anno II n°.16 giugno 2008

 

 

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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il palombaro

di Paolo Bastoni

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CAROLY, IL BAGLIETTO DA VISITA DELLA MARINA MILITARE

 

di Paolo Bastoni

 

La mattina è livida sulla banchina, promette pioggia. L’ora è antelucana, almeno per un pigro come me ma, d’altra parte, dovendo rispettare gli orari rigorosi della Marina Militare sono arrivato anche qualche minuto prima dell’appuntamento fissato. Davanti a me, nel familiare cigolio delle cime che la trattengono al molo, dondola Caroly, aiutata da un venticello fresco che si infila tra le isole di questo microscopico arcipelago sardo.

Ho chiamato al femminile i ventiquattro metri dello splendido yawl che fa sfoggio di sè in questo spazio del porto de La Maddalena riservato alle unità della nostra Marina, ma avrei dovuto usare il maschile – “il” Caroly – com’è tradizione per tutte le unita che battono la bandiera delle repubbliche marinare dal leone armato (a differenza della Marina Mercantile nella cui bandiera il leone di San Marco è appoggiato su un libro).

La storia di questo battello racconta amore per il mare, come spesso accade per imbarcazioni di questo tipo, ma in questo momento sto solo assaporando il momento in cui arriverà il Comandante Angelo Bianchi, Capitano di Fregata comandante il Caroly, e darà gli ordini per salpare, infilandoci nel canale tra La Maddalena e Santo Stefano, iniziando la navigazione di addestramento dei sottoufficiali che seguono il corso per marescialli alla Scuola dell’Isola.

Salgo a bordo dopo il comandante con la rituale domanda “chiedo il permesso di salire a bordo” “permesso accordato”. Non c’è nemmeno il rischio che sia d’impaccio con le mie macchine fotografiche mentre seguo le manovre dell’equipaggio, dato lo spazio a disposizione.

Del resto il Caroly non nasce come nave scuola militare: quando venne deposto nelle acque liguri staccandosi dai Cantieri Baglietto dove maestri d’ascia ne disegnarono nel legno le forme, sessant’anni fa, lo yawl era un’elegante yacht da crociera. E nella sua prima crociera importante dimostrò immediatamente le doti di marinità nella rotta che da Genova “la” condusse a Buenos Aires passando per Madeira, le Canarie, Capoverde.

Oggi questa sua robustezza costruttiva la sfoggia nelle acque spesso agitate del piccolo arcipelago sardo dove orami da molti anni “il” Caroly “dorme”, d’altra parte i trenta nodi di vento che spesso passano da queste parti sono il motore giusto per far muovere le 60 tonnellate di stazza di questa signora.

Randa e fiocco issati (la mezzana è rimasta sul suo boma perché c’è in corso una piccola riparazione sull’albero) la barca ha iniziato a prendere il suo passo. Scendo sul gommone del mio amico Antonio (Antonio Colacino, ufficiale di Marina, comandante dei G.O.S. di stanza a La Maddalena e soprattutto grande fotobiologo con una competenza da dar dei punti a tanti biologi “marini”) per fotografare il Caroly dal mare.

Visto di prua è davvero imponente, importante, visto sfilare dal fianco è elegante e si fa fatica a non pensare a “lui” come, invece, ad una signora, agile e un po’ altezzosa, quasi  ti vien da chiederti come faccia a muoversi con il poco vento di questa mattinata, ma il tempo passa e tra poco la termica si infilerà nel canale tra Palau e Santo Stefano (che, nella rotta tra Palau e La Maddalena sta a destra, e non a sinistra come qualche profondo conoscitore dei nostri mari ha scritto tempo fa in un brillante articolo su queste isole su un periodico del nostro settore...) e il Caroly allungherà il passo.

Risalgo a bordo con un trasbordo avventuroso, in navigazione, da un gommone di poco più di quattro metri e una vecchia (antica!) barca a vela di ventiquattro metri che sta navigando a vela, dopo aver messo al sicuro le macchine fotografiche. Mi resta ancora una cosa da fare, prima di dichiarare chiusa la mia attività di fotografo: salire “a riva”, in testa d’albero, per fotografare il Caroly dall’alto, in un unico colpo d’occhio.

