anno II n°.17 luglio 2008

 

 

RUBRICHE - LA POLEMICA

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il sub del terzo millennio

di Paolo Bastoni

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a cura del Capitano Nemo

Scusate se ritorno sul tema trattato nel mese di giugno: il costo dell’attività subacquea, ma voglio sottolineare un episodio al quale ho partecipato e che mi ha fatto riflettere ulteriormente sull’argomento.

Sono uno dei tanti subacquei che hanno partecipato a quella bella festa che è stato il “Cernia Day” promosso, a quanto mi risulta, dal dott. Mojetta.

Devo dire che, almeno per me e per gli amici con i quali ho partecipato, è stata veramente una festa, un momento nel quale ci siamo sentiti utili oltre a divertirci in immersione.

Purtroppo, visto che la perfezione non è di questa terra, anche quella giornata ha registrato un particolare negativo, e mi riferisco alla parte conclusiva, la cena collettiva in quella specie di tendone sul molo di Santa Margherita Ligure.

L’occasione di stare insieme con così tanti subacquei è tanto rara quanto piacevole e preziosa, ma, a fronte di una discutibile qualità del cibo servito, a fronte anche della razzia permessa che ha privato diversi commensali di alcune portate, a fronte di una sorta di selvaggio “assalto alla diligenza” per accaparrarsi i posti ci siamo trovati ad essere derubati (mi sembra proprio il caso di dirlo in questa occasione) di ben 25 euro per una consumazione, come ho detto, che ne valeva al massimo un terzo, in un bar milanese nel momento dell’happy hour.

D’accordo, gli amici mi hanno detto di non prendermela, per una volta, poi si sa, lì eravamo a Santa Margherita Ligure e ogni cosa costa come l’oro. Sia ben chiaro: il punto non sono i 25 €, somma per qualcuno risibile e per qualcun altro sensibile. Ma il punto è un altro, anzi sono due. Uno che riguarda direttamente i costi della nostra attività e l’altro che riguarda il taglieggiamento sempre crescente che subiamo sulla riviera ligure.

Per quanto riguarda il primo argomento bisogna pensare che, in questo periodo di crisi, uno deve fare i conti anche con queste cose: quanti avranno rinunciato perché quei 25 euro sforavano il budget che avevano destinato a quel week end? Ma anche chi non ha rinunciato perché, comunque, l’occasione di stare insieme era troppo ghiotta per rinunciarvi, pensando eventualmente i giorni successivi a far economia e assoggettandosi ai prezzi estorsivi della località rivierasca.

E qui arriviamo al secondo dei problemi: poiché l’anagrafe mi accredita un notevole numero di “lune” ricordo ancora una Santa Margherita Ligure (ma anche Camogli, dall’altra parte) negli anni ’60 e ’70 che, pur se già non del tutto economica, ma in fondo era sempre l’anticamera di quella bomboniera che è Portofino, tuttavia i prezzi erano ancora commisurati al servizio offerto e laddove non vi era servizio erano semplici come la gente che ti accoglieva con calore. Andarti a mangiare un pezzo di focaccia in un bar non significava dover accendere un mutuo.

Oggi, tra i prezzi da taglieggiamento del (necessario) silos-parcheggio, tra il costo esorbitante di un “quattro stelle” fatiscente per quanto centrale e frequentatissimo il cui concierge, quando gli fai presente che tutte le lampadine della tua camera sono bruciate e sei costretto ad usare la televisione per illuminare la stanza, ti risponde che lui di lampadine non ne ha e non può nemmeno fartene avere (e stiamo parlando di oltre 200 € a notte!), e tra un pasto da mensa dei poveri al costo di un’ottima cena in un buon ristorante nell’entroterra di la Spezia (dove si riesce a mangiare, alimenti genuini e ben confezionati, in due, con una cifra di poco superiore!).

Al colmo dell’ironia ieri un mio amico, appena tornato da una manifestazione che si è tenuta a Bogliasco, mi raccontava di una situazione analoga dove avevano potuto consumare (parole sue) “un ottimo fritto di pesce, due primi, contorno e dolce a circa nove euro”. Non ero presente a quell’evento ma dalle sue parole, e so che lui apprezza la buona cucina, sembra proprio che la qualità del cibo servito fosse ben superiore a quella proposta ai partecipanti della festa di Santa Margherita Ligure.

Oltretutto, per dire un’ultima parola, con un servizio a cura di “volontari”, da quel che si è capito, che sapevano solo lamentarsi e non erano certo mostri di simpatia, ma questo è un altro discorso.

Mi spiace di fare questi commenti che sembrano poter inficiare la qualità di quella giornata, ma, d’altra parte, posso già mettere la mia firma per partecipare al “Cernia Day” del 2009, salvo andarmene a mangiare, a Portofino, da ... [nome di celebre ristorante di Portofino N.d.R] dove lascerò certo molto più denaro ma, almeno con la soddisfazione di averlo speso bene, per una cena che si merita tutta la mia attenzione, e la compagnia mi limiterò a godermela in barca.

Ma voglio finire con una provocazione: visto che queste stesse mie considerazioni le ho sentite fare da diversa altra gente, perché non organizziamo, magari lo lanciate proprio voi di Sottacqua, un bello sciopero dei subacquei in questi luoghi? Mi spiace per i diving che, tutto sommato, in questo caso non sono certo responsabili di queste critiche, ma non è possibile che dopo aver contribuito ad arricchire questa che quarant’anni fa era una zona tutto sommato abbastanza depressa (a parte alcune, limitate, enclave) e che, in buona parte grazie proprio al denaro portato dai subacquei milanesi, torinesi, emiliani e toscani hanno potuto permettersi l’attuale benessere. 

 

redazione@sottacqua.info

 

 
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