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Il mare in rete - anno IV n°. 33 – Marzo 2010 – reg.Trib. di Milano n.318 del 14 maggio 2007

NEWS DALL’EUDI 2009

A cura di Leonardo dImporzano Commenti disabilitati

colophon_leo_d_imporzanoCi occuperemo, per qualche tempo su questa rivista, alle novità presentate al recente Eudi Show. Innanzitutto, siamo contenti del cambio di rotta, che vedrà la prossima edizione non più a Roma, ma a Bologna con la partecipazione di tutte le società del settore, che al recente Eudi, erano ridotte solamente a Mares, Omer e Sporasub.

Ci occupiamo, come primo prodotto e prima azienda, proprio di Sporasub.

Lo storico marchio, è stato riportato in Italia da Omer, che l’anno scorso, è riuscita a concludere con la società di Hong Kong alla quale era stata venduta da Mares, la possibilità di progettare e distribuire in esclusiva il prodotto.

Senza dubbio, l’attenzione dei visitatori è andata alle nuove pinne progettate ma Marco Pisello, le Revolution.

Rivoluzionarie non solo nel nome, ma soprattutto a livello progettuale.

Partiamo dalla scarpetta.

Se già era innovativa la scarpetta della Mustang di Bonfanti, che per primi avevano introdotto una calzata più avvolgente, Pisello va oltre, presentato una scarpetta modello ciclismo, che ricorda le scarpetta della Lunocet che ne avevano pensata una simile per la loro rivoluzionaria monopinna.

La caratteristica principale sono le tre fasce di velcro di chiusura, che permettono, una calzata sempre avvolgente e soprattutto, la possibilità di indossare calzari differenti a seconda della stagione.

La suola è realizzata in termoplastica con il tacco antiscivolo in poliuretano e presenta anche due canali di scolo, che evitano quindi il ristagno di acqua all’interno della scarpetta, mentre la parte interna e le imbottiture sono idrorepellenti (soliti materiali dei gav).

Per quello che riguarda la pala, disponibile attualmente solo in due colori e per ora esclusivamente in polipropilene, in attesa del carbonio dell’anno prossimo, presenta alcune caratteristiche anch’essi particolari ed innovative: innanzitutto l’inclinazione di ben 26 gradi, che quindi cambia anche lo stile della pinneggiata, e rappresenterà per molti, almeno all’inizio una difficoltà di adattamento notevole.

Mancano poi i longheroni, che in questi ultimi anni, introdotti dalla C4, erano stati poi adottati da tutte le case produttrici, sulla Revolution Blade, sono invece presenti 5 derive, che sostituiscono appunto i longheroni e non dovrebbero far derapare. Due lateralmente superiormente, due lateralmente inferiormente ed una centrale. Il collegamento pala-scarpetta è dato da 4 viti metriche M5 in acciaio inossidabile. Non ci resta che provarle ora in mare, per avere un giudizio di questo prodotto innovativo.

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