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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
di Paolo Bastoni Un intenso amarcord viareggino sui percorsi del turismo subacqueo italiano in occasione dell’11° Convegno dall’HDS.
È perlomeno inconsueto provare un’emozione così intensa che ti toglie la parola e ti fa sgorgare qualche lacrima indesiderata parlando di villaggi tropicali, crociere e splendide immersione su reef lontani.
Non lo è stato né per Giancarlo Bartoli
che raccontava né per il pubblico che ascoltava il ricordo dell’ex
palombaro riguardo ai tempi – ormai non più vicini, purtroppo – del
mitico Club Vacanze, “quello vero”, come Quello dell’Approdo di Ulisse, aggiungo io, e del Fathul Bari, antesignana spartana (ma non per l’epoca) delle attuali imbarcazioni che solcano le acque maldiviane conducendo su punti di immersione ormai entrati nei portolani dei subacquei di tutto il mondo: Felidhoo, Rihiveli, Fottheyo, Dhiggiri, ma, soprattutto, quello di Maria Grazia Benati, la lungimirante creatrice di un “ClubMed” all’italiana nel quale ha inserito il valore aggiunto della spontaneità e della spensieratezza italiana.
Ogni anno l’HDS Italia attribuisce l’”HDS
ITALIA AWARD” a personaggi che si sono distinti nell’ambito del tema
trattato in quella edizione. Senza nulla togliere ad Andrea Ghisotti,
l’altro premiato nella giornata di sabato, il ricordo di Maria Grazia e
di quello che ha fatto – per il mondo del turismo in generale e in
particolare per quello della subacquea italiana in particolare – ha
senz’altro rappresentato un potente viaggio nelle memorie condivise di
chi ha frequentato i suoi villaggi, vi ha fatto da istruttore o da
accompagnatore, vi si è recato in vacanza,
In tanti si sono alternati a parlare del modo di viaggiare di ieri, ognuno per i proprio settore di interesse, dal lavoro del fotografo e giornalista che Danilo Cedrone ha perfettamente rappresentato mostrando una serie di immagini tratte dal Mondo Sommerso di quegli anni, alle iniziative in ambito scientifico descritte da Federico de Strobel, da un riassunto globale della storia del turismo subacqueo descritta da Ninì Cafiero, “Wikipedia” della subacquea italiana. Si sono succeduti interventi di grandi viaggiatori come Folco Quilici, lo stesso Andrea Ghisotti, Francesco Cinelli con siparietti estemporanei di Alessandro “Bubi” Olschki – di Giancarlo Bartoli si è già detto – di Aldo Guerzoni...
Ma si è passati anche al presente con il
direttore – pardon! la direttrice – di Mondo Sommerso, Sabina Cupi, che
presentava il fenomeno turistico visto dalla parte dell’editore moderno,
e di Maria Pia Pezzali che ha raccontato quali sono i problemi e i temi
che
Il suo non è stato l’ultimo intervento,
ma qui l’abbiamo volutamente lasciato alla fine per evidenziarne
maggiormente la figura, il “nostro” Angelo Mojetta ha proposto uno degli
interventi più brillanti e interessanti dedicato ad un’analisi tra le
più complicate da dibattere in un mondo nel quale sembra non ci sia più
nulla da scoprire: le nuove mete subacquee.
Ospiti impeccabili i soci della Fondazione Artiglio Europa nella sede del Museo della Marineria di Viareggio, e proprio di marineria è bene parlare anche con la dimostrazione che due palombari professionisti viareggini, i fratelli Simoni, hanno dato nelle certo non limpide acque del canale antistante la sede del museo. Ancora una volta questo antico “vestito” di chi per primo è sceso sott’acqua due secoli fa ha dimostrato il suo fascino attirando un pubblico eterogeneo che non si è perso uno spettacolo certo oggi inconsueto. Come si è detto una giornata all’insegna dell’amarcord, ma anche senz’altro interessante per confrontare due epoche che, pur se non insormontabilmente distanti tra loro presentano un solco netto tra due modi di concepire il turismo, il viaggio e, dal punto di vista dei professionisti, il modo di raccontarlo, il viaggio e l’esperienza subacquea ad esso legata.
Conferiti
i prestigiosi premi ad Andrea Ghisotti
e alla memoria di Maria Grazia,
premio ritirato dalla
sorella Marta,
Ma, in fondo, anche questa metafora possiede il fascino del vero viaggiatore: ignorare la prossima meta e i passi necessari a raggiungerla ma irresistibilmente attratti verso di essa, con la compagnia degli amici che ci accompagneranno per un pezzo di strada o fino in fondo. Perché, del viaggio, è bello anche condividerne il ricordo. O l’amarcord.
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