anno II n°.16 giugno 2008

 

 

I SERVIZI - VIAGGI&FATTI DAL BLU

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il palombaro

di Paolo Bastoni

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LA STORIA DEL CAROLY

 

del C.te CF Angelo Bianchi

 

Caroly è certamente un nome inusuale per un’imbarcazione iscritta nel naviglio della Marina militare; l’onomastica delle nostre navi attinge, infatti, alla storia della patria, alla mitologia, all’astronomia o ricorre ad aggettivi che qualificano virtù e carattere degli uomini di mare e di guerra; mai sceglie nomi di donne che non furono regine, principesse eroine, dee o muse.

Eppure lo Yacht di 23 metri “Caroly”, 54 tonnellate di legno pregiato ed ottoni sempre lucidi è regolarmente iscritto nel quadro del Naviglio militare dello Stato e naviga con la bandiera navale militare italiana da quando il 25 maggio 1983 i suoi proprietari, la famiglia PREVE, decisero di donarlo alla Marina a duratura memoria dell’originale armatore Riccardo PREVE, orgoglioso e degno discendente di antica gente di mare di LAIGUEGLIA. Nell’atto di donazione venne posta una sola condizione: “Il rispetto della personalità della barca e che essa venisse utilizzata per l’addestramento velico del personale della M.M.”; la Marina ha, come sempre, pienamente tenuto fede al suo impegno.

A cinquantotto da quando toccò per la prima volta le acque del Tirreno a Varazze, scivolando fiera e conscia del suo splendore giù dallo scalo dei prestigiosi Cantieri di Baglietto, lo yacht Caroly continua la sua splendida avventura navigando con il nome voluto da Riccardo Preve in omaggio alla sua consorte.

Dal giorno del suo “arruolamento” il Caroly ha effettuato (in poco più di 23 anni) ben 19 Crociere addestrative: 12 a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, 7 a favore degli allievi Marescialli della Scuola di La Maddalena.

La sua storia affascinante fatta di mare, di vele gonfie dal vento, di sale si è dipanata per quasi 50.000 miglia nautiche (48.364 ad oggi) toccando 424 porti, tra italiani ed esteri. In ciascuno di essi il Caroly è stato tangibile testimone delle migliori tradizioni della nostra marineria, della nostra cultura, della nostra Patria.

Al Comando dell’Unità si sono succeduti 27 Ufficiali di Stato Maggiore mentre 7 tra i più esperti e capaci Sottufficiali nocchieri, hanno ricoperto l’incarico di Nostromo.

Lavorando duramente ma con entusiasmo alle sue cime ed alle sue vele in navigazione, ed al rassetto generale in porto, circa 600 tra Allievi Ufficiali e Sottufficiali hanno perfezionato la loro preparazione alla vela, al mare, approfondendo in un insostituibile contatto diretto, la conoscenza di quegli elementi con i quali si confronteranno per l’intero arco della carriera.

Ognuno di essi conserva un ricordo indelebile del “Caroly” e, se interrogati, vi racconteranno della loro crociera, certamente la più impegnativa, o di quella tempesta particolarmente dura perché giunta di notte ed inattesa.

Esperienze diverse come diversa è la natura dell’uomo, ma sotto un aspetto sono tuttavia uguali: l’amore verso il Caroly, la “loro barca” che li ha portati docile e sicura da un porto all’altro perdonando i loro errori; l’orgoglio per quella nave durante le soste in porto ascoltando i commenti di profondo apprezzamento da parte dei visitatori..

Spesso “ex” marinai del Caroly, gente a suo tempo imbarcata sotto il guidone dello Y.C.I. o sotto la bandiera della Marina Militare, riconoscendo la barca da lontano, affrettano il passo, con gli occhi pieni di ammirazione e la voglia di risalire a bordo a raccontare le proprie esperienze. Come quel marinaio di Carloforte un certo “Bruno” che, già Skipper del Caroly, raccontò al Comandante delle burrasche in porto a Sestri e delle uscite in mare con il dottor “Preve”, non più giovanissimo ma sempre “grande marinaio”, che gli svelava i “suoi segreti” nel condurre la barca, in condizioni particolarmente dure. Dopo quell’incontro, quando il Caroly naviga con la sola trinchetta e mezzana, per condizioni avverse, a bordo si dice che è armato “alla Bruno”. Anche questo significa “il rispetto dello spirito e della personalità della barca”.

Non meno impegno la Marina ha posto nella cura e nella conservazione di questo magnifico Yawl.

Esso è stato, infatti, oggetto di costanti lavori mirati alla manutenzione dello scafo, degli alberi, dell’attrezzatura e del piano di coperta.

Sempre nel pieno rispetto dello spirito originale voluto da Riccardo PREVE e concretizzato da Vittorio BAGLIETTO, l’unità è stata interessata da tre importanti opere di restauro. La prima presso i Cantieri Ferrari di La Spezia, subito dopo la consegna, particolarmente delicata perché mirata a realizzare le sistemazioni per 6 allievi in tirocinio, senza intaccare l’impostazione originale della barca. La seconda effettuata nel 1994 presso il Cantiere Costa Smeralda di Porto Cervo; la terza, la più importante, realizzata fra il febbraio 2000 e il dicembre 2004 presso i Cantieri Mulas di Arbatax e che ha interessato le strutture portanti dello scafo,.

Non meno preziose sono state le “amorose” manutenzioni effettuate quasi giornalmente dagli stessi componenti l’equipaggio, interventi che hanno consentito di conservare al meglio tutta la bellezza e l’originale fascino di questa vera signora del mare.

A sancire quanto sopra è giunto, proprio nel 2005 in occasione del raduno per barche d’epoca svoltosi a Porto Rotondo nel mese di settembre, l’ambito premio “Architetto Tarabocchia”, riconoscimento annualmente assegnato da una qualificata giuria tecnica dell’AIVE (Associazione Italiana Vele d’Epoca) alla barca di progettazione e costruzione italiana che meglio ha conservato il progetto originale, le attrezzature e le dotazioni di bordo.

Tale ricompensa riempie di orgoglio gli uomini della Marina Militare che si sono alternati sul Caroly, ancor più dei numerosi premi conseguiti per risultati agonistici, perché va a riconoscere il loro amore per la barca ed il loro continuo prezioso lavoro quotidiano.

 

 

 

 
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