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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: il palombaro di Paolo Bastoni INDICE DEL MESE
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Sono mesi che tormento il direttore di questa rivista con gli altissimi costi della subacquea! Infatti, a differenza di tutti gli altri sport, dove con poche centinaia di euro si possono praticare, l’immersione con respiratore ha raggiunto costi così alti che anche blasonati sport, come il golf, in confronto sono diventati “popolari”. Per praticare l’immersione, almeno bisogna avere muta, pinne, maschera…e fin qui tutto bene…poi ci vuole il corso (primo livello) e giù una bella “batosta” comunque obbligatoria e questo se ci affidiamo ad un centro che ci fornisce gratuitamente l’attrezzatura per il corso. Infatti, cercare di capire con qualche “Fun diver” se questo è l’attività che fa per noi, è come andare a sciare e fermarsi al campetto scuola, o andare a giocare a tennis e rilanciare solo i dritti-rovesci che riceviamo dal cesto dell’istruttore. Solo dopo qualche decina di immersioni, possiamo capire se ciò va bene per noi…e questo, dopo che comunque abbiamo speso all’incirca 400 euro per il corso, e 200 per l’attrezzatura minima…a cui dobbiamo aggiungerci il noleggio di tutto il resto dell’attrezzatura: computer, erogatore, gav, uscita con il diving… Secondo alcune statistiche, nel primo anno di attività, la spesa media per un subacqueo si aggira su circa 1.400€, cifra che si stabilizza nell’anno successivo su gli 800 €. Ma anche questa cifra non rimane stabile perché dopo il terzo anno tende a risalire oltre la quota iniziale ovvero supera tranquillamente i 1.500€. Prezzi per chi ha una famiglia o soprattutto per uno studente che decide di avvicinarsi a questo sport, bhè, sono prezzi che si commentano da soli. Ovviamente anche in altri sport ci sono materiali di “punta”, come gli sci, le mazze da golf, le racchette da tennis, ma ci sono anche materiali “popolari”. È ovvio che materiali “top” abbiano costi “top” ma se le società produttrici potrebbero tranquillamente fornire un “pacchetto base”: maschera, muta, gav, erogatore ad un prezzo “popolare”, che ovviamente verranno cambiati man mano che si aumenta con il livello tecnico. Il golf, da sempre considerato riservato ad una piccola elité di facoltosi (almeno in Italia) ha subito una svolta epocale: la federazione golfisti italiani, ha deciso di permettere l’iscrizione alla federazione anche a coloro che non sono iscritti a nessun circolo, l’intento è quello di rendere meno difficile l’avvicinarsi a questo sport, con 65 euro all’anno, ci può tesserare e poi, pagando un green fee (biglietto di ingresso) giornaliero, mediamente dai 20 ai 50 euro, si può giocare nei vari campi italiani. Portando così, in un solo anno ad un aumento notevole con benefici che hanno convinto anche i più restii a questa introduzione. Non si potrebbe arrivare ad una decisione simile anche nel campo subacqueo? Nuovi subacquei significano, più corsi, più strutture nuove e potenziamento di quelle vecchie…per un paese bagnato su 3 lati, con 60.000.000. di persone,solo 3.500.000 praticano le attività del nuoto e solamente 250.000 praticano la subacquea. Bhè, sono numeri che parlano da soli…. Superate queste difficoltà e deciso che l’immersione con respiratore fa per noi, e non potrebbe essere diversamente, si incomincia un iter didattico che ci porterà a spendere un sacco di soldi per corsi che in effetti insegnano poco nello specifico! Spesso con istruttori che accelerano i corsi riducendoli a 5-6 lezioni teoriche e 4 uscite in mare, spesso divise due al giorno, per far prima…senza vedere che chi si immerge sia almeno abile a stare a galla anche non indossa il gav. Più di una volta mi sono soffermato a vedere gente che non riusciva a percorre 25 metri a nuoto senza fermarsi lungo la corsia, saltare su dal fondo di 1,5 metri della piscina perché spaventati dall’esercizio di svuotamento della maschera…e stavano ultimando un corso di 3 livello!!! Da qui la qualità non delle didattiche, che in realtà hanno programmi di tutto rispetto, ma degli istruttori: troppi e spesso molto poco preparati. Ma questo è tutto un altro discorso che sarebbe meglio affrontare in altra polemica…
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