anno II n°.17 luglio 2008

 

 

I SERVIZI - VIAGGI&FATTI DAL BLU

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il sub del terzo millennio

di Paolo Bastoni

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IL PRIMO PASSO

 

di Paolo Bastoni

 

 

C’è un luogo, in Italia, che quando venne inaugurato fu salutato come la Disneyland di casa nostra, si tratta di Gardaland. Fantastico mondo di giochi a grandezza naturale, mitico luna park di dimensioni “king size”, regno dell’avventura e del divertimento, tra percorsi attraverso fantasiose ricostruzioni di antichi mondi egizi o simulazioni di picchiate su caccia supersonici ottenibili con i 4g di Blu Tornado che personalmente ritengo uno dei più bei (“otto volanti”? “montagne russe”?) che fanno provare vera adrenalina nelle picchiate, nei loop e nel giro della morte, per chi ama questo genere di sensazioni.

Un paradiso del divertimento domenicale, ma non solo, insomma.

La novità è che proprio qua, adattato agli standard architettonici e di enterteinment del Parco, è stato costruito un nuovo acquario, con caratteristiche interessanti almeno quanto molti organismi che lo abitano.

Sea Life è il nome di questo acquario, il 28* al mondo e il primo in Italia a fregiarsi di questo marchio, un brand che fa parte di un gruppo specializzato in parchi divertimenti che vede oltre trenta milioni di visitatori all’anno nelle proprie strutture.

E allora viene spontaneo un ragionamento: aggirandomi per le varie sale della struttura stavo prendendo coscienza del fatto che per un bambino, soprattutto quelli che vivono nelle città, è più facile aver visto, dal vero, una giraffa o una tigre, nei vari parchi tematici o nei pochi zoo sopravissuti (e magari non hanno mai visto una mucca o un’oca o un asinello…) che non uno squalo nutrice o una pastinaca o un cavalluccio marino.

Sea Life nasce, in fondo, proprio per loro: seguendo i principi dell’edutainment l’acquario si prefigge lo scopo di far conoscere, educare e sviluppare anche esperienze sensoriali dei piccoli visitatori (ma anche dei grandi, perché no?!?) che li portino ad iniziare un percorso di confidenza con il mare e con i suoi abitanti.

Un percorso educativo dove sono proposti una serie di quesiti supportati da installazioni interattive attraverso le quali si fa – letteralmente! – toccare con mano la ruvida pelle di uno squalo o si descrivono varie informazioni sul mondo marino. Questo percorso viene poi “verificato” con una semplice serie di quesiti che portano il bimbo a riflettere su quanto ha visto, letto e provato, le risposte a questi quesiti, quando positive, portano ad un piccolo premio finale, ma il premio maggiore sta proprio nell’aver imparato qualcosa di nuovo.

Soprattutto perché la stragrande maggioranza di bimbi che passano da queste sale non hanno nessuna dimestichezza con il mondo “sotto”, con l’ambiente subacqueo, e allora il “Sea Life” di Gardaland assume un’importanza rilevante. Questi ragazzini che, probabilmente, mai sarebbero portati – per esempio – all’Acquario di Genova, possono vedere qui, come in un gioco, nel grande gioco che è tutta Gardaland, organismi per lui misteriosi e, proprio per questo, affascinanti.

Quanti tra i lettori di SOTTACQUA, per esempio, hanno potuto vedere dal vivo uno squalo di Port Jackson, o anche, semplicemente, una torpedine o un nutrice. Bene. Qui è possibile farlo. E se qualcuno storce il naso perché le ambientazioni delle vasche sono fantasiose, tra finti relitti adagiati sul fondo all’interno dei quali si muovono pinna nera e carangidi, la cosa ha il merito di risvegliare quella caratteristica che su SOTTACQUA denunciamo sempre più carente nel nostro mondo e che è alla base di molte carriere subacquee: la passione.

E non si può neanche dire che questa passione sia costruita solo sulla fantasia e sulle suggestioni: alle ambientazioni “creative” è, appunto, abbinato il percorso educativo e interattivo per ricondurre l’attenzione al mondo reale. Anzi, si può forse dire che, a questo punto, si potrà anche essere sviluppata la curiosità per vedere e toccare con mano, fuori dalle sale di un acquario e dentro quel grande acquario che è il nostro mare, quelle sensazioni provate nella visita a Sea Life.

E questo può essere il grande merito di questa struttura che nei 19.000 metri quadrati sui quali si estende ospita oltre cento specie diverse: quello di risvegliare attenzione e fascino, visto che altri mezzi sembrano essere scomparsi o essere divenuti efficaci.

Ma questo, non dimentichiamolo, può essere solo un primo passo: Sea Life deve lavorare per consolidare la nuova attenzione che riesce a raccogliere, attraverso formule da studiare che portino il piccolo pubblico ad un contatto ancor più ravvicinato con quel mondo che qui iniziano a scoprire, patrocinando iniziative che, in sinergia con l’Acquario, contribuiscano allo sviluppo della conoscenza e della passione.

Intanto, dopo aver rilevato – tra parentesi – che SOTTACQUA era l’unico periodico di settore presente alla presentazione di una struttura che potrebbe “far bene” a tutto l’ambiente, restiamo in attesa dei necessari passi successivi che, comunque, i responsabili dell’organizzazione, hanno garantito essere già in calendario.

 

Il primo passo è stato fatto, speriamo che le prossime siano pinneggiate…

 

 

 
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