Il comandante Bianchi mi suggerisce di far le cose in fretta perché tra poco usciremo in mare aperto (abbiamo appena doppiato Santo Stefano e stiamo facendo rotta verso il canale che si apre a sud di Caprera) e il vento sta rinforzando, abbiamo già un bel traverso che già arriva, sotto raffica, ad una trentina di nodi, e fuori sarà difficile (e pericoloso) salire sull’albero.

L’ascesa sul banzigo, aiutato da due volonterosi marinai al winch, è decisamente molto più semplice che non sulle barche sulle quali sono abituato a navigare data la dimensione dell’albero e delle sartie alle quali mi aggrappo per aiutarmi nella salita, e salire in testa d’albero è sempre un’emozione piacevole: piacevole per l’altezza che si raggiunge e piacevole per il fatto che si apprezza il mare e la rotta dall’alto.

Ridiscendo – purtroppo! – che il Caroly sta già doppiando Punta Rossa, l’estrema propaggine sud di Caprera, ed è tempo: il vento rinforza a quaranta nodi di maestrale e la barca sta iniziando a chinarsi. Qui il momento più emozionante, un vero regalo di compleanno (ah già: dimenticavo che oggi divento più vecchio di un anno): il comandante Bianchi mi cede il timone del Caroly! Devo confessare che sono felice ed emozionato come un adolescente cui il papà fa provare a guidare la sua auto.

Ho già portato barche di queste dimensioni, ma erano moderne, con armi velici differenti, una stazza differente e, soprattutto, non erano iscritte nei ruoli della Marina Militare! Il Caroly scivola bene sull’onda appena formata, grazie anche al vento deciso che è una costante di questa zona complici anche le vicine Bovvhe di Bonifacio che con il loro restringimento provocano un deciso effetto Venturi sul maestrale che scivola lungo la costa occidentale della Corsica.

La ruota del timone è piccola, ma la trasmissione è molto demoltiplicata e, nonostante la pala non sia proprio piccolissima, è facilissimo governare. È bello sentirti la barca scivolare nell’acqua, rispondere bene e con precisione alle tue correzioni.

Azzardo un paio di bordi e la manovra è veloce e precisa (averne di equipaggi come questo, anziché – spesso – vacanzieri sfigati che si credono altrettanti Joshua Slocum senza modestia ne capacità), il timore iniziale per ricevere su questi legni vecchi tutto quel vento sfuma rapidamente, rassicurato dalle Parole del comandante Bianchi e dai familiari cigolii dell’armo che si adatta al vento, d’altra parte si avverte l’amore di Angelo Bianchi per questa barca e per il mare anche dalla precisione e dall’attenzione dedicata alla sua cura e manutenzione. La falchetta di dritta è in acqua, la barca scivola leggera nell’onda, come recita un claim pubblicitario: cosa chiedere di più dalla vita?...

Semplice: che non finisca, ma, come tutte le cose, anche questa uscita sul Caroly deve terminare, magari festeggiata da un ottimo Capichera con il quale il comandante ha deciso di segnare la fine dell’addestramento odierno. La giornata ha ricevuto ormai il regalo di un bel sole settembrino, ormai è mezzogiorno passato e il vento, rientrati nel canale tra Caprera e Santo Stefano per poi virare a sinistra dirigendoci verso la “casa” del Caroly, è sceso a “soli” quindici-venti nodi.

So che tra poco rimetterò piede a terra e risalirò quindi sul 47 piedi Jeanneau che mi aspetta (forse un po’ gelosa). So anche che probabilmente non avrò più l’occasione di una giornata simile, d’altra parte sono troppo vecchio per potermi riarruolare in Marina. Vabbè, godiamoci la giornata così com’è venuta e le foto del Caroly.

Non sono mai stato un grande appassionato delle vele d’epoca delle quali ho sempre apprezzato unicamente il lato estetico. Devo dire, ora che ho provato personalmente a condurne una, che se si riuscisse ad unire la maestria dei maestri d’ascia di un tempo con la tecnologia offerta del terzo millennio si otterrebbero delle barche straordinarie.

E questa vecchia signora, in fondo, ora non mi pare neanche più tanto vecchia, e, soprattutto, è “una” che sa il fatto suo.

Alla faccia delle consuetudini della Marina Militare che pretenderebbero per lei un cambio di sesso.

 

 

 

 
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