La perturbazione meteorologica inseritasi nel nostro Paese all’inizio della settimana rende la vita difficile ai ragazzi della spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009. Anche oggi ci svegliamo poco dopo il sorgere del sole per trovare il camping Oasi di Badolato bagnato da una pioggerella insistente…anche se le previsioni ed il cielo ci regalano abbondanti sprazzi di sereno.
Carichiamo tutte le attrezzature sul furgone dello Staff Gio’Sub e sulle auto dei partecipanti per avviarci verso il porto dal quale il gommone del Diving Thalassoma di Andrea Paladino, che per primo trovò e scese sul relitto dell’Ammiraglio Millo, ed il Caroline di Lino Muraca ci attendono per le operazioni della giornata. Le condizioni del mare sembrano garantire una buona navigabilità e, come sperano un po’ tutti quanti, una visibilità superiore a quella di ieri…
Ma bastano pochi minuti di navigazione verso sud che il mare inizia a montare e ad incresparsi. Bassi nuvoloni grigi ci vengono incontro con rapidi scrosci di pioggia leggera. Sotto il tendalino del gommone del team Gio’Sub Exploro Millo 2009 trova riparo il fotografo Paolo Sala, di Inimmaginabile Studio, che riprende stoicamente le operazioni mentre i ragazzi di Lorenzo Del Veneziano iniziano a prepararsi per entrare in acqua.
“Ragazzi c’è corrente molto forte…” esordisce Lorenzo Del Veneziano osservando l’angolo dell’ormeggio sul relitto “sembra superficiale ma ha l’aria di spingere come un fiume in piena!” la cosa viene confermata anche dall’amico Paolo Palladino “la corrente spinge verso sud…anche se il vento è di libeccio, ci sono le premesse per cui il relitto si presenti pulito e vi offra una buona visibilità!…“
Mentre i sommozzatori del team di Lorenzo Del Veneziano scendono in acqua e spariscono sul pedagno del relitto i ragazzi che affiancano la spedizione, a bordo del motoscafo di Lino, seguono le operazioni rendendosi disponibili a dare una mano dove necessiti al team di Lorenzo.
Sono tutti subacquei tecnici esperti e fin da subito capiscono che il mare oggi sarà impegnativo e le condizioni di corrente metteranno a dura prova le loro capacità. Infatti registriamo alcune rinunce per l’eccessiva corrente di superficie che non permette ai partecipanti di raggiungere il pedagno del relitto. Ma la sicurezza ed il buon senso vengono prima di tutto! E dopo qualche momento di sconforto una risata liberatoria cancella tutto… pronti a fare assistenza ai compagni in acqua attendiamo il riemergere dei nostri esploratori.
Il tempo cambia ancora regalandoci una bella ma fastidiosa onda lunga. La stessa si ingrossa, sotto il vento che aumenta, non permettendo alle imbarcazioni di rimanere al fianco…”l’ormeggio strappa troppo…meglio sganciare…!” mentre la stazione decompressiva ed il trapezio per l’ultima sosta viene calato in acqua il motoscafo di Lino recupera la cima ed in pochi secondi si trova ad un centinaio di metri dal gommone della spedizione.
Dopo diversi minuti affiorano i primi ragazzi che affiacano la spedizione, sono Andrea e Fulvio che avevano il compito di guidare la videocamera negli squarci aperti e nei tubi lanciasiluri del relitto… “ragazzi una fatica incredibile stare sul relitto e sul pedagno ma la visibilità sul relitto era spettacolare!” provati dall’esperienza riguadagnano il loro posto sulla barca di Lino. Provati ma euforici per la bella immersione fatta.
Passano più di due ore prima che il team Gio’Sub Exploro Millo inizi a riapparire in superficie con Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori che , una volta riguadagnato il gommone, ci raccontano dell’esperianza: “Ottima la visibilità… abbiamo filmato tutto il fianco sinistro del relitto, Roberto ha trovato anche un boccaporto a poca distanza dal corpo del sommergibile. Le condizioni di lavoro erano pessime per la corrente che ci spostava ed abbiamo faticato a rimanere sul relitto! Abbiamo incontrato Lorenzo (Del Veneziano) che si è fatto passare la
videocamera per completare alcune sequenze di ripresa!“. Diversi minuti più tardi riaffiora anche il capo della spedizione, provato ma esaltato dalla visibilità trovata.
Rientriamo al porto per scaricare i mezzi e tornare al camping a riposare e riscaldarci dalla giornata uggiosa.





