anno II n°.17 luglio 2008

 

 

I SERVIZI - LA FOTO DEL MESE

 

GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA

 

copertina: il sub del terzo millennio

di Paolo Bastoni

Cover Story

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UNA FOTO DI...

CRISTIAN UMILI

 

 

 

Mar Rosso - Berenice

 

Ero ad Iron Garden un reef nel sud del Mar Rosso egiziano, girovagando per i coralli ad un certo punto questa murena gigante, che vedendomi è entrata in messo ai coralli e d ha iniziato a scappare. Era un soggetto perfetto per l’obiettivo che avevo montato, il 16mm fish eye su 35mm, ho iniziato a seguirlo in quanto intravedevo la sua grossa mole tra i coralli, sicuro che primo o poi sarebbe uscita. Dopo un inseguimento durato un paio di minuti facendo slalom tra la barriera corallina esce e mi taglia la strada da destra verso sinistra, prendendomi di sorpresa, pensavo che si sarebbe fermata un attimo per capire la situazione, per fortuna avevo la macchina pronta e ho avuto il tempo di fare sue soli scatti: quello qui pubblicato e un altro in cui la murena aveva la testa un po' piegata pronta ad infilarsi in un altro anfratto.

 

 

 

L’inquadratura è stata fatta in una frazione di secondo come capita spesso quando si ha a che fare con animali che si muovono velocemente, in questi casi è importante avere ià in testa la fotografia in modo da mettere la macchina fotografica all’occhio e non dover far altro che premere il pulsante di scatto. Per poter vedere l’immagine ancora prima di guardare all’interno del mirino si devono guardare molte immagini di altri fotografi in modo da allenare l’occhio ed il lavoro di inquadratura viene fatto quasi in automatismo.

Quando si è di fronte alla realizzazione di immagini con soggetti in rapido movimento, si ha a malapena il tempo di premere il pulsante, e si deve preimpostare la macchina in maniera da arrivare pronti al click, ho impostato il diaframma in base alla potenza del flash e il tempo di scatto impostato per avere un bel blu. Nella fotografia ambiente importante lavorare in manuale per poter fare periodicamente letture della luce nel blu per renderlo gradevole e saturo invece di slavato, proprio per far fronte a situazioni in rapido movimento.

 

RIEPILOGO

Macchina: Nikon F90x

Obiettivo: Nikon 16mm fish eye f2,8

Flash: Subtronic Alpha @ 1/2 potenza + Ikelite 100Ai @ 1/1 potenza

Pellicola: Kodak Elite Extra Color 100 ISO

Tempo di scatto: 1/250 di sec.

Diaframma: f8

 

 

Cristian Umili, chi è

SOTTACQUA - Chi è Cristian Umili?

Cristian Umili - È una persona semplice, tranquilla, che nella subacquea è cresciuto accumulando esperienza senza bruciare le tappe e sopratutto una persona che ama esprimere i propri sentimenti con le immagini.

SA - Da dove nasce la passione per la Subacquea?

CU - La passione per il mare è sempre stata in me, ho sempre amato il mare e per nulla la montagna, poi grazie ai documentari di Cousteau che vedevo quando frequentavo le scuole elementari sono stato rapito dagli organismi marini. Però a quell'epoca potevo solo sognare e vedere i pochi animali con la mia maschera durante le vacanze estive sulla costa Adriatica, fino all'età di 13 anni quando ho potuto prendere insieme a mio padre il primo brevetto sub.

SA -.... e per la fotografia?

CU - Mi sono sempre divertito a fotografare fin da piccolo con una Agfamatic (se non ricordo male il nome) che possiedo ancora, ma la passione vera è nata subito dopo aver preso il brevetto da sub; mio padre ebbe l'idea di scafandrare la sua reflex per prendere fotografie ricordo. Subito cercai di capire come funzionava subito leggendo il manuale d'istruzione e poi  grazie ad un vecchio subacqueo, Walter Montanari, che mi ha insegnato tanto sia per quanto riguarda l'immersione sia per quanto riguarda la fotosub.

SA - Cosa ti ha portato a scegliere la fotografia come professione?

CU - Credo che prima o poi le passioni forti ti condizionino la vita soprattutto quando sei giovane; appena dopo aver iniziato l'università (Economia Aziendale a Parma) ho iniziato a collaborare con uno studio fotografico di Reggio Emilia (mia città di origine) per guadagnarmi qualcosa ed imparando il mestiere di fotografo. In quegli anni la fotosub rimaneva una passione ed era extra lavoro. Nel 2001 ho conosciuto quella che è mia moglie, lei lavorava a Milano ma appassionata di mare e di arte visiva, gli spostamenti Reggio E.- Milano diventavano sempre più pesanti e visto che entrambi avevamo la passione per il mare ci siamo trasferiti aprendo il nostro studio fotografico a Sestri Levante.

