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GLI SPECIALI DI SOTTACQUA: INTERNATIONAL YEAR OF THE REEF (IYOR) - ANCORAMARE NAVIGA L'ITALIA |
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copertina: il sub del terzo millennio di Paolo Bastoni INDICE DEL MESE
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di Angelo Mojetta Sette collane più una produzione di poster a tema. Questa istantanea non basta di certo a dare un quadro di una delle case editrici più prolifiche nel settore dell’editoria di cose di mare. La breve intervista con Stefano Gargiullo, patron dell’IRECO può servire invece ad introdurci nelle motivazioni e nelle stanze dove si operano le future scelte editoriali che andranno, via via nel tempo, ad arricchire le biblioteche degli appassionati del mondo blu.
Quando siete nati, e perché? L’IRECO nasce per iniziativa di un gruppo di amici accomunati dalla passione per il mare e per l'avventura, con la finalità di elevare il livello di conoscenza delle problematiche legate al mare ed all’ambiente, mettendo a disposizione le competenze e le professionalità dei propri associati. I soci fondatori e i più stretti collaboratori, professionisti e docenti universitari, ricoprono incarichi di particolare rilievo in differenziate attività connesse al mare, tra le quali: medicina iperbarica, neurologia, geologia, archeologia, archeologia subacquea, biologia, oceanografia, statistica. L’Ireco, per prima, e poi ora da molti seguita in questa filosofia, ritiene che la tutela del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese sia conseguibile solo attraverso un sacrificio individuale derivante da un uso consapevole delle risorse. E poiché l'uomo protegge ciò che ama ed ama ciò che conosce, l'IRECO decise che la diffusione della conoscenza del patrimonio ambientale e culturale fosse un passaggio obbligato per raggiungere l'obiettivo della sua conservazione. Così nacque l’Associazione “Ireco, Istituto di Ricerche Ecologiche ed Economiche”, associazione non profit, dalla quale è poi conseguita la “Edizioni Ireco srl”. In tale ottica l'attività dell'IRECO si articola in due settori: Il primo con l'avvio di programmi di ricerca in particolari settori della biologia e dell'archeologia subacquea (sono in corso una ricerca di biologia marina in collaborazione con l'Università di Roma, ed una indagine archeologica in collaborazione con la competente Sovrintendenza)
Il secondo, con la pubblicazione di libri e manuali a carattere
prevalentemente divulgativo, ma dal contenuto rigoroso dal punto di vista
scientifico, concernenti il mare, l'avventura e l'archeologia, anche con
riferimento alla storia ed alle biografie degli uomini che hanno dato il
loro determinante contributo al progresso della conoscenza.
L’attività
editoriale, per la qualità e la specificità dei volumi pubblicati, molti
dei quali costituiscono un “unicum” nella letteratura specializzata,
Quanto è difficile entrare nel mercato dell’editoria? Entrare, nel senso di pubblicare libri, di per se non è difficile. E’ sufficiente avere un testo ed investire nella stampa. Quanto poi ad entrare nel “mercato” nel senso di ottenere la giusta diffusione ed una sufficiente quota di vendita, è un altro discorso. Quali le prime pubblicazioni? La prima pubblicazione fu il libro “Pesci del mediterraneo” uscito nel 1982 e più volte, anche recentemente, ristampato, che si pone ancora oggi come un “unicum” per la quantità di specie di pesci dettagliatamente descritte ed illustrate a colori. Poi nacquero le “SUBCARD” e cioè la serie di schede di illustrazione di zone di particolare interesse per immersioni, pesca, fotografia. L’idea era assolutamente innovativa in quanto all’epoca non esistevano i “Diving” ed i subacquei andavano da soli o in gruppi ristretti alla ricerca di posti interessanti. Così capitava assai di frequente di trovare il posto “giusto” appena il giorno prima di aver terminato le sospirate vacanze. Le Subcard davano le indicazioni per poter effettuare immersioni in luoghi particolarmente interessanti, senza togliere al subacqueo il piacere della scoperta. Fu un successo sia di pubblico che di critica. Con quante copie di venduto si può arrivare a coprire i costi di produzione? Naturalmente dipende dalle caratteristiche qualitative della pubblicazione, ma in generale sono sufficienti non molte copie, diciamo circa 500. Che però, per una editoria super specializzata come la nostra, ed in un mercato “povero” di lettori, non sono poi così poche. È vero, quindi, che la gente legge davvero poco? In Italia certamente. Conosco numerosi subacquei che spendono cifre assai rilevanti per vestirsi come “alberi di natale” comperando appena iniziato ad immergersi, magari in piscina, mute stagne, computer da polso, attrezzature fotografiche costosissime, che poi esclamano di fronte ad un libro che costa 20 euro: come è caro! Mi astengo dal riferire la mia risposta a questo commento.
