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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: PAPUA NUOVA GUINEA di A.M.Pelliconi INDICE DEL MESE RUBRICHE I SERVIZI le VETRINE UTILITA' |
di Angelo Mojetta e Paolo Bastoni
(clicca sulle immagini bordate in rosso per ingrandirle) Caro Paolo, la disavventura di Antonio non è rara. A me e proprio in questi giorni è capitata una cosa simile. Mi sono ritrovato con un mio libro sulla pesca in mare interamente copiato nella parte dedicata alla biologia dei pesci e quando intendo copiato non è tanto per dire. Una fotocopia non sarebbe stata altrettanto perfetta. Per fortuna hanno eliminato la parte dedicata alle tecniche di pesca, ma questo solo perché si tratta di un sito dedicato agli animali, categoria nella quale ricadono anche i pesci. Anche questa non è una frase tanto per dire perché su quel sito ci sono delle perle zoologiche e biologiche che mi fanno capire che solo copiando avrebbero potuto mettere insieme informazioni decenti. Quando l'ho scoperto ho scritto loro, si poteva, ma non ho ancora avuto risposta. Sono passate solo 48 ore e forse non guardano la posta tutti i giorni. In compenso ho avvisato la Mondadori che ha passato la segnalazione al suo ufficio legale. Servirà? Mi auguro di sì.
Tutto questo non fa che
ribadire quanto hai scritto e cioè che i portali molto spesso sono fatti
da ladri di idee, immagini e testi con in più l'aggravante di quella
che a Milano chiamano "faccia di tolla". Questa sera ho visto Striscia la notizia. Parlavano di un sistema per depurare l'acqua che veniva venduto tramite fantasmagoriche prove sull'acqua del rubinetto e potabile. Se fossi stato l'Assessore alla Sanità di quella città o il responsabile dell'acquedotto sarei già andato da un avvocato con una denuncia per danni, procurato allarme, diffamazione ecc. sicuro di vincere a mani basse. Una causa così in America ti metterebbe a posto per la vita dal punto di vista finanziario. Ma non siamo in America. Perché ho citato questo caso? Perché da noi è possibile rubare e avere buone probabilità di farla franca soprattutto in questo caso e se non si ruba a grandi scrittori (forse). Però siccome i proverbi sono la saggezza dei popoli, ecco che quello che recita "il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi" dimostra ancora la sua validità.
Infine, mi spiace per gli
sponsor e quelli che fanno pubblicità
Angelo Mojetta
Caro Angelo, che dire di fronte a fatti come questo? Qui non si sventola nemmeno la bandiera libertaria dell’”abbasso il copyrigting”, no, qui il diritto d’autore è proclamato a lettere cubitali con tanto di intimidazioni legali. Peccato che si tratti di un furto. Mi si dirà “beh, ma le caratteristiche di un pesce sono quelle, e allora se le ho scritte io o un altro cosa cambia?”. Se davvero l’obiezione fosse questa allora, come minimo, si potrebbe chiedere ragione di quella dichiarazione di diritti in home page, che non avrebbe senso. Inoltre cambia anche per il linguaggio adottato, che qualifica un Autore rispetto ad un altro. Per non parlare delle operazioni di ricerca e di selezione, la correzione dei testi, la loro organizzazione, insomma, la creazione di un libro che fa il successo di una pubblicazione e l’insuccesso di un’altra. Qui basta un semplice OCR per la trasduzione di immagini in testo e voilà, il gioco è fatto. Ma anche se l’autore della nefandezza avesse fatto opera di amanuense ricopiando tutto in bella calligrafia la sostanza non cambierebbe (sarebbe solo più stupido. L’amanuense). Angelo fa anche un discorso giusto, anche se delicato perché porta, come conseguenza, a generalizzare, quello dei “portali”. Il discorso è delicato perché una presa di posizione potrebbe far sembrare che noi siamo contro questo tipo di presenza sul web, mentre non è assolutamente così. Prima di iniziare il discorso è doverosa una premessa: io personalmente sono iscritto a due-tre di questi portali nei quali l’attività precipua è quella del forum. Il portale di subacquea, secondo me, dovrebbe avere come attività fondamentale quella del club virtuale, un luogo dove ci si ritrova per scambiare opinioni, raccontarci un po' di quel che ci capita, discettare sul miglior erogatore o programmare la prossima immersione. Punto. Questo non per tarpare le ali a chi vorrebbe qualcosa di più, ma semplicemente perché non c’è controllo, chiunque può dichiararsi il più competente medico iperbarico della faccia della terra e sparare sentenze che possono influenzare pericolosamente i lettori mentre lo scrivente, in realtà, è soltanto un ......... (metteteci voi qualunque professione o attività vi venga in mente che non ci metta nei guai con i vari gruppi professionali). Mi è capitato di leggere in alcuni forum le più colossali str.....zate che si possano immaginare, e da queste svilupparsi dei “topic” nei quali si dibattevano furiosamente le varie opinioni. Come subacqueo di lungo corso – non ho mai avuto un log book ma, spannometricamente, credo di aver superato tranquillamente le fatidiche 5000 immersioni in carriera effettuate in tutte le condizioni, dalle fogne milanesi ai più limpidi mari tropicali, e quindi credo di aver qualcosa da esternare su questi argomenti – avrei potuto intervenire nelle discussioni, ma proprio perché in questi contesti l’opinione dell’uno vale quella dell’altro mi sono sempre astenuto: i miei interventi li riservo alle sedi appropriate e scientificamente attendibili e autorevoli, così come fa chiunque abbia da dire davvero qualcosa.
Così fai bene a parlare della dignità che
abbiamo noi di SOTTACQUA e del fatto che non intendiamo svenderla. Non è
per spocchia o per snobismo, ma viene dalla consapevolezza che abbiamo
dedicato la nostra vita al mestiere che preferiamo e a questo abbiamo
dedicato risorse di tempo, denaro studio e pratica.
E, d’altra parte, a ben pensarci il fatto che qualche cialtrone rubacchi – non sapendo fare di meglio – dal sacco di un altro è la miglior consacrazione del valore del nostro lavoro. Fatte salve le ovvie implicazioni legali. Per finire: i nomi ed i cognomi di questi cialtroni tu preferisci non farli – ci penseranno i legali della Mondadori ad occuparsi del caso – visto che l’episodio ti riguarda direttamente rispetto la tua volontà, per quel che mi riguarda – e voglio che si sappia – io sono per la pubblica denuncia. Chiamare per nome e cognome coloro che, privi della capacità di elaborare in proprio idee, concetti e contenuti si appropriano della farina del sacco di altri spacciandola per propria. Sconfessare e mettere sulla pubblica piazza i nomi di costoro credo sia la miglior medicina affinché non possano più ingannare ignari e disarmati lettori e far danno a chi della creatività e dell’ingegno è davvero dotato. A questo proposito concludo, con l’intento di fare un po’ di pulizia in questo campo, rivolgendo un invito a tutti i lettori affinché ci segnalino – segnalazioni ovviamente suffragate da prove certe – situazioni e fatti analoghi. SOTTACQUA, a fronte di comunicazioni di questo genere circostanziate si impegna a difendere il diritto al copyright. Di chi davvero ne è titolare. Paolo Bastoni
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