anno II n°.17 luglio 2008

 

 

I SERVIZI - VIAGGI&FATTI DAL BLU

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il sub del terzo millennio

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I TESORI DI BALI

 

di Vincenzo Paolillo

 

Bali è un isola bellissima, famosa per i suoi vulcani, per le pittoresche risaie a terrazza che scendono dalle colline, per la lussureggiante jungla tropicale, per le sue lunghe spiagge sabbiose, per i suoi templi testimoni di una antica spiritualità tuttora presente, per le sue feste, cerimonie, processioni.

Chi si mette in strada non può mai sapere con sufficiente certezza quanto tempo gli occorrerà per raggiungere la meta, perché, a parte il traffico in certe zone dell’isola francamente eccessivo, la possibilità di incontrare una cerimonia, una festa è elevatissima: e allora è necessario fermarsi pazientemente in coda, come fanno i balinesi, in attesa che le donne e gli uomini nei loro pittoreschi costumi, i suonatori, i danzatori, lascino di nuovo libero il cammino non senza essersi prestati gentilmente alle esigenze fotografiche dei turisti di passaggio.

Il turismo internazionale fin dagli anni 20, ha fatto di Bali una delle mete preferite e più famose, anche perché alle bellezze naturali, al folclore che qui peraltro è cultura, che attiene alla vita ordinaria e che a tutt’oggi fortunatamente non ha subito né condizionamenti né commistioni, si accompagna un’arte ed un artigianato molto apprezzati e che rendono lo “shopping” una attività molto piacevole.

Gli amanti del mare, soprattutto i surfisti e coloro che praticano la tavola a vela, trovano qui un ambiente ideale nelle onde  e nel vento che lambisce le spiagge.

Non molti sanno però che Bali presenta un’altra autentica meraviglia per ora poco frequentata e quindi fortunatamente poco sfruttata e cioè dei fondali sottomarini che, a mio parere, sono tra i più belli e caratteristici che si possono ancora trovare al mondo.

E che soprattutto sono in condizione si soddisfare i palati più diversi.

Non molti sono ancora oggi i luoghi dove esistono delle organizzazioni che posso garantire ai subacquei immersioni piacevoli e sicure.

Io ne indico tre che a mio parere sono veramente speciali.

Il primo è Tulamben sulla costa nord orientale, a 1-2 ore di macchina da Denpasar (sempre a seconda del traffico e… delle cerimonie).

Qui, in distanze assolutamente contenute, che vanno da pochi minuti a mezz’ora di navigazione da uno qualsiasi delle spiagge da cui si parte, è possibile incontrare gli ambienti e le situazioni più varie che possono interessare il subacqueo più esperto ed esigente.

A non più di 30-50 metri dalla spiaggia, su un fondale sabbioso di meno 30 metri si trova uno splendido relitto, un cargo affondato da un sottomarino giapponese nel corso della 2° guerra mondiale, che viene chiamato “Liberty”.

Il relitto, oggi spezzato in due tronconi, è ricoperto da una splendida vegetazione, ventagli di gorgonie, enormi spugne, soft corals, grandi alberi di black coral, hydroids, enormi bivalves.

E’ abitato da una grande varietà di pesci: alcuni studiosi che lo hanno studiato hanno stimato che vi si possono trovare non meno di 400 differenti specie di reef fishes e circa 100 specie di pelagici: Tonni, bonito, emperors, Napoleon wrasses, ma anche: groupers, parrotfishes, several types of triggerfishes, moorish idols, angelfish, stingrays e unicornfish,  perennemente impegnati a sgranocchiare il corallo.

Ma ancora sweetlips, surgeonfish, damsels, butterfly fishes e tanti, tanti altri.

Ma quello che caratterizza il luogo e lo rende indimenticabile è una veramente enorme scuola di jacks, una delle più grandi che mi sia capitato di incontrare nel mio perigranare nei mari del mondo, che passa il suo tempo sulle strutture più alte del relitto fino a sfiorare la superficie e che non si allontana nemmeno se qualche subacqueo si introduce all’interno del branco.

E’ una esperienza incredibile quella di farsi sfiorare da questi splendidi pesci, che si muovono lentamente ma continuamente per nulla imbarazzati dai subacquei che osservano con i grandi occhi fissi, mentre i raggi del sole faticano ad introdursi nell’enorme massa.

