da una serie di lamelle che si aprono e chiudono
davanti al sensore bloccando completamente la luce, oppure elettronico
come quello
presente nelle
compatte:
La scala dei tempi può essere molto vasta, ne prendo un piccolo esempio: 1/15 – 1/30 – 1/60 – 1/125 – 1/250 – 1/500 – 1/1000 Ad ogni passaggio dimezzo il tempo di esposizione alla luce del sensore, in pratica se passo da 1/60 a 1/125 dimezzo il tempo di esposizione alla luce facendo arrivare una quantità totale di luce minore. Dobbiamo ricordarci che il tempo è sempre una frazione di secondo (in caso di uso dei secondi esce il simbolo dei secondi) perciò più è grande il numero più il tempo di scatto è veloce. Il tempo ci serve per congelare il movimento se si usa un tempo corto (es. 1/1000) oppure avere una foto mossa se si usa un tempo breve (es. 1/15). Un tempo abbastanza veloce ci serve anche per evitare che il nostri movimenti siano causa di una fotografia mossa. La sensibilità del sensore: La sensibilità del sensore (ISO) ci da un altro parametro su cui agire in quanto possiamo rendere il nostro sensore più sensibile alla luce, però all'aumentare della sensibilità aumenta anche il rumore elettrico creando una sorta di grana che rende l'immagine meno dettagliata. Se prendiamo ad esempio una scala di sensibilità ISO: 100 – 200 – 400 – 800 – 1600 – 3200 Notiamo subito che i numeri raddoppiano, infatti se passiamo da 100 a 200 ISO rendiamo il nostro sensore il doppio più sensibile alla luce.
Dopo aver visto questi tre elementi in modo separato ora andiamo a capire come interagiscono: per ottenere una corretta esposizione si deve far arrivare la giusta quantità di luce per il giusto tempo, ossia dobbiamo impostare un tempo e un diaframma che ci permette di far arrivare la giusta quantità di luce al sensore (per ora diamo per fissa la sensibilità ISO). Per capire qual'è questa coppia usiamo l'esposimetro, se lavoriamo con la macchina in Manuale possiamo trovare una prima coppia tempo-diaframma (ossia trovata la quantità di luce totale che ci serve) per poi variarla in base alle nostre preferenze di profondità di campo o di congelamento del soggetto; questo come si fa, sapendo che se apro il diaframma di 1 valore (in gergo 1 stop) dovrò controbilanciare usando un tempo più lungo o più corto. Per es.: Trovata una coppia tempo-diaframma: 1/60 f8, posso ottenere varie varianti pur ottenendo sempre una foto correttamente esposta: se voglio un tempo più veloce posso impostare 1/250, visto che ho diminuito il tempo di esposizione di quattro volte (2 stop) dovrò quadruplicare la quantità di luce portando il mio diaframma da f8 a f4. Oppure se voglio avere molta profondità di campo passo da f8 a f22, ossia chiudo il diaframma di 3 stop, per controbilanciare dovrò usare un tempo di 3 stop più lento ovvero passerò da 1/60 a 1/15. Naturalmente rendendo il sensore più sensibile alla luce, passando da 100 ISO a 200 ISO e partendo dalla coppia tempo-diaframma 1/60 f8, potrò o chiudere il diaframma di 1 stop (1/60 f11) oppure usare un tempo più veloce di 1 stop (1/125 f8). Una volta gli esposimetri delle macchine fotografiche erano solo manuali, si doveva impostare sia il tempo che il diaframma a mano, da quando sono stati inseriti gli esposimetri i costruttori hanno inserito degli automatismi, oltre a quelli tipo: foto sportiva, ritratto, foto notturna ecc..; c'è ne sono alcuni che sono utili come per esempio la priorità dei diaframma, simboleggiata di solito con A o Av, in cui possiamo impostare il diaframma e l'esposimetro pensa ad impostare il tempo corretto oppure la priorità dei tempi, simboleggiata di solito con S o Tv, in cui impostiamo il tempo di scatto e l'esposimetro imposta il diaframma necessario per avere una corretta esposizione. Trovo che per la fotografia subacquea, essendo in un ambiente molto diverso da quello “terrestre” sia bene limitare gli automatismi lavorando in manuale o al massimo in priorità dei diaframmi, soprattutto quando si lavora in luce mista, argomento che vedremo più avanti.
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