anno II n°.16 giugno 2008

 

 

RUBRICHE - l'AVVOCATO SOTT'ACQUA

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il palombaro

di Paolo Bastoni

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a cura di Aldo Cimino

 

IL TURISTA SUBACQUEO

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato, in generale, dei soggetti che vendono viaggi, e in particolare di quelli che vendono viaggi per subacquei, i DTS (Dive Travel Specialist), distinguendo tra Tour Operator (TO) e Agenzie di Viaggi (ADV).

I clienti dei TO, si è detto, sarebbero le ADV e i clienti di queste ultime sono i turisti.

Si è usato il condizionale con riferimento ai TO in quanto frequentemente avviene che il TO operi anche come ADV e venda direttamente i suoi prodotti anche direttamente ai turisti.

Il turista subacqueo è un particolare tipo di turista, con particolari richieste ed esigenze e ricerca TO e ADV specializzati in questo settore, che comprendano ciò che lui cerca, che parlino la stessa sua lingua, che siano in grado di offrire, di consigliare e di proporre destinazioni e programmi che lo soddisfino.

Il TO che opera in questo settore si troverà pertanto a dover proporre destinazioni che abbiano caratteristiche interessanti per le immersioni e ad includere nel suo “pacchetto” anche i servizi “diving”.

L’ADV specializzata in viaggi subacquei dovrà avere una adeguata scelta dei programmi proposti dai diversi TO per le diverse destinazioni e opportunamente indirizzare o proporre al turista i programmi più adatti alle sue richieste, idoneamente consigliandolo.

E’ a questo punto chiaro che il DTS si espone ad una maggiore responsabilità rispetto al normale operatore o agente di viaggio.

Infatti, nel pacchetto turistico organizzato per un normale turista devono essere inclusi, di norma, gli elementi essenziali costituiti dal servizio di trasporto e dal servizio di alloggio. Nel pacchetto turistico per il turista subacqueo è, di norma, incluso anche il pacchetto immersioni, e comunque è previsto un adeguato servizio diving sul posto con un Centro convenzionato o consigliato dal TO, che ne illustra i servizi e la qualità.

Il DTS dunque, TO o ADV secondo i rispettivi coinvolgimenti, rischierà di dover rispondere non solo per gli inadempimenti del vettore o dell’albergatore, ma anche per quelli del Diving Center.

Infatti nel contratto di viaggio del turista subacqueo sono in genere (o dovrebbero essere) previsti anche tali  servizi.

Perciò, il subacqueo che non ha avuto i servizi subacquei richiesti e pattuiti nel contratto di viaggio, o non li ha ricevuti in modo corretto ed adeguato, può avere azione verso il TO o l’ADV, secondo il caso, per inadempienza contrattuale e risarcimento dei danni, compreso quello “per vacanza rovinata”. Infatti, sotto tale ultimo profilo, non vi ha dubbio che un cattivo servizio diving è sicuramente un fatto idoneo a “rovinare” la vacanza di un subacqueo.

Ovviamente, il servizio sub, come detto, deve essere incluso nel “pacchetto turistico”, cosa che praticamente si verifica sempre nel caso di crociere subacquee, ma non sempre nel caso di soggiorni a terra. Qualora invece il subacqueo acquisti un normale pacchetto turistico per una destinazione dove intende fare immersioni e provveda in via autonoma, sul posto, ad effettuare immersioni presso un Diving di sua scelta, non potrà prendersela con il TO o l’ADV  per le inadempienze o i disservizi del Diving.

E’ importante, dunque, sia per l’operatore che per il turista, che il contratto di viaggio sia redatto in forma scritta, come peraltro specificamente previsto dalla legge (D.Lgs. 111/95), e preveda con chiarezza quali sono i servizi inclusi nel pacchetto e chi sia il soggetto che li fornisce (TO). A parte il fatto che le legge sembra voler sancire di nullità il contratto di viaggio non redatto in forma scritta (ma la questione è controversa) in caso di vertenze il contratto scritto, con la precisazione e descrizione dei servizi da fornire e con la sicura individuazione dell’operatore-fornitore del pacchetto, aiuterebbe una parte (il turista) a meglio e più efficacemente sostenere le sue fondate azioni risarcitorie, e l’altra parte (il TO) a meglio difendersi da pretestuose speculazioni prive di fondamento.

Come già accennato nel precedente articolo, la legge è molto rigorosa verso il TO, sia come Organizzatore di Viaggi nei confronti de turista, ai sensi del decreto 111, già ricordato, sia come “professionista” nei confronti del “consumatore”, ai sensi del cosiddetto “Codice del Consumo”. Pertanto il turista-consumatore-subacqueo che ha acquistato un pacchetto turistico subacqueo avrà buone possibilità di essere risarcito dal DTS, anche per vacanza rovinata, qualora i servizi subacquei forniti siano stati carenti o inadeguati.

Ma attenzione. Il diritto al risarcimento si prescrive in un anno per i danni materiali e in  tre anni per quelli alla persona, a far tempo dalla fine del viaggio (data del rientro).

E attenzione anche ai termini e alle modalità previsti per proporre le contestazioni e i reclami, laddove la legge impone che questi andrebbero fatti subito, già durante la vacanza, onde consentire al TO di intervenire e rimediare, e comunque entro 10 giorni dal rientro a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando tutta la documentazione illustrativa possibile.

  

aldocimino@sottacqua.info

 
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