A meno di un’ora di gommone dal Liberty, c’è un altro luogo per me straordinario che viene chiamato Amed.

Qui in profondità ridottissime, su un pianoro lievemente degradante da meno di 10 metri a poco più di 25, c’è la più grande concentrazione di gorgonie che abbia ma avuto modo di vedere.

Enormi ventagli attaccati l’uno all’altro in un incredibile viluppo di forme e varietà di colori.

E tale è lo spettacolo che non ci si rende conto delle enormi barrel spongis impreziosite da crinoidi e dalla grande quantità di pesci che gravitano intorno, dai predatori ai più tipici corallini.

Lo spazio che intercorre tra il Liberty e Amed è occupato da un numero enorme di luoghi di immersione dalle più diverse caratteristiche: promontori rocciosi coperti da gorgonie e enormi spugne, fondali di sabbia dove gli incontri più vari con i piccoli esseri che popolano questo habitat  sono assicurati (piccoli polpi tra cui il rarissimo mimic, nudibranchi, cavallucci marini, piccoli scorfani, ecc. e tutto ciò che si concentra attorno alle numerosissime cleaning stations).

Altro luogo stupendo è Pemuteran, che si trova praticamente sulla punta nord occidentale dell’isola di Bali.

Pemuteran non è particolarmente interessante per se stessa anche se le immersioni, soprattutto quelle notturne davanti alle spiagge sono molto fruttuose, ma per tre siti che possono essere raggiunti in breve tempo: Menjangan, la Secret bay e Puri Jati.

Il primo è un isola a poca distanza dalla costa raggiungibile in solo mezz’ora di barca, parco nazionale, attorno alla quale ci sono diversi luoghi  di immersione tutti estremamente interessanti, insenature, grotte, crepacci, cadute mozzafiato caratterizzate da una varietà di vegetazione veramente incredibile.

Enormi gorgonie, incredibili spugne, coralli molli, colonie di corallo nero alte alcuni metri, una eccezionale quantità di corallo duro.

Molto pesce ma soprattutto moltissime tartarughe assai confidenti a qualche squalo invece piuttosto timido.

Ma i luoghi che possono veramente esaltare il subacqueo sono gli altri due che presentano un ambiente assai simile tra loro: una distesa di sabbia in pochi metri d’acqua con pochi sassi e poche alghe, ma una vita minuscola incredibile: una grande quantità di nudibranchi, di piccoli polpi che si nascondono nella sabbia o in una noce di cocco, cavallucci marini di molti tipi, frog fishes dai colori più vari, piccoli scorpionfish, gamberetti, molluschi e crostacei di ogni tipo.

Ogni immersione è una scoperta di nuovi soggetti.

Infine Nusa Lembongan: qui sono molti i luoghi di immersione, il corallo bellissimo, la vita sottomarina eccezionale, anche perché, al contrario degli altri luoghi di cui ho appena parlato, le correnti sono abbastanza vigorose.

Ma c’è una cosa che la caratterizza: la presenza costante degli enormi Mola Mola oceanici, pesci dalle dimensioni incredibili (possono raggiungere i 4 metri), che si trovano a Nusa Lembongan da metà agosto fino a fine ottobre.

La scoperta della loro presenza fu merito di un subacqueo australiano Michael Cortenbach.

In una mattina di 17 anni fa Michael stava facendo surf quando vide una strana pinna muoversi in superficie.

All’inizio pensò trattarsi di uno squalo ma poi si rese conto che c’era qualche cosa che non quadrava.

Si avvicinò, si buttò in acqua e mise la faccia sotto la superficie e vide lo stupendo animale.

Da allora spedizioni del National Geographic, di Animal Planet e ricercatori di tutto il mondo hanno studiato il comportamento del pesce luna, raccogliendo qui molte più informazioni di quante ne avevano avute fino ad allora.

Non molto distante da Nusa Lembongan è Nusa Penida dove la presenza di Mante tutto l’anno è assicurata.

Vorrei chiudere con un consiglio per i possibili visitatori: non cercate di coprire tutte le destinazioni in pochi giorni: ciascuna merita più di una giornata e in tutti i luoghi è possibile trovare resort e hotel per tutti i gusti e alla portata di tutte le tasche.

 

 

 

 
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- a Gardaland tra razze e nutrici