
il fascino di un'immersione sotto ghiaccio al Circolo Polare Artico
Se citiamo la definizione “circolo polare artico” subito l’immagine che ci si forma nella mente è quella di un caldo piumino dal quale poter ricavare quella temperatura che ci serve per sopravvivere, e questa era anche l’immagine che avevo anch’io e alla quale stavo pensando quando, in costume da bagno, sopra – appunto – il famoso “circolo polare artico”, sotto la pioggia toglievo gli erogatori dalla bombola e sciacquavo l’attrezzatura dopo un’immersione in quelle acque (queste sì, fredde!).
Cercheremo di trasmettervi, nel ristretto spazio di questo servizio, le emozioni e le sensazioni di un viaggio che non è, non può essere solo un viaggio subacqueo.
La meta: la Russia. Prima tappa, della quale si parlerà in altra parte, San Pietroburgo, la città degli zar. Qui diremo solo, immediatamente, che un viaggio a queste latitudini non può essere solo un viaggio subacqueo, non può prescindere da una – seppur breve – visita a questa che è una delle città più belle del mondo.
Da questa coloratissima città, alla quale si può arrivare con un volo diretto di poco più di tre ore, bisogna ancora prevedere un viaggio (comodo) in treno fino alla destinazione finale: le zone del circolo polare artico, 66°33’ latitudine nord, mille chilometri più a nord, una notte trascorsa nei vagoni letto che riportano con la mente al Dottor Zivago o a molti altri capolavori della letteratura russa. Dai finestrini vediamo sfilare un paesaggio in continuo mutamento: dalle ampie (per noi “occidentali”, per i russi – queste – non lo sono poi molto…) foreste di betulle che circondano San Pietroburgo fino alla taiga del Mar Bianco caratterizzata da vegetazione bassa e ambienti paludosi.
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added: 24/09/2009
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description: reportage di viaggio di Paolo Bastoni: da San Pietroburgo al Circolo Polare Artico, ovvero dagli zar ai beluga nel grande nord della Russia