SA - Cerchi di trasmettere qualcosa con la fotografie oppure pensi solo di scattare una foto tecnicamente perfetta?

CU - Quando si inizia a fotografare si è molto concentrati sulla tecnica ma quando questa la si è acquisita si deve andare oltre cercando di trasmettere delle emozioni e delle sensazioni a chi guarda l'immagine o nel caso dei reportage dell'insieme di immagini. Oggi quando porto la macchina fotografica all'occhio ho già in mente che scatto voler ottenere e scatto senza troppo pensarci sia se uso macchine digitali sia se uso macchine a pellicola.

Trovo che le foto “tecnicamente perfette” spesso siano fredde e che non trasmettano niente, mentre ci sono foto anche tecnicamente sbagliate ma che rendono una forte emozione a chi guarda e nella fotografia subacquea penso ad alcuni scatti di David Doubilet o di Nicklen (che ha vinto recentemente diversi premi). Quello che sto cercando di fare ultimamente sia nella fotografia subacquea che nel reportage.

Questo naturalmente riferito a lavori personali e non commissionati, nel caso i lavori commissionati la fotografia viene studiata a tavolino con il committente e poi creata secondo le direttive.

SA - Partecipi a concorsi fotografici?

CU - In passato partecipavo spesso a concorsi fotosub che a concorsi fotografici, tra cui ho vinto diversi premi, oggi per motivi di tempo,  facendo il fotografo penso prima alle foto dei clienti e poi alla preparazione delle proprie, partecipo solo ad alcuni internazionali come il Festival Mondiale dell'immagine subacquea di Antibes, ogni anno partecipo al World Press.

In passato ho partecipato anche a gare fotosub selettive per il campionato italiano ma poi ho lasciato quando ho aperto l'attività in quanto il periodo delle gare coincide con un picco di lavoro.

SA - Se non ho capito male la fotosub rimane un po’ ai margini della tu attività?

CU - Da un punto di vista lavorativo la fotosub ha un peso minimale, tolta la vendita di qualche articolo alle riviste, la collaborazione con Sott'acqua e qualche corso non faccio altro.

La fotosub rimane in pratica il mio primo amore ed è ancora nella sfera delle mie passioni, per questo mi diverto ad insegnarla e cerco sempre di inserirla nei miei progetti fotografici come quello che sto sviluppando da un paio di anni sulla tonnara di Camogli.

Per il resto la mia attività di fotografo è concentrata su servizi matrimoniali nel nord italia, immagini di interno e qualche still life.

SA - E di mostre ne hai fatte e ne fai?

CU - In passato ho fatto sia mostre fotografiche, le ultime in alcuni locali a Genova e una collettiva dei fotografi si Sestri Levante, sia diaporami tra cui alcune volte all'acquario civico di Milano.

Per il futuro prossimo ho una mostra fotografica a Sestri Levante in agosto riguardante il progetto sulla Tonnara di Camogli in cui saranno presenti immagini subacquee e non.

SA - Quali attrezzature usi?

CU - Lavorativamente ho usato diverse marche da Nikon a Canon (sia a pellicola che digitali) che le ultime Olympus digitali; la mia attrezzatura personale è Nikon, questo perchè ho sempre avuto un buon feeling sia con i corpi macchina, con gli obiettivi e con i flash. Attualmente sono ancora nella fase di stare alla finestra per acquistare corpi definiti professionali, infatti oggi uso Nikon D70s, D80 e una Fuji S2Pro anche se mi sembra arrivata l'ora di fare il salto e prendere almeno una D300 visto che ho potuto metterla alla frusta ed è stata all'altezza delle aspettative.

Sott'acqua per ora uso le mie vecchie macchine a pellicola, una F90x in scafandro Igloo, una F801s in scafandro Subal e 2 Nikonos 5, anche se sto meditando il passaggio al digitale anche in questo campo entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda gli obiettivi sott'acqua uso per l'ambiente il 16mm fish eye che copre 180° sulla diagonale dell'immagine e per la macro il 105mm micro e il 60mm micro tutti Nikon. Per i flash uso un Subtronic Alpha, due Ikelite 100Ai, un Ikelite 50, un Isotender e per la macro ogni tanto la custodia per il Nikon Sb25. Collego i flash alle custodie e alle Nikonos con bracci sia Carbolight che Isotecnic.

SA - Perciò pensi di “digitalizzarti” completamente?

CU - Si, è da tanti anni che uso reflex digitali, la prima che ho usato è al Canon D30 da 3 Mpix dei primi anni 2000 perciò ho imparato a conoscerle e ho visto i progressi fatti oltre ad avere un workflow consolidato e stra-collaudato per ottenere buone immagini.

Inoltre cosa fondamentale, perderei meno tempo, tempo che oggi uso per scansionare tutte le diapositive che faccio.

 

 
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