Siamo presenti anche in alcune grandi librerie, ma non in quelle, e non sono poche, che osano chiedere una percentuale del 60% sul prezzo di copertina. Anche qui mi astengo dal riferire le mie risposte a tale richiesta. Ma anche nel vostro campo la distribuzione è un fattore critico che può determinare le fortune di un titolo come avviene per i giornali nelle edicole? La distribuzione è certamente un fattore critico perché se un libro non si vede in libreria, un utente eventualmente interessato certo non può comperarlo. Più che la fortuna di un titolo, che dipende in effetti da molti altri fattori, direi che la distribuzione può impedire una equa diffusione di un libro. Come è successo che avete deciso di occuparvi di “mare”? Voglio qui raccontare un aneddoto, assolutamente reale. Eravamo quattro amici al bar, seduti davanti ad una rinfrescante bibita dopo una favolosa immersione in piena estate. Eravamo scesi con bombole e fucile (allora si poteva e, a differenza di molti, non me ne vergogno), ed avevamo percorso una lunga parete incredibilmente ricoperta di piccoli rami di corallo rosso con i polipi completamente aperti, che alla luce delle nostre ‘Vega’ lanciavano sciabolate di incredibile biancore! Uno spettacolo raro e stupendo, che, accanto alle innumerevoli antenne di aragoste, mi fece completamente dimenticare lo scopo dell’immersione e rimpiansi di non aver portato la mia ‘Siluro’. Dopo alcuni rinfrescanti sorsi chiesi trepidante agli amici: avete visto che spettacolo meraviglioso i coralli rossi? La risposta fu: ma perché, c’erano anche alcuni rametti di corallo? Fu anche per questo che decidemmo che non si poteva pretendere che si difendesse un ambiente, ed in particolare quello marino, se neppure se ne riconoscevano gli abitanti, e proprio da parte di chi in quell’ambiente ci passava ore e giornate! Nacquero quindi le Identicard, le prime schede in Italia di identificazione e seawatching in plastica da portare anche sott’acqua, che tanti riconoscimenti hanno avuto. Avete legami personali con il mare? Certamente: tutti gli esponenti della casa editrice sono subacquei e amanti del mare, dei viaggi, dell’avventura, ed alcuni (come il sottoscritto) da oltre 50 anni! Quanti titoli complessivi avete in catalogo? E quanti di mare? (sopra/sotto) I titoli non sono molti, proprio per la nostra specializzazione e per aver rifiutato diverse proposte che non ci convincevano appieno, poi pubblicate da altri editori. Abbiamo però in cantiere molte interessanti novità, ma non voglio anticipare la sorpresa!
La capacità di essere contemporaneamente corretti dal punto di vista scientifico ma anche comprensibili dal grande pubblico, e queste sono doti assai difficili, perché il professionista tende ad usare un linguaggio troppo tecnico (non parliamo poi dei docenti universitari!), mentre l’appassionato spesso non ha basi conoscitive sufficienti. Cercate voi gli autori o vi si propongono? Entrambe le cose, ma più spesso siamo noi a cercare gli autori ed a proporre gli argomenti. Avete un feedback con il vs. pubblico? Realizzate momenti di contatto? Abbiamo un notevole feedback e riceviamo lettere di complimenti, da ogni parte del mondo, che ci gratificano molto. Punti di contatto sono le manifestazioni specializzate e i Saloni di settore, ai quali siamo sempre presenti. ALCUNI TITOLI DI IRECO
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